{"id":69713,"date":"2018-05-27T15:02:24","date_gmt":"2018-05-27T13:02:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69713"},"modified":"2018-05-27T15:02:24","modified_gmt":"2018-05-27T13:02:24","slug":"afghanistan-trump-eredita-obama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/afghanistan-trump-eredita-obama\/","title":{"rendered":"Afghanistan: Trump non riesce a liberarsi dell&#8217;eredit\u00e0 di Obama"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019eredit\u00e0 maggiormente gravosa tramandata all\u2019Amministrazione <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/afghanistan-guerra-trump-vincere\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Trump<\/strong><\/a> dall\u2019ex presidente <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/afghanistan-la-strategia-opaca-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Usa<\/strong><\/a> Barack <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/04\/obama-traghetta-lamerica-oltre-119\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Obama<\/strong><\/a>, rimane tutt\u2019oggi la gestione dello Stato mediorientale dell\u2019 <strong>Afghanistan<\/strong>. Situato alle spalle del nemico storico degli Stati Uniti, l\u2019Iran, lo Stato afghano, coinvolto in un conflitto che dura ormai da 17 anni, fa fatica a tornare alla normalit\u00e0, soprattutto per la mancanza di un governo stabile, nonostante il supporto logistico concesso delle truppe statunitensi e alleate sul territorio. Una difficolt\u00e0 oggettiva in quello che viene definito <em>capacity building<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a><\/em>.<\/p>\n<p><strong>Il cambio di gestione del territorio afghano<br \/>\n<\/strong>L\u2019intervento americano e della Nato iniziato nell\u2019ottobre del 2001, per punire i responsabili dell\u2019attentato delle Torri Gemelle (i terroristi di Al Qaida), ha visto l\u2019avvicendarsi di ben tre presidenti Usa (Bush jr., Obama e Trump), ha subito una modifica degli obiettivi nel 2009 e nel 2015. Ma ancora oggi lo Stato mediorientale non ha trovato una sua stabilizzazione.<\/p>\n<p>La strategia di Trump di dare carta bianca al segretario della Difesa Jim Mattis ha portato le truppe americane ad invertire la tendenza dell\u2019amministrazione di Obama, con un notevole aumento (circa 9.800 truppe Usa con sostegno di 13.000 unit\u00e0 internazionali). Tuttavia, Mattis ha assicurato che l\u2019aumento \u00e8 da imputare a un maggiore impiego delle forze dell\u2019addestramento delle truppe afghane, come strumento per contenere la violenza nel Paese.<\/p>\n<p>Questo ha portato Mattis a modificare in agosto le regole d\u2019ingaggio delle truppe statunitensi e ad integrare speciali gruppi di intelligence all\u2019interno delle forze regolari afghane, soprattutto ai livelli inferiori.<\/p>\n<p><strong>Diciassette anni dopo<br \/>\n<\/strong>Tuttavia, Donald Trump, in modo piuttosto realista, ha chiaramente affermato in un tweet d&#8217;avere cambiato opinione sul futuro delle truppe americane in Afghanistan, scrivendo \u201cIl popolo americano \u00e8 stanco di una guerra senza vittoria\u201d. Una tesi confermata dallo stesso segretario alla Difesa Mattis.<\/p>\n<p>La situazione corrente nel Paese conferma la previsione negativa del governo, con nessun obiettivo della Casa Bianca ancora raggiunto. Infatti, i Talebani ancora controllano un territorio abbastanza ampio, forse anche maggiore di quello controllato negli anni precedenti, e il terrorismo interno e dai Paesi limitrofi (soprattutto dal Pakistan) si dimostra resistente alle contromisure dell\u2019intelligence congiunta Usa &#8211; Afghanistan.<\/p>\n<p>Una situazione, la seconda, forse pi\u00f9 rilevante, considerando la difficolt\u00e0 odierna nella gestione di fenomeni terroristici che si diffondono a livello globale. In questo senso, Trump intende rafforzare il governo di Mohammed Ashraf <strong>Ghani<\/strong>, leader a Kabul dal 2014, il cui controllo territoriale viene minacciato dalle pressioni esercitate dai Talebani sul governo afghano.<\/p>\n<p><strong>Un &#8216;surge&#8217; pianificato da Trump<em><br \/>\n<\/em><\/strong>Con 14.300 truppe dispiegate in Afghanistan per la missione Resolute Support e circa 715 miliardi di dollari a sostegno del governo afghano, la politica di Trump nei confronti dello Stato mediorientale si fa pi\u00f9 incisiva. Il presidente ha infatti chiarito che avverr\u00e0 un \u201csurge<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>\u201d da 3.500 a 5.000 contractors verso l\u2019 Afghanistan, in modo da poter eliminare la minaccia terroristica in modo concreto.<\/p>\n<p>Un obiettivo che si colloca in linea con la strategia generale del comando Usa, ma che sottintende un tentativo di ridurre le forze degli insorti per portarle al dialogo con le forze governative. Trump ha infatti sostenuto che l\u2019appoggio delle truppe statunitensi \u201cnon sia un assegno in bianco\u201d, ma anzi che abbia una scadenza, superata la quale c\u2019\u00e8 solo il ritiro dallo Stato da parte degli Usa, a meno che non siano messe in atto riforme a livello governativo.<\/p>\n<p><strong>Un futuro incerto oltre gli Stati Uniti<br \/>\n<\/strong>Il futuro dello Stato afghano non \u00e8 facilmente tracciabile. L\u2019impegno degli Stati Uniti dimostra che il Paese ad oggi ancora non riesce a trovare un equilibrio senza la mediazione di un alleato esterno. Una circostanza che si realizzer\u00e0 una volta che il conflitto tra il governo di Ghani e gli insorti legati ai Talebani sar\u00e0 terminato.<\/p>\n<p>La questione si sposta cos\u00ec sul piano diplomatico della mediazione, con Paesi come la Cina (la quale ha investito parecchio nella regione attraverso il progetto della nuova Via della Seta) e la Russia (la quale gestisce i problemi al confine con il traffico di stupefacenti verso gli Stati dell\u2019ex Unione Sovietica) intenti a ritagliarsi un posto come mediatori.<\/p>\n<p>Ancora una volta, ci si rende conto dell\u2019importanza strategica che occupa lo Stato afghano nella regione ed il braccio di ferro tra Cina e Russia al riguardo ne \u00e8 una conferma. Se gli Stati Uniti vorranno mantenere la loro posizione privilegiata all\u2019interno dell\u2019 Afghanistan dovranno considerare la possibilit\u00e0 di aprire un tavolo negoziale pi\u00f9 ampio o abbandonare del tutto i propri obiettivi.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> &#8211; Definito come la possibilit\u00e0 per un Paese di sostenere un cambiamento nella struttura del governo dopo un evento traumatico, come una guerra o un cambio di regime.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> &#8211; Dall\u2019inglese \u201caumento improvviso\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019eredit\u00e0 maggiormente gravosa tramandata all\u2019Amministrazione Trump dall\u2019ex presidente Usa Barack Obama, rimane tutt\u2019oggi la gestione dello Stato mediorientale dell\u2019 Afghanistan. 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