{"id":69283,"date":"2018-04-26T09:03:35","date_gmt":"2018-04-26T07:03:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69283"},"modified":"2018-04-28T08:01:42","modified_gmt":"2018-04-28T06:01:42","slug":"africa-prospettiva-multi-dimensionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/africa-prospettiva-multi-dimensionale\/","title":{"rendered":"Africa: ci vuole una prospettiva multi-dimensionale"},"content":{"rendered":"<p>Il mese scorso, il 21 marzo, 44 Paesi africani hanno siglato a Kigali in Ruanda un accordo di libero scambio, l\u2019<em>African Continental free trade area<\/em> (Acfta), pur con rilevanti defezioni (su tutte quella della Nigeria, maggiore economia del Continente). Ma quale coesione effettiva c&#8217;\u00e8 oggi tra i diversi Paesi dell&#8217; <strong>Africa<\/strong>? E che rappresentazione ne abbiamo dall\u2019esterno?<\/p>\n<p>Nelle &#8216;mappe&#8217; dell\u2019artista torinese Alighiero Boetti, ideate negli Anni 70, l\u2019Africa viene rappresentata attraverso le bandiere dei singoli Stati costituenti. I colori delle mappe sono simbolo della diversit\u00e0 non solo geopolitica, ma anche culturale, che attraversa il territorio e &#8211; di riflesso &#8211; chi si occupa di africanistica.<\/p>\n<p>Il politologo statunitense Samuel Huntington negli Anni 90 divideva invece <em>sic et simpliciter<\/em> il Continente in due aree culturali ben distinte: dal Nord Africa al Sahel individuava una civilt\u00e0 &#8216;islamica&#8217;, dal Sahel al Sud Africa una civilt\u00e0 &#8216;africana&#8217; vera e propria. Forse un modello sovra-semplificato della realt\u00e0 locale, con sotteso teorema del c<em>lash of civiliziations<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Come abbracciare un Continente?<br \/>\n<\/strong>Oggi analisi e previsioni politiche, economiche e sociali segnalano che l\u2019 Africa diventer\u00e0, nei i prossimi vent\u2019anni, un polo geopolitico di primaria importanza, impattando in modo significativo equilibri e squilibri globali. Nel 1950 l\u2019 Africa aveva meno di 300 milioni di abitanti. Oggi superano 1,2 miliardi e nel 2050 saranno, secondo alcune stime, pi\u00f9 di 2 miliardi. Non a caso la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/11\/nato-dalle-missioni-alla-trincea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Nato<\/strong><\/a> ha inaugurato nel 2017 un <em>Hub<\/em> per il Sud, ovvero il Nsd-S (<em>Nato Strategic Direction South<\/em>), comando deputato anche allo studio e analisi del complesso scenario africano.<\/p>\n<p>L\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/africa-ue-vertice-abidjan\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a>, dal canto suo, ha sviluppato nel tempo un rapporto strutturato con l\u2019 Africa tenendo periodici Vertici Ue &#8211; Unione Africana a livello di capi di Stato e di governo (l\u2019ultimo nel novembre 2017 in Costa d\u2019Avorio). Ancora prima, sul piano commerciale, si ricordano le Convenzioni di Lom\u00e8, in vigore dal 1975 al 2000, e la successiva Convenzione di Cotonou, che \u00e8 l\u2019attuale <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Accordo_bilaterale\">accordo quadro di partenariato bilaterale<\/a> tra l&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Unione_europea\">Unione europea<\/a> e il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gruppo_degli_stati_dell%27Africa,_dei_Caraibi_e_del_Pacifico\">gruppo degli Stati africani (oltre ad alcuni dei Caraibi e del Pacifico<\/a>) in scadenza nel 2020.<\/p>\n<p>Per andare oltre la dimensione geostrategica-demografica e quella economica di aiuto allo sviluppo, commercio e investimenti, le lenti di osservazione e penetrazione del &#8216;contesto africano&#8217; possono essere ancora diverse: sul versante culturale-linguistico, si pensi allo studio della lingua e letteratura <em>hausa <\/em>(riguardante Nigeria, Niger, Ciad e Paesi circostanti), <em>swahili<\/em> (Kenya, Uganda, Tanzania, Congo ex Zaire) o anche a quella <em>amarica<\/em> (Etiopia).<\/p>\n<p><strong>Stereotipi e riferimenti dalla recente storia africana<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>L\u2019architetto tedesco Karl Friedrich Schinkel (1781-1841) aveva disegnato nella Berlino nel XIX\u00b0 secolo una Grecia classica dove non era mai stato. Per un osservatore occidentale che non sia mai stato in Africa, la mediazione offerta dai riferimenti storici e iconici di taluni eventi e personaggi africani del recente passato rappresentano un <em>medium<\/em> ancora fortemente condizionante sul presente e l\u2019attualit\u00e0.