{"id":69324,"date":"2018-04-30T19:48:51","date_gmt":"2018-04-30T17:48:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69324"},"modified":"2018-05-04T00:27:11","modified_gmt":"2018-05-03T22:27:11","slug":"corea-vertice-denuclearizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/corea-vertice-denuclearizzazione\/","title":{"rendered":"Corea: fra denuclearizzazione e riunificazione"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/corea-vertice-moon-kim\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">summit intercoreano<\/a><\/strong> di <strong>Panmunjom<\/strong> \u00e8 stato uno di quegli eventi destinati ad entrare nella storia delle relazioni internazionali come uno spartiacque, anche se bisogna stare attenti a non farsi tradire dall\u2019euforia del momento e da facili prospettive di pace.<\/p>\n<p>L\u2019incontro tra i leader della Corea del Nord, <strong>Kim Jong-un<\/strong>, e della Corea del Sud, <strong>Moon Jae-in<\/strong>, nella zona demilitarizzata sul 38esimo parallelo \u00e8 iniziato in maniera molto cerimoniale, esibendo da subito un alto valore simbolico e alcune sorprese. La prima \u00e8 stata l\u2019invito rivolto da Kim a Moon a sconfinare &#8211; per mano &#8211; in territorio nordcoreano, rompendo il protocollo ufficiale prestabilito. Con questo gesto, il leader di Pyongyang ha dimostrato di essere disposto a fare il primo passo verso la controparte sudcoreana a condizione di essere ricambiato, anche se ci\u00f2 dovesse significare un\u2019eccezione agli accordi prestabiliti e alle aspettative generali.<\/p>\n<p>Il momento pi\u00f9 importante \u00e8 stato quello della dichiarazione congiunta al termine dell\u2019incontro, con cui veniva annunciata la fine delle ostilit\u00e0 e la volont\u00e0 di iniziare il processo di <strong>denuclearizzazione<\/strong> della penisola coreana.<\/p>\n<p><strong>Il futuro della penisola<\/strong><br \/>\nCosa ci si pu\u00f2 aspettare da questo summit? Probabilmente una cessazione delle ostilit\u00e0 con una relativa apertura commerciale e una liberalizzazione graduale dell\u2019economia nordcoreana. Quest\u2019ultimo passaggio \u00e8 utile ad entrambe le parti, perch\u00e9 rappresenta una nuova opportunit\u00e0 per la crescita economica di Seul e, allo stesso tempo, una possibilit\u00e0 di sviluppo per Pyongyang, che consentirebbe alla Corea del Nord anche di emanciparsi dall\u2019egemonia cinese. Quello che rimane da vedere \u00e8 se le sanzioni commerciali delle Nazioni Unite contro Pyongyang attualmente ancora in vigore verranno presto sollevate.<\/p>\n<p>La questione centrale del summit rimane comunque la denuclearizzazione, obiettivo comune da raggiungere nella penisola, secondo la dichiarazione finale di Panmunjom. In aggiunta a ci\u00f2, il 29 aprile \u2013 due giorni dopo il summit \u2013 Kim Jong-un ha annunciato di voler chiudere entro maggio il sito per i test nucleari di <strong>Punggye-ri<\/strong>. Nonostante ci\u00f2, la denuclearizzazione totale rimane un obiettivo difficile da centrare.<\/p>\n<p>Prima di tutto perch\u00e9 non potr\u00e0 mai essere una concessione unilaterale di Pyongyang, come auspicato dagli Stati Uniti; e anche perch\u00e9, per i nordcoreani la denuclearizzazione della penisola significa anche la rimozione dell\u2019ombrello nucleare degli Stati Uniti da tutta la regione del nordest asiatico.<\/p>\n<p>Una richiesta impossibile perch\u00e9 causerebbe uno squilibrio di potere a favore di Cina e Russia, influendo negativamente sulla posizione strategica di Washington e sull\u2019equilibrio geopolitico nei confronti di Giappone e Taiwan. Peraltro, una rinuncia totale all\u2019atomica da parte di Kim, dopo gli enormi sacrifici sostenuti per acquisire il potere deterrente nucleare, potrebbe causare una destabilizzazione politica interna pericolosa per la sopravvivenza stessa del regime.<\/p>\n<p><strong>Modello iraniano?<\/strong><br \/>\nIl punto cruciale che resta da chiarire \u00e8 la <em>roadmap<\/em> dell\u2019eventuale piano di denuclearizzazione, che non \u00e8 stata specificata in nessuna maniera nella dichiarazione di Panmunjom. Uno dei nodi da sciogliere \u00e8 se la denuclearizzazione debba avvenire solo dal punto di vista militare, come nel caso dell\u2019accordo raggiunto dall\u2019amministrazione Obama e dai partner dell\u2019Unione europea con l\u2019<strong>Iran<\/strong> (<em>Joint Comprehensive Plan of Action<\/em>) ed oggi duramente attaccato e messo in forse da Donald Trump.