{"id":69293,"date":"2018-04-27T07:11:20","date_gmt":"2018-04-27T05:11:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69293"},"modified":"2018-06-04T18:48:19","modified_gmt":"2018-06-04T16:48:19","slug":"turchia-russia-nato-missili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/turchia-russia-nato-missili\/","title":{"rendered":"Turchia: i missili S-400 tra Russia e Nato, match anticipato"},"content":{"rendered":"<p>In un incontro ad Ankara il 3 aprile scorso, il presidente russo Vladimir <strong>Putin<\/strong> e il suo omologo turco, Recep Tayyip\u00a0<strong>Erdo\u011fan<\/strong>, hanno deciso di anticipare di alcuni mesi la consegna del primo <strong>sistema missilistico S-400<\/strong>, verosimilmente all\u2019autunno 2019. Il contratto, finalizzato nel dicembre 2017, prevede che la Turchia acquisti dalla Russia fino a quattro sistemi missilistici per un totale di 2,5 miliardi di dollari, e rappresenta un indubbio momento di rottura politica e militare tra Ankara e gli alleati occidentali.<\/p>\n<p>Le ragioni e le conseguenze di questo inedito accordo, che riguarda una capacit\u00e0 difensiva di assoluto rilievo strategico, ancora non sono del tutto chiare.<\/p>\n<p>L\u2019S-400 Triumf \u00e8 il pi\u00f9 avanzato sistema missilistico mobile terra-aria in dotazione alle forze armate russe. Recentemente, \u00e8 diventato un importante tassello della strategia complessiva di Putin, grazie ai suoi molti vantaggi. Impiegando tre diverse serie di missili, \u00e8 capace di colpire obiettivi multipli quali aerei, sistemi a pilotaggio remoto, altri missili, con un raggio d\u2019azione stimato fino a 400 chilometri. Inoltre, \u00e8 pi\u00f9 economico dei sistemi analoghi.<\/p>\n<p><strong>I problemi di sicurezza per l\u2019Alleanza<\/strong><br \/>\nIl problema principale di un suo impiego da parte della Turchia consiste nell\u2019integrazione nel restante apparato militare turco, che a sua volta deve garantire l\u2019interoperabilit\u00e0 con quello degli alleati Nato. Se dei mezzi di fabbricazione russa fossero integrati con la difesa collettiva dell\u2019Alleanza, costituirebbero un problema di sicurezza, essendo la loro tecnologia sotto il controllo del produttore.<\/p>\n<p>Inoltre, dalla Nato \u00e8 stato segnalato che gli S-400 sarebbero un punto d\u2019accesso per il furto di informazioni sui mezzi e le infrastrutture militari critiche occidentali. Le forze armate e i leader politici turchi ne sono ben consapevoli e finora non hanno infatti richiesto tale integrazione. Tuttavia, senza una connessione del sistema missilistico con una rete di radar, aerei di sorveglianza e satelliti, la sua efficacia sarebbe molto ridotta.<\/p>\n<p>Il governo turco ha replicato alle critiche ricevute con diverse motivazioni. Su tutte, ricorre l\u2019urgenza di proteggere il territorio nazionale dall\u2019instabilit\u00e0 in <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/siria-armi-chimiche-regime-guerra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Siria<\/a><\/strong>, dove forze ostili potrebbero impadronirsi di alcuni depositi di missili (ma bisogna ricordare che in Turchia la Nato ha dispiegato delle batterie di missili difensivi ormai da diversi anni, proprio per contrastare questa potenziale minaccia). Secondo la versione turca, dati i tempi molto stretti, i russi avrebbero semplicemente presentato l\u2019offerta migliore.<\/p>\n<p><strong>Ragioni e conseguenze dell\u2019accordo<\/strong><br \/>\nL\u2019offerta di Mosca tocca per\u00f2 un elemento ancora pi\u00f9 importante: diversamente da eventuali fornitori occidentali, quelli russi avrebbero acconsentito a un controllo turco del sistema missilistico, alla sua produzione in comune e al relativo trasferimento tecnologico, avvicinando cos\u00ec la Turchia all\u2019autonomia tecnologica e operativa.<\/p>\n<p>La centralit\u00e0 di questo obiettivo \u00e8 stata pi\u00f9 volte espressa da Ankara, come quando, nell\u2019ottobre 2017, il ministro degli Esteri Mevl\u00fct <strong>\u00c7avu\u015fo\u011flu<\/strong> ha minacciato di far saltare l\u2019accordo con la Russia in assenza di garanzie al riguardo. Eppure, la reticenza russa e le ultime dichiarazioni di \u00c7avu\u015fo\u011flu indicano che il <em>tech transfer<\/em> ci sar\u00e0, se mai, solo nel medio-lungo periodo, con una conseguente dipendenza turca nei confronti russi per la manutenzione e l\u2019ammodernamento dei sistemi d\u2019arma.