{"id":69009,"date":"2018-04-05T22:56:10","date_gmt":"2018-04-05T20:56:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69009"},"modified":"2018-04-07T09:30:42","modified_gmt":"2018-04-07T07:30:42","slug":"egitto-rielezione-al-sisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/egitto-rielezione-al-sisi\/","title":{"rendered":"Egitto: la rielezione di Al-Sisi, dal voto pi\u00f9 ombre che luci"},"content":{"rendered":"<p>I risultati ufficiali mostrano il ritorno dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/egitto-presidenziali-energia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Egitto<\/strong> <\/a>alle pratiche plebiscitarie. La maggioranza bulgara con la quale <strong>Al-Sisi<\/strong> \u00e8 stato eletto presidente per il secondo mandato conferma l\u2019assenza, lungo il Nilo, di un pensiero alternativo a quello dominante. I reportage realizzati dai \u2013 pochi &#8211; giornalisti autorizzati a coprire l\u2019evento elettorale sul posto sono riusciti a captare quasi solo le voci allineate. A microfoni accesi quelle stonate hanno taciuto. Lo stesso fronte dell\u2019opposizione, che denunciando \u2013 come del resto ha fatto la commissione diritti umani delle Nazioni Unite &#8211; il clima autoritario attorno al voto ha alla fine lanciato il boicottaggio, non ha osato fare circolare un solo volantino per strada. La sua campagna \u00e8 stata tutta virtuale, ma non per questo pi\u00f9 semplice, visto che il governo ha creato un\u2019apposita task force per controllare anche questa sfera.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Egitto che ha votato Al-Sisi<\/strong><br \/>\nL\u2019Egitto che parla, perch\u00e9 pu\u00f2 farlo, \u00e8 quello che ha votato Al-Sisi perch\u00e9 crede che solo lui possa garantire la stabilit\u00e0 del Paese, scongiurare una deriva simile a quella avvenuta in Siria e in Iraq, stabilizzare la moneta ( che negli ultimi anni ha perso progressivamente valore) e rimettere in sesto l\u2019economia, magari attraverso ricette magiche in grado di anestetizzare gli effetti collaterali causati dalle riforme imposte dai creditori internazionali.<\/p>\n<p>I sostenitori del presidente \u2013 che non saranno certo il 98% degli egiziani, ma che sono comunque numerosi soprattutto tra poveri e anziani \u2013 credono che solo un uomo come lui, proveniente dall&#8217;esercito, possa tenere sotto controllo \u2013 poco importa se con l\u2019uso della forza o della repressione &#8211; gli islamisti, gli estremisti e i terroristi che reputano illegittimo il regime da lui guidato.<\/p>\n<p>Ma anche questo \u00e8 vero solo in parte. Mentre la Fratellanza Musulmana \u2013 ovvero il movimento di ispirazione religiosa che ha vinto tutte le prime<strong> elezioni<\/strong> post rivoluzionarie \u2013 \u00e8 stata costretta nuovamente alla clandestinit\u00e0, i salafiti \u2013 ovvero i cugini estremisti dei Fratelli, che vogliono un ritorno al primissimo Islam \u2013 hanno fatto campagna elettorale per Al-Sisi e sono parte integrata\/coptata del regime.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;affluenza alle urne e la misura del dissenso<\/strong><br \/>\nIn tale clima, esacerbato dalla narrativa nazionalista, difficile misurare il dissenso. L\u2019affluenza alle urne \u00e8 certamente un parametro utile e significativo per avere il polso della situazione, ma non \u00e8 sufficiente. In primis perch\u00e9 \u00e8 un dato che va preso con le pinze. In passato, infatti, i dati comunicati dall&#8217;ente egiziano che controlla lo svolgimento delle elezioni sono stati molto pi\u00f9 abbondanti rispetto a quelli degli osservatori internazionali. E c\u2019\u00e8 da credere che anche questa volta sia cos\u00ec.<\/p>\n<p>Nel 2014, insoddisfatti dell\u2019affluenza alle urne, gli organizzatori del voto hanno deciso di allungare di un giorno l\u2019apertura dei seggi. Quest\u2019anno sono partiti mettendo in programma tre giorni di voto, ma dal secondo hanno eliminato la chiusura di un\u2019ora dei seggi per permettere la pausa pranzo. In aggiunta, tra coloro che sono realmente andati alle urne, ci sono quanti sono stati \u201ccaldamente invitati\u201d a farlo. Alcuni sono stati prelevati da casa con appositi pullman che hanno fatto il servizio navetta. Altri hanno ricevuto derrate alimentari di diversa entit\u00e0 nelle settimane precedenti al voto. \u00c8 quindi evidente che tra quanti sono andati a votare non \u00e8 unanime e spontaneo il sostegno ad Al-Sisi.<\/p>\n<p>Al contempo per\u00f2 \u00e8 anche vero che non tutti quelli che sono stati a casa lo hanno fatto per esprimere dissenso. Gli afferenti al &#8216;hizb al qanapa&#8217;, ovvero il partito del divano, non si sono scomodati perch\u00e9 dando per scontata la vittoria del ra\u00ecs sentivano che il loro voto non avrebbe avuto alcun valore.