{"id":69247,"date":"2018-04-23T00:33:48","date_gmt":"2018-04-22T22:33:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69247"},"modified":"2018-04-27T08:11:52","modified_gmt":"2018-04-27T06:11:52","slug":"tunisia-sfida-elezioni-amministrative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/tunisia-sfida-elezioni-amministrative\/","title":{"rendered":"Tunisia: la sfida delle elezioni amministrative del 6 maggio"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 da poco aperta la campagna elettorale per le prossime <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/tunisia-proteste-rivoluzione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>elezioni amministrative<\/strong><\/a> del 6 maggio in <strong>Tunisia<\/strong>. Tra due settimane, finalmente i tunisini voteranno per eleggere i propri rappresentanti locali, per la prima volta dalla caduta dell\u2019ex presidente <strong>Ben Ali<\/strong>. Il Paese era stato chiamato alle urne gi\u00e0 nel 2011 per l\u2019elezione di un\u2019Assemblea costituente e di nuovo nel 2014 per l\u2019attuale Assemblea dei Rappresentanti del Popolo (Parlamento) e la scelta del presidente della Repubblica.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 volte posticipate negli ultimi due anni per ragioni politiche e pratiche, queste elezioni rappresentano, anzitutto, una tappa fondamentale nel processo di decentramento del potere e delle risorse previsto dalla nuova Costituzione del 2014. Saranno, inoltre, indicative dei possibili scenari politici in previsione delle legislative e delle presidenziali del 2019.<\/p>\n<p>E, mentre la questione del decentramento in Tunisia rimane alquanto controversa, e la definizione delle prerogative delle autorit\u00e0 locali e centrali \u00e8 ancora oggetto di discussione in Parlamento, grande incognita resta l\u2019astensionismo. Se, ancora una volta, la competizione sembra prevalentemente una corsa a due tra gli islamisti di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/03\/tunisia-sicurezza-e-democrazia-questioni-irrisolte\/\"><strong>Ennahda<\/strong><\/a> e i nazionalisti di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/10\/la-tunisia-al-voto-tra-polarizzazione-e-consenso\/\"><strong>Nidaa Tounes<\/strong><\/a>, il diffuso malcontento per la lenta crescita economica, l\u2019ennesima svalutazione del dinaro e le misure di austerity entrate in vigore con la legge finanziaria 2018, potrebbe riflettersi in un basso tasso di affluenza e in un ampio voto di protesta a favore di candidati indipendenti. Sotto esame, non solo le politiche economiche del governo di coalizione di Youssef Chahed, ma pi\u00f9 generale, e in profondit\u00e0, la natura del sistema politico attuale, ritenuto da pi\u00f9 parti, e soprattutto dalla presidenza, alla base dei &#8216;malfunzionamenti&#8217; della Repubblica tunisina<\/p>\n<p><strong>Le novit\u00e0 elettorali<br \/>\n<\/strong>Sulla scia delle rivolte del 2011, le <em>municipalit\u00e9s<\/em> (comuni) della Tunisia sono state effettivamente sciolte, e la loro gestione provvisoria affidata alle <em>d\u00e9l\u00e9gations sp\u00e9ciales. <\/em>Con queste elezioni si passer\u00e0 dalla fase di transizione a quella di Consigli locali investiti dalla legittimit\u00e0 delle urne.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019ISIE (Alta Istanza Indipendente per le Elezioni), pi\u00f9 di 2.000 liste elettorali competono per gli uffici comunali, di cui la maggior parte sono liste di partito (poco pi\u00f9 di un migliaio) e indipendenti (all\u2019incirca 800).<\/p>\n<p>Diverse novit\u00e0 accompagneranno questo appuntamento elettorale. Per la prima volta voteranno le forze armate e di sicurezza, seppure dopo un lungo dibattito sulla necessit\u00e0 di mantenerne la neutralit\u00e0 rispetto a qualsiasi schieramento politico; una nuova divisione del territorio che ha visto aumentare il numero delle <em>municipalit\u00e9s<\/em> (attualmente 350) e ridefinire i confini di quelle gi\u00e0 esistenti; l\u2019abbandono dell\u2019uso dell\u2019inchiostro indelebile a cui si era fatto ricorso nei precedenti scrutini per evitare voti multipli e, come forma di discriminazione positiva, oltre alla parit\u00e0 di genere nelle liste, anche la presenza di almeno tre candidati al di sotto dei 35 anni ed un portatore di handicap.<\/p>\n<p><strong>Dall&#8217;autorit\u00e0 centrale al decentramento<br \/>\n<\/strong>Con <strong>Bourghiba<\/strong> prima, e soprattutto con <strong>Ben Ali<\/strong>, la Tunisia ha conosciuto un potere politico fortemente centralizzato, che ha contribuito non poco all&#8217;ampio squilibrio nello sviluppo tra le regioni costiere, privilegiate dall&#8217;\u00e9lite politica, e le aree interne e del Sud del Paese, storicamente marginalizzate.