{"id":69716,"date":"2018-05-27T14:33:30","date_gmt":"2018-05-27T12:33:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69716"},"modified":"2018-05-27T14:33:30","modified_gmt":"2018-05-27T12:33:30","slug":"iran-nucleare-pompeo-bastone-carota","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-pompeo-bastone-carota\/","title":{"rendered":"Iran: nucleare, da Pompeo pi\u00f9 bastone che carota"},"content":{"rendered":"<p>Il discorso pronunciato presso l\u2019Heritage Foundation di Washington il 21 maggio dal segretario di Stato <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-trump-scelta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Usa<\/strong><\/a> Mike <strong>Pompeo<\/strong>, ha delineato la nuova strategia statunitense nei confronti dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-strategia-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Iran<\/strong><\/a>, promettendo \u201c<u>sanzioni <\/u><a href=\"https:\/\/translations.state.gov\/2018\/05\/21\/secretaire-detat-mike-pompeo-lapres-laccord-une-nouvelle-strategie-pour-liran\/\">pi\u00f9 dure di tutta la storia<\/a>\u201d ed accusando Teheran di attivit\u00e0 destabilizzatrici nella regione mediorientale. La critica americana corre lungo tre linee direttrici: il sostegno iraniano a organizzazioni politico-militari e milizie (architettato principalmente dal generale Qaseem Soleimani delle forze <em>Sepah-e-Qods)<\/em> quali <em>Hezbollah<\/em> in Libano, <em>Huthi<\/em> in Yemen, <em>Hamas<\/em> nei Territori Palestinesi Occupati, le milizie sciite afghane e pakistane <em>Fateymoun<\/em> e <em>Zeinabiyoun<\/em> in Siria e <em>Kata&#8217;ib Hezbollah <\/em>in Iraq; lo sviluppo del programma balistico che, oltre a produrre dei vettori in grado di trasportare materiale nucleare, minaccia le capitali dei Paesi alleati degli Stati Uniti; e la possibilit\u00e0 che l\u2019Iran acquisisca capacit\u00e0 atomiche sfruttando \u2013 secondo Pompeo \u2013 le cosiddette &#8216;sunset clauses&#8217; del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-motivazioni-trump-icpoa\/\"><strong>JCPOA<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>La decisione di perseguire una linea \u201cdura\u201d \u00e8 stata dimostrata dal nuovo giro di sanzioni (anche secondarie) che, a due settimane dall\u2019annuncio del presidente Trump di uscire dall&#8217;accordo sul <strong>nucleare<\/strong> con l&#8217;Iran, ha colpito figure\/entit\u00e0 in orbita iraniana. Da sottolineare l\u2019inclusione nella lista degli Specially Designated National di Valiollah Seif, governatore della banca centrale iraniana, di alcune figure di spicco di <em>Hezbollah<\/em>, nonch\u00e9 di alcuni importanti esponenti della Air Force Al-Ghadir Missile Command, ala della Guardia Rivoluzionaria considerata il centro nevralgico del controllo operativo sui vettori e che, in collaborazione con il gruppo industriale iraniano Shahid Bagheri, lavora alla costruzione di missili balistici di varia gittata.<\/p>\n<p><strong>Sviluppi economici e promesse europee<br \/>\n<\/strong>Pochi giorni prima del discorso di Pompeo, il ministro degli Esteri iraniano Zarif aveva effettuato un viaggio tra Pechino, Mosca e Bruxelles ribadendo un unico punto: far s\u00ec che l\u2019Iran goda dei benefici economici pattuiti a seguito della firma del JCPOA al fine di mantenere in vita l\u2019accordo. Volont\u00e0 ribadita anche dall\u2019Alto Rappresentante dell&#8217;Ue Mogherini, che ha affermato che l\u2019Unione \u00e8 pronta a favorire nuovi investimenti in Iran, a continuare a garantire la vendita del petrolio e gas iraniano, ad assicurare il prosieguo delle transazioni finanziarie con Teheran e, in ultimo, a riesumare un meccanismo (Regolamento del Consiglio 2271\/96) mirato a rendere nulli i tentativi americani di imporre sanzioni secondarie \u2013 extraterritoriali &#8211;\u00a0 nei confronti delle aziende europee che manterranno o inizieranno relazioni commerciali con l\u2019Iran.<\/p>\n<p>In attesa di concretizzare queste misure, il clima \u00e8 tuttavia particolarmente teso: l\u2019ambasciata americana a Berlino <a href=\"https:\/\/twitter.com\/RichardGrenell?ref_src=twsrc%5Etfw&amp;ref_url=http%3A%2F%2Fmoney.cnn.com%2F2018%2F05%2F09%2Finvesting%2Firan-sanctions-europe-business%2Findex.html\">ha annunciato<\/a> che le imprese tedesche che stanno facendo affari con l\u2019Iran dovranno cessare le loro attivit\u00e0 immediatamente.<\/p>\n<p>A riprova del clima di incertezza, la Total ha comunicato di avere bloccato il progetto South Pars 11, decisione sulla quale l\u2019azienda ritornerebbe in caso arrivasse un\u2019esenzione dalle sanzioni sia da parte europea che francese che, naturalmente, americana. Un ulteriore risvolto si riferisce ai progetti al di fuori del territorio iraniano che coinvolgono imprese sussidiarie del governo di Teheran: a tal proposito, la British Petroleum <a href=\"https:\/\/www.thenational.ae\/world\/mena\/bp-delays-work-on-gas-field-over-iran-sanctions-1.733080\">ha annunciato<\/a> di aver momentaneamente bloccato un progetto \u2013 in partnership con un\u2019azienda di propriet\u00e0 del governo iraniano \u2013 di sfruttamento di un giacimento di gas nel Mare del Nord.