{"id":69528,"date":"2018-05-14T08:59:18","date_gmt":"2018-05-14T06:59:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69528"},"modified":"2018-05-18T06:57:12","modified_gmt":"2018-05-18T04:57:12","slug":"siria-teatro-scontro-iran-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/siria-teatro-scontro-iran-israele\/","title":{"rendered":"Siria: lo scontro militare tra Iran e Israele cambia il mondo"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSyria changed the World!\u201d, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/siria-crisi-nebbia-deserto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Siria<\/strong><\/a> ha cambiato il Mondo, titolava il\u00a0New York Times nel maggio 2017. Si riferiva a disfunzioni negli assetti multilaterali, leaders autoritari rafforzati, democrazie liberali sotto assedio, <strong>Europa<\/strong> sotto pressione, semi-collasso del sistema Schengen, diffusa ossessione dell\u2019Islam, terrorismo in casa, e non ultimo frizioni tra due alleati <strong>Nato<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/siria-attacco-interrogativi-conseguenze\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Stati Uniti<\/strong><\/a> e <strong>Turchia<\/strong>, e presenza jihadista in Libia, Tunisia, Turchia, Bangladesh, Indonesia, Yemen, Afganistan, e poi \u00a0Belgio, Francia, Germania\u2026\u00a0 Oggi, quel titolo \u00e8 pi\u00f9 attuale che mai. Perch\u00e9 il teatro degli ultimi sviluppi \u00e8 sempre la Siria: lo scontro militare tra <strong>Israele<\/strong> e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-trump-scelta\/\"><strong>Iran<\/strong><\/a> in terra siriana \u00e8 \u00a0cominciato.<\/p>\n<p><strong>Israele vede &#8216;luce verde&#8217; allo scontro dalla Casa Bianca<\/strong><br \/>\nLa denuncia dell\u2019accordo nucleare iraniano da parte di Donald <strong>Trump<\/strong>, in un clima gi\u00e0 reso effervescente dalla questione dazi, \u00e8 intervenuta ancor prima della scadenza del 12 maggio, senza possibilit\u00e0 di remissione e cio\u00e8 con immediata applicazione di sanzioni, con le modalit\u00e0 plateali cui il presidente Usa ci ha del resto abituati, ed \u00e8 stata immediatamente interpretata come una \u2018luce verde\u2019 per lo scontro da Israele.<\/p>\n<p>Che la denuncia raccolga il consenso della maggioranza di Congresso, come qualcuno sostiene, ovvero appena di un terzo, come altri calcolano (sondaggi della Reuters); che il movente di Trump sia l\u2019avvicinarsi della campagna elettorale del 2020, o \u00a0rovesciare l\u2019approccio perseguito da Barack Obama, o deviare il focus dal tema Russiagate, o accomodare le pressanti istanze israeliane, poco importa: essa pu\u00f2 tranquillamente considerarsi uno schiaffo non tanto all\u2019Iran quanto agli europei, che per settimane si sono applicati per sanare le falle dell\u2019intesa, e in particolare per Macron, Merkel, e persino Johnson, che in sequenza si sono recati a Washington per frenare il movimento.<\/p>\n<p><strong>La rara fermezza dell&#8217;Europa presa a schiaffi<\/strong><br \/>\nFederica Mogherini non ha nascosto cenni di irritazione, coniugati a una fermezza rara per gli standard europei. L\u2019Europa continuer\u00e0 ad applicare l\u2019accordo. Misure di protezione degli interessi europei sono gi\u00e0 state delineate sulla falsariga dei precedenti del 1996 per neutralizzare gli effetti extra-territoriali delle sanzioni americane, ammesso che in tal senso funzionino.<\/p>\n<p>Ma oltre agli interessi economici, in gioco c\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9. C\u2019\u00e8 il rischio di uno scompiglio dello scenario internazionale. \u00a0Primo, si \u00e8 allargato il varco tra i due lati dell\u2019Atlantico, questa volta con un\u2019Unione europea unita e non divisa tra decisionisti e recalcitranti (caso Iraq). Gli europei sono preoccupati da un Trump che confonde l\u2019Iran con la Corea di Kim e che gioca alla roulette con i Paesi.<\/p>\n<p>Secondo, si \u00e8 aperta una dimensione di assonanze tra Europa e Russia, e pi\u00f9 oltre Cina. Una vera manna per la Russia, una novit\u00e0 assoluta, da quando Crimea e Donbass hanno pi\u00f9 che raffreddato i rapporti.<\/p>\n<p>Terzo, si \u00e8 rivitalizzata la dimensione multilaterale, opportunamente richiamata da Federica Mogherini a difesa di un accordo ratificato con risoluzione dell&#8217;Onu (Ris.2231\/2015) e certificato almeno nove volte dalla Aiea. Nel merito, lo sviluppo ha marcato le distanze tra \u00a0chi crede nel multilateralismo e chi non ne ha riguardo; chi considera l\u2019Iran un attore imprescindibile nello scacchiere mediorientale e Rohani un interlocutore da sostenere, e chi al contrario punta a scalzarlo accollandosi i conseguenti rischi (tra l\u2019altro, John Bolton sarebbe in contatto con il \u2018movimento di resistenza\u2019 Mek aborrito dal regime e rimosso dalla lista americana dei gruppi terroristi). Non a caso, il segretario alla Difesa Mattis e lo stesso Mossad lo avevano sconsigliato.