{"id":69244,"date":"2018-04-21T08:49:50","date_gmt":"2018-04-21T06:49:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69244"},"modified":"2018-04-28T10:24:14","modified_gmt":"2018-04-28T08:24:14","slug":"siria-lultima-fase-guerra-cognitiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/siria-lultima-fase-guerra-cognitiva\/","title":{"rendered":"Siria: guerra cognitiva, l&#8217;ultima dimensione del conflitto"},"content":{"rendered":"<p>La recente evoluzione della crisi\u00a0in <strong>Siria<\/strong> mostra implacabilmente come l\u2019impiego della dimensione informativa a scopo conflittuale abbia assunto un ruolo sempre pi\u00f9 determinante nel corso degli ultimi anni. La narrazione mediatica che anima in questi giorni il dibattito sul presunto impiego di <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/siria-armi-chimiche-arsenale\/\">armi chimiche <\/a><\/strong>da parte del governo di Damasco costituisce un caso esemplare di &#8216;<strong>guerra cognitiva&#8217;<\/strong>. In effetti, rappresenta la presa di coscienza massima di come la padronanza assoluta della produzione d&#8217;informazioni possa \u2013 forse pi\u00f9 dell\u2019uso (e dell\u2019abuso) della forza \u2013 assicurare un persistente dominio nella politica internazionale, influenzandone il contesto geopolitico e geoeconomico.<\/p>\n<p><strong>Propaganda e disinformazione: le nuove armi<br \/>\n<\/strong>Nelle sue ultime opere incentrate sulla moderna\u00a0<i>intelligence<\/i>, Giuseppe Gagliano ci spiega come, tra le varie tecniche di questa &#8216;guerra cognitiva&#8217;, le due pi\u00f9 appariscenti siano la propaganda e la disinformazione: la prima propina un\u2019unica verit\u00e0 volta a esercitare una funzione psicologica sull\u2019opinione pubblica; la seconda deforma la realt\u00e0 allo scopo di fornire all\u2019avversario (o all\u2019arbitro) informazioni parziali che lo inducano a prendere decisioni sbagliate.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 l\u2019operazione di disinformazione risulti credibile, i dati artefatti debbono possedere i caratteri e l\u2019apparenza di quelli veri. Dunque il processo di falsificazione deve giovarsi di conoscenze gi\u00e0 acquisite dai destinatari dell&#8217;operazione, ovvero dei suoi punti di forza e di debolezza. Ad esempio, il ricorso in passato a determinate armi da parte di Hafiz <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/siria-armi-chimiche-regime-guerra\/\"><strong>al-Assad<\/strong><\/a> per sedare le rivolte interne pu\u00f2 indurre a ritenere credibile l\u2019emulazione da parte del figlio Bashar.<\/p>\n<p>Gli autori della disinformazione sono i gruppi con elevato potere di comunicazione sociale, come le Ong ben finanziate. Ad esempio i Caschi Bianchi (<i>White Helmets<\/i>) producono da anni materiale mediatico con avanzate tecniche di ripresa cinematografica per poi fornirlo alle principali agenzie internazionali di informazione.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>Nel caso specifico dell\u2019<strong>attacco informativo<\/strong> di inizio aprile relativo alla crisi siriana, il pubblico preso di mira \u00e8 stato quello (arbitro legittimante) delle democrazie occidentali, allo scopo di offuscarne empaticamente la capacit\u00e0 di giudizio e di accettare istintivamente la risposta armata contro il governo siriano. Naturalmente senza porsi domande sulla legalit\u00e0 di tale intervento, sulla veridicit\u00e0 delle prove fornite e sulla pregnanza degli obiettivi strategici. Lo scopo \u00e8 quello di generare un\u00a0<i>casus belli<\/i>\u00a0immediatamente invocabile, non quello di consegnare alla Storia un&#8217;infallibile ricostruzione degli eventi. Non importa se la verit\u00e0 possa successivamente venire a galla: importa solo che avvenga ormai a fatto compiuto, quando ormai nessuno ci bader\u00e0 pi\u00f9. La tempistica \u00e8 tutto nella &#8216;guerra cognitiva&#8217;.