{"id":69077,"date":"2018-04-13T00:26:45","date_gmt":"2018-04-12T22:26:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69077"},"modified":"2018-04-13T11:55:08","modified_gmt":"2018-04-13T09:55:08","slug":"francia-macron-luci-ombre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/francia-macron-luci-ombre\/","title":{"rendered":"Francia: Macron quasi un anno dopo, luci ed ombre"},"content":{"rendered":"<p>Il primo anniversario dell\u2019elezione di Emmanuel <strong>Macron<\/strong> all\u2019Eliseo \u00e8 ormai dietro l\u2019angolo &#8211; 23 aprile e 7 maggio 2017 le date dei voti &#8211; ed \u00e8 dunque giunto il momento per un primo bilancio del suo operato. Se una valutazione dei risultati economici conseguiti sarebbe sostanzialmente assurda, un primo studio della tenuta a livello di supporto popolare \u00e8 invece opportuna.<\/p>\n<p><strong>Une: una sbornia per Macron e i rischi<\/strong><br \/>\nL\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/ue-time-out-litalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong> <\/a>\u00e8 riuscita a incassare il colpo della Brexit senza frantumarsi. E anche la probabile svolta sovranista dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/litalia-al-voto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Italia<\/strong><\/a> sembra non impensierire troppo Bruxelles, forse proprio perch\u00e9, a causa della scarsa stabilit\u00e0 politica del Belpaese negli ultimi anni, si era gi\u00e0 deciso da tempo di fare scarso affidamento su Roma.<\/p>\n<p>Quel che \u00e8 certo per\u00f2 \u00e8 che, a questo punto, un eventuale sgretolamento dell\u2019asse Parigi-Berlino sarebbe il <em>coup de grace <\/em>definitivo per il progetto di integrazione europea. La vittoria a valanga dell\u2019anno scorso, oltre che dalla legge elettorale francese, marcatamente maggioritaria, \u00e8 stata garantita da una grande scommessa centrista di Macron, che \u00e8 riuscito a presentarsi come unica alternativa ecumenica per sconfiggere il <em>Front National <\/em>di Marine Le Pen.<\/p>\n<p>Ma i Parlamenti non sono per sempre. L\u2019azzardo che questa \u201cscommessa moderata\u201d potrebbe rivelarsi essere \u00e8 sotto gli occhi di tutti gli italiani dopo lo scorso 4 marzo: al di l\u00e0 delle appartenenze politiche, e visti i molti punti di contatto fra le due figure, \u00e8 possibile che Macron faccia la stessa fine di Renzi, alla fine del suo mandato.<\/p>\n<p><strong>Politica internazionale: un presidente a suo agio<\/strong><br \/>\nPer cominciare, parliamo di politica internazionale. In questo ambito Macron si \u00e8 saputo muovere abilmente, mostrandosi all&#8217;altezza di politici con molta pi\u00f9 esperienza (anche solo per ragioni anagrafiche) e intessendo una rete di rapporti di primo livello.<\/p>\n<p>Sullo scenario europeo, in particolare, le vittorie di immagine sono state numerose, dagli accordi preliminari con il Regno Unito per la creazione di un collegamento stradale sotto la Manica, al rafforzamento dell\u2019asse con Berlino, grazie anche alla maggiore vicinanza di vedute con la cancelliera tedesca Angela Merkel, rispetto al suo predecessore Hollande.<\/p>\n<p>Macron ha gi\u00e0 dimostrato di potere gestire situazioni scabrose in maniera vincente grazie a una buona dose di <em>realpolitik<\/em>. La questione dei cantieri STX con l\u2019Italia, risolta con un accordo accettabile per entrambe le parti, nonostante le iniziali titubanze italiane, il famigerato incontro con Donald Trump, con l\u2019interminabile stretta di mano, vista da molti come un vero e proprio <em>power struggle;<\/em>\u00a0o anche l\u2019essere riuscito a mantenersi in disparte rispetto alla crisi catalana, nonostante quasi mezzo milione di persone etnicamente catalane vivano nel dipartimento dei Pirenei orientali, storicamente parte della regione indipendentista.<\/p>\n<p><strong>Politica interna: grattacapi da destra e sinistra<br \/>\n<\/strong>Ma se sul campo della politica internazionale Macron ha certamente saputo districarsi, \u00e8 nella politica interna che si ottengono i consensi per governare, e dove si annidano i pi\u00f9 acerrimi nemici di un politico. Ed \u00e8 appunto sul fronte interno che Macron si \u00e8 ritrovato maggiormente in difficolt\u00e0, costretto com&#8217;\u00e8 dall&#8217;inizio del suo mandato a combattere una guerra su due fronti.<\/p>\n<p>In primo luogo, in quanto candidato pi\u00f9 europeista nel panorama politico francese, Macron ha dovuto guardarsi dal gi\u00e0 citato <em>Front National<\/em> di Marine Le Pen, che cavalca l\u2019ondata montante di nazionalismo a livello europeo e che continua a trovare terreno fertile in Francia grazie all&#8217;ancora presente minaccia terrorista.<\/p>\n<p>Ma se a destra la retorica anti-europeista pu\u00f2 erodere in una certa misura il consenso del pi\u00f9 giovane presidente della storia francese, \u00e8 da sinistra che sono arrivati i maggiori grattacapi per Macron.<\/p>\n<p>Le politiche di taglio della spesa pubblica imposte dal governo centrista sono state difficili da digerire per la popolazione francese, abituata ad un welfare state di primo livello. Questo ha permesso alle due formazioni di sinistra, il partito socialista e <em>La France insoumise, <\/em>di Jean-Luc M\u00e9lenchon, di creare una mobilitazione semi-permanente contro i tagli delle spese e del welfare imposti dal governo.<\/p>\n<p>Strumentale nella crescente ondata di proteste \u00e8 stato anche il ruolo dei sindacati del lavoro francesi, critici dell\u2019austerit\u00e0 imposta alle casse dello Stato fin dal primo bilancio proposto da Macron nel 2017 e che da sempre hanno mal digerito il passato professionale del presidente in istituzioni finanziarie private.<\/p>\n<p>I tassi aggregati di approvazione del presidente sono scesi gi\u00e0 di 20 punti percentuali dalla sua ascesa all\u2019Eliseo. E anche se questo trend \u00e8 riconoscibile nella storia di molte legislature francesi, ed un anno \u00e8 certamente un periodo breve per trarre delle conclusioni, l\u2019impressione \u00e8 che il paragone con l\u2019esperienza di governo di Renzi, finita malamente per il diretto interessato, possa valere.<\/p>\n<p>Questa impressione \u00e8 confermata anche dalle difficolt\u00e0 incontrate da vari leader occidentali sostenitori di politiche centriste negli ultimi anni, dalla democratica Hillary Clinton ai Tories moderati di David Cameron e di Theresa May, usciti sconfitti dalla campagna sulla Brexit ed ora in difficolt\u00e0 nell&#8217;arginare l\u2019avanzata dei laburisti, passando anche per Angela Merkel, recentemente ridimensionata elettoralmente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo anniversario dell\u2019elezione di Emmanuel Macron all\u2019Eliseo \u00e8 ormai dietro l\u2019angolo &#8211; 23 aprile e 7 maggio 2017 le date dei voti &#8211; ed \u00e8 dunque giunto il momento per un primo bilancio del suo operato. 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