{"id":69128,"date":"2018-04-15T20:02:55","date_gmt":"2018-04-15T18:02:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69128"},"modified":"2018-04-17T07:19:08","modified_gmt":"2018-04-17T05:19:08","slug":"italia-siria-politica-estera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/italia-siria-politica-estera\/","title":{"rendered":"Siria: Italia, segnali cambiamento nella politica estera"},"content":{"rendered":"<p>Le reazioni delle forze politiche italiane alla<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/siria-attacco-interrogativi-conseguenze\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong> crisi siriana<\/strong><\/a> in corso in queste ore rivelano uno dei primi segnali di cambiamento della nuova fase politica italiana. La collocazione internazionale dell&#8217; Italia rappresenter\u00e0 uno dei primi terreni su cui si misurer\u00e0 l\u2019impatto dei<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/litalia-al-voto\/\"><strong> risultati elettorali del 4 marzo<\/strong><\/a>. Mentre il governo Gentiloni ancora in carica e il segretario reggente del Partito democratico condannano con fermezza l\u2019utilizzo di armi chimiche da parte del governo di Assad e si schierano con i tradizionali alleati \u2013 Stati Uniti, Francia, Regno Unito -, le posizioni dei leader dei maggiori partiti segnano una chiara distanza, in alcuni casi estremamente significativa.<\/p>\n<p>Di Maio ribadisce l\u2019alleanza con l\u2019Occidente e si rifugia in una vaga dichiarazione sulla necessit\u00e0 di lavorare in un\u2019ottica di pace, senza pronunciarsi sulla scelta di mettere a disposizione degli Alleati le nostre basi militari. Salvini invece entra a gamba tesa e addirittura nega l\u2019utilizzo di armi chimiche da parte del governo di Assad, condanna il ricorso a raid e bombardamenti annunciati dal presidente Usa Trump e chiede a Gentiloni di pronunciarsi contro un\u2019azione militare.<\/p>\n<p><strong>Le affinit\u00e0 elettive di grillini e leghisti sul fronte europeo<\/strong><br \/>\nIn un colpo solo, vacillano tutti e tre i pilastri tradizionali della politica internazionale dell&#8217; Italia: la scelta europea, l\u2019alleanza transatlantica, la proiezione nazionale nello scenario mediterraneo e mediorientale. Che l\u2019aria della<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/politica-estera-appello-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong> politica estera<\/strong><\/a> italiana sembrasse tirare verso Est era chiaro dalle proposte di politica estera avanzate da Movimento 5 Stelle e Lega durante la campagna elettorale e dall&#8217;orientamento dell\u2019elettorato dei due partiti, come rivela <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/litalia-al-voto\/\">un\u2019interessante indagine IAI-LAPS del settembre 2017<\/a>: in maggioranza euroscettico, isolazionista, filo-russo, contrario a interventi militari internazionali, anti-immigrazione.<\/p>\n<p>Queste posizioni confermano le affinit\u00e0 elettive di grillini e leghisti sul fronte europeo: distanti da Parigi, Berlino e Bruxelles e inclini a solidarizzare con l\u2019Ukip di Nigel Farage, il Rassemblement National di Marine Le Pen, la democrazia illiberale di Viktor Orb\u00e1n. Vero \u00e8 che i leader di entrambi i partiti hanno cercato di rassicurare gli interlocutori internazionali assumendo posizioni pi\u00f9 caute rispetto all&#8217;adesione all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ue-urra-pe-juncker\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a> (e alla moneta unica) e all\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/nato-due-nuovi-centri-comando\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Alleanza Atlantica<\/strong><\/a>, e attraverso incontri con i rappresentanti diplomatici e attori economici europei (come nel caso del viaggio a Londra di Di Maio dello scorso gennaio) e internazionali (come nel caso del tour di Salvini presso le ambasciate russa, americana e cinese a Roma).<\/p>\n<p><strong>In tutte le ipotesi, orientamento dell&#8217; Italia in Europa appare incerto<\/strong><br \/>\nMa se i toni della campagna elettorale e del periodo dell\u2019opposizione sono destinati inevitabilmente ad attenuarsi nella fase post-voto e governativa, non sembra plausibile che il nocciolo duro delle scelte in tema di politica estera ed europea cambino radicalmente. Nell&#8217;ipotesi di una coalizione di centro-destra al governo, l\u2019unico ancoraggio delle istituzioni di Bruxelles sar\u00e0 Forza Italia, possibilmente guidata dall&#8217;attuale presidente del Parlamento europeo Tajani.