{"id":69316,"date":"2018-04-30T21:26:26","date_gmt":"2018-04-30T19:26:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69316"},"modified":"2018-04-30T21:26:26","modified_gmt":"2018-04-30T19:26:26","slug":"ue-politica-coesione-rischi-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/ue-politica-coesione-rischi-italia\/","title":{"rendered":"Ue: Politica di coesione, rischi per Italia da nuovo Quadro"},"content":{"rendered":"<p>Mentre l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/litalia-al-voto\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> \u00e8 alle prese con la formazione di un nuovo governo e si trova, quindi, in una situazione negoziale debole, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ue-juncker-peprogramma-ambizioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Commissione europea<\/strong><\/a> si appresta a presentare, il 2 maggio, il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/ue-match-prossimo-bilancio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Quadro finanziario pluriennale<\/strong><\/a> (<strong>Qfp<\/strong>) per il prossimo ciclo di programmazione settennale. Sul futuro del <strong>bilancio<\/strong> dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/11\/le-priorita-del-nuovo-bilancio-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ue<\/strong><\/a> pesano le nuove priorit\u00e0 di spesa relative a sicurezza, migrazioni e cambiamento climatico, ma soprattutto la Brexit. Se per il periodo 2014-2020 il budget ammontava a circa 150 miliardi di euro l\u2019anno, corrispondente all\u20191% del Pil dell\u2019Unione, l\u2019uscita del Regno Unito comporter\u00e0 un ridimensionamento delle risorse che oscilla tra i 10 e i 12 miliardi di euro in meno all\u2019anno. A soffrirne saranno le politiche che storicamente hanno beneficiato di pi\u00f9 dei finanziamenti: Pac e <strong>Politica di coesione<\/strong>.<\/p>\n<p>Come <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/ue-match-prossimo-bilancio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ha scritto su AffarInternazionali<\/a> il presidente Iai Ferdinando Nelli Feroci in vista di un dibattito sul Qfp il 17 aprile a Roma: \u201cSi va consolidando l\u2019idea che si debba partire dall\u2019individuazione delle nuove priorit\u00e0 dell\u2019Ue e che per queste nuove voci di spesa si debbano trovare adeguati finanziamenti. In un bilancio con risorse limitate, queste nuove spese dovranno essere compensate da riduzioni di spesa sulle politiche comuni pi\u00f9 tradizionali, a partire da agricoltura e coesione (che oggi assorbono circa i due terzi del bilancio comune)\u201d.<\/p>\n<p><strong>Gli scenari previsti dalla Commissione europea<\/strong><br \/>\nDei tre scenari previsti dalla Commissione, due prevedono un taglio netto del bilancio e sono quelli che l\u2019Italia deve evitare. Oltre al mantenimento dello status quo (375 miliardi, pari al 35% del bilancio complessivo), i commissari potrebbero scegliere di ridimensionare le spese per la coesione di un quarto (95 miliardi in meno) o di un terzo del totale (124 miliardi in meno). La Politica di coesione, di cui beneficiano soprattutto le regioni del Mezzogiorno, diventa in questo senso una sfida d\u2019interesse nazionale, e non solo europeo.<\/p>\n<p>Di tutto questo si \u00e8 discusso durante un seminario organizzato venerd\u00ec 20 aprile dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea a Palazzo Colonna a Roma: \u2018La Politica di coesione verso il Quadro finanziario pluriennale post 2020\u2019. Dopo l\u2019introduzione di Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza, sono intervenuti esponenti di diversi schieramenti politici del Parlamento europeo: Fabio Massimo Castaldo, vice presidente del Parlamento, Movimento 5 Stelle, Salvatore Cicu, membro della commissione REGI del Parlamento europeo e vice capo-delegazione di Forza Italia, e David Sassoli, vice-presidente del Parlamento europeo, Pd, oltre a Nicola de Michelis, capo gabinetto del commissario europeo per le Politiche regionali Corina Cretu.