{"id":69335,"date":"2018-05-01T09:12:55","date_gmt":"2018-05-01T07:12:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69335"},"modified":"2018-05-01T09:14:44","modified_gmt":"2018-05-01T07:14:44","slug":"migranti-global-compact-negoziati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/migranti-global-compact-negoziati\/","title":{"rendered":"Migranti: Global Compact, negoziati al conto alla rovescia"},"content":{"rendered":"<p>Se ne parla da settembre 2016 e adesso siamo quasi al <em>count down<\/em>. Parliamo dei <strong>negoziati<\/strong> che porteranno alla definizione del <a href=\"https:\/\/www.iom.int\/global-compact-migration\">Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration <\/a>, e del <a href=\"http:\/\/www.unhcr.org\/58e625aa7\">Global Compact on Refugees: <\/a>i primi accordi intergovernativi negoziati sotto l\u2019egida delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/migranti-verso-norme-internazionali-valide\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Nazioni Unite<\/strong><\/a>, con l\u2019obiettivo di migliorare la <em>governance<\/em> delle migrazioni e organizzare la gestione multi-dimensionale della mobilit\u00e0 umana in modo globale e integrato. I negoziati in corso sulle due piattaforme, coordinate rispettivamente dall\u2019Iom e dall\u2019 UnHcr, sono il primo risultato tangibile della &#8216;<a href=\"http:\/\/www.un.org\/en\/ga\/search\/view_doc.asp?symbol=A\/RES\/71\/1\">Dichiarazione di New York per rifugiati e <strong>migranti&#8217;<\/strong><\/a> siglata all\u2019unanimit\u00e0 a settembre 2016.<\/p>\n<p>Da allora, tuttavia, in quasi due anni di gestazione caratterizzati da tira e molla, fuoco amico e veti incrociati, la concordia \u00e8 diventata una chimera, con buon pace degli <em>endorsment<\/em> di rito alla cooperazione rafforzata a livello globale. Epilogo che non sorprende dato che i temi sottoscritti nella Dichiarazione marcano una lista di arene su cui inevitabilmente si scontrano posizionamenti divergenti.<\/p>\n<p><strong>La concordia perduta strada facendo<\/strong><br \/>\n\u201cProteggere la sicurezza, la dignit\u00e0, i diritti umani e le libert\u00e0 fondamentali di tutti i migranti, indipendentemente dal loro status migratorio e in ogni momento; sostenere i Paesi salvando, ricevendo e ospitando numeri significativi di rifugiati e migranti; integrare i migranti &#8211; indirizzando i loro bisogni e le loro capacit\u00e0, nonch\u00e9 quelli delle comunit\u00e0 ospitanti &#8211; nei quadri e nella pianificazione dell&#8217;assistenza umanitaria e dello sviluppo; combattere la xenofobia, il razzismo e la discriminazione nei confronti di tutti i migranti; sviluppare, attraverso un processo guidato dallo Stato, principi non vincolanti e linee guida volontarie sul trattamento dei migranti in situazioni vulnerabili; e rafforzare la <em>governance<\/em> globale della migrazione, anche integrando l&#8217;Iom nella famiglia delle Nazioni Unite e attraverso lo sviluppo di un patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare\u201d<\/p>\n<p>Da aprile 2017, ognuno di questi punti ha scatenato serrati tour negoziali, cordate di interessi e gruppi di pressione che puntano a condizionare il rapporto annuale che l\u2019Alto Commissario per i rifugiati dovr\u00e0 presentare all\u2019 Assemblea generale di ottobre 2018 con l\u2019obiettivo di chiudere il Patto sulle politiche globali e nazionali per i prossimi decenni. Testo che successivamente dovrebbe essere adottato dall\u2019Assemblea generale durante la conferenza intergovernativa sulle migrazioni internazionali prevista nel dicembre 2018 in Marocco.<\/p>\n<p><strong>La defezione degli Usa &#8230;<\/strong><br \/>\nCondizionale d\u2019obbligo, visto che la questione sta gi\u00e0 sollevando defezioni di peso come quella degli Stati Uniti e turbolenze crescenti nell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/migranti-regionalizzare-ue-concorde\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a> fiaccata dal dibattito sulla riforma del Sistema Asilo. A soli due mesi dalla sottoscrizione della Dichiarazione di New York, con una <a href=\"https:\/\/usun.state.gov\/remarks\/8197\">nota<\/a> a sorpresa i rappresentanti di Washington alle Nazioni Unite hanno informato il segretariato generale delle Nazioni Unite che gli Stati Uniti avrebbero abbandonato il negoziato sul Global Compact on Migration.