{"id":69629,"date":"2018-05-20T21:37:06","date_gmt":"2018-05-20T19:37:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69629"},"modified":"2018-05-24T07:03:31","modified_gmt":"2018-05-24T05:03:31","slug":"corea-kim-trump-incognite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/corea-kim-trump-incognite\/","title":{"rendered":"Corea: verso il vertice Kim-Trump, le incognite del negoziato"},"content":{"rendered":"<p>Il vertice tenutosi a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/corea-vertice-denuclearizzazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Panmunjom<\/a> lo scorso 27 aprile tra il presidente sudcoreano <strong>Moon Jae-in<\/strong> ed il leader nordcoreano <strong>Kim Jong-un<\/strong> \u00e8 stato salutato con entusiasmo da parte della comunit\u00e0 internazionale, la quale auspica che lo storico incontro programmato il prossimo 12 giugno a <strong>Singapore<\/strong> tra quest\u2019ultimo ed il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump<\/strong> possa condurre ad un accordo di pace nella penisola, nonostante il clima teso venutosi a creare negli ultimi giorni.<\/p>\n<p>Tuttavia, nonostante i toni ottimistici, il summit intercoreano non ha per il momento ancora risolto nessuna delle questioni aperte, a cominciare da quella riguardante lo smantellamento del programma nucleare di Pyongyang. Come \u00e8 stato sottolineato da diversi analisti, i risultati concreti dell\u2019incontro sono per il momento molto limitati e la stessa dichiarazione comunicata al termine dei colloqui riprende in sostanza i termini di quella rilasciata gi\u00e0 nel 2000, a conclusione della visita compiuta in Corea del Nord dall\u2019allora presidente sudcoreano Kim Dae-jung, che incontr\u00f2 l\u2019omologo di Pyongyang Kim Jong-il, e dell\u2019altra seguita all\u2019incontro avvenuto nel 2007 tra quest\u2019ultimo e Roh Moo-hyun per Seul.<\/p>\n<p><strong>La strategia della distensione<\/strong><br \/>\nLa stessa intenzione del governo della Corea del Sud di riaprire il complesso industriale di <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/corea-moon-vuole-la-distensione-fra-sud-nord\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Kaesong<\/a><\/strong> &#8211; l\u2019impianto situato in territorio nordcoreano avviato nel 2004 con la partecipazione di cinquanta aziende sudcoreane e poi chiuso nel 2016 a causa delle crescenti tensioni sorte tra i due Paesi &#8211; nonch\u00e9 di dare il via ad altri progetti di cooperazione con la Corea del Nord non potranno essere realizzati finch\u00e9 le <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/corea-del-nord-poverta-sviluppo-nucleare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">sanzioni<\/a><\/strong> economiche varate nei confronti del regime di Kim non verranno almeno parzialmente eliminate.<\/p>\n<p>Se si esclude quindi la decisione di stabilire un canale di comunicazione diretta tra Pyongyang e Seul, l\u2019incontro ha avuto essenzialmente un valore simbolico prima di quello tra Trump e Kim Jong-un, cercando di creare un clima positivo affinch\u00e9 questo possa condurre a risultati politici concreti.<\/p>\n<p>I dubbi sull\u2019esito del vertice continuano quindi a rimanere, nonostante Pyongyang abbia inviato un segnale di apertura verso Washington rilasciando tre cittadini statunitensi ancora prigionieri nel Paese.<\/p>\n<p>Le opinioni degli osservatori difatti divergono non solo sulle concessioni che entrambe le parti dovrebbero fare per arrivare ad un compromesso ma soprattutto su quali siano le intenzioni di Kim Jong-un. Come sottolineato dal <em>New York Times<\/em>, il leader nordcoreano avrebbe come obiettivo sia quello di consolidare lo status di potenza nucleare per il suo Paese sia quello di ottenere la cancellazione di alcune sanzioni economiche, e questo senza effettuare alcun passo concreto verso la denuclearizzazione ma compiendo solo dei gesti simbolici ma privi di contenuto concreto, quali la chiusura del poligono nucleare di <strong>Punggye-ri<\/strong>, che comunque gi\u00e0 da tempo era considerato inutilizzabile dagli esperti.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ambiguit\u00e0 di Pyongyang<\/strong><br \/>\nInoltre, a rendere pi\u00f9 difficili i negoziati contribuirebbe poi non solo la condotta tenuta in passato dal regime nordcoreano che spesso non ha mantenuto gli impegni sottoscritti con la comunit\u00e0 internazionale, ma anche la reciproca sfiducia tra i due Paesi, che potrebbe trasformare i colloqui in un\u2019estenuante, e probabilmente fallimentare, trattativa nella quale Pyongyang richiederebbe che ogni sua apertura venga compensata da analoghe e simultanee concessioni da parte di Washington.<\/p>\n<p>I segnali giunti da Pyongyang si prestano poi ad opposte interpretazioni. Se da una parte, a differenza di quanto sempre dichiarato in passato, si fa notare come Kim Jong-un non abbia posto come precondizione l\u2019annullamento delle manovre militari congiunte tra Washington e Seul e il ritiro delle truppe straniere di stanza in Corea del Sud, dall\u2019altro per\u00f2 si sottolinea come lo stesso leader nordcoreano, in un discorso tenuto poco prima del vertice al Comitato centrale del Partito dei lavoratori, abbia affermato come la sospensione dei test missilistici \u00e8 stata adottata perch\u00e9 ormai la Corea del Nord ha raggiunto lo status di potenza nucleare, aggiungendo che la decisione di sospendere i test nucleari costituisce un importante passo verso il <strong>disarmo<\/strong> globale.