{"id":69401,"date":"2018-05-04T17:38:38","date_gmt":"2018-05-04T15:38:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69401"},"modified":"2018-05-11T23:48:07","modified_gmt":"2018-05-11T21:48:07","slug":"macron-trump-merkel-iran-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/macron-trump-merkel-iran-europa\/","title":{"rendered":"Trump, Macron e la Merkel: l\u2019accordo con l&#8217;Iran e l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>Nessuno pu\u00f2 sorprendersi se lo stile e la disinvoltura con cui Emmanuel\u00a0<strong>Macron<\/strong> si muove sul terreno della<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/francia-siria-critiche-macron\/\"> politica estera<\/a> crea in Europa diffusi mugugni, se non malumore. Le reazioni al recente viaggio a Washington ne sono un esempio parlante; tra l\u2019altro tutto ci\u00f2 avviene poco tempo dopo la partecipazione della Francia ai bombardamenti in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/siria-diritto-intervento-missili-armi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Siria<\/strong><\/a> assieme a Usa e Gran Bretagna. Le reazioni italiane non fanno eccezione, ma a mio avviso con il loro carattere quasi unanimemente negativo rappresentano un caso a parte. Prendiamo i due argomenti che hanno dominato i colloqui di Washington: <strong>Iran<\/strong> e commercio. Per il momento mi soffermo sul primo, riservandomi di trattare il secondo in un articolo successivo.<\/p>\n<p>Sul comportamento del presidente francese si fanno diversi commenti, che \u00e8 bene esaminare separatamente. Il primo \u00e8 che il suo attivismo serva in primo luogo a riaffermare una supremazia francese su un terreno che vede la Germania ancora debole, soprattutto in un momento in cui la leadership della cancelliera Angela\u00a0<strong>Merkel<\/strong> sembra appannata.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 sicuramente del vero e non tutti a Berlino ne sono entusiasti. I tedeschi sanno tuttavia che la loro \u201cinferiorit\u00e0\u201d in questo campo \u00e8 in parte l\u2019eredit\u00e0 di una storia troppo conosciuta per doverla ricordare e che spiega la grande difficolt\u00e0 di qualsiasi governo tedesco ad ottenere l\u2019autorizzazione del Bundestag per missioni militari all&#8217;estero o per aumentare le spese militari verso l\u2019obiettivo stabilito dalla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/nato-vertice-verso-roadmap-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Nato<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>A Berlino sono perfettamente coscienti che, se vogliono partecipare al governo dell\u2019Europa in una fase in cui sviluppare una politica estera diventa ineludibile, questi vincoli dovranno essere progressivamente superati. Resta il fatto che nonostante encomiabili tentativi dei commentatori di individuare le differenze, Macron e Merkel hanno assunto sull&#8217; Iran posizioni identiche.<\/p>\n<p><strong>La politica europea sull\u2019 Iran<\/strong><br \/>\nUna seconda critica \u00e8 formale: Macron e Merkel si sono arrogati il diritto di parlare a Washington \u201ca nome dell\u2019Europa\u201d senza averne il mandato. Prima di trattare questo punto \u00e8 per\u00f2 bene soffermarsi sulla sostanza. Qual \u00e8 la politica europea sull\u2019 Iran? L\u2019elemento pi\u00f9 importante \u00e8 la difesa dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/iran-trump-futuro-accordo-nucleare\/\"><strong>accordo sul nucleare<\/strong><\/a>, giudicato non perfetto ma il migliore possibile e suscettibile di aprire la strada a un\u2019evoluzione pacifica dei rapporti fra Iran e Occidente.<\/p>\n<p>Si ricorder\u00e0 per inciso che, mentre l\u2019accordo veniva negoziato, fra i pi\u00f9 reticenti c\u2019era gi\u00e0 la Francia, allora rappresentata dal presidente Fran\u00e7ois Hollande e dal ministro degli Esteri Laurent Fabius. Questa posizione europea \u00e8 stata affermata con forza al momento dell\u2019elezione di <strong>Trump<\/strong> e reiterata senza ambiguit\u00e0 da entrambi i leader europei a Washington.<\/p>\n<p>Tuttavia noi europei non possiamo focalizzarci solo sulla difesa dell\u2019accordo e fare finta di non vedere che ci sono stati importanti mutamenti negli ultimi due anni. Non parlo dei sospetti, diffusi dal <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-netanyahu-menzogna\/\">governo israeliano<\/a> e che al momento sembrano infondati, che l\u2019 Iran abbia violato l\u2019accordo nucleare. C\u2019\u00e8 invece il programma missilistico, difficile da giustificare per un Paese che afferma di aver rinunciato all&#8217;arma nucleare e che costituisce una minaccia evidente per i Paesi della regione. C\u2019\u00e8 soprattutto l\u2019espansione di milizie iraniane in Siria e in Libano, con importanti concentrazioni di truppe e capacit\u00e0 militari alla frontiera di Israele.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 avvenuto in parte anche per gravi responsabilit\u00e0 occidentali e americane nella gestione della crisi siriana, a cominciare dalle tergiversazioni di Barack Obama. Il necessario esame di coscienza non deve tuttavia oscurare che \u201cl\u2019arco sciita\u201d dalla Siria al Libano \u00e8 per Israele una minaccia esistenziale; soprattutto quando si tratta di un Paese come l\u2019 Iran che nelle parole di alcuni dei suoi massimi rappresentanti mantiene l\u2019obiettivo della scomparsa di Israele.