{"id":69428,"date":"2018-05-06T11:04:54","date_gmt":"2018-05-06T09:04:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69428"},"modified":"2018-05-10T08:10:54","modified_gmt":"2018-05-10T06:10:54","slug":"migranti-sar-status-quo-stallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/migranti-sar-status-quo-stallo\/","title":{"rendered":"Migranti: Sar fra i marosi, tra status quo e stallo politico"},"content":{"rendered":"<p>Il silenzio delle istituzioni governative sembra calato sul soccorso in mare dei <strong>migranti<\/strong>, a fronte del risalto di questioni strategiche come il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/migranti-global-compact-negoziati\/\"><strong><u>Global Compact<\/u><\/strong><\/a> o l\u2019andamento (per noi) negativo del negoziato di riforma del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/dublino-riforma-necessaria-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Sistema di Dublino<\/strong><\/a>. Sar\u00e0 l\u2019effetto della stasi politica, sar\u00e0 per via delle questioni irrisolte con Tripoli, ma il nodo del <strong>salvataggio<\/strong> marittimo (<strong>Sar<\/strong>) e del &#8216;luogo sicuro&#8217; diverso dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/litalia-al-voto\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> dove trasportare i migranti, in passato oggetto di diatribe con Frontex, agita sempre meno le cronache. Di tanto in tanto, si accende per\u00f2 qualche fiammata, ad indicare che il fuoco cova sotto la cenere. Certo, gli arrivi in Italia sono nettamente diminuiti rispetto al 2017. Ma c\u2019\u00e8 da chiedersi se l\u2019attuale situazione d\u2019incertezza, che alimenta le speranze di masse di persone pronte ad imbarcarsi verso l\u2019Italia, sia destinata a consolidarsi.<\/p>\n<p><strong>La Sar della Libia<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Dopo il proclama libico del 10 agosto 2017 che escludeva l\u2019intervento autonomo di navi straniere nella propria zona Sar, i cui limiti erano identici a quelli della sovrastante zona Fir di controllo traffico aereo, a fine 2017 c\u2019\u00e8 stato un cambiamento. L\u2019Organizzazione Marittima Internazionale (Imo) ha infatti comunicato che Tripoli ha revocato la sua pretesa. I motivi non si conoscono. In un\u2019interrogazione presso il <a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/sides\/getDoc.do?type=WQ&amp;reference=E-2018-000547&amp;format=XML&amp;language=EN\"><u>Parlamento europeo<\/u><\/a> ci si chiede come mai non sia stato dato adeguato supporto alle istituzioni marittime libiche.<\/p>\n<p>In effetti, l\u2019<strong>Ue<\/strong> finanzia l\u2019addestramento Sar libico e la costituzione di un idonea centrale operativa a standard Imo, affidandone la realizzazione alla nostra Guardia costiera. All\u2019attivit\u00e0 di formazione concorre anche la missione Eunavfor Med Sophia. A livello ufficiale, non sono chiari i motivi per cui le capacit\u00e0 Sar libiche non siano ancora a regime. Da alcune parti, si sostiene che la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/migranti-italia-diritti-libia\/\"><strong>Libia<\/strong><\/a>, stanti tali carenze, abbia giurisdizione solo sino alle 24 miglia della sua zona contigua, ma non in acque internazionali.<\/p>\n<p><strong>La posizione italiana<br \/>\n<\/strong>Duplice (ma qualcuno potrebbe dirla ambivalente) \u00e8 attualmente la posizione italiana: da un lato, si continua a dare sostegno alla Guardia costiera libica come dimostrato dalla visita a Tripoli del ministro dell&#8217;Interno Marco Minniti di qualche giorno fa, sulla base di una policy incentrata sul contestato <strong>memorandum d\u2019intesa<\/strong>\u00a0italo-libico del 2 febbraio 2017. Dall\u2019altro, la nostra Autorit\u00e0 Sar &#8211; considerando forse la carente legittimazione dell\u2019omologa struttura tripolina e i dubbi sul rispetto dei diritti umani nei centri di raccolta libici (peraltro controllati da Unhcr, Iom e Ong) &#8211; continua in proprio a coordinare le attivit\u00e0 di soccorso nell\u2019ipotetica zona Sar libica anche a mezzo di Ong l\u00ec presenti.