{"id":69057,"date":"2018-04-09T23:41:37","date_gmt":"2018-04-09T21:41:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69057"},"modified":"2018-04-13T11:57:56","modified_gmt":"2018-04-13T09:57:56","slug":"strascia-gaza-hamas-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/strascia-gaza-hamas-israele\/","title":{"rendered":"Striscia di Gaza: Hamas, Israele e i palestinesi"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLasciate a case le armi. Portate in strada mogli e bambini.\u201d A parlare cos\u00ec alla popolazione della Striscia di <strong>Gaza<\/strong> \u00e8 Ahmed Youssef, il pupillo di Sheikh Yassine, il fondatore di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/israele-hamas-palestinesi-gaza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Hamas<\/strong><\/a>. Dopo un peregrinare durato anni in giro per il mondo, dal 2005 \u00e8 tornato nella Striscia di Gaza, dove fa parte della leadership del movimento islamista. Lo scorso anno ha contribuito alle modifiche apportate alla carta fondativa. L\u2019aspetto che pi\u00f9 ha fatto notizia \u00e8 stato l\u2019addio del movimento all\u2019antisemitismo, un gesto che non ha per\u00f2 condotto al riconoscimento di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/israele-intreccio-minacce\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Israele<\/strong><\/a>. Innovativa anche l\u2019apertura sulla possibilit\u00e0 della nascita di uno <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/israele-ebrei-diaspora-antisemitismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Stato palestinese<\/strong><\/a> all&#8217;interno dei confini successivi alla guerra del 1967 e non al conflitto del 1948. Ora, a un anno di distanza, le modifiche sembrano continuare, passando dalla teoria alla pratica. Osservando gli eventi degli ultimi dieci giorni lungo il confine tra Gaza e Israele, non solo Hamas ma anche diversi analisti hanno parlato di un cambio di strategia, riguardante proprio la battaglia sul terreno. Le parole di Youssef sono diventate quindi uno slogan, comprato in fretta da giornalisti, analisti e parte della comunit\u00e0 internazionale. Slogan a parte, il nuovo atteggiamento di Hamas va analizzato in modo pi\u00f9 approfondito.<\/p>\n<p><strong>Il pragmatismo di Hamas<br \/>\n<\/strong>Anche se Ahmed Youssef tende a presentarsi come un riformista, \u00e8 pi\u00f9 accurato definirlo un leader pragmatico che, mentre spiega il cambio di strategia in corso all\u2019interno del suo movimento, non ricorda \u2013 probabilmente di proposito &#8211; dettagli importanti. Per esempio che cambiare tattica \u00e8 stata una mossa obbligata, dopo che Israele ha messo in uso l\u2019Iron Dome \u2013 con il quale intercetta i razzi provenienti dalla Striscia \u2013 e ha iniziato a distruggere i tunnel sotterranei alla Striscia, all\u2019interno dei quali Hamas organizzava le sue attivit\u00e0. Negli ultimi anni insomma, Israele ha neutralizzato quasi tutti gli strumenti attraverso i quali gli islamisti cercavano di portare avanti la sua lotta armata.<\/p>\n<p>Voltare pagina \u00e8 stato quindi necessario per tentare di incassare almeno qualche risultato, magari non politico, ma interno. Attualmente infatti Hamas sta cercando contemporaneamente di guadagnare sostegno interno, recuperando terreno sull\u2019Autorit\u00e0 Palestinese nelle mani dell\u2019anziano e malato Abu Mazen. Per vincere le elezioni del 2006, Hamas aveva puntato sullo slogan \u201cl\u2019Islam \u00e8 la soluzione\u201d. Ma dopo oltre 10 anni di dirigenza islamista, i cittadini della Striscia non ci credono pi\u00f9. L&#8217;assedio &#8211; non solo dal lato israeliano, ma anche da quello egiziano &#8211; ha deteriorato la situazione socio-economica di questo fazzoletto di terra, che vive con l&#8217;elettricit\u00e0 a ore alterne e l\u2019acqua contaminata. Il tutto in uno stato di totale dipendenza dai convogli umanitari che riescono ad entrare solo quando uno dei due vicini apre i check point. La disoccupazione alle stelle ha poi fatto montare il malcontento.<\/p>\n<p><strong>Abu Mazen congela i tagli su Gaza<br \/>\n<\/strong>Tra gli insuccessi, anche i falliti tentativi di riconciliazione con Fatah. Come ha mostrato lo sventato attentato al premier Rami Hamdallah, il 13 marzo, durante la sua visita lampo a Gaza, ogni tentativo di ricompattamento dei fronti \u00e8 naufragato. Pertanto l\u2019Autorit\u00e0 palestinese non \u00e8 riuscita a prendere il controllo delle frontiere della Striscia come si era deciso lo scorso anno. In ritorsione, lo scorso mese Abu Mazen aveva annunciato un importante taglio ai fondi allocati nella Striscia. Ogni mese, l\u2019Autorit\u00e0 palestinese sborsa circa 100 milioni di dollari per i servizi dell\u2019enclave (salari dei dipendenti pubblici, sanit\u00e0, acqua ed elettricit\u00e0).<\/p>\n<p>Fino ad ora, queste minacce sono rimaste tali. Ed \u00e8 forse questo il primo \u2013 e fino ad ora l\u2019unico &#8211; risultato del cambio di strategia attuato da Hamas, che organizzando manifestazioni di strada che non si vedevano dagli anni della seconda Intifadah ha spaventato Abu Mazen. Seguendo gli eventi dalla Muqata, il presidente deve aver temuto gli effetti dell\u2019applicazione di misure di austerity su Gaza. E non solo per l\u2019attenzione internazionale che la Striscia sta ricevendo in queste ore, ma anche perch\u00e9 per i palestinesi la Striscia \u00e8 il magazzino della resistenza, se non addirittura l\u2019unico pezzo di terra che la sta portando avanti. Secondo alcuni collaboratori del presidente, Abu Mazen teme poi un contagio, che potrebbe portare a manifestazioni contro di lui nella Striscia.<\/p>\n<p><strong>Dubbi<br \/>\n<\/strong>La resistenza non violenta \u00e8 ritenuta una tattica moralmente superiore alla guerra armata, ma la sua applicazione sulla Striscia di Gaza solleva dubbi. Ci sono voci \u2013 smentite dagli attivisti, ma confermate dal portavoce del movimento islamista- che parlano di soldi arrivati direttamente nelle mani delle famiglie dei morti e dei feriti degli ultimi scontri. Hamas darebbe 3000 dollari alle prime e 500 ai secondi. E vi \u00e8 il sospetto che gli islamisti spingano i giovani al fronte, facendogli appositamente rischiare la vita. Questo, se estremizzato, potrebbe portare al ritorno dei kamikaze.<\/p>\n<p>Per ora questi sono solo dubbi. E difficilmente si chiariranno in fretta. Non solo perch\u00e9 a Gaza ci sono pochissimi giornalisti, ma anche perch\u00e9 la comunit\u00e0 internazionale non riesce a fare luce sugli eventi. Gi\u00e0 due volte infatti \u00e8 stata bloccata la proposta di una risoluzione delle Nazioni Unite che autorizzi lo svolgimento di un\u2019inchiesta sui fatti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLasciate a case le armi. Portate in strada mogli e bambini.\u201d A parlare cos\u00ec alla popolazione della Striscia di Gaza \u00e8 Ahmed Youssef, il pupillo di Sheikh Yassine, il fondatore di Hamas. 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