{"id":69289,"date":"2018-04-26T06:38:57","date_gmt":"2018-04-26T04:38:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69289"},"modified":"2018-04-28T08:01:04","modified_gmt":"2018-04-28T06:01:04","slug":"turchia-curdi-elezioni-siria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/turchia-curdi-elezioni-siria\/","title":{"rendered":"Turchia: tra curdi ed elezioni, evolve il ruolo in Siria"},"content":{"rendered":"<p>Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/siria-crisi-nebbia-deserto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Vertice di Ankara<\/strong><\/a>, svoltosi il 4 aprile, ha visto i presidenti di <strong>Iran<\/strong>, <strong>Russia<\/strong> e <strong>Turchia<\/strong> riuniti per discutere del futuro della gestione della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/siria-attacco-trump-obama\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Siria<\/strong> <\/a>alla conclusione del conflitto. Le posizioni sono parse chiare fin dal principio: la Russia orientata a sostenere la continuit\u00e0 del regime di al-Assad, l&#8217;Iran ostile ai movimenti nell\u2019Ovest della Siria legati ad Israele e la Turchia anti-regime, ma attenta ai movimenti &#8211; specialmente dei <strong>curdi<\/strong> &#8211; nel Nord della Siria. L&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/siria-diritto-intervento-missili-armi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">attacco condotto da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia il 14 aprile<\/a>, contro installazioni chimiche siriane, non ha sostanzialmente alterato le posizioni russa e iraniana, mentre quella turca ha subito qualche evoluzione: analizziamola.<\/p>\n<p><strong>Il pericolo al confine: l\u2019apporto curdo alla guerra civile<br \/>\n<\/strong>Il conflitto civile siriano ha visto un\u2019importante partecipazione di varie forze, ma ha dato soprattutto rilievo a una realt\u00e0 alquanto invisa da Ankara: la minoranza curda.<\/p>\n<p>Il Kurdistan, Stato esistente solo sulla carta, si estenderebbe dall&#8217;Ovest della Turchia al Nord della Siria e dell\u2019Iraq, lambendo il confine occidentale dell\u2019Iran nei pressi della citt\u00e0 di Bakhtaran. Nel Nord siriano, i curdi hanno raggiunto una certa autonomia amministrativa, costituendo con arabi e turkmeni una sorta di comitato regionale.<\/p>\n<p>Forza aggiuntiva negli scontri contro l&#8217;Isis, il sedicente Stato Islamico, a fianco della coalizione a guida americana, i curdo-siriani sono intervenuti nella guerra civile soprattutto nel nord-ovest del Paese, nella citt\u00e0 di Afrin. Per Ankara la situazione s&#8217;\u00e8 fatta complicata: una minoranza curda in controllo del Nord della Siria potrebbe dare sostegno alla minoranza curda in territorio turco del Pkk, partito curdo che la Turchia considera terrorista.<\/p>\n<p><strong>L\u2019intervento ad Afrin ed il cambio della politica siriana<em><br \/>\n<\/em><\/strong>Iniziata a gennaio, l\u2019offensiva turca (operazione &#8216;Ramoscello d\u2019Ulivo&#8217;), condotta con il sostegno dell\u2019Esercito Libero Siriano, \u00e8 stata particolarmente importante e ha dimostrato come l\u2019obiettivo iniziale di contenimento e (forse) gestione di parte della Siria in funzione anti-Assad abbia un ruolo secondario rispetto al confronto con i curdo-siriani. Quest\u2019ultimo aspetto \u00e8 assai pi\u00f9 rilevante per Ankara, forse addirittura vitale per la difesa dei confini, considerando i risvolti interni alla Turchia di un sostegno curdo esterno ai curdi turchi.<\/p>\n<p>Conclusa l\u2019offensiva e &#8216;gestito&#8217; il problema curdo, la posizione turca \u00e8 diventata pi\u00f9 complessa e autonoma rispetto a quella degli alleati Iran e Russia, come testimoniano le parole del vice-primo ministro turco Bekir Bozdag: \u201cLa nostra politica in Siria non vuol dire stare con un Paese o con un altro, ma tende a mantenere in Siria il rispetto di principi corretti\u201d. L&#8217;affermazione potrebbe significare che il tempo delle alleanze per la Turchia potrebbe essere a una svolta, a favore di una maggiore autonomia decisionale nella questione siriana.