{"id":69472,"date":"2018-05-09T18:01:33","date_gmt":"2018-05-09T16:01:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69472"},"modified":"2018-05-11T23:44:57","modified_gmt":"2018-05-11T21:44:57","slug":"libano-voto-hariri-hezbollah","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/libano-voto-hariri-hezbollah\/","title":{"rendered":"Libano: Hariri gi\u00f9, Hezbollah su, ma problemi irrisolti"},"content":{"rendered":"<p>Domenica 6 maggio, per la prima volta dopo quasi un decennio, i libanesi sono tornati alle urne per rinnovare il loro Parlamento, rilanciando il processo democratico. <a href=\"http:\/\/www.dailystar.com.lb\/News\/Lebanon-Elections\/2018\/May-08\/448455-official-election-results-how-lebanons-next-parliament-will-look.ashx\">L\u2019esito delle elezioni<\/a> ha confermato i sondaggi che prevedevano il successo di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/siria-speranza-cultura-simboli\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Hezbollah<\/strong><\/a> in Parlamento (14 deputati) e la sconfitta del primo ministro Saad\u00a0<strong>Hariri<\/strong> (da 32 a 21 deputati).<\/p>\n<p>Nonostante la perdita di un terzo dei suoi seggi, il leader sunnita ha dichiarato che \u201cil <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/libano-hezbollah-strategia-elezioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Libano<\/strong><\/a> pu\u00f2 essere governato solo da tutte le sue componenti politiche e chi dice il contrario inganna se stesso\u201d, sottolineando la complessit\u00e0 di un sistema basato sul confessionalismo.<\/p>\n<p>I 583 candidati (77 liste) si sono contesi i 128 seggi parlamentari ripartiti in 15 nuovi distretti (&#8216;caza&#8217;). In seguito all&#8217;adozione l&#8217;anno scorso di una nuova legge elettorale, le<strong> elezioni<\/strong> si sono svolte con la ripartizione dei seggi con il metodo proporzionale, permettendo una rappresentanza pi\u00f9 equilibrata con due voti, uno per la lista e l\u2019altro di preferenza a un candidato a livello di distretto. Anche se le quote settarie sono state mantenute, il nuovo sistema dava una speranza di competere a candidati della societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p><strong>Tra disincanto e immobilismo, l&#8217;ora del cambiamento<\/strong><br \/>\nSui 3,8 milioni di elettori registrati, meno della met\u00e0 s&#8217;\u00e8 recata alle urne. Con un\u2019affluenza intorno al 49% dell\u2019elettorato, si conferma la sfiducia dei libanesi nella politica del Paese. Anche se il cambiamento della legge elettorale ha permesso per la prima volta il voto degli espatriati, l\u2019appello alla mobilitazione \u00e8 stato sostanzialmente ignorato.<\/p>\n<p>Inoltre, il voto \u00e8 avvenuto in un periodo di disincanto per la popolazione libanese, in preda a difficolt\u00e0 sia economiche che sociali e che accusa il governo d\u2019immobilismo.<\/p>\n<p>Nonostante una <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/it\/ricerche\/assistenza-tecnica-ue-forze-sicurezza-libano\">mobilitazione alta delle Forze armate libanesi<\/a> (20.000 uomini) per l\u2019evento, ci sono stati diversi incidenti tra elettori di diversi campi politici o religiosi che riflettono la forte divisione tra i libanesi alimentata da un divario socio-economico profondo nella popolazione.<\/p>\n<p><strong>Le difficolt\u00e0 socio-economiche<\/strong><br \/>\nCon un debito pubblico fra i pi\u00f9 elevati del mondo (150% del Pil, secondo il Fmi) e una crescita debole prolungata, i nuovi eletti dovranno concordare a breve un piano economico che permetta una stabilit\u00e0 macro-economica e attuare riforme strutturali.<\/p>\n<p>Infatti, il supporto offerto dalle conferenze internazionali\u2013 gli 11 miliardi di dollari di finanziamento promessi durante la conferenza Cedre a Parigi -, mirate a fare uscire il Libano da una situazione di blocco e tensioni tangibili, non sembra sufficiente a rilanciare il Paese dei Cedri.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunge una pessima gestione del servizio pubblico (inesistente per l\u2019elettricit\u00e0 e l\u2019acqua e nella recente crisi dei rifiuti) e delle infrastrutture che dura da anni, la crisi dei profughi siriani (un quarto della popolazione totale del Paese) e un contesto regionale poco stabile, tutti problemi per cui i diversi programmi elettorali non promettono grandi cambiamenti.<\/p>\n<p>La nuova maggioranza e l&#8217;insieme dei partiti dovranno fare grandi sforzi verso il cambiamento per prevenire una nuova crisi politica e tensioni all&#8217;interno del Paese.