{"id":69547,"date":"2018-05-17T07:12:30","date_gmt":"2018-05-17T05:12:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69547"},"modified":"2018-05-22T00:18:51","modified_gmt":"2018-05-21T22:18:51","slug":"usa-israele-ambasciata-gerusalemme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/usa-israele-ambasciata-gerusalemme\/","title":{"rendered":"Usa\/Israele: ambasciata, un segno di realismo?"},"content":{"rendered":"<p>Fra le mosse dirompenti in politica estera del presidente Donald\u00a0<strong>Trump,<\/strong> la trasformazione del consolato a Gerusalemme in <strong>ambasciata<\/strong> rischia di essere vista da molti come la meno irragionevole, anzi, come una prova di buon senso: <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/israele-intreccio-minacce\/\">Israele<\/a> <\/strong>\u00e8 uno Stato, lo \u00e8 da 70 anni (abile l&#8217;aver fatto coincidere l&#8217;inaugurazione con i festeggiamenti per il genetliaco), e ha il diritto di scegliersi la propria capitale. A prima vista il suo ragionamento non fa una piega. Ma le cose non stanno cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Lo status di Gerusalemme<br \/>\n<\/strong>Le risoluzioni dell&#8217;Assemblea generale dell&#8217;Onu n. 181, 194 (1948) e 303 (1949) avevano attribuito a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/gerusalemme-annuncio-trump-storia-diritto\/\"><strong>Gerusalemme<\/strong><\/a> e alla zona circostante (che comprende anche Betlemme) lo status di <em>corpus separatum <\/em>sotto il controllo delle Nazioni Unite. Alla fine della guerra, il territorio fu di fatto diviso fra <strong>Israele<\/strong> e <strong>Giordania,<\/strong> ma la comunit\u00e0 internazionale non rinunci\u00f2 al principio dello status a parte. Infatti le ambasciate furono insediate a Tel Aviv, senza autorit\u00e0 sui consolati a Gerusalemme (una formula simile fu adottata per le rappresentanze a Bonn e a Berlino-Ovest).<\/p>\n<p>Trascorsi parecchi anni senza un accordo di pace, si potrebbe forse considerare ragionevole lasciare impregiudicato solo lo status di Gerusalemme Est (occupata dal 1967), riconoscere Gerusalemme Ovest come capitale\u00a0 dello Stato di Israele e trasferirvi le ambasciate, avvicinandole cos\u00ec al Parlamento israeliano e alle sedi governative. Ma non \u00e8 questo che chiede Benjamin <strong>Netanyahu,<\/strong> e che Trump gli ha accordato. Il premier chiede il riconoscimento di Gerusalemme come capitale indivisa, cio\u00e8 la legittimazione della annessione (avvenuta nel 1980) della parte araba e del territorio circostante, scorporato dalla Cisgiordania, annessione condannata dal Consiglio di Sicurezza con la risoluzione 478.<\/p>\n<p>La risoluzione, approvata con l&#8217;astensione degli Stati Uniti nell&#8217;agosto 1980 (il presidente all&#8217;epoca era Jimmy Carter), vieta di trasferire o mantenere le ambasciate nella citt\u00e0 santa al fine di non pregiudicarne lo status, nodo centrale di qualsiasi negoziato per la soluzione della questione palestinese. Il divieto \u00e8 stato osservato da tutti i Paesi (con qualche trascurabile eccezione). Nel 1995 il Congresso\u00a0americano ha stabilito che l&#8217; ambasciata &#8216;dovrebbe&#8217; essere trasferita a Gerusalemme, ma l&#8217;attuazione di questo proposito non \u00e8 mai stata ritenuta \u201cconforme agli interessi degli Stati Uniti\u201d fino all&#8217;arrivo di Trump.<\/p>\n<p><strong>Il trasferimento dell&#8217; ambasciata e la discriminazione di 330mila palestinesi<br \/>\n<\/strong>Procedere al riconoscimento dello <em>status quo<\/em> e al trasferimento della rappresentanza diplomatica significa escludere che in futuro si possa tornare a discutere su Gerusalemme Est come capitale di uno <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/gerusalemme-capitale-due-stati\/\">Stato palestinese<\/a><\/strong>. E significa accettare che gli abitanti arabi della citt\u00e0 \u2013 circa 330mila \u2013 siano condannati a rimanere semplici \u201cresidenti permanenti\u201d di uno Stato che li opprime (quando non li espelle), mantenendoli in una situazione discriminatoria anche rispetto agli arabi di Galilea, che sono cittadini israeliani, sia pure di seconda classe, muniti del diritto di voto.