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo della Russia<\/strong><br \/>\nQuarto: se c\u2019\u00e8 qualcuno che pu\u00f2 contribuire a un\u2019azione dissuasiva sui protagonisti regionali che si avviano a uno scontro frontale denso di incognite, questa \u00e8 la Russia. Il rapporto con Israele, oltre alla consistente presenza degli immigrati russi degli Anni \u201980, \u00a0\u00e8 stato puntualmente coltivato in questi anni: Netanyhau era a Mosca in occasione delle celebrazioni della Giornata della Vittoria contro il nazismo.<\/p>\n<p>I \u00a0contatti con l\u2019Arabia Saudita si sono rafforzati, non ultimo con il coordinamento avviato \u00a0da qualche anno per la stabilizzazione dei prezzi petroliferi e con la prima missione di Re Salman a Mosca nel settembre 2017. Con l\u2019Iran, la collaborazione nello scacchiere siriano maturata in questi anni ha certamente consolidato relazioni storicamente alterne, ancorch\u00e9 le strategie perseguite siano diverse se non addirittura divergenti. Mosca considera l\u2019Iran strumento utile per una stabilizzazione della Siria sotto la guida di Assad (per ora), ma certamente paventa una de-stabilizzazione del Medio Oriente a danno degli arabi e soprattutto di Israele, in cui rimanere intrappolata.<\/p>\n<p><strong>Le carte dell&#8217;Iran e dell&#8217;Europa<\/strong><br \/>\nL\u2019Iran \u00e8 probabilmente la controparte pi\u00f9 difficile per un\u2019iniziativa russa di mediazione. Non \u00e8 affatto scontato che Mosca abbia leve sufficienti per premere su Teheran.\u00a0 Mosca ha bisogno dell\u2019Europa. I segnali da Teheran sono misti, sapientemente modulati, ma non tranquillizzanti: manterr\u00e0 fede agli impegni presi, ma non rinuncer\u00e0 a priori all\u2019uso della forza n\u00e9 alla ripresa del programma nucleare. Quali carte ha in mano Teheran? Certo, l\u2019appetibile mercato iraniano (valore per l\u2019Italia, 30 miliardi) e l\u2019imbarazzante consolidamento della sua presenza militare in Siria, ma soprattutto la prospettiva, gi\u00e0 annunciata da Riad, di un Medio Oriente nuclearizzato, una proliferazione fuori controllo che abbatterebbe uno dei cardini della sicurezza europea e internazionale.<\/p>\n<p>Quali carte ha in mano l\u2019Europa? L\u2019interesse iraniano a non imbarcarsi in uno scontro con Israele e vicinato arabo che drenerebbe risorse economiche e umane per di pi\u00f9 in un contesto di rafforzate sanzioni, a non alimentare il contrasto con gli Stati Uniti, e non ultimo a spegnere l\u2019incalzante malcontento della sua fiorente giovent\u00f9. Non \u00e8 poco, pur scontando le resistenze dei settori che dalla situazione odierna traggono potere e profitti ai quali ora Trump ha fatto un vero regalo. Saranno utili incentivi di ordine economico-commerciale per sostenere Rohani, ma anche il riconoscimento di un ruolo iraniano negli assetti futuri del Medio Oriente.<\/p>\n<p><strong>Verso una sinergia russo-europea?<\/strong><br \/>\nConsiderato lo scenario, e i rischi insiti nello scontro, una sinergia russo-europea \u00e8 nelle carte. Sempre che l\u2019Europa riesca a fare chiarezza sui propri obiettivi strategici, che non si limitano a cercare un accomodamento con gli Stati Uniti, improbabile a questo stadio. La chiave di volta \u00e8 la pacificazione della Siria. Come? Rilanciando un percorso negoziale tra le parti in causa in cui gli interessi di ognuno vengano riconosciuti. Uscendo dalla logica pur meritevole dell\u2019aiuto umanitario, e per contro da quella di interventi militari magari condotti al seguito di istanze israelo-americane, e decidendosi finalmente ad avere un ruolo incisivo e unitario nelle trattative.<\/p>\n<p>All\u2019insegna, evidentemente, di una giusta considerazione per le esigenze di sicurezza di Israele, e dell\u2019interesse di tutti ad evitare una proliferazione nucleare. Un tale salto di qualit\u00e0 nell&#8217;approccio europeo eviterebbe di lasciare ancora una volta tutta l\u2019iniziativa alla Russia, inclusi i dividendi economici e strategici, e al contempo riscontrerebbe la reiterata richiesta di Trump che l\u2019Europa si assuma maggiori responsabilit\u00e0. Gli stessi Stati Uniti non potranno sottrarsi al movimento. Siamo in ritardo, ma ancora in tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSyria changed the World!\u201d, la Siria ha cambiato il Mondo, titolava il\u00a0New York Times nel maggio 2017. 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