{"id":69597,"date":"2018-05-17T16:53:22","date_gmt":"2018-05-17T14:53:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69597"},"modified":"2018-05-21T07:18:12","modified_gmt":"2018-05-21T05:18:12","slug":"venezuela-elezioni-maduro-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/venezuela-elezioni-maduro-crisi\/","title":{"rendered":"Venezuela: elezioni, senza alternative a Maduro e alla crisi"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2013, Nicol\u00e0s <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/venezuela-regionali-maduro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Maduro<\/strong><\/a> vinse le prime <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/venezuela-silenzio-crimine-guerra\/\"><strong>elezioni<\/strong><\/a> presidenziali post-chaviste in <strong>Venezuela<\/strong> per 300.000 voti: una vittoria risicata, che lasci\u00f2 trapelare la gi\u00e0 scarsa popolarit\u00e0 politica del nuovo presidente. Ora, nonostante la drammatica crisi economica e umanitaria che sta colpendo il Venezuela, il partito del presidente ha stravinto le elezioni amministrative del 2017 e Maduro si appresta a essere rieletto per i prossimi sei anni. Eppure, il voto del 20 maggio, ancor prima di conoscerne i risultati, \u00e8 gi\u00e0 democraticamente delegittimate.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;anticipo del voto contestato e la situazione dell&#8217;opposizione<\/strong><br \/>\nLa decisione di anticipare le elezioni a maggio, al fine di sfruttare le divisioni interne agli oppositori anti-governativi, ha scatenato una forte reazione. <em>Mesa de Unidad Democr\u00e0tica<\/em>, la coalizione che riunisce molti dei partiti che si oppongono al governo di Maduro, ha gi\u00e0 dichiarato che boicotter\u00e0 il voto, denunciando il clima di repressione cui sarebbero sottoposti i suoi attivisti.<\/p>\n<p>I leader pi\u00f9 carismatici del fronte anti-Maduro sono stati esclusi preventivamente dalla corsa, lasciando la strada spianata all&#8217;astensionismo e alla conferma del presidente in carica. Henrique Capriles, cui nel 2013 sfugg\u00ec una clamorosa vittoria alle elezioni presidenziali, non potr\u00e0 candidarsi essendo stato accusato di irregolarit\u00e0 amministrative quando era governatore della regione di Miranda, cos\u00ec come Leopoldo Lopez, esponente di spicco del partito <em>Primero Justicia<\/em>, arrestato per i disordini del 2014.<\/p>\n<p>Sono rimasti a contendere la presidenza a Maduro tre candidati: Claudio Ferm\u00ecn, politico di lungo corso, con scarsissima popolarit\u00e0; il pastore evangelico Javier Bertucci; e Henri Falc\u00f2n, ex governatore dello stato di Lara e leader di <em>Avanzada Progresista<\/em>. Quest\u2019ultimo, sebbene il suo partito sia stato catastroficamente sconfitto alle elezioni amministrative, \u00e8 l\u2019unico che pu\u00f2 politicamente sfidare Maduro. La candidatura di Falc\u00f2n ha per\u00f2 qualcosa di ambiguo perch\u00e9 la sua corsa alla presidenza serve quasi a legittimare la democraticit\u00e0 del voto del 20 maggio.<\/p>\n<p><strong>Un regime isolato in un contesto geo-politico mutato<\/strong><br \/>\nRispetto al 2013, a rendere ancora pi\u00f9 precario il processo democratico in Venezuela \u00e8 il mutamento dello scacchiere geopolitico nel continente sud-americano, che relega il governo di Maduro all\u2019isolamento politico. All\u2019ottavo Vertice dell\u2019Americhe, a Lima, in aprile, il Venezuela non \u00e8 stato invitato, scatenando la timida reazione solo di Bolivia, Cuba, Ecuador e Nicaragua. A livello internazionale, gli Stati Uniti e l\u2019Unione europea hanno chiesto di posticipare il voto per garantire la partecipazione di tutte le forze politiche del Paese, criticando le violenze del governo di Maduro.<\/p>\n<p>Le elezioni di maggio avvengono mentre \u00a0l\u2019economia venezuelana continua la sua caduta verso il baratro. Il Pil del Paese si \u00e8 contratto del 16% nel 2016 e del 14% nel 2017 e nel 2018 si prevede un&#8217;ulteriore caduta del 15%. Secondo le proiezioni del Fondo Monetario Internazionale, l&#8217;inflazione in Venezuela, arrivata al 2.400% l&#8217;anno scorso, raggiunger\u00e0 il 13.000% quest\u2019anno: una situazione che ha gi\u00e0 portato il bolivar venezuelano a perdere il 99,9% del suo valore in dollari negli ultimi due anni.