<\/p>\n<p>Per tale ragione, come sottolinea Gagliano, gli analisti angloamericani da un paio di decenni rimarcano l\u2019importanza del controllo istantaneo delle sorgenti elettroniche che sottendono le decisioni politiche, economiche e militari. Ma la stessa fluidit\u00e0 del mondo digitale ne rende utopico il controllo assoluto. Il\u00a0<i>gap<\/i>\u00a0tra la velocit\u00e0 con cui circolano le informazioni e la lentezza del sistema di raccolta e analisi dei dati \u00e8 incolmabile. Le &#8216;false prove&#8217; sull\u2019uso di armi chimiche da parte di Assad sono tutto sommato smontabili in breve tempo, ma non abbastanza da scongiurare l\u2019intervento degli attori internazionali che hanno premeditato la &#8216;rappresaglia&#8217;.<\/p>\n<p><strong>Le tecniche di sovversione nella &#8216;guerra cognitiva&#8217;<br \/>\n<\/strong>Le tecniche di sovversione codificate da Charles Prats, e incentrate sull\u2019indignazione pubblica, assomigliano molto alle tecniche di guerriglia a cui abbiamo assistito negli ultimi anni in Siria:<\/p>\n<p>1. instillare dubbio sui valori come sugli individui (Assad descritto come \u201cmacellaio\u201d o \u201canimale\u201d), inculcando il timore dell\u2019avversario e ridicolizzandolo per isolarlo e distruggerlo;<br \/>\n2. rafforzare le contestazioni che screditano l\u2019autorit\u00e0;<u><\/u><u><\/u><br \/>\n3. neutralizzare i gruppi che possono venire in soccorso dell\u2019ordine stabilito, agendo sull\u2019opinione pubblica.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>L\u2019azione sovversiva gioca sullo scontro manicheistico di valori: positivi contro negativi; Buoni (democrazie occidentali) contro Cattivi (il &#8216;regime&#8217; di Assad e suoi alleati).<\/p>\n<p>La sovversione tende a presentare la violenza come giusta, in quanto legittima difesa (\u201cribelli moderati\u201d), e aggrava le tensioni per distruggere il sistema. Secondo Prats, l\u2019ideale \u00e8 quello di far avvenire la disintegrazione per mano degli stessi difensori dell\u2019ordine costituzionale. La sovversione richiede il controllo delle masse, puntando sull\u2019atteggiamento gregario dell\u2019individuo medio, il quale pensa per immagini (e stereotipi) ed \u00e8 facilmente suggestionabile.\u00a0<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p><strong>Vittime della suggestione cittadini comuni, ma anche classe dirigente<\/strong><br \/>\nCi\u00f2 che lascia l\u2019amaro in bocca agli analisti \u00e8 il fatto che ad essere suggestionabile non \u00e8 solo la cittadinanza, ma talvolta anche la classe politica. Nel caso italiano, \u00e8 emblematico come \u2013 in piena fase di costituzione di un nuovo governo \u2013 le forze partitiche si siano disciplinatamente accodate alla narrazione\u00a0<i>mainstream<\/i>\u00a0maggiormente digeribile alle cancellerie occidentali, anzich\u00e9 avviare una seria discussione sugli interessi nazionali italiani in rapporto alla questione siriana.<\/p>\n<p>Si \u00e8 preferito dare per scontate le informazioni prodotte in quantit\u00e0 maggiore nella &#8216;guerra cognitiva&#8217; in atto, anzich\u00e9 verificarne la veridicit\u00e0, condendo il tutto con un atteggiamento forzatamente atlantista e ripetendo come un mantra la parola \u201cresponsabilit\u00e0\u201d (quella di non voler evedere?). In un momento di vulnerabilit\u00e0 istituzionale, le controindicazioni della &#8216;guerra cognitiva&#8217; si sono insinuate negli affari interni italiani e potrebbero persino concorrere agli assetti politici della nuova legislatura.<\/p>\n<p>Apprezzabile \u00e8 la posizione di analisti del calibro del generale Vincenzo Camporini, che pi\u00f9 prudentemente ammettono la presenza di coni d\u2019ombra sugli eventi della crisi e l\u2019ambiguit\u00e0 di alcuni alleati dell\u2019Italia.