<\/p>\n<p>E proprio il fatto che il leader nordcoreano non abbia accennato in alcun modo ad una possibile rinuncia di Pyongyang all\u2019arma atomica costituirebbe il segnale di come la Corea del Nord non intenda smantellare il suo arsenale nucleare, nel quale il regime vede una garanzia per la sua sopravvivenza.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo di Giappone e Usa<\/strong><br \/>\nN\u00e9 Washington n\u00e9 Seoul si aspettano che Kim Jong-un sia pronto ad abbandonare rapidamente le sue ambizioni nucleari. E sulla stessa posizione si pone anche il <strong>Giappone<\/strong>, per cui rimane di fondamentale importanza risolvere anche il problema dei cittadini giapponesi rapiti negli anni Settanta e Ottanta dai nordcoreani, dodici dei quali non sono mai stati rimpatriati. Attestato su linea di fermezza verso Pyongyang, il premier di Tokyo <strong>Shinzo Abe<\/strong>, subito dopo il vertice intercoreano, ha affermato che se Kim Jong-un effettuasse davvero dei passi concreti verso lo smantellamento del programma missilistico e nucleare, un vertice tra Giappone e Corea del Nord potrebbe essere organizzato per discutere della questione.<\/p>\n<p>Ma tra gli osservatori si discute anche delle concessioni che gli Stati Uniti potrebbero offrire qualora la Corea del Nord accettasse prima di congelare, e poi in seguito di smantellare, il suo programma atomico. Nel corso del colloquio con \u00a0Moon Jae-in, il leader nordcoreano ha affermato che sarebbe disposto ad abbandonare il suo arsenale nucleare se gli Stati Uniti s\u2019impegnassero formalmente a non attaccare la Corea del Nord, una richiesta per\u00f2 subito respinta, e ritenuta solo un\u2019affermazione propagandistica, dal consigliere per la sicurezza nazionale <strong>John Bolton<\/strong>.<\/p>\n<p>Tuttavia, come ha sottolineato in un\u2019analisi l\u2019<em>International Institute for Strategic <\/em>Studies, dato che per Kim Jong-un \u00e8 essenziale la preservazione del suo regime, gli Stati Uniti potrebbero comunque dover concedere delle assicurazioni nel caso Pyongyang procedesse effettivamente verso lo smantellamento del suo arsenale. In questo caso, oltre alla firma di un trattato di pace ed alla normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi, Washington potrebbe anche accettare che il ruolo delle forze militare americane in Corea del Sud si trasformasse in quello di una forza di peacekeeping regionale, e quindi implicitamente privo di attitudini offensive verso la Corea del Nord.<\/p>\n<p><strong>Il peso delle sanzioni<\/strong><br \/>\nNon meno significative sono poi le questioni di carattere economico. Le sanzioni varate dagli Stati Uniti e dall\u2019Onu stanno infatti avendo un pesante impatto su Pyongyang, anche perch\u00e9\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/corea-impasse-cina\/\">Pechino<\/a><\/strong>, che contribuisce per il 90% agli scambi commerciali della Corea del Nord, stavolta sembra aver adottato una linea pi\u00f9 severa, proibendo l\u2019esportazione in Cina di una serie di importanti prodotti nordcoreani. Questo sta provocando nella bilancia commerciale nordcoreana un forte deficit verso Pechino che, di conseguenza, sta progressivamente prosciugando le riserve valutarie di Pyongyang.<\/p>\n<p>Se fino alla scorsa settimana lo scenario appariva improntato all\u2019ottimismo, tanto che il neo-segretario di Stato americano Mike Pompeo aveva dichiarato come gli Stati Uniti fossero disposti ad avviare un programma di aiuti economici alla Corea del Nord se questa avesse deciso di procedere verso la denuclearizzazione, negli ultimi giorni invece si sta registrando nuovamente un ritorno della tensione che sembrerebbe addirittura mettere in forse il vertice tra Kim e Trump a Singapore.<\/p>\n<p>Ad irrigidire l\u2019atteggiamento di Pyongyang sarebbero state le dichiarazioni di John Bolton, il quale ha dichiarato come Pyongyang non solo dovr\u00e0 smantellare il suo arsenale nucleare e trasportare le testate negli Stati Uniti perch\u00e9 vengano distrutte, ma anche abbandonare il suo programma missilistico unitamente allo sviluppo di armi bio-chimiche: una soluzione simile a quella attuata a suo tempo per la Libia ma che risulta improponibile per i nordcoreani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vertice tenutosi a Panmunjom lo scorso 27 aprile tra il presidente sudcoreano Moon Jae-in ed il leader nordcoreano Kim Jong-un \u00e8 stato salutato con entusiasmo da parte della comunit\u00e0 internazionale, la quale auspica che lo storico incontro programmato il prossimo 12 giugno a Singapore tra quest\u2019ultimo ed il presidente degli Stati Uniti Donald Trump [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":69630,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[79,396,409,117,648,947,422],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69629"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69629"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69629\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69633,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69629\/revisions\/69633"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/69630"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69629"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69629"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69629"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}