{"id":69092,"date":"2018-04-13T06:51:46","date_gmt":"2018-04-13T04:51:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69092"},"modified":"2018-04-15T20:16:55","modified_gmt":"2018-04-15T18:16:55","slug":"afghanistan-guerra-senza-fine-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/afghanistan-guerra-senza-fine-mosca\/","title":{"rendered":"Afghanistan: guerra senza fine che giova solo a Mosca"},"content":{"rendered":"<p>Secondo il rapporto di\u00a0<em>UN Assistance Mission in <strong>Afghanistan,\u00a0<\/strong><\/em>solo nel 2017 circa 10 mila persone sono state vittima di attacchi terroristici o dell\u2019esplosione di Ied (Improvised Explosive Devices), cio\u00e9 in dettaglio 3438 morti e 7015 mila feriti. Varrebbe a dire l\u2019equivalente di tutti i militari della Coalizione caduti dal 2001 al 2018 (3548 morti). E che il conflitto afghano nell&#8217;ultimo anno abbia subito una recrudescenza lo ha ricordato anche il presidente Ashraf Ghani nel corso del Vertice di Tashkent il 26 marzo.<\/p>\n<p>\u201cLa guerra \u00e8 cambiata in modi brutali e inimmaginabili. Le regole storiche della guerra sono completamente ignorate dal nemico, che sfacciatamente e strategicamente sta prendendo di mira i civili. Donne e bambini sono tra le vittime. Il nemico sta conducendo una guerra contro i nostri ospedali, le nostre scuole, le nostre piazze pubbliche, anzi contro la nostra vita pubblica\u201d, ha detto Ghani, rivolgendosi ai rappresentanti di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/afghanistan-guerra-trump-vincere\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Nato<\/strong><\/a>, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/afghanistan-bambini-abusati-silenzi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a> e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/russia-futuro-incerto-nato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Federazione russa<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Le enormi perdite umane che si registrano nel Paese degli Aquiloni confermano due cose: che nessun esercito \u00e8 mai riuscito e, forse, mai riuscir\u00e0 a controllare la nazione e\u00a0che Kabul dipende dal continuo sostegno internazionale della Nato, ma anche di Mosca, che non ha mai smesso di interessarsi all&#8217;area centro-asiatica nemmeno dopo il dissolvimento dell&#8217;Urss.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;attenzione della Russia per il Paese degli Aquiloni<\/strong><br \/>\nDal 1991, infatti, l\u2019esercito russo mantiene operativa la 201\u00b0 Divisione motorizzata lungo il confine afghano-tagiko-uzbeko per combattere infiltrazioni di terroristi, narco-trafficanti e\u00a0<em>smluggers. E<\/em>sistono, inoltre, accordi bilaterali di cooperazione con Tagikistan e Uzbekistan, quali ad esempio quelli siglati nel febbraio di un anno fa a Dushanbee e riconfermati il 4 aprile in occasione della visita del ministro degli Esteri tagiko Sirodjidin Aslov in Russia.<\/p>\n<p>Un incontro durante il quale le sorti dell\u2019Afghanistan sono state argomento di confronto fra i ministri, ulteriore conferma della costante attenzione che la Federazione mostra per la situazione afghana. In particolare, in seguito alle incursioni condotte a marzo dalla US Air Force e dalla Afghan Air Force nelle province di Kunduz, Nangarhar e Kandahar, il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov non ha mancato di evidenziare come \u201c<em>le perdite civili ci preoccupano molto. Tutto ci\u00f2 dimostra ancora una volta che la nuova strategia guidata dagli Stati Uniti in Afghanistan, che sottolinea l&#8217;uso pi\u00f9 ampio della forza, \u00e8 un fallimento che moltiplica i crimini contro l&#8217;umanit\u00e0 e implica i loro alleati in essi. Tali soluzioni militari portano solo ad un aumento del numero di oppositori dell&#8217;attuale governo in Afghanistan e riducono il sostegno alle recenti iniziative di pace della leadership di quel Paese\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><strong>&#8216;Crimini&#8217; e attentati, droni e Ied<\/strong><br \/>\nI \u201ccrimini\u201d sono attacchi di caccia e droni a postazioni o a potenziali rifugi di terroristi che talvolta coinvolgono civili. Una strategia non nuova, in realt\u00e0, gi\u00e0 ampiamente sperimentata dall\u2019Armata Rossa nella campagna militare del 1979-1989 e che ha causato ingenti perdite fra la popolazione civile senza tuttavia dare al Cremlino la vittoria in un conflitto decennale, risoltosi con una ritirata e con il caos politico e amministrativo in tutta la nazione centro-asiatica.