\u00a0<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p>L\u2019apogeo della mistificazione \u00e8 stato probabilmente toccato dal <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/siria-diritto-intervento-missili-armi\/\">governo francese<\/a>: in un documento ufficiale del 14 aprile, contro ogni evidenza razionale, riporta testualmente che \u201cla spontanea circolazione di queste immagini su tutti i\u00a0<i>social networks<\/i>\u00a0conferma che non sono videomontaggi o immagini riciclate. Da ultimo, alcune delle entit\u00e0 che hanno pubblicato queste informazioni sono generalmente considerate affidabili\u201d. La superficialit\u00e0 e la noncuranza delle motivazioni addotte dall\u2019esecutivo di Parigi confermano in modo lampante la volubilit\u00e0 dell\u2019opinione pubblica, che non richiede spiegazioni razionali, bens\u00ec risposte empatiche.<\/p>\n<p><strong>Interessi energetici\u00a0e sfide geoeconomiche nel nuovo contesto globale<br \/>\n<\/strong>Qualora il vero scopo occidentale della guerra siriana fosse l\u2019imposizione del gasdotto Qatar-Turchia da parte di alcune potenze occidentali (non tutte!), anzich\u00e9 l\u2019implementazione della\u00a0<i>pipeline<\/i>\u00a0Iran-Iraq-Siria sostenuta dalla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/siria-exit-strategy-guerra-continua\/\">Russia<\/a>, la classe dirigente italiana starebbe dimostrando di essere completamente inadeguata alle sfide geoeconomiche nel nuovo contesto globale.<\/p>\n<p>Il tracciato del gasdotto dovrebbe quantomeno mettere in allarmo il governo italiano. Il gas prodotto da Doha, i cui legami con Roma sono strettissimi, transiterebbe attraverso la regione pi\u00f9 instabile del mondo per giungere poi nella penisola anatolica, concorrente diretta dell&#8217;Italia nel proporsi come\u00a0<i>hub<\/i>\u00a0del gas europeo. Appoggiare anche solo ideologicamente una guerra dai costi umani e politici elevatissimi per ritrovarsi poi a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/eni-erdogan-accalappia-gas\/\">pagare laute\u00a0<i>royalties<\/i>\u00a0ad Ankara<\/a> \u2013 la quale godrebbe di un\u2019ulteriore leva di ricatto verso l\u2019Europa \u2013 \u00e8 quantomeno sintomo di scarsa lungimiranza.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che la crisi russo-ucraina e l\u2019affossamento pretestuoso di South Stream costituiscono un impedimento all\u2019ottimale transito del gas iraniano attraverso il Caucaso, \u00e8 altres\u00ec vero che l\u2019eventuale realizzazione del gasdotto Iran-Iraq-Siria permetterebbe all\u2019Italia di allacciarvisi direttamente attraverso tubature sottomarine nel Mediterraneo, bypassando l\u2019inaffidabile alleato anatolico.<\/p>\n<p>Probabilmente tutto ci\u00f2 non \u00e8 mai stato ben illustrato ai politici nostrani, i quali amano riempirsi la bocca di concetti astratti come &#8216;diritti umani&#8217;, sostenendo l\u2019impiego di armi convenzionali &#8216;smart&#8217; (come se uccidessero meno di quelle chimiche) per distruggere supposti laboratori per la produzione di armi chimiche. Senza peraltro che si rilevi nell\u2019aria alcuna contaminazione a seguito del loro smantellamento.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 forse dovremmo assimilare dai nostri cugini francesi il concetto di &#8216;patriottismo economico&#8217; che, grazie alla riflessione di Christian Harbuot e dell\u2019<i>\u00c9cole de guerre \u00e9conomique<\/i>\u00a0(Ege), definisce l\u2019ambito di sviluppo della nazione di fronte alle minacce (e alle opportunit\u00e0) insite nella globalizzazione degli scambi nel nuovo sistema multipolare. Se non altro per salvaguardare gli interessi e l\u2019influenza geopolitica delle grandi imprese strategiche del nostro Paese, come Eni e Snam, da cui dipende parte del benessere delle prossime generazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La recente evoluzione della crisi\u00a0in Siria mostra implacabilmente come l\u2019impiego della dimensione informativa a scopo conflittuale abbia assunto un ruolo sempre pi\u00f9 determinante nel corso degli ultimi anni. 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