{"id":69205,"date":"2018-04-22T09:36:28","date_gmt":"2018-04-22T07:36:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69205"},"modified":"2018-05-03T23:17:14","modified_gmt":"2018-05-03T21:17:14","slug":"siria-attacco-trump-obama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/siria-attacco-trump-obama\/","title":{"rendered":"Siria: attacco, la strategia di Trump ricorda Obama"},"content":{"rendered":"<p><em>Mission Accomplished<\/em>, \u2018missione compiuta\u2019, ha twittato Donald <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/siria-attacco-interrogativi-conseguenze\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Trump<\/a><\/strong> dopo l\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/siria-attacco-paralisi-usa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">attacco<\/a><\/strong> con cui gli Stati Uniti, con il supporto di Francia e Gran Bretagna, hanno voluto punire il presunto uso di armi chimiche in <strong>Siria<\/strong> da parte del regime di Bashar <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/siria-armi-chimiche-arsenale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>al-Assad<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>In America il <em>tweet<\/em> presidenziale ha suscitato qualche ironia e molte critiche. La totalit\u00e0 o quasi dei commentatori non ha potuto fare a meno di fare il paragone con George W. Bush, che dichiar\u00f2 compiuta la missione in Iraq nel maggio 2003. Quindici anni e due presidenti dopo, le forze armate americane sono ancora l\u00e0. Evidentemente, la percezione generale \u00e8 che il trionfalismo di Trump verr\u00e0 anch\u2019esso smentito dai fatti.<\/p>\n<p><strong>Quale &#8216;missione compiuta&#8217;? Indicazioni contrastanti<\/strong><br \/>\nPrima di arrivare a questa conclusione bisognerebbe tuttavia chiarire quale sia la natura della missione che Trump considera compiuta. Il problema \u00e8 che l\u2019Amministrazione Trump ha dato indicazioni contrastanti in questo senso.<\/p>\n<p>Lo scorso gennaio l\u2019ex segretario di Stato Rex Tillerson sembrava aver fatto chiarezza. Gli americani sarebbero rimasti impegnati in Siria con truppe speciali sul terreno e mezzi aerei a sostegno dei loro alleati locali (in particolare i curdi), allo scopo di sconfiggere definitivamente l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/terrorismo-isis-terreno-letale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Isis<\/strong><\/a>, il sedicente Stato islamico, contenere l\u2019influenza dell\u2019Iran in Siria e facilitare un processo diplomatico che porti alla rimozione di Assad. La Casa Bianca sembrava inizialmente dello stesso avviso, finch\u00e9 a inizio aprile Trump ha clamorosamente annunciato l\u2019intenzione di ritirarsi dalla Siria \u2018presto, molto presto\u2019.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo quadro che si \u00e8 inserito il presunto attacco con armi chimiche a Douma, una zona a est di Damasco dove un gruppo di ribelli islamisti stava ancora resistendo alle forze di Assad.<\/p>\n<p><strong>La linea rossa delle armi chimiche e le due opzioni<\/strong><br \/>\nTrump ha subito promesso rappresaglie. La ragione pi\u00f9 immediata \u00e8 che il presidente americano considera l\u2019uso di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/siria-diritto-intervento-missili-armi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>armi chimiche<\/strong><\/a> una soglia oltre la quale \u00e8 chiamato a rispondere militarmente. Pi\u00f9 significativamente, l\u2019uso o presunto uso di armi chimiche da parte di Assad ha dato al presidente americano un\u2019occasione per ridefinire la sua strategia nei confronti della Siria.<\/p>\n<p>Trump aveva due opzioni. La prima era operare un attacco su scala relativamente grande, che non si limitasse a colpire le infrastrutture per la produzione di agenti chimici e le basi da cui sarebbero partiti gli aerei che hanno sganciato le armi chimiche. Gli Stati Uniti avrebbero anche colpito bersagli simbolici, come la residenza del presidente Assad a Damasco e altri edifici governativi, e una rete pi\u00f9 ampia di centri militari, compresi quelli dove operano agenti russi, iraniani o appartenenti a Hezbollah, ovvero i tre alleati di Assad. A questo avrebbe fatto seguito l\u2019adozione di sanzioni contro Russia e Iran per l\u2019appoggio dato all&#8217;uso di armi chimiche da parte del regime siriano e, forse, un aumento della presenza militare americana in Siria.<\/p>\n<p>Se avesse scelto questa opzione, Trump avrebbe dato sostanza all&#8217;obiettivo di frustrare l\u2019ambizione di Russia e Iran che la Siria possa essere pacificata solo attraverso una pi\u00f9 o meno completa vittoria di Assad. Questa opzione era chiaramente quella preferita dai grandi nemici dell\u2019Iran \u2013 Arabia Saudita e Israele in testa \u2013 e da tutti coloro che ritengono che gli Stati Uniti non possono permettersi di arretrare in Siria. Questa opzione sarebbe stata anche coerente con l\u2019orientamento di Trump ad allinearsi, se non schiacciarsi, sulle posizioni violentemente anti-Iran di israeliani e sauditi. Trump per\u00f2 ha fatto un scelta completamente diversa.<\/p>\n<p>Il presidente ha ordinato un attacco limitato (poco pi\u00f9 di cento missili Tomahawk, inclusi quelli francesi e britannici) al solo scopo di dissuadere Assad dal fare uso di armi chimiche. Nessun obiettivo sensibile per la Russia \u00e8 stato colpito, n\u00e9 si sono contate vittime tra russi, iraniani o Hezbollah. La Casa Bianca ha anche evitato di imporre ulteriori sanzioni sulla Russia (nonostante l\u2019ambasciatrice Usa all\u2019Onu, Nikki Haley, le avesse annunciate come immine nti) e smentito che Trump si sarebbe convinto della necessit\u00e0 di un impegno a lunga scadenza in Siria.<\/p>\n<p><strong>Trump s&#8217;allinea a Obama sulla leadership from behind<\/strong><br \/>\nTrump non vede nessun vantaggio per gli americani a restare in Siria oltre la sconfitta definitiva di Isis. Il presidente \u00e8 pi\u00f9 che disposto a dare appoggio alle iniziative anti-iraniane di Israele e Arabia Saudita, ma non a combattere in prima fila. Per Trump, gli Usa possono mettere pressione sull\u2019Iran con le sanzioni, tanto pi\u00f9 se re-imporr\u00e0 quelle ancora sospese in base all\u2019accordo nucleare. Ironicamente, il tipo di leadership che Trump pensa per gli Stati Uniti in Medio Oriente ricorda da vicino quella leadership<em> from behind<\/em>, cio\u00e8 dalle retrovie, attribuita all\u2019odiato predecessore Obama.<\/p>\n<p>Naturalmente, tutto pu\u00f2 andare storto. Un nuovo uso di armi chimiche (presunto o verificato) potrebbe smascherare l\u2019inanit\u00e0 della strategia di deterrenza di Trump e forzarlo a impegnarsi a lunga scadenza in Siria. Ma al momento per Trump la <em>mission<\/em> dell\u2019attacco \u00e8 davvero compiuta: scongiurare il rischio di escalation in modo da perseguire nel piano di disimpegno dalla Siria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mission Accomplished, \u2018missione compiuta\u2019, ha twittato Donald Trump dopo l\u2019attacco con cui gli Stati Uniti, con il supporto di Francia e Gran Bretagna, hanno voluto punire il presunto uso di armi chimiche in Siria da parte del regime di Bashar al-Assad. In America il tweet presidenziale ha suscitato qualche ironia e molte critiche. 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