<\/p>\n<p>Il nostro giudizio non deve essere distorto dalla comprensibile antipatia che nutriamo nei confronti dell\u2019attuale governo israeliano, o per l\u2019improvvida mossa di Trump di spostare l\u2019ambasciata a Gerusalemme. Il rifiuto di una presenza iraniana alla frontiera sarebbe una assoluta priorit\u00e0 anche dei governi laburisti del passato.<\/p>\n<p><strong>Attendendo il 12 maggio: Ue tra Trump e guerra israelo-iraniana a bassa intensit\u00e0<\/strong><br \/>\nLa sensibilit\u00e0 americana verso comportamenti iraniani considerati incompatibili con lo spirito dell\u2019accordo non riguarda solo il presidente, ma \u00e8 largamente condivisa nel Congresso anche da quelli che non vorrebbero denunciare l\u2019accordo nucleare. L\u2019accusa che il clima di distensione creato dall&#8217;accordo, invece di essere l\u2019inizio di un\u2019evoluzione positiva, \u00e8 stato sfruttato dall&#8217; Iran per comportamenti inaccettabili non pu\u00f2 essere facilmente respinta.<\/p>\n<p>La posizione espressa da Macron e Merkel a Washington (difendere l\u2019accordo, ma fare pressione sull&#8217;Iran per nuovi negoziati) \u00e8 quindi la pi\u00f9 logica dal punto di vista europeo. Essa ci consente di continuare, se come prevedibile Trump il 12 maggio <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/usa-iran-ritorno-nucleare\/\">denuncer\u00e0 l\u2019accordo<\/a>, a difenderne la validit\u00e0 ma allo stesso tempo a coordinarci con gli Usa per fare capire agli iraniani che la situazione \u00e8 inaccettabile e che rischiano di perdere il nostro appoggio.<\/p>\n<p>Questa prospettiva non \u00e8 evidentemente soddisfacente e la situazione \u00e8 brutta da tutti i punti di vista. Sul piano commerciale, anche se riusciremo a evitare le sanzioni secondarie americane che colpirebbero le imprese europee, \u00e8 probabile che molte di esse si autocensureranno comunque nei confronti dell\u2019Iran e che i rapporti economici che si stavano sviluppando ne risentiranno. Inoltre dovremo abituarci a una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/israele-iran-echi-monaco\/\">guerra israelo-iraniana<\/a> che \u00e8 gi\u00e0 iniziata, che per il momento \u00e8 di bassa intensit\u00e0 ma che potrebbe in ogni momento sfuggire al controllo delle parti.<\/p>\n<p>Infine abbiamo a che fare con un presidente americano che teorizza l\u2019imprevedibilit\u00e0 come metodo di governo senza capire che in questo modo rende quasi impossibile la collaborazione con gli alleati. Ci\u00f2 non ha tuttavia solo riflessi negativi. Da un lato aumenta la pressione sull&#8217; Iran; dall&#8217;altro dovrebbe fare capire alla Russia i limiti del suo espansionismo in Medio Oriente, cosa che del resto era gi\u00e0 un obiettivo del recente raid aereo.<\/p>\n<p><strong>Francia e Germania hanno prevaricato a Washington sulle posizioni europee?<\/strong><br \/>\nPurtroppo della politica estera dell\u2019Unione si pu\u00f2 a volte dire ci\u00f2 che si dice delle Nazioni Unite. La migliore giustificazione della legittimit\u00e0 del raid aereo in Siria \u00e8 che \u00e8 stato il risultato di mesi di paralisi imposti dalla Russia ai lavori del Consiglio di Sicurezza. Ugualmente, la politica estera dell\u2019Ue corre il serio rischio di essere prigioniera delle liturgie. Prima della missione a Washington, Francia, Germania e Regno Unito avevano proposto una lista di possibili sanzioni per cominciare a far pressione sull&#8217; Iran. L\u2019iniziativa era stata bloccata da una minoranza di Paesi, fra cui l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Possiamo poi lamentarci, se l\u2019Unione \u00e8 frenata da una minoranza? Non \u00e8 invece pi\u00f9 serio ammettere che la posizione dei tre Paesi esprime la sostanza della posizione europea, anche se non \u00e8 unanime?<\/p>\n<p>Vorrei infine tornare all\u2019Italia. Qual \u00e8 la ragione di questa diffusa animosit\u00e0 verso la politica francese? Le ragioni possono essere molteplici. In questo caso sono purtroppo l\u2019espressione del vecchio &#8216;andreottismo&#8217; della<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/italia-strategia-interesse-nazionale\/\"> tradizione italiana<\/a><\/strong>: fedelt\u00e0 formale alle alleanze, ma grande reticenza di fronte a qualsiasi forma d\u2019impegno che pu\u00f2 metterci in conflitto con qualcuno.<\/p>\n<p>Tradotta in termini europei questa posizione si traduce nel volere una politica comune a patto che sia priva di rischi e di contenuto concreto, altro che un generico richiamo al multilateralismo. Posizione comprensibile per un Paese che ha elevato &#8216;l\u2019amicizia con tutti&#8217; a una forma d\u2019arte, ma che entra in crisi quando nel corso delle vicende internazionali la palla torna nelle mani degli attivisti, soprattutto se si tratta dei nostri pi\u00f9 stretti alleati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nessuno pu\u00f2 sorprendersi se lo stile e la disinvoltura con cui Emmanuel\u00a0Macron si muove sul terreno della politica estera crea in Europa diffusi mugugni, se non malumore. 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