<\/p>\n<p>L\u2019unica certezza \u00e8 l\u2019attuale <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/corea-del-nord-poverta-sviluppo-nucleare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">insostenibilit\u00e0 economica<\/a> del programma nucleare nordcoreano, che ha sottratto risorse molto importanti allo sviluppo del Paese. Tuttavia, per poter fare delle previsioni accurate, \u00e8 necessario aspettare l\u2019esito del prossimo summit tra il presidente statunitense Trump ed il leader nordcoreano Kim, che in questi giorni dovrebbe intanto presentare un piano preventivo per la denuclearizzazione del proprio Paese.<\/p>\n<p>L\u2019esito di tale incontro, da tenersi fra maggio e giugno (e per cui Trump ha proposto proprio il Palazzo della Pace di Panmunjom), non \u00e8 per niente scontato, considerando l\u2019instabilit\u00e0 dimostrata finora dall\u2019 amministrazione statunitense in questioni di politica estera e il mancato rispetto degli accordi internazionali da parte di Kim &#8211; l\u2019ultimo in ordine di tempo nel 2012, quando effettu\u00f2 un test balistico di larga distanza poche settimane dopo aver firmato una moratoria sugli esperimenti nucleari in cambio di concessioni e aiuti economici significativi -.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019unione che non s\u2019ha da fare<\/strong><br \/>\nQuello che molto sicuramente non accadr\u00e0 \u00e8 la riunificazione delle due Coree, come ventilato in questi giorni da alcuni osservatori che proponevano un\u2019analogia con la Germania. Per quanto suggestivo, il paragone non regge per vari motivi. Anzitutto, perch\u00e9 la Germania era supportata dall\u2019Unione sovietica, che alla fine degli anni Ottanta era ormai sul punto di collassare, quindi non pi\u00f9 in grado di sostenere la sua sfera di influenza geopolitica. La Corea del Nord, al contrario, \u00e8 sostenuta dalla Cina che ormai si appresta a superare gli Stati Uniti come prima economia mondiale.<\/p>\n<p>In secondo luogo, al momento, l\u2019unificazione delle due Coree non conviene a nessuno dei loro vicini. La <strong>Cina<\/strong> ha bisogno della Corea del Nord come stato cuscinetto per mantenere una separazione territoriale netta tra il suo confine e la Corea del Sud, che \u00e8 sede di un ampio schieramento militare statunitense. Il <strong>Giappone<\/strong>, avversario storico della Cina e della Corea, ma in seguito alleato della Corea del Sud, non ha nessun interesse in vedere espandersi la concorrenza regionale in campo economico e manifatturiero come conseguenza della riunificazione coreana.<\/p>\n<p>Terzo, gli Stati Uniti non permetterebbero un alienamento politico di Seul verso la sfera di influenza cinese, che, diventando la prima economia mondiale si appresta anche a vestire i panni di un partner commerciale di alto valore. Inoltre, l\u2019unione delle due Coree potrebbe causare degli scompensi al sistema economico e sociale interno dei due Paesi, dovuto alla riorganizzazione politica del nuovo Stato.<\/p>\n<p>Infine, chi ha guadagnato pi\u00f9 di tutti da questo summit \u00e8 stato di certo il leader nordcoreano, che \u00e8 riuscito a proiettare una nuova immagine di s\u00e9 e del suo Paese, sfatando il mito del leader autocratico, totalitario e irrazionale. Il solo fatto di avere violato un tab\u00f9 storico, come quello di uscire dal proprio Paese per affrontare le negoziazioni su un tema cos\u00ec complicato come quello della pace tra le due Coree e della denuclearizzazione della penisola, ha fatto guadagnare a Kim Jong-un moltissimo in termini di credibilit\u00e0, un capitale politico che in futuro potr\u00e0 essere speso in proprio favore.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9 Wangjingqiang\/Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il summit intercoreano di Panmunjom \u00e8 stato uno di quegli eventi destinati ad entrare nella storia delle relazioni internazionali come uno spartiacque, anche se bisogna stare attenti a non farsi tradire dall\u2019euforia del momento e da facili prospettive di pace. 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