<\/p>\n<p>Inoltre, se i vantaggi di una (relativa) autonomia operativa militare dalla Nato sono incerti, diventa sempre pi\u00f9 probabile una reazione negativa degli <strong>Stati Uniti<\/strong>, dove alcuni senatori hanno chiesto l\u2019applicazione alla Turchia delle sanzioni contro chi cooperi con la Russia nel settore della difesa, come previsto dal Caatsa (<em>Countering America\u2019s Adversaries Through Sanctions Act<\/em>).<\/p>\n<p>Poco dopo tale richiesta nel Congresso americano, \u00e8 stato reso noto che, in una riunione del <em>Turkey-U.S. Defense Trade Dialogue<\/em> del 30 marzo, sono iniziati i contatti per l\u2019acquisto turco dei missili statunitensi <em>Patriot<\/em>. Pi\u00f9 avanzata \u00e8 l\u2019intesa con Eurosam, un consorzio franco-italiano: in base a una lettera di intenti firmata nel novembre scorso, imprese turche ed europee hanno avviato uno studio per realizzare, entro il 2025, un sistema di difesa missilistico e aereo a lungo raggio, stavolta con concrete aspettative di cooperazione tecnologica e produttiva. Dovessero essere realizzati tutti i progetti con fornitori russi, americani ed europei, l\u2019acquisizione (quasi in blocco) di tali sistemi si rivelerebbe per la Turchia poco efficiente sia dal punto di vista economico che militare.<\/p>\n<p><strong>La strategia di Ankara e un Paese al bivio<\/strong><br \/>\nD\u2019altra parte, soprattutto il dialogo con gli Stati Uniti rafforza l\u2019ipotesi che si tratti di scelte essenzialmente legate a strategie politiche. In primo luogo, esse potrebbero essere il tentativo di guadagnare importanza nei confronti della Nato attraverso l\u2019avvicinamento a una potenza avversaria. Gi\u00e0 nel 2013, quando la Turchia tent\u00f2 un simile accordo con fornitori cinesi, alcune fonti governative giustificavano in questo modo la selezione di un partner al di fuori dell\u2019Alleanza Atlantica.<\/p>\n<p>In secondo luogo, \u00e8 probabile che Erdo\u011fan ricerchi una posizione intermedia fra Nato e Russia, viste le assonanze e divergenze con entrambe le parti: nella recente crisi siriana, egli si \u00e8 posto come interlocutore sia di Donald Trump che di <strong>Putin<\/strong>, poi ha dichiarato il suo sostegno all\u2018<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/siria-attacco-interrogativi-conseguenze\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">attacco missilistico<\/a> occidentale, ma evitando accuratamente di menzionare la Russia e assicurando il non utilizzo da parte degli alleati della base militare di \u0130ncirlik in territorio turco. Tuttavia, l\u2019ambito militare &#8211; e la difesa aerea e missilistica in particolare &#8211; non \u00e8 affatto il terreno adatto su cui perseguire simili rischiose strategie politiche, implicando tutte le gi\u00e0 menzionate criticit\u00e0.<\/p>\n<p>Spiazzando le opposizioni, intanto, il 18 aprile scorso Erdo\u011fan ha convocato le <strong>elezioni presidenziali<\/strong> anticipate per il 24 giugno. Una sua eventuale ma remota sconfitta potrebbe cambiare lo scenario radicalmente; la sua molto probabile vittoria nel quadro del nuovo sistema presidenziale \u2013 che, dopo il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/turchia-erdogan-non-vittoria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">referendum costituzionale<\/a> vinto di misura un anno fa, aumenta ulteriormente i suoi poteri &#8211; potrebbe avere rilevanti ripercussioni sulla politica estera e di difesa. Rafforzata la presa sullo Stato, egli sarebbe in grado di imprimere accelerazioni o far fare passi indietro su vari fronti, ed in particolare rispetto ai tre sistemi missilistici considerati: con i russi, l\u2019anticipo corrisposto e la firma di dicembre definiscono solo la prima parte dell\u2018accordo; con gli europei, lo studio congiunto \u00e8 tutto da sviluppare; con gli americani, infine, ci sono solo stati dei colloqui. I prossimi mesi potrebbero riservare delle sorprese.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9 Mustafa Kaya\/Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un incontro ad Ankara il 3 aprile scorso, il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo turco, Recep Tayyip\u00a0Erdo\u011fan, hanno deciso di anticipare di alcuni mesi la consegna del primo sistema missilistico S-400, verosimilmente all\u2019autunno 2019. 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