{"id":69589,"date":"2018-05-17T17:11:49","date_gmt":"2018-05-17T15:11:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69589"},"modified":"2018-05-22T00:19:45","modified_gmt":"2018-05-21T22:19:45","slug":"iran-nucleare-strategia-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-strategia-europa\/","title":{"rendered":"Iran: nucleare, la strategia dell&#8217;Europa per salvare l&#8217;accordo"},"content":{"rendered":"<p>La decisione del presidente degli Stati Uniti Donald <strong>Trump<\/strong> di ritirarsi dal <em>Joint Comprehensive Plan of Action <\/em><strong>(Jcpoa),<\/strong> l\u2019accordo sul <strong>nucleare iraniano<\/strong> siglato nel 2015, avr\u00e0 gravi conseguenze anche sulla sicurezza regionale e globale. L\u2019annuncio di Trump ha infatti aumentato i rischi di guerra e di nuova corsa agli armamenti nucleari in Medio Oriente e non solo, pregiudicando al tempo stesso tutti gli sforzi della diplomazia multilaterale per dotare il mondo di un regime di non-proliferazione nucleare.<\/p>\n<p>La scelta dell\u2019amministrazione americana di abbandonare unilateralmente l\u2019accordo sul nucleare iraniano costituisce infatti una mancata ottemperanza di una risoluzione giuridicamente vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e \u2013 politicamente \u2013 un rifiuto stesso del ruolo dell\u2019Onu quale arbitro della pace e della sicurezza internazionali, e del diritto come perno delle relazioni internazionali.<\/p>\n<p>I passi che gli europei compiranno adesso avranno gravi conseguenze anche sul piano della loro alleanza con gli Stati Uniti, sulla sicurezza mediorientale e persino sulle relazioni con Cina, Russia e resto del mondo.<\/p>\n<p><strong>I rischi di una caduta del regime di Teheran<\/strong><br \/>\nSull\u2019Iran, il fronte <strong>E3\/Ue<\/strong> (composto dal terzetto Francia-Germania-Regno Unito e dall\u2019Unione europea) ha interessi divergenti rispetto a quelli degli Usa di Trump. Oltre alle considerazioni di politica interna che ne indirizzano le scelte, infatti, il presidente americano auspica un cambio di regime a Teheran e il prevalere, negli equilibri regionali, di Israele e Arabia Saudita sull\u2019Iran e sui suoi partner.<\/p>\n<p>Per Trump, l\u2019accordo sul nucleare iraniano \u00e8 un \u201cpessimo accordo\u201d semplicemente perch\u00e9 non rende possibile un tale obiettivo. Al contrario, affossarlo in modo da impedire all\u2019Iran di reintegrarsi nella comunit\u00e0 internazionale consente di esercitare la massima pressione economica e politica su Teheran, sino a potenzialmente provocare la caduta del regime. Alla luce di quanto abbiamo visto accadere in Iraq a partire dal 2003, si tratta di una linea d\u2019azione estremamente pericolosa per la regione, ma anche per l\u2019Europa.<\/p>\n<p>Da quando, nell\u2019ottobre scorso, Trump ha decertificato l\u2019accordo sul nucleare, il terzetto Francia-Germania-Regno Unito ha cercato in tutti modi di convincere Washington a rimanere parte dell\u2019intesa, discutendo con l\u2019amministrazione americana del modo migliore per limitare il programma iraniano di missili balistici e il ruolo regionale di Teheran. Tuttavia, tentare di moderare Trump si \u00e8 rivelata una causa persa: non solo per le idee dell\u2019inquilino della Casa Bianca, ma anche perch\u00e9 ogni qualsivoglia accordo con l\u2019Iran comporta il conferimento di un certo grado di accettazione e legittimit\u00e0 da parte degli Stati Uniti alla Repubblica islamica, un anatema per molti in America, cos\u00ec come per lo staff di falchi in politica estera che oggi \u00e8 saldamente al timone dell\u2019amministrazione di Washington.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;interesse Ue ad evitare la corsa agli arsenali<\/strong><br \/>\nAl contrario, gli europei hanno un interesse strategico nella difesa del Jcpoa, vista la sua funzione di asse portante contro il rischio di un\u2019ulteriore proliferazione nucleare in Medio Oriente. A dirla tutta, l\u2019obiettivo \u00e8 strategicamente condiviso tanto dagli europei quanto dagli americani; tuttavia, come questo possa essere raggiunto anche attraverso l\u2019accordo sul nucleare iraniano \u00e8 interpretato in maniera molto diversa nel Vecchio continente e negli Stati Uniti. La questione \u00e8 ora come il terzetto Parigi-Berlino-Londra e l\u2019Unione europea tutta utilizzeranno questa contingenza per la promozione dei propri obiettivi e delle proprie strategie.