{"id":69510,"date":"2018-05-13T09:25:33","date_gmt":"2018-05-13T07:25:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69510"},"modified":"2018-05-14T21:59:09","modified_gmt":"2018-05-14T19:59:09","slug":"golfo-riforme-successioni-kuwait-oman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/golfo-riforme-successioni-kuwait-oman\/","title":{"rendered":"Golfo: riforme e successioni, binomio per Kuwait e Oman"},"content":{"rendered":"<p><strong>Riforme<\/strong> e <strong>successioni<\/strong> nel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/golfo-corrente-sport-affari-armi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Golfo<\/strong><\/a>: non solo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/arabia-saudita-visione-saudita-ncognite\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Arabia Saudita<\/strong><\/a> e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/arabia-saudita-prigione-epurati-salman\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Mohammed bin Salman<\/a>. Infatti, questo binomio \u00e8 osservabile, con stili differenti, anche in <strong>Kuwait<\/strong> e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/mo-oggi-instabile-domani-piu-forse-no\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Oman<\/strong><\/a>, due Paesi che rappresentano un Golfo assai diverso &#8211; e spesso politicamente alternativo &#8211; rispetto all&#8217;assertiva diarchia saudita-emiratina. Kuwait City e Mascate hanno inaugurato complessi percorsi di riforma economico-sociale: i problemi sono i medesimi (entrate petrolifere limitate, saturazione del settore pubblico, disoccupazione giovanile), cos\u00ec come le strategie individuate per affrontarli (tagli a spesa e sussidi, investimenti stranieri, privatizzazioni, mega-progetti infrastrutturali, valorizzazione del patrimonio archeologico-culturale e turismo).<\/p>\n<p>La sfida economica si intreccia con la delicata partita delle successioni al trono: l\u2019emiro del Kuwait, Sabah Al-Ahmed Al-Sabah, ha 89 anni, mentre il sultano dell\u2019Oman, Qaboos bin Said Al-Said, ne ha 77 ed \u00e8 gravemente malato dal 2014. Prima o poi, i successori dovranno confrontarsi non solo con pesanti eredit\u00e0 politiche (anche in chiave di diplomazia regionale), ma con la stessa transizione oltre lo &#8216;stato della rendita&#8217;.\u00a0 E chi si \u00e8 distinto nella gestione del <em>post-oil<\/em> potrebbe avere pi\u00f9 carte da giocare.<\/p>\n<p><strong>Kuwait, riforme e veti<br \/>\n<\/strong>Kuwait, Oman e Bahrein hanno rimandato al 2019 l\u2019imposizione dell\u2019Iva al 5%, introdotta da Riad e Abu Dhabi nel 2018: in mancanza di misure di compensazione sociale, l\u2019impatto politico sarebbe troppo forte. La &#8216;Vision 2035&#8217;, strategia di diversificazione economica elaborata dal Kuwait nel 2010 (dunque sei anni prima dell\u2019ormai celebre &#8216;Vision 2030&#8217; saudita), \u00e8 in parte bloccata dall&#8217;Assemblea nazionale.<\/p>\n<p>I deputati kuwaitiani, spesso esponenti del ceto commerciale, resistono alle privatizzazioni, temendo anche la concorrenza della famiglia reale degli Al-Sabah, sempre pi\u00f9 coinvolta negli affari economici: nuove reti di clientela stanno ridisegnando gli equilibri di potere economico tra la dinastia reale e l\u2019<em>\u00e9lite<\/em> mercantile. In pi\u00f9, il 90% dei <em>nationals<\/em> lavora nel settore pubblico: di fronte ai programmi di &#8216;kuwaitizzazione&#8217; del lavoro privato, gli imprenditori temono l\u2019aumento dei costi.