<\/p>\n<p>A livello nazionale, dopo le rivolte del 2011 e con la nuova costituzione del 2014, si era cominciato con la (con)divisione dei poteri, tra il palazzo di Cartagine (la presidenza), fino a quel momento polo accentratore, e il Bardo (sede del Parlamento) e la Kasbah (sede del Governo).<\/p>\n<p>Al tempo stesso, la Costituzione aveva gettato le basi anche per il decentramento a beneficio delle autorit\u00e0 locali, prevedendo la devoluzione di alcuni poteri e risorse alle <em>collectivit\u00e9s locales<\/em> (collettivit\u00e0 locali), ovvero i comuni, le regioni e i distretti. Il Capitolo 7 attribuisce, infatti, agli enti locali il diritto \u201cdi gestire le proprie risorse liberamente\u201d, contemplando anche un controllo, ma <em>a posteriori<\/em>, della legalit\u00e0 del loro operato.<\/p>\n<p>Prevede, inoltre, un Consiglio superiore delle autorit\u00e0 locali, con sede nella capitale, per rappresentare gli enti governativi locali a livello nazionale, in particolare sulle questioni relative allo sviluppo e all&#8217;equilibrio tra le diverse regioni. Tale decentramento, \u00e8 stato concepito anche per garantire una pi\u00f9 ampia partecipazione dei cittadini alla gestione delle risorse locali.<\/p>\n<p>Se, da una parte, i detrattori del decentramento temono che l\u2019autonomia decisionale possa minare all\u2019unit\u00e0 delle neo-istituzioni statali, e che possa favorire la corruzione a livello locale senza troppo controllo da parte dell\u2019autorit\u00e0 centrale, d\u2019altro canto, i suoi sostenitori sottolineano come i funzionari eletti democraticamente possano garantire pi\u00f9 efficacemente a livello nazionale la rappresentanza di istanze locali e che l\u2019autonomia amministrativa e finanziaria, attraverso una pi\u00f9 equa e mirata ripartizione delle risorse, meglio consenta di fare fronte ai problemi economici e sociali che attanagliano in particolare le aree marginalizzate del Paese.<\/p>\n<p><strong>Il decentramento tra incognite e ritardi<br \/>\n<\/strong>In tutto ci\u00f2, non \u00e8 stato ancora approvato nella sua interezza il nuovo Codice delle Collettivit\u00e0 locali, che dovrebbe fornire il quadro giuridico per le modalit\u00e0 di gestione dell\u2019autonomia locale, definendone e delimitandone, tra le altre cose, le competenze esclusive, quelle condivise con lo Stato centrale e quelle delegate (agli inizi di aprile 2018, solo 28 articoli su un totale di 392 erano stati approvati dall&#8217;Assemblea nazionale).<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019accelerazione dei lavori parlamentari nelle ultime settimane, il Codice rischia di non vedere la luce prima delle elezioni amministrative. In tal caso, all&#8217;indomani del 6 maggio, i neo-eletti consigli comunali, espressione dell\u2019autonomia locale, si ritroverebbero senza un quadro legale, un\u2019autorit\u00e0 ben definita e le relative coperture economiche.<\/p>\n<p>A preoccupare anche un basso tasso di affluenza e l\u2019indecisione degli elettori verso candidati indipendenti piuttosto che per i principali partiti. Tale scenario potrebbe, infatti, indebolire ulteriormente la legittimit\u00e0 dell&#8217;attuale struttura di governo e rimarcare il senso di sfiducia che diversi sondaggi e le manifestazioni di piazza esprimono nei confronti della classe politica attuale, rafforzando indirettamente le posizioni di chi, da un po&#8217; di tempo, preme per una riforma elettorale in senso maggioritario e una revisione della Costituzione per rafforzare le prerogative presidenziali.<\/p>\n<p>Se all&#8217;indomani della \u201crivoluzione della libert\u00e0 e della dignit\u00e0\u201d, che aveva posto fine all&#8217;autoritarismo di Ben Ali, in Tunisia si era optato per un sistema elettorale altamente proporzionale e un ibrido semi-presidenziale per limitare la concentrazione di potere nelle mani di un unico attore politico, che fosse un singolo uomo o un partito, sempre pi\u00f9 si \u00e8 fatta strada nel dibattito politico e nell&#8217;opinione pubblica la convinzione che questa macchina democratica cos\u00ec concepita dalla Costituzione sia alla base dei ritardi e della difficolt\u00e0 nell&#8217;attuazione delle riforme.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 da poco aperta la campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative del 6 maggio in Tunisia. 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