<\/p>\n<p><strong>La svolta del Partito di Dio<\/strong><br \/>\nCon la Rivoluzione dei Cedri dopo l\u2019assassinio nel 2005 del ex premier Rafiq Hariri, padre di Saad, si era verificato una profonda divisione politica. Da allora si sono principalmente scontrati da un lato la Coalizione dell\u20198 Marzo (pro-Assad e filo-iraniani), dall\u2019altro la Coalizione del 14 Marzo (anti-Assad, filo-sauditi). Le alleanze man mano si stanno modificando.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/libano-hezbollah-strategia-elezioni\/?platform=hootsuite\">Hassan Nasrallah (leader del Hezbollah)<\/a> \u00e8 riuscito a crearsi un posto dominante nel paesaggio politico libanese, soprattutto grazie alle sue alleanza con il partito Amal (sciita), con Nabih Berri, incrollabile presidente del Parlamento dal 1992, e con il Movimento patriottico libero (Mpl) di Michel Aoun, attuale presidente della Repubblica di confessione cristiana-maronita. Nelle elezioni di domenica, l\u2019unit\u00e0 del tandem sciita \u00e8 stata determinante per fare pendere la bilancia nel loro favore e confermare il successo del Partito di Dio.<\/p>\n<p>Ai musulmani, \u00e8 riservata la met\u00e0 dei seggi in Parlamento: dei 27 che spettano agli sciiti, Hezbollah e i suoi alleati ne hanno ottenuto la quasi totalit\u00e0 (26). Questo risultato permette loro di consolidare il potere in Parlamento.<\/p>\n<p>Se il blocco tra Hezbollah e i suoi alleati non pu\u00f2 decidere da solo le ampie e necessarie riforme, la sua voce sar\u00e0 per\u00f2 essenziale nel prendere decisioni strategiche importanti.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato, Hariri e il suo movimento &#8216;Future&#8217;- con un programma senza grandi cambiamenti &#8211; \u00a0non hanno ottenuto il risultato aspettato e registrano una perdita consistente in Parlamento, da 32 a 21 seggi, pagando il prezzo del dissenso profondo tra le forze sunnite, alcune delle quali hanno raggiunto il Partito de Dio. Nonostante tutto, Hariri si conferma come leader dei sunniti e sar\u00e0 molto probabilmente designato di nuovo primo ministro in virt\u00f9 del sistema confessionale.<\/p>\n<p>Da notare anche l\u2019avanzata sorprendente delle Forze Libanesi di Samir Geagea (da 8 a 15 seggi), partito cristiano non alleato di Aoun e nemico di Hezbollah, che ora avr\u00e0 pi\u00f9 peso in Parlamento.<\/p>\n<p><strong>Persistenza dell&#8217;establishment?<\/strong><br \/>\nGli osservatori lo avevano anticipato: non ci sarebbe stato un totale rinnovamento, soprattutto con un sistema in cui si deve ancora rispettare una parit\u00e0 islamo-cristiana scrupolosa (64 seggi sia per i cristiani che per i musulmani) e la divisione confessionale tra le diverse comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Per di pi\u00f9, la tenuta di queste elezioni rappresentava anche una sfida regionale. Con un Hezbollah pro-iraniani e un Hariri molto legato ai sauditi, i risultati sono stati determinanti anche per questi due vicini rivali ingombranti \u2013 Iran e Arabia Saudita-,\u00a0 che cercheranno sicuramente di usare la loro influenza nel Paese dopo l\u2019elezione.<\/p>\n<p>Inoltre, c\u2019era una speranza di rilancio democratico con l\u2019entrata in politica &#8211; permessa dalla nuova legge &#8211; di candidati provenienti dalla societ\u00e0 civile, che rivendicano la lotta contro la corruzione o che rifiutano di allearsi con candidati confessionali. I deludenti risultati ottenuti, con un solo candidato eletto, hanno confermato che la societ\u00e0 civile che non riceve adeguati finanziamenti dallo Stato e non pu\u00f2 fungere da contrappeso ai partiti tradizionali che controllano da anni il Paese.<\/p>\n<p>L&#8217;esito delle elezioni riflette anche altre delicate questioni. Da un lato, la rappresentanza delle donne in Parlamento \u00e8 ancora quasi inesistente (6 su 128); dall\u2019altro, i diritti di alcune comunit\u00e0 tra cui i palestinesi e gli ebrei continuano a essere ignorati. I risultati del voto sono quindi lontani dal risolvere le grandi sfide del Libano e dal garantire la sua stabilit\u00e0. Ci\u00f2 che \u00e8 certo \u00e8 che la formazione del nuovo governo potrebbe richiedere molto tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica 6 maggio, per la prima volta dopo quasi un decennio, i libanesi sono tornati alle urne per rinnovare il loro Parlamento, rilanciando il processo democratico. L\u2019esito delle elezioni ha confermato i sondaggi che prevedevano il successo di Hezbollah in Parlamento (14 deputati) e la sconfitta del primo ministro Saad\u00a0Hariri (da 32 a 21 deputati). 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