{"id":69695,"date":"2018-05-24T06:24:47","date_gmt":"2018-05-24T04:24:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69695"},"modified":"2018-05-27T15:03:45","modified_gmt":"2018-05-27T13:03:45","slug":"balcani-ue-sfida-connettivita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/balcani-ue-sfida-connettivita\/","title":{"rendered":"Balcani nell\u2019Ue: la sfida della connettivit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Quindici anni fa, a Salonicco, l&#8217;Unione europea ha ribadito il suo inequivocabile sostegno alla prospettiva europea dei Paesi dei <strong>Balcani occidentali<\/strong>; una prospettiva rilanciata la settimana scorsa a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/balcani-salonicco-sofia-adesione-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Sofia<\/strong><\/a> in occasione di un nuovo summit fra Ue e Paesi dei Balcani.<\/p>\n<p>Nel 2003, la regione era composta da sei Paesi (Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Serbia e Montenegro). Tra questi, solo la Croazia \u00e8 riuscita ad aderire all&#8217;Unione nel 2013.<\/p>\n<p>Attualmente, la regione dei Balcani occidentali \u00e8 sempre composta da sei Paesi, ma le linee di confine sono tracciate fra Albania, Bosnia Erzegovina, ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom), Kosovo, Montenegro e Serbia. Nonostante il rimescolamento geografico della regione, l&#8217;<strong>interconnessione <\/strong>e l&#8217;<strong>intraconnettivit\u00e0<\/strong> rimangono un ostacolo chiave per lo sviluppo dei legami economici e sociali tra questi Paesi.<\/p>\n<p><strong>L\u2019agenda infrastrutturale<\/strong><br \/>\nDal 2014 i paesi dei Balcani occidentali, in collaborazione con la Commissione europea, sono riusciti a concepire un&#8217;agenda di connettivit\u00e0 regionale (nel quadro dell&#8217;iniziativa diplomatica del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/vertice-trieste-sui-balcani-occidentali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Processo di Berlino<\/a>, che l\u2019anno scorso ha fatto tappa a <strong>Trieste<\/strong>) incentrata principalmente sulla costruzione di <strong>infrastrutture<\/strong> per il <strong>trasporto<\/strong> e l&#8217;<strong>energia<\/strong>. Questa spinta politica ad alto livello \u00e8 servita ad avvicinare i Paesi della regione fra di loro e la regione alle reti transeuropee, oltre a stimolare crescita economica e occupazione.<\/p>\n<p>Di conseguenza, la connettivit\u00e0 si \u00e8 trasformata in una pietra miliare dell&#8217;approccio dell&#8217;Unione nella <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/balcani-allargamento-concorrenza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">strategia<\/a> &#8220;Una prospettiva di allargamento credibile e un maggiore impegno dell&#8217;Ue nei confronti dei Balcani occidentali&#8221;,\u00a0pubblicata lo scorso febbraio. Essendo una delle sei iniziative-simbolo, l&#8217;agenda della connettivit\u00e0 trarr\u00e0 vantaggio dal meccanismo\u00a0<em>Connecting Europe Facility<\/em>\u00a0, uno strumento di finanziamento dell&#8217;Ue per promuovere la crescita e la competitivit\u00e0 attraverso investimenti infrastrutturali a livello europeo.<\/p>\n<p>Il summit Ue\/Balcani del 17 maggio in Bulgaria ha \u00a0contribuito a ribadire la prospettiva europea della regione e sottolinea una connettivit\u00e0 in una prospettiva ampia, che va dagli investimenti infrastrutturali all&#8217;<strong>istruzione <\/strong>(il summit ha deciso di raddoppiare\u00a0, sino agli <strong>scambi culturali<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Risultati parziali<\/strong><br \/>\nSebbene, in linea di principio, questo forte sostegno per i progetti di connettivit\u00e0 non pu\u00f2 certo recare danno ai Balcani occidentali, in pratica i risultati raggiunti finora sono piuttosto esigui e frammentati. Concentrandosi principalmente sull&#8217;agenda di connettivit\u00e0 nei trasporti e nell&#8217;energia &#8211; sono gi\u00e0 trascorsi quattro anni dal suo concepimento &#8211; i Paesi della regione sono ancora in ritardo nel completamento degli impegni assunti.<\/p>\n<p>Nel settore dell&#8217;energia, i Balcani occidentali si erano impegnati ad attuare, entro il vertice di Parigi del 2016, una serie di misure soft, riguardanti essenzialmente l&#8217;eliminazione degli ostacoli giuridici e regolamentari esistenti nel mercato dell&#8217;energia, in vista dell&#8217;inclusione dei paesi nell&#8217;Unione energetica dell\u2019Ue. In pratica, per\u00f2, le misure non erano state pienamente attuate n\u00e9 entro il vertice di Trieste del 2017, n\u00e9 ad oggi.