{"id":69486,"date":"2018-05-10T23:23:03","date_gmt":"2018-05-10T21:23:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69486"},"modified":"2018-05-11T23:17:53","modified_gmt":"2018-05-11T21:17:53","slug":"iran-nucleare-rischi-jcpoa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-rischi-jcpoa\/","title":{"rendered":"Iran: nucleare, le alee dell&#8217;uscita di Trump dal Jcpoa"},"content":{"rendered":"<p>Le condizioni pattuite nell&#8217;<strong>accordo<\/strong> sul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/iran-trump-accordo-nucleare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>nucleare<\/strong><\/a> con l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-ritiro-trump-accordo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Iran<\/strong><\/a>, il Joint Comprehensive Plan of Action (<strong>Jcpoa<\/strong>), tramite una serie di dispositivi di controllo dell&#8217;Aiea suggellati nel 2015, hanno dato vita a un complesso strumento di monitoraggio e d\u2019inversione del programma nucleare militare iraniano. L&#8217;intesa impedisce l\u2019acquisizione &#8211; tramite il processo di &#8216;arricchimento&#8217; &#8211; \u00a0di quantitativi critici (generalmente, oltre il 20%) del raro uranio 235, che, se concentrato al 90%, pu\u00f2 essere installato su varie tipologie di missili (corto, medio e lungo raggio) creando di fatto un\u2019arma nucleare. L\u2019accordo \u00e8 stato considerato da molti come il grande successo della diplomazia di Obama, nonch\u00e9 un importante momento di concerto tra Paesi europei, Russia e Cina.<\/p>\n<p>La recente decisione del presidente <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/iran-trump-futuro-accordo-nucleare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Trump<\/strong><\/a> di ritirare gli <strong>Stati Uniti<\/strong> dal Jcpoa ha indebolito vigorosamente l\u2019intesa, creando un clima di incertezza ed accrescendo conseguentemente le tensioni all&#8217;interno di una regione che, da 15 anni, \u00e8 sottoposta a sostenute folate di instabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>I benefici della denuclearizzazione<br \/>\n<\/strong>L\u2019accordo raggiunto tre anni fa ha fatto s\u00ec che l\u2019Iran diminuisse il numero di centrifughe di prima generazione installate da circa 20 mila a 6000, riducendo inoltre le centrifughe avanzate da mille a zero. Oltre a ci\u00f2, l\u2019accordo ha portato da 195 chili a zero le riserve di uranio a medio arricchimento (20%) riducendo da circa 9000 a 300 chili il quantitativo di uranio a basso arricchimento (circa 3,5%) presente nel Paese, in linea con gli standard internazionali per l\u2019utilizzazione di energia atomica a fini pacifici. \u00a0Il risultato di queste ed altre misure \u00e8 stato quello di fare passare il <em>breakout time \u2013 <\/em>il tempo necessario a produrre il <a href=\"https:\/\/www.crisisgroup.org\/middle-east-north-africa\/gulf-and-arabian-peninsula\/iran\/missing-point-iran-s-nuclear-breakout-time\">materiale fissile<\/a> da apporre su un vettore &#8211; da uno\/due mesi, prima del Jcpoa, a circa otto\/dodici mesi dopo il Jcpoa.<\/p>\n<p>Il quadro istituzionale di monitoraggio e d\u2019ispezione ha quindi permesso, anche grazie alla volont\u00e0 iraniana, di scongiurare una pericolosa parit\u00e0 nucleare tra Teheran ed Israele che, da decenni, utilizza una politica nucleare di <em>amimut<\/em> (ambiguit\u00e0).<\/p>\n<p>Tale parit\u00e0 avrebbe verosimilmente ridimensionato l&#8217; &#8216;eccezionalismo&#8217; nucleare israeliano (\u201c<a href=\"https:\/\/books.google.it\/books?id=2J1efwmAadUC&amp;pg=PA76&amp;lpg=PA76&amp;dq=il+nucleare+assicurazione+sulla+vita+israele&amp;source=bl&amp;ots=PnRHZqwe0e&amp;sig=3Md018CmN2ZZysmBrZf3kqdfjzc&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwiVtIyL3fPaAhWCORQKHc6cAT4Q6AEIQjAE#v=onepage&amp;q=il%20nucleare%20assicurazione%20sulla%20vita%20israele&amp;f=false\">l\u2019assicurazione sulla vita a lungo termine<\/a>\u201d di Tel Aviv), mantenuto per decenni grazie alla &#8216;dottrina Begin&#8217; di attacco preventivo verso i laboratori di ricerca nucleare dei Paesi arabi confinanti (Osirak, 1981; Natanz 2006; Deir Ezzor, 2007), rompendo l\u2019equilibrio consolidatosi sino ad oggi. Ci\u00f2 avrebbe anche aumentato le tensioni con l\u2019Arabia Saudita, aprendo probabilmente la strada a una pericolosa corsa al nucleare militare nella regione mediorientale.<\/p>\n<p><strong>Il rischio di &#8216;secondary sanctions&#8217;<br \/>\n<\/strong>Dal lato iraniano, la fine delle sanzioni ha significato un notevole incremento dell\u2019export di petrolio e di gas, con le esportazioni del primo che lo scorso anno hanno toccato il picco pi\u00f9 alto dal 2003. Tuttavia, Teheran sta ancora aspettando di godere dei benefici, sotto forma di &#8216;spillover&#8217; tecnologici, degli investimenti internazionali, che, sino ad oggi, non hanno ancora raggiunto un livello consistente. Questo poich\u00e9 i numerosi contratti conclusi da imprese multinazionali (occidentali e non) hanno bisogno di un clima di certezza attorno al Jcpoa per concretizzarsi.