<\/p>\n<p><strong>La composizione dell&#8217;elettorato e la mancanza di alternative<\/strong><br \/>\nSe il dato dell\u2019affluenza non \u00e8 quindi la cartina tornasole della questione, un\u2019osservazione della composizione dell\u2019elettorato che si \u00e8 attivato \u00e8 interessante. Ad entrare nelle scuole sono stati soprattutto i pi\u00f9 anziani. Pochissimi i giovani visti in fila, o in giro per strada con il dito ancora rosso a causa dell\u2019inchiostro utilizzato per votare.<\/p>\n<p>I pi\u00f9 giovani, e con loro quanti non sostengono Al-Sisi, non sono andati a votare perch\u00e9 non avrebbero trovato alcun volto alternativo al quale affidare il loro voto. Moussa Mustafa Moussa, lo sfidante candidatosi \u2013 letteralmente \u2013 all&#8217;ultimo minuto, \u00e8 considerato da buona parte degli osservatori un candidato fantoccio, che si \u00e8 prestato alla commedia del regime per dare alle elezioni una parvenza di competizione. Lui stesso \u2013 che non ha praticamente fatto campagna elettorale ed \u00e8 sconosciuto alla maggioranza degli egiziani \u2013 non ha fatto molto per negarlo. Anzi ha detto chiaramente che qualora non avesse vinto non avrebbe fatto opposizione ad Al-Sisi, ma lo avrebbe aiutato a realizzare il suo programma, magari combinandolo con punti del suo. Tutti gli altri candidati che avevano provato a sfidare Al-Sisi sono stati costretti \u2013 con modalit\u00e0 diverse &#8211; a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/egitto-alsisi-raffica-presagi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ritirarsi<\/a>.<\/p>\n<p>Nella lista dei nomi dei candidati banditi ci sono anche quelli del generale Sami Anan &#8211; ex membro del potente Consiglio supremo delle forze armate egiziane (Scaf) che era stato licenziato dal presidente islamista Mohammed\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/la-lunga-mano-al-sisi-sui-poteri-indipendenti\/\"><strong>Morsi<\/strong><\/a>&#8211;\u00a0 e di Ahmed Shafiq, ultimo primo ministro di Mubarak e suo pi\u00f9 fedele gattopardo. Persone interne al regime, se non addirittura personaggi con un certo potere all&#8217;interno dell\u2019esercito, l\u2019istituzione che tiene in pugno il Paese. Il fatto stesso che abbiano tentato di candidarsi e siano stati fermati in maniera brutale mette in discussione la compattezza dei vertici.<\/p>\n<p><strong>Verso una presidenza a tempo indeterminato?<\/strong><br \/>\n\u00c8 anche in tale ottica che vanno interpretate le voci circolate qualche settimana prima dell\u2019inizio della \u201ccampagna elettorale\u201d, quando all&#8217;interno del Parlamento si \u00e8 iniziato a ipotizzare un disegno di legge per emendare quell&#8217;articolo della <strong>Costituzione<\/strong> che limita a due i mandati presidenziali.<\/p>\n<p>Difficile pensare che se ne torni a sentire parlare a breve, ma quando il Parlamento si rinnover\u00e0, se nei piani alti dell\u2019esercito non si sar\u00e0 trovato un equilibrio che soddisfi tutti, potrebbe tornare in auge. Considerando che attualmente il potere legislativo non fa che approvare le decisioni prese dall&#8217;esecutivo, non sarebbe difficile portare avanti un progetto simile. Per mettere le mani avanti, chi ha avanzato questa proposta ha detto che, come previsto dalla Costituzione del 2014, l\u2019ultima parola spetterebbe al popolo che dovrebbe esprimere la sua volont\u00e0 in un referendum. Ma l\u2019articolo 226 della Costituzione parla chiaro: nessun emendamento possibile sul tema della rielezione del presidente.<\/p>\n<p>Per rimanere ulteriormente al potere, Al-Sisi dovrebbe quindi prima riscrivere la Costituzione. Tale operazione sarebbe per\u00f2 bizzarra, visto che il nuovo testo \u00e8 stato scritto dopo il colpo di stato con il quale il generale \u00e8 andato al potere, proprio per sostituire la Costituzione redatta subito dopo la rivoluzione. Per i generali sarebbe probabilmente pi\u00f9 semplice \u2013 e anche meno imbarazzante \u2013 iniziare a cercare un delfino del ra\u00ecs.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Mahmoud Abdelghany\/DPA via ZUMA Press<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I risultati ufficiali mostrano il ritorno dell\u2019Egitto alle pratiche plebiscitarie. La maggioranza bulgara con la quale Al-Sisi \u00e8 stato eletto presidente per il secondo mandato conferma l\u2019assenza, lungo il Nilo, di un pensiero alternativo a quello dominante. 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