<\/p>\n<p>Piattaforma strenuamente voluta dall\u2019 Amministrazione Obama e diventata \u201cincoerente con i principi di immigrazione dell&#8217;Amministrazione Trump\u201d. \u201cLe nostre decisioni sulle politiche migratorie devono sempre essere prese dagli americani e solo dagli americani. Decideremo il modo migliore per controllare i nostri confini e chi sar\u00e0 autorizzato ad entrare nel nostro Paese. L&#8217;approccio globale nella Dichiarazione di New York non \u00e8 semplicemente compatibile con la sovranit\u00e0 degli Stati Uniti &#8220;.<\/p>\n<p>Un epitaffio &#8211; quello lanciato dal rappresentante permanente degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite Nikki Haley &#8211; che restituisce fedelmente il polso delle priorit\u00e0 dell&#8217;Amministrazione Trump alle prese con le elezioni di midterm di novembre.<\/p>\n<p><strong>&#8230; e le turbolenze nell&#8217;Ue<\/strong><br \/>\nE poi c\u2019\u00e8 l\u2019Unione europea, attore evidentemente centrale nel dibattito sulle migrazioni, ma che, ad oggi, non ha ancora reso noto se a partecipare ai negoziati sar\u00e0 il Consiglio dei Ministri, il Servizio europeo per l\u2019Azione esterna o la DG responsabile per gli Affari Interni e l\u2019Immigrazione. L\u2019ultimo <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/transparency\/regdoc\/rep\/1\/2018\/EN\/COM-2018-167-F1-EN-MAIN-PART-1.PDF\">atto<\/a> sul tavolo risale a marzo, quando la Commissione ha chiesto al Consiglio l\u2019autorizzazione ad approvare a nome dell\u2019Unione il Global Compact sull\u2019Immigrazione.<\/p>\n<p>Richiesta rimasta inevasa nell\u2019ultimo Vertice di marzo e su cui \u00e8 atteso un pronunciamento nel\u00a0<a href=\"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/meetings\/european-council\/2019\/06\/20-21\/\">Vertice<\/a> attesissimo del prossimo 20 giugno, lo stesso in cui i 27 dovrebbero decidere sulla riforma del Sistema Dublino. Sebbene la Commissione abbia segnalato che \u201cnell&#8217;interesse dell&#8217;Unione \u00e8 di fondamentale importanza preservare l\u2019unitariet\u00e0 della posizione dell&#8217;Ue per garantire che il testo definitivo del patto globale sulla migrazione sia in linea con l&#8217;acquis e con la politica dell&#8217;Ue\u201d, ad oggi i 27 faticano a trovare una visione comune.<\/p>\n<p>I Paesi del Gruppo Visegrad, Ungheria in testa, preoccupano non poco. Gli <a href=\"https:\/\/refugeesmigrants.un.org\/sites\/default\/files\/stocktaking_hungary.pdf\">input<\/a> inviati da Budapest al segretariato generale delle Nazioni Unite non hanno infatti mancato di declinare in termini sovranistici la questione: \u201cSiamo convinti che l&#8217;elaborazione del futuro Global Compact, che non avr\u00e0 effetti giuridicamente vincolanti, rester\u00e0 una procedura guidata dallo Stato, mentre l\u2019attuazione dei principi e degli impegni in esso concordati potrebbe essere completata da un meccanismo di revisione che non porterebbe alla creazione di alcuna nuova struttura\u201d.<\/p>\n<p>Dichiarazione condivisa da diversi Paesi dell\u2019Est e che rischia di depotenziare tanto il commitment europeo volto alla definizione unitaria di \u201cun quadro per la revisione delle procedure di attuazione\u201d quanto il tavolo dei negoziati aperti internamente sulla riforma del sistema comune di asilo europeo attesa per il prossimo giugno<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se ne parla da settembre 2016 e adesso siamo quasi al count down. Parliamo dei negoziati che porteranno alla definizione del Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration , e del Global Compact on Refugees: i primi accordi intergovernativi negoziati sotto l\u2019egida delle Nazioni Unite, con l\u2019obiettivo di migliorare la governance delle migrazioni e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":69336,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[441,495,103,1056,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69335"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69335"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69335\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69337,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69335\/revisions\/69337"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/69336"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69335"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69335"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69335"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}