<\/p>\n<p>Si pensi alla figura eccentrica di Idi Amin Dada in Uganda, tratteggiata nel film <em>l\u2019Ultimo Re di Scozia<\/em> del 2006 (dove Amin \u00e8 impersonato dall\u2019attore Forrest Whitaker, premio Oscar per la sua interpretazione). O a quella di Mobutu in Zaire, con i suoi copricapo leopardati e con l\u2019incredibile distrazione di risorse economiche del Paese \u2013 inclusi utilizzi privati di velivoli <em>Concorde &#8211;<\/em>. Entrambi accomunati e caratterizzati da un estremo culto della personalit\u00e0 e da atti di violenza indiscriminata sulle rispettive popolazioni.<\/p>\n<p>Ma l\u2019 Africa \u00e8 stata, nella rappresentazione occidentale pi\u00f9 recente, tante altre cose: le spiagge bianche di Dakar, Senegal, quale tappa finale delle corse di rally automobilistiche (<em>Parigi-Dakar<\/em>) svoltesi dal 1979 fino al 2007 nel Continente africano prima di emigrare in Sud America causa minaccia terroristica. Queste spiagge hanno affascinato generazioni di sportivi, automobilisti e motociclisti europei sul finire del XX secolo.<\/p>\n<p>Fortissimo impatto emotivo hanno anche avuto \u2013 in negativo &#8211; gli 800.000 morti della guerra etnica in Rwanda del 1994, con il reportage apparso sul quotidiano <em>Le Monde<\/em> nel marzo scorso afferente alle operazioni militari ivi condotte da Parigi (<em>Op\u00e9ration Turquoise<\/em>). In termini di suggestioni a valorialit\u00e0 positiva<em>, <\/em>si pensi di converso alla figura di Nelson <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/africa-donne-potere-winnie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Mandela<\/strong><\/a> (di cui a luglio di quest\u2019anno si celebrer\u00e0 il centenario della nascita), scelto come uno dei suoi riferimenti politici ed ideali dall\u2019ex-presidente americano Barack Obama assieme a M.L. King e Mohammed Ali.<\/p>\n<p><strong>Le ibridazioni attuali: tra Cina, sport e politica<br \/>\n<\/strong>In un mosaico di rimandi mentali cos\u00ec ampio e complesso, le ibridazioni attuali non sono certo da meno. Si pensi alla recente dinamicit\u00e0 del Marocco di Mohammed VI tra esplorazione dello spazio (lancio del primo satellite da osservazione nel novembre 2017, con il supporto di Thales Alenia Space e Airbus) e nuovo rapporto bilaterale con la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/africa-cina-italia-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Cina<\/strong><\/a> (visita a Pechino nel 2016 ed effettuazione del primo <em>Sino-African enterpreneurs Summit<\/em> in Marrakesh).<\/p>\n<p>O anche alla Liberia di George Weah, ex calciatore di successo in Francia e in Italia, tornato a operare nel suo Paese di origine e divenuto capo dello Stato. Weah \u00e8 stato accolto dal presidente francese Macron in visita di Stato a Parigi nel febbraio 2018, dopo aver militato nel Paris Saint Germain negli Anni 90, calcando i campi di calcio di Francia, d&#8217;Italia e di tutta Europa.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<br \/>\n<\/strong>Lo scrittore kenyota Binyavanga Wainaina nel 2005 ironizzava in modo disincantato sui <em>clich\u00e8<\/em> esistenti in relazione al Continente nel suo articolo <u>How To Write About Africa<\/u>. In realt\u00e0, l\u2019 Africa &#8211; visto come Continente e come somma dei singoli Stati costituenti &#8211; appare una storia ancora tutta in divenire, una tavolozza di colori dalle enormi potenzialit\u00e0 e dalle severe criticit\u00e0 al tempo stesso.<\/p>\n<p>Per dirla con le parole di Derek Walcott, poeta caraibico dell\u2019isola di Saint Lucia, ma di lontane origini africane, premio Nobel per la letteratura nel 1992:<strong> \u201c<\/strong><em>Un vento scompiglia la fulva pelliccia dell\u2019 Africa<\/em><strong>\u201d. <\/strong>L\u2019auspicio \u00e8 che sia un vento di modificazioni tendenzialmente positive nel lungo periodo, per il benessere degli africani e della stessa Europa che intrattiene e intratterr\u00e0 sempre pi\u00f9 relazioni con il Continente.<\/p>\n<p>Un prossimo appuntamento di riflessione globale e multi-livello su queste relazioni e sul rapporto Europa-Africa avverr\u00e0 presso l\u2019Universit\u00e0 Luiss nel giugno prossimo, nel contesto di una conferenza internazionale dal titolo emblematico: <em>Africa-Europe relationship: a multi-stakeholder perspective. <\/em>Un tassello sicuramente importante nel progetto inter-culturale di nuovi e rinnovati <em>Dialogues of Civilizations<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mese scorso, il 21 marzo, 44 Paesi africani hanno siglato a Kigali in Ruanda un accordo di libero scambio, l\u2019African Continental free trade area (Acfta), pur con rilevanti defezioni (su tutte quella della Nigeria, maggiore economia del Continente). 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