<\/p>\n<p>Per comprendere tale situazione, bisogna considerare che l\u2019organizzazione di soccorso italiana &#8211; di fatto estesa in un\u2019area di pi\u00f9 di un milione di chilometri quadrati, dall\u2019Italia alla Libia &#8211; opera sotto l\u2019\u201d<em>imperio della legge<\/em>\u201d. Essa, per non incorrere in reati di omissione, oltre che per etica professionale, applica rigidamente il principio Imo secondo cui, ricevuta una chiamata di soccorso, l\u2019attivit\u00e0 Sar deve continuare sino alla fine delle operazioni, coincidenti con il trasporto in idoneo luogo sicuro (cio\u00e8 in Italia). A meno che non intervenga un altro Paese che offra eguali garanzie di trattamento delle persone salvate.<\/p>\n<p>Il ruolo delle Ong straniere nelle operazioni Sar dirette dalla centrale operativa di Roma, inizialmente limitato dal <a href=\"http:\/\/www.interno.gov.it\/it\/servizi-line\/documenti\/codice-condotta-ong-impegnate-nel-salvataggio-dei-migranti-mare\"><u>Codice di condotta dell\u2019Interno<\/u><\/a> per rispettare la giurisdizione libica, \u00e8 stato rivalutato dopo una pronuncia della magistratura. \u00c8 noto infatti che Il Gip del Tribunale di Ragusa non ha convalidato il sequestro della nave spagnola &#8216;Open Arms&#8217;. La motivazione del provvedimento stabilisce inequivocabilmente, al di l\u00e0 di qualsiasi visione politica delle relazioni con Tripoli, che la nave ha disobbedito per necessit\u00e0 alle direttive di agevolare il soccorso da parte libica, in quanto,<strong> \u201c<\/strong>a fronte delle informazioni attualmente disponibili, che indicano ancora la Libia come luogo in cui avvengono gravi violazioni dei diritti umani \u2026 , non si ha prova che si sia pervenuti in Libia o in porzioni del suo territorio a un assetto accettabile di protezione dei migranti soccorsi in mare\u201d.<\/p>\n<p><strong>Forze in campo<br \/>\n<\/strong>Molte sono in Italia le entit\u00e0 che operano nel settore dell\u2019accoglienza dei migranti salvati. Tra l\u2019altro l\u2019Ue, lasciando trapelare la possibilit\u00e0 di stanziare fondi dedicati a noi (e alla Grecia), sembra fornire un tempestivo <em>assist.<\/em> Proprio nel momento in cui il Def approvato dal Governo Gentiloni indica in circa cinque miliardi di euro (di cui uno riservato al soccorso in mare) i costi di assistenza.<\/p>\n<p>Pensare che ci possano essere cambiamenti a tale <em>status quo<\/em> in tempi medio-brevi appare purtroppo irrealistico. Si ipotizza non a caso che solo nel 2020 la Libia potr\u00e0 avere piena titolarit\u00e0 delle funzioni Sar.<\/p>\n<p>Scomparsa dalla scena mediterranea Malta, mai sviluppata la nostra cooperazione Sar con Tunisia, Algeria ed Egitto, senza speranza la possibilit\u00e0 che Francia o Spagna accettino di essere il luogo di approdo di una Ong di loro bandiera, poco interessata la Grecia \u00a0a questioni diverse dal respingimento di migranti verso la Turchia, limitata la valenza Sar delle operazioni navali e marittime Ue, il futuro prossimo potrebbe dunque vederci sempre pi\u00f9 impegnati nel ruolo giocato attualmente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il silenzio delle istituzioni governative sembra calato sul soccorso in mare dei migranti, a fronte del risalto di questioni strategiche come il Global Compact o l\u2019andamento (per noi) negativo del negoziato di riforma del Sistema di Dublino. 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