<\/p>\n<p>Al momento tale condizione rischia di venire meno, poich\u00e9 uno dei principali timori per i gruppi di investimento stranieri \u00e8 quello dell\u2019applicazione extraterritoriale della legge statunitense tramite lo strumento delle <em>secondary sanctions<\/em>. \u00a0Negli anni antecedenti al Jcpoa, infatti, alcuni tribunali statunitensi hanno inflitto ingenti sanzioni pecuniarie, per un ammontare totale di circa 13 miliardi di dollari, nei confronti di alcune banche europee accusate di aver effettuato transazioni finanziarie con Teheran,\u00a0 scoraggiando notevolmente gli investitori internazionali. Questa possibilit\u00e0 \u00e8 oggi nuovamente presente.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Irgc rafforza la propria posizione, vuoi economica che politica<br \/>\n<\/strong>Un importante attore dell\u2019economia iraniana \u00e8, da pi\u00f9 di due decenni, la Guardia rivoluzionaria (Irgc), la quale, attraverso una serie di sussidiarie (la pi\u00f9 famosa \u00e8 <em>Khatam al-Anbiya<\/em>) controlla vari settori economici (telecomunicazioni, industria farmaceutica, edilizia). Con l\u2019inizio dell\u2019era del contenimento (2006-2012) tramite sanzioni, i conservatori e le entit\u00e0 affiliate all\u2019Irgc hanno tratto <a href=\"https:\/\/www.oxfordenergy.org\/wpcms\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Iranian-Energy-a-comeback-with-hurdles.pdf\">ingenti benefici economici<\/a> in quanto, essendo i soli beneficiari di contratti governativi, hanno agito in una situazione di sostanziale monopolio. Era proprio questo il nocciolo della &#8216;resistance economy&#8217; (cos\u00ec definita dall\u2019Ayatollah Khamenei) che mirava all\u2019indipendenza economica iraniana dai &#8216;ricatti&#8217; della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Sotto la presidenza di Mahmud Ahmadinejad (2005-2013), l\u2019Irgc \u00e8 riuscita a consolidare ancor di pi\u00f9 la propria posizione nel settore energetico: l\u2019emblema \u00e8 stata la nomina di Rostam Ghasemi e Masoud Mirkazemi, due figure vicine all\u2019Irgc, a ministri del petrolio, una carica fondamentale in un Paese che ha la quarta riserva d\u2019oro nero al mondo.<\/p>\n<p>Con l\u2019arrivo di Rohani nel 2013 si sono succeduti tentativi di riformare il settore: Zanganeh, ministro del petrolio nominato da Rohani, ha portato avanti una battaglia contro la corruzione dell\u2019era Ahmadinejad, modificando i contratti di joint venture e tentando di consolidare il Jcpoa, il quale entra nella logica dei &#8216;moderati&#8217; iraniani sia come ponte per l\u2019accettazione dell\u2019Iran all&#8217;interno della comunit\u00e0 internazionale, sia come volano di crescita economica.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 oggi \u00e8 di nuovo messo in discussione: infatti, nuove sanzioni potrebbero favorire il rafforzamento economico dell\u2019Irgc, nonch\u00e9 legittimarlo agli occhi di numerosi iraniani. Basti pensare che Ali Jafari, capo dell\u2019Irgc, si \u00e8 addirittura \u201cfelicitato\u201d \u00a0per la decisione di Trump di uscire dall\u2019accordo.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo chiave europeo<br \/>\n<\/strong>Nelle prossime settimane, i partner europei sono attesi da un\u2019importante prova: come affermato da Khamenei, gli europei dovranno offrire \u201cadeguate garanzie\u201d affinch\u00e9 Teheran continui a rispettare il Jcpoa, in sostanza, \u00a0ci\u00f2 significa soprattutto mantenere i benefici economici dell\u2019accordo. \u00c8 cos\u00ec che il futuro dell\u2019intesa sul nucleare iraniano si giocher\u00e0 sulla capacit\u00e0 degli europei di mettere in atto dei dispositivi che mirano a proteggere le imprese ed istituti di credito dalle &#8216;secondary sanctions&#8217; statunitensi (gi\u00e0 soppresse, ad esempio, le esenzioni dalle sanzioni per Airbus e l\u2019americana Boeing), un\u2019attivit\u00e0 che richieder\u00e0 una forte coesione europea nei confronti della controparte americana in fase di negoziato, nonch\u00e9 una capacit\u00e0 di tranquillizzare, contribuendo indirettamente al suo rafforzamento, l\u2019esecutivo Rohani che, assieme al popolo iraniano, potr\u00e0 essere il vero sconfitto da questa decisione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le condizioni pattuite nell&#8217;accordo sul nucleare con l&#8217;Iran, il Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa), tramite una serie di dispositivi di controllo dell&#8217;Aiea suggellati nel 2015, hanno dato vita a un complesso strumento di monitoraggio e d\u2019inversione del programma nucleare militare iraniano. L&#8217;intesa impedisce l\u2019acquisizione &#8211; tramite il processo di &#8216;arricchimento&#8217; &#8211; \u00a0di quantitativi critici [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":69489,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[1095,93,101,432,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69486"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69486"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69486\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69504,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69486\/revisions\/69504"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/69489"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69486"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69486"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69486"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}