<\/p>\n<p>Il Segretariato della Comunit\u00e0 europea dell&#8217;energia (che mette insieme i Paesi dell\u2019Ue e del sud-est europeo) \u00e8 stato incaricato di monitorare il mantenimento di questi impegni e, secondo le sue valutazioni trimestrali, il grado di realizzazione \u00e8 stimato al 70%, con il Montenegro capofila e l&#8217;ex Repubblica jugoslava di Macedonia all&#8217;ultimo posto.<\/p>\n<p>Dal Vertice di Vienna del 2015 ad oggi, l&#8217;Agenda per la connettivit\u00e0 ha fatto approvare 19 progetti prioritari, di cui nove avrebbero dovuto iniziare i lavori entro la met\u00e0 del 2018. Di questi nove progetti, quattro sono riusciti a rispettare le rispettive scadenze (due progetti in Montenegro e uno rispettivamente in Bosnia Erzegovina e nell&#8217;ex Repubblica jugoslava di Macedonia), mentre il resto ha visto posticipare di sei mesi l&#8217;inizio dei lavori. Ovviamente sei mesi non sono un granch\u00e9 per progetti infrastrutturali di questo genere con una dimensione regionale; tuttavia, se si considerano in una prospettiva pi\u00f9 ampia la velocit\u00e0 di reazione e le capacit\u00e0 dei paesi dei Balcani occidentali, sorgono preoccupazioni sul probabile accumularsi di ulteriori ritardi.<\/p>\n<p><strong>I nodi da risolvere<\/strong><br \/>\nLe ragioni di tali risultati insoddisfacenti sono legate principalmente a due serie di preoccupazioni: in primo luogo, la mancanza da parte delle amministrazioni nazionali delle capacit\u00e0 amministrative necessarie a predisporre progetti maturi e gestirli nelle corrette tempistiche. Nonostante il supporto tecnico e finanziario dell&#8217;Ue e di altri donatori internazionali, la capacit\u00e0 di assorbimento in ciascun Paese \u00e8 ancora limitata.<\/p>\n<p>In secondo luogo, esiste ancora un divario di comunicazione tra i politici di alto livello che prendono le decisioni e gli esperti del settore. Inoltre, vi \u00e8 una fluttuazione nella definizione delle priorit\u00e0 di questi impegni pochi mesi prima dei vertici annuali di alto livello.<\/p>\n<p>Infine c&#8217;\u00e8 ancora il problema della fiducia reciproca tra i Paesi della regione. I sei paesi dei Balcani occidentali sono percepiti come un blocco regionale regione dall\u2019esterno pi\u00f9 che dall\u2019interno, da parte degli stessi Paesi: permangono quindi perplessit\u00e0 sulla capacit\u00e0 e velocit\u00e0 di procedere, nello stesso progetto, dall&#8217;altro lato del confine. Andando oltre ai discorsi politici, poi sul campo vanno rispettate rigorosamente le procedure amministrative per ciascun progetto di investimento e le imprese di costruzione devono seguire criteri espliciti, in linea con l&#8217;<em>acquis <\/em>dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della rilevanza simbolica del vertice e del convenzionale ribadire che la regione diventer\u00e0 parte dell&#8217;Unione, per il momento l&#8217;agenda della connettivit\u00e0 continuer\u00e0 ad essere in modalit\u00e0 di &#8220;pianificazione&#8221;. La ragione di ci\u00f2 non \u00e8 strettamente legata all&#8217;approccio finanziario dell&#8217;Unione (che ha costantemente aumentato il sostegno economico ai Balcani occidentali), ma essenzialmente alle limitate capacit\u00e0 e in qualche modo alla visione ristretta dei leader politici nazionali al potere al momento.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 frutto di una collaborazione editoriale tra l\u2019Istituto Affari Internazionali e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Balcani\/Balcani-occidentali-e-Unione-europea-a-tutta-connessione-187712\">Osservatorio Balcani e Caucaso \u2013 Transeuropa<\/a>.<\/em><\/p>\n<div class=\"news-main-text\">\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Presidenza bulgara del Consiglio dell\u2019Ue\/Flickr<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quindici anni fa, a Salonicco, l&#8217;Unione europea ha ribadito il suo inequivocabile sostegno alla prospettiva europea dei Paesi dei Balcani occidentali; una prospettiva rilanciata la settimana scorsa a Sofia in occasione di un nuovo summit fra Ue e Paesi dei Balcani. 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