<\/p>\n<p>Sono trascorsi quasi trenta anni da quella sonora sconfitta eppure la Russia guarda ancora a quell&#8217;angolo di mondo con vivo interesse; difficile, invece, capire le intenzioni di Putin considerando che l\u2019Alleanza atlantica mantiene operativa una forza di 13 mila uomini da 39 nazioni.<\/p>\n<p>Una sola cosa \u00e8 chiara: gli americani non intendono mollare l\u2019Afghanistan perch\u00e9 esso \u00e8 uno degli scacchieri sui quali si gioca il confronto con la Russia. Certo, \u00e8 meno importante dell\u2019area baltica dove l\u2019influenza della Nato si \u00e8 notevolmente estesa con la partecipazione, alle missioni di air policing, di Paesi storicamente anti-russi come i Baltici e la Polonia; e meno importante della Siria e dell\u2019Ucraina indispensabili per contenere l\u2019influenza di Mosca nel Mediterraneo sud orientale e nel Mar Nero.<\/p>\n<p><strong>Impensabile un ritiro degli Usa<\/strong><br \/>\nMa un ritiro, <em>tout court<\/em>, dall\u2019Afghanistan \u00e8 impensabile poich\u00e9 mostrerebbe l\u2019incapacit\u00e0 degli <strong>Stati Uniti<\/strong>\u00a0di risolvere un conflitto costato centinaia di miliardi di dollari e grandi perdite umane. Inoltre, a tre anni dall&#8217;attivazione di Resolute Support Mission (Rsm) mancano gli obiettivi e una strategia chiara di una missione dagli altissimi costi per i contingenti che vi partecipano. L&#8217;Italia, ad esempio, che non ha grandi interessi strategici in Afghanistan,\u00a0dispiega circa 950 militari \u00a0dei quali 50 a Kabul e 900 nelle province nord-occidentali di Herat, Badghis, Ghowr e Farah.<\/p>\n<p>Al gennaio 2017 il Dossier della XVII \u201cAutorizzazioni e Proroghe di Missioni Internazionali\u201d fissava in 174 milioni di euro il fabbisogno della partecipazione italiana a Rsm, di fatto una delle pi\u00f9 dispendiose sostenute dalla difesa nostrana.\u00a0S\u00ec, i risultati ci sono: a oggi i militari italiani hanno adempiuto ai loro doveri di formazione e di addestramento di polizia ed esercito. Tuttavia, le preoccupazioni espresse da Ghani nel corso del Vertice di Tashkent palesano agli occhi del mondo la scarsa incisivit\u00e0 di Rsm nel contribuire a pacificare il Paese.<\/p>\n<p><strong>Restare con la consapevolezza di non vincere<\/strong><br \/>\nUna situazione difficile: restare per non spalancare le porte dell&#8217;Afghanistan a Putin, ma con la consapevolezza che per una totale disfatta dei talebani occorreranno molti anni.\u00a0Nel gennaio scorso il presidente Usa Donald Trump ha annunciato l\u2019invio di nuove truppe perch\u00e9 \u201cla guerra non la si pu\u00f2 vincere solo dal cielo\u201d, cio\u00e8 non si pu\u00f2 combattere con i soli droni.<\/p>\n<p>\u00c8 plausibile, quindi, che la Casa Bianca domandi agli alleati di prorogare ancora una volta la loro presenza in Afghanistan nel nome della comune guerra al terrore, costringendoli cos\u00ec ad un impegno gravoso in termini economici e che potranno mantenere solo alcune nazioni (Italia, Germania), non certo la Croazia, il Montenegro, la Macedonia, la Slovenia e gli altri venti membri che, ad oggi, schierano meno di cento unit\u00e0 e il cui coinvolgimento pare avere pi\u00f9 un valore diplomatico che militare.<\/p>\n<p>Dunque, Rsm finir\u00e0 per esaurirsi da sola per le spese insostenibili e per la conseguente perdita di interesse di molti dei suoi membri. Una prospettiva che, per\u00f2, non deve spaventare Ghani e il suo governo: il rafforzamento della parnership economica e politica con Uzbekistan e Tagikistan permette a Mosca di avere una base &#8220;di appoggio&#8221; per una penetrazione in Afghanistan che si materializzer\u00e0 con investimenti, tecnologie, progetti di ammodernamento e i cui prodromi gi\u00e0 si scorgono nelle parole di Lavrov: &#8220;la nuova strategia guidata dagli Stati Uniti in Afghanistan, che sottolinea l&#8217;uso pi\u00f9 ampio della forza, \u00e8 un fallimento&#8221;.<\/p>\n<p>In altri termini, contribuire alla ricostruzione di ci\u00f2 che gli americani hanno distrutto.\u00a0\u00c8 ancora presto per sapere se Putin riuscir\u00e0 a ridare serenit\u00e0 ed equilibrio ad una delle nazioni pi\u00f9 instabili della Terra. Certo invece che l&#8217;interesse del Cremlino sia dare nuova immagine alla propria politica estera, mostrandosi pi\u00f9 orientato a strategie di cooperazione e di sviluppo che al ricorso della potenza militare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo il rapporto di\u00a0UN Assistance Mission in Afghanistan,\u00a0solo nel 2017 circa 10 mila persone sono state vittima di attacchi terroristici o dell\u2019esplosione di Ied (Improvised Explosive Devices), cio\u00e9 in dettaglio 3438 morti e 7015 mila feriti. Varrebbe a dire l\u2019equivalente di tutti i militari della Coalizione caduti dal 2001 al 2018 (3548 morti). 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