<\/p>\n<p>Inoltre, il nuovo approccio americano potrebbe apportare alla rinvigorita partnership economica tra l\u2019Italia e l\u2019Iran un serio colpo, mettendo a rischio <a href=\"http:\/\/www.mef.gov.it\/en\/ufficio-stampa\/comunicati\/2018\/comunicato_0008.html\">un accordo<\/a> ( tra Invitalia ed alcune banche iraniane) che, nel quadro &#8216;protettivo&#8217; del JCPOA, ha l\u2019obiettivo di finanziare progetti italo-iraniani in settori di mutuo interesse (infrastrutture, energia e chimico) per un ammontare complessivo di 5 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Al momento, solo <a href=\"https:\/\/global.handelsblatt.com\/finance\/small-german-banks-iran-deals-sanctions-924599\">piccole banche<\/a> in Germania, o imprese del settore energetico minori, <a href=\"https:\/\/www.forbes.com\/sites\/dominicdudley\/2018\/05\/17\/battle-for-iranian-oil-industry\/#3ba6d6297837\">come\u00a0 accaduto<\/a> con Pergas, consorzio internazionale con sede in Gran Bretagna, stanno continuando, nonostante gli annunci americani e, in particolare, il discorso di Pompeo, ad offrire prestazioni economiche a Teheran.<\/p>\n<p><strong>Tra l\u2019ascesa sciita e la risposta sunnita, ci sono Israele, la Ue e gli Usa<br \/>\n<\/strong>Allargando la prospettiva, la chiave di lettura per interpretare le tensioni attuali tra Teheran, Tel Aviv e Riad potrebbe essere quella proposta pi\u00f9 di un decennio fa da Vali Nasr, che, enfatizzando l\u2019ascesa iraniana nella regione, sancita definitivamente dell\u2019invasione americana dell&#8217;Iraq, presagiva nel libro <a href=\"https:\/\/www.dissentmagazine.org\/wp-content\/files_mf\/1389821623d12Hesova.pdf\"><em>The Shia Revival<\/em><\/a> che &#8220;the character of the region will be decided in the crucible of Shia revival and the Sunni response to it&#8221;.<\/p>\n<p>A tale visione, certamente veritiera, seppur troppo legata alla &#8216;faglia&#8217; tra sunniti e sciiti (si rischia di perdere importanti sfumature, come l\u2019intesa Qatar-Iran), va aggiunto certamente il ruolo di Israele, vicino strategicamente ai sauditi (il capo di stato maggiore israeliano ha espresso recentemente <a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2017\/11\/israel-share-iran-intelligence-saudi-171116184214609.html\">la volont\u00e0<\/a> di condividere con Riad intelligence sull\u2019Iran), quello degli Stati Uniti, che con l\u2019amministrazione Trump sono passati ad una strategia di contenimento utilizzando &#8211; per ora &#8211; lo strumento della diplomazia coercitiva e, in ultimo, quello della Ue a difesa dell\u2019ordine multilaterale, con una ritrovata indipendenza strategica. Sar\u00e0 da questi intrecci che passer\u00e0 il futuro dell\u2019accordo e della stabilit\u00e0 regionale.<\/p>\n<p><strong>Un futuro incerto, ma non gi\u00e0 scritto<br \/>\n<\/strong>Nel tentativo di affossare il JCPOA, esplicitato dalla decisione di Trump e dal discorso di Pompeo, si \u00e8 persa l\u2019opportunit\u00e0 di consolidare il gruppo &#8216;moderato&#8217; iraniano che, per altro, non ha nessun controllo diretto sulle operazioni condotte dalla Guardia Rivoluzionaria, che dipendono innanzitutto dalle linee guida della Guida Suprema e, semmai, solo in un secondo momento, dal Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale (che conta membri affini alla Guida, come le alte cariche dell\u2019IRGC, e alcuni ministri nominati dal presidente).<\/p>\n<p>In futuro, senza un forte esecutivo iraniano &#8216;moderato&#8217;, sar\u00e0 verosimilmente ben pi\u00f9 difficile, utilizzando anche canali informali, tentare di negoziare con l\u2019IRGC una limitazione delle attivit\u00e0 balistiche e di penetrazione iraniana nella regione;\u00a0 \u00e8 per questo che l\u2019Ue potrebbe considerare il mantenimento del JCPOA un preludio a un pi\u00f9 ampio accordo che, accrescendo la fiducia tra le parti, assicuri che in futuro gli interessi securitari di tutti gli attori dell\u2019area vengano presi in considerazione.<\/p>\n<p>In definitiva, a fare la differenza sar\u00e0 una rete di decision-maker che &#8211; dall\u2019Iran all\u2019Europa agli Stati Uniti &#8211; avr\u00e0 come obiettivo il mantenimento in vita dell\u2019accordo, che si ingegner\u00e0 perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga e che preserver\u00e0 la consapevolezza di una necessaria soluzione di lungo periodo ai timori, ma anche alle legittime aspirazioni, delle apparentemente inconciliabili fazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il discorso pronunciato presso l\u2019Heritage Foundation di Washington il 21 maggio dal segretario di Stato Usa Mike Pompeo, ha delineato la nuova strategia statunitense nei confronti dell\u2019Iran, promettendo \u201csanzioni pi\u00f9 dure di tutta la storia\u201d ed accusando Teheran di attivit\u00e0 destabilizzatrici nella regione mediorientale. 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