<\/p>\n<p><strong>Oman al rallentatore<br \/>\n<\/strong>In Oman, la strategia quinquennale di riforma, lanciata nel 2016, si chiama Programma nazionale di Rafforzamento della Diversificazione economica (Tanfeedh). La strada \u00e8 per\u00f2 ancora lunga: una &#8216;Vision 2040&#8217; \u00e8 infatti in lavorazione. Grazie a joint ventures e capitali stranieri, Mascate progetta un nuovo asseto socio-economico entro il 2020, fondato su infrastrutture, commercio, turismo, industria manifatturiera, pesca e settore minerario, &#8216;omanizzando&#8217; il lavoro privato. Ma il petrolio rappresenta ancora l\u201983% delle entrate (contro il 2% del turismo) e l\u201988% dei lavoratori del settore privato \u00e8 straniero (soprattutto indiani).<\/p>\n<p>Kuwait e Oman stanno investendo in grandi opere, assecondando un trend che coinvolge l\u2019intera sponda arabica del Golfo. L\u2019emirato ha rilanciato &#8216;Silk City&#8217;, nuova citt\u00e0 del commercio e della tecnologia che dovrebbe attrarre investimenti asiatici: il governo legherebbe questo progetto a un\u2019altra iniziativa avveniristica, ovvero la zona economica integrata che collegher\u00e0 cinque isole disabitate (tra cui Boubyan) tramite canali in stile veneziano. Il sultanato ha invece puntato sull\u2019<em>hub <\/em>portuale di Duqm e sulla sua Zona economica speciale (con investimenti cinesi e indiani), nonch\u00e9 sul potenziamento del porto di Salalah nel Dhofar.<\/p>\n<p><strong>Eredi al trono possibili<br \/>\n<\/strong>La salute dell\u201980enne principe ereditario del Kuwait \u00e8 incerta, mentre il figlio maggiore dell\u2019attuale emiro, ovvero il 70enne Nasser bin Sabah Al-Ahmed Al-Sabah, \u00e8 in forte ascesa. Nominato vice primo-ministro e ministro della difesa nel dicembre 2017, Nasser conosce bene gli ingranaggi e le trappole del parlamentarismo kuwaitiano, ma ha l\u2019<em>allure <\/em>del modernizzatore: \u00e8 capo del Segretariato per la Pianificazione e lo Sviluppo, ha forti contatti con il mondo asiatico, \u00e8 capo di due <em>holding<\/em> private.<\/p>\n<p>A Kuwait City, si prepara una successione verticale (da padre a figlio) e non pi\u00f9 orizzontale (tra fratelli): nel 2006, \u00e8 saltata la regola informale dell\u2019alternanza fra i due rami degli Al-Sabah (Salem e Jaber, le discendenze dei due figli del fondatore), aprendo a potenziali lotte intra-dinastiche.<\/p>\n<p>Il caso dell\u2019Oman \u00e8 pi\u00f9 complicato. Com&#8217;\u00e8 noto, Qaboos non ha eredi in linea diretta: secondo lo Statuto, entro tre giorni dalla sua scomparsa, il Consiglio della Famiglia reale \u00e8 chiamato a determinarne il successore. In caso di disaccordo, il Consiglio di Difesa nominer\u00e0 il candidato prescelto da Qaboos, il cui nome \u00e8 contenuto in due lettere sigillate (a Mascate e a Salalah). In prima linea ci sono i tre cugini, soprattutto il 64enne Asaad bin Tariq, che dal 2017 svolge il ruolo, vacante da tempo, di vice primo-ministro e rappresentante speciale del Sultano. La sorpresa potrebbe essere il 38enne Taimur, figlio di Asaad, capo della seconda banca islamica del Paese.<\/p>\n<p>Nasser e Asaad, con un profilo di <em>businessmen<\/em> reali, incarnano i leader del futuro: la gestione del potere richieder\u00e0, per\u00f2, pi\u00f9 collegialit\u00e0 e meno verticismo. E la continuit\u00e0 in politica estera non potr\u00e0 che essere la bussola dei loro regni: questo \u00e8 ci\u00f2 che li contraddistingue e li preserva dall&#8217;instabilit\u00e0. Nonch\u00e9 dalle ricadute dell\u2019avventurismo regionale di emiratini e sauditi.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9 Nie Yunpeng\/Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riforme e successioni nel Golfo: non solo Arabia Saudita e Mohammed bin Salman. Infatti, questo binomio \u00e8 osservabile, con stili differenti, anche in Kuwait e Oman, due Paesi che rappresentano un Golfo assai diverso &#8211; e spesso politicamente alternativo &#8211; rispetto all&#8217;assertiva diarchia saudita-emiratina. 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