<\/p>\n<p><strong>La crisi economica e umanitaria<\/strong><br \/>\nNel 2017 le proteste anti-governative furono sedate con violenza dalle forze militari, offrendo una visione collettiva globale della crisi venezuelana. Oggi, per\u00f2, le immagini che arrivano dal Venezuela non sono pi\u00f9 quelle degli scontri tra manifestanti e polizia, ma delle lunghe fila di persone che attraversano il confine, a testimonianza della crisi umanitaria che i venezuelani stanno vivendo. L&#8217;Osservatorio venezuelano di Conflittualit\u00e0 sociale ha registrato 2.414 proteste nei primi 90 giorni del 2018, un incremento del 93% rispetto al medesimo periodo nell&#8217;anno precedente. Delle recenti proteste, per\u00f2, solo il 15% hanno avuto motivazioni puramente politiche. La maggioranza di esse \u00e8 stata originata dalla rivendicazione per i diritti economici, in gran parte legati alla crisi alimentare.<\/p>\n<p>La cornice macro-economica internazionale non favorevole e le pessime strategie di politica economica del governo Maduro hanno progressivamente eroso la capacit\u00e0 dell&#8217;economia venezuelana di produrre persino beni di prima necessit\u00e0. Il declino dei prezzi del petrolio e la crescente riluttanza dei creditori, persino di Russia e Cina, a concedere nuovi prestiti rende sempre pi\u00f9 difficile l&#8217;accesso del Venezuela alla valuta estera con cui acquistare e importare merci basilari per la vita quotidiana.<\/p>\n<p>Il sistema sanitario \u00e8 al tracollo: mancano sia medicinali che personale medico. Secondo dati recenti rilasciati dal governo venezuelano, nel 2016, la mortalit\u00e0 infantile \u00e8 aumentata del 30% e i casi di malaria fino al 76%. E\u2019 stata anche registrata la ricomparsa di malattie sconfitte dagli Anni &#8217;90, come la difterite.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;esodo crescente verso gli Stati confinanti<\/strong><br \/>\nIl crollo economico venezuelano sta diventando una crisi umanitaria a livello regionale con l&#8217;<strong>esodo<\/strong>, in misura sempre crescente, di cittadini venezuelani verso gli Stati confinanti. Agli inizi del 2018, il numero di venezuelani che lasciava il Paese era di circa 5000 persone al giorno. Lo Stato che maggiormente sopporta il peso dei flussi migratori dal Venezuela \u00e8 la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/colombia-sfida-bogota-arcipelago\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Colombia<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Molti venezuelani attraversano temporaneamente il ponte di Simon Bolivar, che divide la Colombia e il Venezuela, per procurarsi beni di prima necessit\u00e0, ma molti altri rimangono in Colombia, il che ha indotto il governo colombiano a rafforzare la presenza militare al confine tra i due Paesi. In Brasile, il governo dello Stato di Roraima ha dichiarato che, dal 2016, sono giunte dal Venezuela circa 30.000 persone: il presidente brasiliano Michel Temer ha dichiarato lo stato d&#8217;emergenza nella regione.<\/p>\n<p>Nonostante la retorica ufficiale del governo venezuelano neghi l&#8217;esistenza di una crisi umanitaria, \u00e8 innegabile che il Paese sta attraversando una congiuntura economico-politica drammatica, in cui i venezuelani hanno difficolt\u00e0 ad accedere a beni e servizi primari. Purtroppo per\u00f2 le prossime elezioni presidenziali non lasciano nessuno spiraglio di cambiamento. Con l\u2019irrigidimento delle libert\u00e0 democratiche e l\u2019esclusione degli avversari politici, Maduro si prepara a consolidare il suo potere, lasciando ai venezuelani l\u2019onere della sua vittoria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2013, Nicol\u00e0s Maduro vinse le prime elezioni presidenziali post-chaviste in Venezuela per 300.000 voti: una vittoria risicata, che lasci\u00f2 trapelare la gi\u00e0 scarsa popolarit\u00e0 politica del nuovo presidente. 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