{"id":68976,"date":"2018-04-04T00:12:20","date_gmt":"2018-04-03T22:12:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68976"},"modified":"2018-04-04T00:12:20","modified_gmt":"2018-04-03T22:12:20","slug":"taiwan-indipendentisti-referendum-xi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/taiwan-indipendentisti-referendum-xi\/","title":{"rendered":"Taiwan: gli indipendentisti sognano il referendum, Xi li gela"},"content":{"rendered":"<p>Con le testate di tutto il mondo concentrate sullo storico incontro del leader nordcoreano Kim Jong-un con il presidente cinese <strong>Xi Jinping<\/strong> a Pechino, le parole pronunciate da Xi pochi giorni prima nel discorso di chiusura dell\u2019Assemblea nazionale del popolo sono quasi finite in secondo piano.<\/p>\n<p>Nulla di inaudito, nella narrativa cinese: nella Grande sala del popolo, Xi aveva indirizzato le sue parole sulla sovranit\u00e0 e territorialit\u00e0 alle forze indipendentiste di Xinjiang \u2013 la regione a maggioranza musulmana nel nord del Paese -, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/hong-kong-demosisto-pechino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Hong Kong<\/a> e <strong>Taiwan<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cSaremo costretti a salvaguardare la sovranit\u00e0 e l&#8217;integrit\u00e0 territoriale della <strong>Cina<\/strong> per raggiungere la piena unificazione della madrepatria, perch\u00e9 questa \u00e8 l&#8217;aspirazione dell&#8217;intero popolo cinese\u201d, ha sentenziato in quell\u2019occasione Xi, il presidente ormai pressoch\u00e9 <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/cina-xi-jinping-leader\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">eterno<\/a>. Un\u2019affermazione volta ad ammonire i moti indipendentisti sul territorio cinese. E per territorio cinese, Pechino considera soprattutto l\u2019isola di Taiwan. Anche dal premier Li Keqiang sono arrivate parole dure: \u201cNon possiamo tollerare alcun sentimento indipendentista taiwanese\u201d.<\/p>\n<p>La questione di Taiwan, come quella di Hong Kong, \u00e8 vista con disagio dalla leadership cinese che, da tempo, cerca di gestire le rivendicazioni con metodi che violano anche la carta costituzionale taiwanese.<\/p>\n<p><strong>Parlare a Taipei perch\u00e9 Washington intenda<\/strong><br \/>\nMa perch\u00e9 la leadership cinese alza i toni proprio verso Taiwan? Taipei e Pechino non hanno avuto sempre rapporti felici, incrinati soprattutto con l\u2019arrivo al potere nel 2016 di <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/taiwan-un-nuovo-presidente-e-le-sfide-per-lue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Tsai Ing-wen<\/a><\/strong> come presidente della Repubblica di Cina.<\/p>\n<p>Ma tra le due, a complicare le cose, entra a gamba tesa Washington. Gi\u00e0 nel dicembre 2016 \u2013 prim\u2019ancora di prestare giuramento -, il presidente Donald <strong>Trump<\/strong> aveva avuto una telefonata con la presidente Tsai, interrompendo un silenzio iniziato il 1979, quando gli Stati Uniti decisero di interrompere i rapporti con Taiwan dopo il riconoscimento della politica dell\u2019\u201cunica Cina\u201d a favore di Pechino.<\/p>\n<p>La Cina guarda con attenzione cosa accade al di l\u00e0 dello stretto di Taiwan e osserva le mosse dell\u2019amministrazione americana, in particolare da quando Trump ha firmato il <strong><em>Taiwan Travel Act<\/em><\/strong>, decreto che incoraggia gli scambi tra funzionari statunitensi e taiwanesi a tutti i livelli. Il primo via agli incontri tra alti funzionari dei due paesi \u00e8 del 21 marzo scorso, con l\u2019arrivo a Taipei di Alex Wong, il vicesegretario di Stato per gli affari dell&#8217;Asia orientale e dell&#8217;area del Pacifico.<\/p>\n<p>Foto di rito, strette di mano e grandi sorrisi per confermare che il sostegno americano per Taiwan, per la sua sicurezza e democrazia \u201cnon \u00e8 mai stato cos\u00ec forte\u201d.<\/p>\n<p>Pechino non ha accolto positivamente il <em>Taiwan Travel Act<\/em>, tanto che il <em>Global Times<\/em>, quotidiano vicino alle linee del Partito comunista, ha invitato la Cina a prepararsi a uno scontro diretto nello stretto di Taiwan. Cos\u00ec, all\u2019indomani della prima visita del funzionario americano, il ministero della Difesa taiwanese ha comunicato l\u2019invio di navi e aerei da combattimento per controllare il gruppo da battaglia della portaerei cinese Liaoning, in transito proprio nello stretto.