<\/p>\n<p>Spostare l&#8217; ambasciata (la <strong>Romania<\/strong> si \u00e8 gi\u00e0 fatta avanti, con buona pace della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/ue-gerusalemme-europa-non-unita\/\">politica estera comune<\/a> dell&#8217;Unione europea, che proprio sulla questione palestinese si era fatta le ossa, una quarantina di anni fa) \u00e8 certo un atto simbolico. Non aggiunge evidentemente nuovi disagi alle condizioni di vita degli abitanti arabi della citt\u00e0 e dei dintorni, molto peggiorate con la costruzione del muro di separazione, ma contiene un secco messaggio: scordatevi che l&#8217;America possa fare da onesto sensale facilitando un negoziato che rispolveri formule irrealistiche degli anni di Bill Clinton.<\/p>\n<p><strong>Le prospettive fallaci d&#8217;un piano di pace &#8216;realistico&#8217;<\/strong><br \/>\nAlcuni si sforzano di individuare in questo messaggio una volont\u00e0 di smuovere una situazione bloccata \u201csparigliando le carte\u201d. Essi immaginano che una volta sgombrato il terreno dalle illusione che una parte dei palestinesi ancora nutre, e rassicurati gli israeliani, l&#8217;America sapr\u00e0 imporre e garantire un piano di pace \u201crealistico\u201d, migliore della situazione attuale.<\/p>\n<p>Anche questa prospettiva \u00e8 fallace. Nulla sta a\u00a0indicare che Trump abbia l&#8217;intenzione di forzare la mano a Netanyahu, n\u00e9 che il giovane genero Jared<strong> Kushner<\/strong>\u00a0&#8211; del resto ignaro della complessa problematica mediorientale &#8211;\u00a0 stia elaborando un serio piano di pace. Il loro appoggio acritico non pu\u00f2 non rafforzare l&#8217;intransigenza del governo israeliano. Lo stesso effetto hanno avuto altri fattori: l&#8217;alleanza di fatto con l&#8217;Arabia Saudita, la percezione americana\u00a0della minaccia di morte del Golia (l&#8217;Iran) che pende sul Davide (Isreale), e l&#8217;irresponsabile tattica di Hamas che brandisce l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/israele-demografia-ebrei-arabi-pari\/\">arma demografica<\/a>.<\/p>\n<p><strong>La strategia di Hamas<\/strong><br \/>\nLanciando masse di civili all&#8217;assalto della recinzione intorno alla <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/strascia-gaza-hamas-israele\/\">Striscia<\/a>,<\/strong> i dirigenti islamisti di <strong>Gaza<\/strong> producono decine di martiri, utili per suscitare la solidariet\u00e0 del mondo arabo e musulmano; ma d&#8217;altro canto offrono un argomento efficace al governo israeliano che si dice minacciato, e minano ulteriormente il gi\u00e0 precario consenso popolare su cui si regge l&#8217;Autorit\u00e0 palestinese presieduta da <strong>Abu Mazen<\/strong>. Con il risultato che il premier israeliano pu\u00f2 lamentare che, anche volendo, non ha interlocutori con cui negoziare una soluzione equilibrata.<\/p>\n<p>L&#8217;affermazione di Netanyahu, secondo cui il trasferimento dell&#8217; ambasciata Usa far\u00e0 progredire la causa della pace, pu\u00f2 avere senso solo se si intende raggiungere una draconiana <em>pax judaica<\/em>, ma\u00a0non certo un accordo di pace<em>. <\/em>Con questo gesto, Trump contribuisce a seppellire le residue speranze di un ritorno all&#8217;idea dei due Stati (resa ormai impraticabile dal proliferare degli insediamenti in Cisgiordania), inducendo\u00a0alcuni\u00a0palestinesi a rassegnarsi o ad emigrare. Ma molti altri vengono spinti all&#8217;esasperazione e all&#8217;estremismo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fra le mosse dirompenti in politica estera del presidente Donald\u00a0Trump, la trasformazione del consolato a Gerusalemme in ambasciata rischia di essere vista da molti come la meno irragionevole, anzi, come una prova di buon senso: Israele \u00e8 uno Stato, lo \u00e8 da 70 anni (abile l&#8217;aver fatto coincidere l&#8217;inaugurazione con i festeggiamenti per il genetliaco), [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":69560,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[757,95,1078,115,422],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69547"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69547"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69547\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69612,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69547\/revisions\/69612"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/69560"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69547"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69547"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69547"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}