<\/p>\n<p><strong>Gli interventi di alti funzionari e parlamentari europei<\/strong><br \/>\n\u201cNegli ultimi due anni c\u2019\u00e8 stato un terremoto politico in Europa\u201d, ha detto Nicola De Michelis nel suo intervento: \u201cIn grandi pezzi del Continente, gli europei si sono rivolti a forze euroscettiche. Lo abbiamo visto con la Brexit e da ultimo con le elezioni italiane\u201d. Secondo De Michelis, nella proposta della Commissione la Politica di coesione avr\u00e0 un ruolo centrale anche dopo il 2020: infatti, \u201c\u00e8 l\u2019unico modo in cui si riesce a fare integrazione\u201d.<\/p>\n<p>Per\u00f2, la distribuzione delle risorse dovr\u00e0 riflettere un equilibrio diverso perch\u00e9 l\u2019Europa \u00e8 cambiata: \u201cLa relazione sullo stato della coesione dell\u2019ottobre 2017 racconta una geografia drammatica. C\u2019\u00e8 un pezzo di continente \u2018<em>stucked in the middle<\/em>\u2019, incapace di competere a livello tecnologico e commerciale. Per queste territori dobbiamo pensare a nuove politiche di trasformazione industriale\u201d. Nelle regioni, in Italia e in Europa.<\/p>\n<p>Per Salvatore Cicu, il nostro Paese rappresenta l\u2019anello debole della catena: \u201cSiamo uno degli Stati culturalmente meno pronti al confronto europeo e a capire che cos\u2019\u00e8 l\u2019Europa\u201d. Quando si parla di coesione, secondo l\u2019europarlamentare di Forza Italia, \u201cil nostro sistema non c\u2019\u00e8\u201d. Se il Paese non realizza che la programmazione europea \u00e8 fondamentale per innovazione e ricerca, perde anche nella dimensione di impresa. \u201cMi piacerebbe che a Roma si iniziasse a parlare di politica industriale e infrastrutturale\u201d, ha affermato Cicu, \u201ce si dedicasse pi\u00f9 attenzione alla disoccupazione giovanile\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Italia \u00e8 una penisola di mille chilometri con 60 milioni di abitanti\u201d, gli fa eco David Sassoli. E questo non aiuta a \u201crendere la macchina del Paese capace di sfruttare tutto quello che ci viene offerto: il Sud non beneficia di quello che arriva anche per colpa nostra. Abbiamo bisogno di cabine di regia, a Bruxelles come in Italia, che siano il terminale del Paese in Europa\u201d.<\/p>\n<p>Fabio Massimo Castaldo, invece, ha suggerito di \u201cforzare la mano sul tema delle risorse proprie\u201d, altrimenti si rischia di dovere \u201cmettere in discussione le politiche di coesione per come le abbiamo conosciute\u201d. \u201cLa ripresa economica \u00e8 timida e precaria e per portarla avanti bisognerebbe garantire la resilienza del sistema bancario\u201d, ma chiedere agli Stati di aumentare i versamenti \u201cpotrebbe avvelenare il dibattito politico\u201d.<\/p>\n<p>Castaldo ha affrontato il tema della condizionalit\u00e0, riferendosi in particolare ai fondi destinati ai paesi dell\u2019Est Europa. \u201cLa condizionalit\u00e0 non pu\u00f2 essere soltanto macroeconomica\u201d, ma deve basarsi sul rispetto dei diritti e sui valori cardine dell\u2019Ue. \u201cO siamo un\u2019Unione nella buona e nella cattiva sorte\u201d ha concluso \u201co non siamo nulla. Senza principi perdiamo la ragione stessa di esistere\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre l\u2019Italia \u00e8 alle prese con la formazione di un nuovo governo e si trova, quindi, in una situazione negoziale debole, la Commissione europea si appresta a presentare, il 2 maggio, il Quadro finanziario pluriennale (Qfp) per il prossimo ciclo di programmazione settennale. 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