<\/p>\n<p>Sembra che Taipei non si voglia far cogliere di sorpresa, e gi\u00e0 dallo scorso ottobre il Partito democratico progressista, guidato dalla presidente Tsai, sta lavorando al piano di budget per la difesa dell\u2019isola fino al 2025, con un aumento del 2% del Pil su base annua.<\/p>\n<p><strong>La campagna referendaria<\/strong><br \/>\nMentre Pechino intimidisce Taipei mostrando i muscoli, gli abitanti dell\u2019isola pensano al 6 aprile 2019, data simbolica scelta dalle forze democratiche ed indipendentiste taiwanesi per tenere un referendum sull\u2019autodeterminazione: il prossimo anno infatti, ricorrer\u00e0 il trentesimo anniversario della morte di <strong>Cheng Nan-jung<\/strong>, sostenitore dell\u2019indipendenza dell\u2019isola immolatosi il 7 aprile 1989 davanti alle telecamere della Formosa TV, in difesa della libert\u00e0 di espressione e contro le forze del Kuomintang.<\/p>\n<p>La campagna per indire il referendum sull&#8217;indipendenza \u00e8 stata lanciata a fine febbraio, in una conferenza stampa a cui hanno partecipato molti leader indipendentisti, tra cui anche gli ex presidenti della Repubblica di Cina Lee Teng-hui \u2013 che dopo la cacciata da Kuomintang si \u00e8 avvicinato alle forze della coalizione indipendentista &#8211; e Chen Shui-bian.<\/p>\n<p>Lee, accusato dal Kuomintang di sostenere il governo del suo successore democratico Chen e la causa dell\u2019indipendenza taiwanese, ha dichiarato che il referendum \u00e8 \u201cl\u2019arma pi\u00f9 potente\u201d per garantire al popolo di Taiwan di vivere in un \u201cPaese normale\u201d, con il nome ufficiale di Taiwan e una nuova Costituzione.<\/p>\n<p>In tal modo, l\u2019ex isola di Formosa potrebbe presentarsi globalmente con il nome di Taiwan &#8211; ha detto Lee &#8211; abbandonando quel titolo ufficiale (Repubblica di Cina) che intrappola Taipei al riconoscimento di soli 20 Paesi nel mondo. A fare eco alle parole di Lee \u00e8 Chen, che ribadisce che \u201cTaiwan non \u00e8 Cina\u201d e che i taiwanesi devono usare \u201cil diritto di voto per mostrare al mondo volont\u00e0 e determinazione, senza mai cedere al Partito comunista cinese\u201d.<\/p>\n<p><strong>Voto e minacce d\u2019intervento militare cinese<\/strong><br \/>\nUn percorso lungo e difficile, nonostante il <em>Referendum Act<\/em> del dicembre 2017 abbia introdotto nuove disposizioni, tra cui l\u2019abbassamento della soglia di partecipazione e la riduzione del numero di firme per avviare un plebiscito. Tuttavia, i referendum non sono strumento valido per modificare la Carta costituzionale, comprese le questioni di sovranit\u00e0.<\/p>\n<p>Pertanto, i sostenitori referendari hanno invitato l&#8217;amministrazione di Tsai a modificare la legge sui referendum affinch\u00e9 il voto popolare sia applicato anche alle questioni di sovranit\u00e0. Non un gioco facile perch\u00e9 la legge cinese anti-secessione del 2005 stabilisce che qualunque tentativo di legittimare un governo indipendente nell&#8217;isola mediante la modifica della Costituzione taiwanese potrebbe avere come conseguenza un&#8217;azione militare da parte della Cina.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Joel Goodman\/London News Pictures via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con le testate di tutto il mondo concentrate sullo storico incontro del leader nordcoreano Kim Jong-un con il presidente cinese Xi Jinping a Pechino, le parole pronunciate da Xi pochi giorni prima nel discorso di chiusura dell\u2019Assemblea nazionale del popolo sono quasi finite in secondo piano. Nulla di inaudito, nella narrativa cinese: nella Grande sala [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":68977,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[77,512,786,787,598],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68976"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=68976"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68976\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":68978,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68976\/revisions\/68978"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/68977"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=68976"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=68976"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=68976"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}