<\/p>\n<p>Ironia della sorte, siamo tornati di colpo al 2003, quando l\u2019invasione statunitense dell\u2019Iraq forn\u00ec all\u2019Europa un assist per negoziare con il governo iraniano la fine di quello che era allora un programma nucleare clandestino. Gli europei devono adesso sfruttare l\u2019occasione fornita dal ritiro unilaterale di Trump dal Jcpoa per cercare di raggiungere quelli che sono autentici obiettivi transatlantici ed europei: il contenimento del programma di missili balistici dell\u2019Iran, la riduzione degli impegni politico-militari di Teheran in Siria, Libano e Yemen e la sicurezza regionale di Israele.<\/p>\n<p>A differenza dell\u2019amministrazione Trump, le istituzioni e i governi europei non vedono il rischio che una parte possa sopraffare l\u2019altra, nel quadro della destabilizzazione regionale mediorientale. Anzi, la gran parte di loro ritiene semmai che i semi di un ordine regionale improntato alla cooperazione risiedano in un equilibrio di poteri in cui nessun attore sia escluso. Soltanto con il raggiungimento di questa sorta di equilibrio regionale, gli europei potranno sperare di affrontare anche i loro interessi securitari, dalla sconfitta del terrorismo jihadista \u2013 anzitutto del sedicente Stato islamico &#8211; al contenimento della corsa agli arsenali a livello regionale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 implica che il fronte E3\/Ue dovr\u00e0 lavorare con i restanti membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu (Russia e Cina) e con l\u2019Iran per tenere in vita l\u2019accordo, come annunciato in un incontro con il ministro degli Esteri iraniano Zarif nei giorni scorsi. Non solo: istituzioni e governi d\u2019Europa dovranno anche occuparsi di tutelare gli investimenti commerciali europei in Iran, anche se alcune multinazionali europee scelgono o sono costrette a fare un passo indietro. Ci\u00f2 vuol dire anche resistere alle pressioni americane\u00a0per escludere Teheran dal sistema Swift per le transazioni finanziarie e altre simili ritorsioni extra-territoriali. Nessuna di queste misure potrebbe, d\u2019altra parte, essere interpretata come una forma di aiuto a un programma nucleare iraniano di carattere militare e non civile, condizione che per Trump porterebbe a serie ritorsioni da parte degli Usa. Rimanendo fedeli al Jcpoa, inoltre, gli europei possono tener testa al crescente ruolo dell&#8217;Iran nella regione.<\/p>\n<p><strong>Una nuova prova per le due sponde dell&#8217;Atlantico<\/strong><br \/>\nL\u2019Europa e gli Stati Uniti hanno gi\u00e0 vissuto momenti difficili ma sempre trovato una via d\u2019uscita. Quando il terzetto E3 e l\u2019Ue per la prima volta avviarono i colloqui con l\u2019Iran sul programma nucleare della Repubblica islamica, nel 2003, ad esempio, l\u2019allora amministrazione Usa guidata da George W. Bush si oppose fermamente all\u2019iniziativa europea. Col tempo, l\u2019incontrovertibile verit\u00e0 relativa al programma di arricchimento nucleare ha imposto anche agli occhi di Washington la necessit\u00e0 di perseguire una soluzione diplomatica. In questo quadro, l\u2019aver posto le basi per la firma del Jcpoa \u00e8 probabilmente il pi\u00f9 grande successo ottenuto finora dall\u2019Europa in politica estera.<\/p>\n<p>Ma proprio perch\u00e9 l\u2019America \u00e8 ben pi\u00f9 del suo presidente, \u00e8 fondamentale che adesso gli europei difendano l\u2019accordo sul nucleare iraniano, preservando cos\u00ec anche questo ponte verso gli Stati Uniti, se e quando essi decideranno di ritornare sulla via della diplomazia multilaterale.<\/p>\n<p>Se l\u2019Europa ha l\u2019ambizione di diventare strategicamente autonoma dagli Stati Uniti, lottare perch\u00e9 il Jcpoa rimanga in piedi \u00e8 il punto di partenza. L&#8217;Unione europea sar\u00e0 in grado di coinvolgere nuovamente gli Stati Uniti solo se svilupper\u00e0 la propria strategia e dimostrer\u00e0 di essere in grado di agire sulla base dei propri interessi. In definitiva, interessi e valori che uniscono le due sponde dell\u2019Atlantico sono abbastanza forti da riuscire a resistere anche a questa dura prova.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di ritirarsi dal Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa), l\u2019accordo sul nucleare iraniano siglato nel 2015, avr\u00e0 gravi conseguenze anche sulla sicurezza regionale e globale. 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