<\/p>\n<p>Nel caso di un governo formato da Movimento 5 Stelle e Lega, \u00e8 probabile che toccher\u00e0 ai grillini accreditarsi come interlocutori moderati, possibilmente attingendo alle competenze di esperti esterni e affidandosi all&#8217;esperienza dell\u2019amministrazione pubblica. Se \u00e8 poco probabile uno scenario di accordo tra una di queste forze con il Partito democratico, resta l\u2019opzione di un governo del Presidente che coinvolga tutti gli attori politici in campo e traghetti il paesi verso nuove elezioni, probabilmente in contemporanea a quelle europee del prossimo maggio.<\/p>\n<p>In ogni caso, l\u2019orientamento dell\u2019 Italia in Europa sembra incerto, e questo non \u00e8 una buona notizia per il nostro Paese, ma nemmeno per l\u2019Europa stessa. I prossimi mesi saranno particolarmente importanti per il rinnovo e il rilancio di alcune fondamentali iniziative: il completamento dell\u2019Unione economica e monetaria, in particolare attraverso il rafforzamento dell\u2019Unione bancaria e la riforma del Meccanismo europeo di stabilit\u00e0; il negoziato sulle prospettive finanziarie dell\u2019Ue per il 2021-2027 e su una capacit\u00e0 di bilancio per la zona euro; l\u2019attuazione dell\u2019agenda sociale, la riforma del sistema di Dublino e del diritto di asilo europeo.<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 lontani dall&#8217;ancoraggio franco-tedesco, ma in che direzione?<\/strong><br \/>\nCi sono poi i negoziati per la Brexit che organizzeranno il partenariato tra l\u2019Ue e la Gran Bretagna, le reazioni europee al caso Skripal e il rinnovo delle sanzioni alla Russia, le risposte a una possibile nuova offensiva commerciale degli Stati Uniti, il futuro delle relazioni con la Turchia e i Balcani occidentali, le politiche da attuare per la crisi libica, e il salvataggio dell\u2019accordo sul nucleare iraniano. Senza tralasciare la necessit\u00e0 di fronteggiare le minacce interne allo stato diritto, che arrivano da Paesi come l\u2019Ungheria e la Polonia, e quelle derivanti dalla radicalizzazione. Infine, si avvier\u00e0 tra poco il percorso di avvicinamento alle prossime elezioni europee del maggio 2019 e del futuro assetto istituzionale dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Sulla base dei primi segnali, l\u2019 Italia presumibilmente si allontaner\u00e0 (non \u00e8 chiaro di quanto) dall&#8217;ancoraggio franco-tedesco verso nuovi territori: Budapest, Vienna, Amsterdam. Si fatica pero\u2019 a scorgere la coincidenza di interessi con questi attori, dalla politica estera e mediterranea a quella economica e migratoria. L\u2019 Italia ha interesse a condividere il peso della pressione migratoria a livello continentale: i modelli della Lega sono i primi avversari della comunitarizzazione del problema migratorio. L\u2019 Italia ha interesse a che l\u2019Europa svolga un forte ruolo stabilizzatore nel vicinato: i nuovi possibili alleati del Governo che verr\u00e0 (o che potrebbe venire) sono granitici sostenitori del primato della politiche nazionali. E cosi via.<\/p>\n<p>In ultima analisi, con la sconfitta dei partiti tradizionali di centro-destra e soprattutto di centro-sinistra, sembra vacillare pericolosamente la scelta europea dell \u2019Italia, peraltro gi\u00e0 anticipata dal calo significativo del sostegno dei cittadini italiani all&#8217;Unione registrato dagli ultimi sondaggi dell\u2019Eurobarometro. Inoltre, sia l\u2019incertezza degli orientamenti di nuovi attori come il Movimento 5 Stelle, che le posizioni marcatamente euroscettiche ed estremiste della Lega, che la scarsa legittimit\u00e0 di un governo di transizione costituiscono una pesante ipoteca sull&#8217;influenza dell\u2019Italia nelle prossime tappe della costruzione europea. E\u2019 probabile che dovremo rassegnarci ad una fase che ci relega al ruolo di comprimari, per poi riorganizzare la politica europea del Paese nella nuova geografia delle forze che saranno alla guida dell\u2019Unione nella prossima legislatura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le reazioni delle forze politiche italiane alla crisi siriana in corso in queste ore rivelano uno dei primi segnali di cambiamento della nuova fase politica italiana. La collocazione internazionale dell&#8217; Italia rappresenter\u00e0 uno dei primi terreni su cui si misurer\u00e0 l\u2019impatto dei risultati elettorali del 4 marzo. 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