<\/p>\n<p><strong>L\u2019attacco Usa-Gbr-Francia e il cambio di rotta turco<br \/>\n<\/strong>Lo scontro con la minoranza curda ha decisamente acuito la difficolt\u00e0 di rapporti tra Ankara e Washington, alleata dei curdi siriani. L\u2019estensione della sfera di influenza turca in Siria e la distruzione delle roccaforti curde, infatti, sono in conflitto con la strategia degli Usa di contenimento delle forze del regime di Assad. In particolare, il focus della tensione \u00e8 nella zona di Manbij, dove sono arrivate le milizie turche, ma che \u00e8 anche luogo di addestramento gestito dagli americani, i quali non intendono cedere terreno.<\/p>\n<p>La posizione di Washington non \u00e8 affatto semplice, soprattutto in caso di possibile <em>rollback<\/em> rispetto alla situazione siriana. Per il momento, la politica statunitense rimane aggressiva nei confronti di iraniani e russi nella regione, mentre la Turchia continua a essere un alleato nella lotta al regime siriano. Coerente con questa politica fortemente aggressiva degli Stati Uniti, \u00e8 stato il lancio di missili la notte tra il 13 e il 14 aprile su due depositi chimici siriani.<\/p>\n<p><strong>Turchia verso nuove elezioni dopo l&#8217;offensiva nel nord della Siria<br \/>\n<\/strong>Forte dell\u2019offensiva di Afrin e nel Nord della Siria, il presidente turco Erdogan affronta le elezioni anticipate con un rinnovato sostegno politico. Convocate per il 24 giugno, le elezioni tradurranno in pratica i poteri speciali introdotti dal contestato referendum costituzionale del 2017.<\/p>\n<p>Tuttavia, la Turchia \u00e8 ben lontana dal gestire con tranquillit\u00e0 la regione di Afrin. Tra i curdi dell\u2019Ypg <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> e le milizie di al-Assad \u00e8 in atto un accordo di collaborazione logistica e militare che porterebbe l\u2019esercito turco a dovere rimanere nelle zone montuose intorno alla citt\u00e0, ponendo ad Ankare il dilemma se affrontare direttamente al-Assad o cessare le ostilit\u00e0. Una scelta non facile, soprattutto considerando che la Russia \u00e8 molto legata ad al-Assad.<\/p>\n<p>Una soluzione parziale pu\u00f2 provenire dal rapporto con gli Stati Uniti. Il Dipartimento di Stato ha infatti appoggiato la Turchia nella lotta ai \u201cterroristi curdi\u201d all\u2019interno del Paese. Ma l\u2019Ypg non \u00e8 considerata dagli americani un\u2019organizzazione terroristica, soprattutto per l\u2019appoggio dato nella lotta all&#8217;Isis.<\/p>\n<p>Ankara si trova cos\u00ec nella situazione di cercare una tregua con l\u2019Ypg, evitando di allargare il conflitto verso altri attori e perdendo il vantaggio acquisito. La strada \u00e8 a senso unico per la Turchia. Se decidesse di optare per un conflitto aperto con i curdi, l\u2019alleanza pro tempore dell\u2019Ypg con al-Assad si rinsalderebbe, chiamando in causa anche la Russia. Gli Stati Uniti agirebbero di conseguenza, con una maggiore pressione sulla zona di Afrin e una modifica degli obiettivi strategici di entrambi gli schieramenti.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> &#8211; Acronimo di <em>Yek\u00eeney\u00ean Parastina Gel <\/em>(Unit\u00e0 di Protezione popolare): le milizie a maggioranza curda nel Nord della regione curda, forza militare del Rojava. Dopo il ritiro delle truppe filogovernative dal Rojava nel 2012, sono state determinanti nella lotta all&#8217;Isis, soprattutto nella citt\u00e0 di Kobane.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Vertice di Ankara, svoltosi il 4 aprile, ha visto i presidenti di Iran, Russia e Turchia riuniti per discutere del futuro della gestione della Siria alla conclusione del conflitto. 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