{"id":69765,"date":"2018-05-30T16:30:03","date_gmt":"2018-05-30T14:30:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69765"},"modified":"2018-06-02T23:59:51","modified_gmt":"2018-06-02T21:59:51","slug":"libia-strategia-vuota-inefficace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/libia-strategia-vuota-inefficace\/","title":{"rendered":"Libia: una strategia dall&#8217;alto vuota e inefficace"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 svolta ieri, 29 maggio, la <strong>Conferenza<\/strong> sulla <strong>Libia<\/strong> organizzata dal presidente francese Emmanuel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/libia-saint-cloud-situazione-fragile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Macron<\/strong><\/a> a Parigi. Vale la pena tentare di darne una valutazione. La Conferenza si \u00e8 chiusa con una dichiarazione condivisa da coloro che evidentemente la diplomazia francese vede come i reali leader nell&#8217;attuale contesto della Libia: il presidente del Governo di Accordo nazionale, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/tutte-le-incognite-dellincontro-serraj-haftar\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>al-Serraj<\/strong><\/a>, il presidente della Camera dei Deputati di Tobruk, <strong>Saleh Issa<\/strong>, il presidente dell\u2019Alto Consiglio di Stato di Tripoli, Khaled <strong>Mishri,<\/strong> e il capo supremo dell\u2019Esercito nazionale libico, generale <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/libia-mediazione-salameh-onu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Heftar<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><strong>Gli impegni assunti e i precedenti<\/strong><br \/>\nI quattro si sono impegnati a sostenere la tenuta in Libia di <strong>elezioni<\/strong> legislative e presidenziali il 10 dicembre 2018 e, prima delle elezioni, a facilitare il referendum per l\u2019approvazione della Costituzione unitamente all&#8217;emissione della necessaria legislazione elettorale entro il 16 settembre. In questa prospettiva sono impegnati a sostenere l\u2019opera dell\u2019inviato dell\u2019Onu, Ghassan Salame, e della Commissione elettorale nazionale e ad operare per unificare le istituzioni militari e di polizia\u00a0 sotto la guida del governo legittimo (in particolare appoggiando il processo che a questo scopo va avanti al Cairo dall&#8217;ottobre 2017 sotto l\u2019egida del governo egiziano).<\/p>\n<p>Non \u00e8 il primo documento di questo genere. A parte la specificazione delle date, non \u00e8 diverso da quello emesso dal Quartetto per la Libia (Onu, Ue, Unione Africana e Lega Araba) il 30 aprile. \u00c8 invece nuova l\u2019inclusione del presidente dell\u2019Alto Consiglio di Stato in una riunione organizzata da una diplomazia nazionale.<\/p>\n<p>Alle precedenti riunioni organizzate nel 2017 da governi nazionali (Cairo in febbraio, Abu Dhabi in maggio e St.Cloud a luglio ), l\u2019Alto Consiglio di Stato non era rappresentato. L\u2019esclusione di questo organo \u2013 che oggi rappresenta le correnti rivoluzionarie e islamiste che non hanno mai riconosciuto l\u2019Accordo politico libico \u2013 ha prodotto il fallimento dell\u2019accordo previsto dal Piano d\u2019Azione di Salame alla fine del 2017; ed \u00e8 la stessa che ha fatto fallire gli Accordi di Skhirat e che sta al cuore della crisi libica. Era quindi ora che qualcuno se ne accorgesse.<\/p>\n<p><strong>Promesse finora mancate e rischi conseguenti<\/strong><br \/>\nLe prossime settimane diranno quanto i quattro &#8216;garanti&#8217; vorranno o potranno dare seguito ai loro impegni di Parigi. Finora non \u00e8 stato cos\u00ec; e in questo si \u00e8 distinto il generale Heftar. Una valutazione di massima suggerisce che la situazione sul terreno in Libia \u00e8 molto frammentata e piena di tensioni e difficilmente consente un mantenimento delle promesse.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa francese \u00e8 basata su una visione che ha come referenti i quattro leader &#8211; come se questi avessero effettivamente il controllo di compatte coalizioni &#8211; e sembra volere legittimare loro a scapito di altri (che non si riconoscono nei quattro o si riconoscono in essi solo strumentalmente). Tale approccio non solo rischia di essere inefficace, ma pu\u00f2 anche essere pericoloso. Pu\u00f2 funzionare da detonatore di conflitti che invece l\u2019approccio pi\u00f9 ampio e inclusivo delle Nazioni Unite con la Conferenza nazionale di Dialogo potrebbe avere maggiori possibilit\u00e0 e, forse, probabilit\u00e0 di comporre.<\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019iniziativa francese mette assieme i quattro pi\u00f9 celebri rivali, ma non scaccia l\u2019impressione che, nella strategia di elezioni e costituzionalizzazione che cos\u00ec privilegia, non solo vengono escluse altre parti ma si continua a voler far passare nei fatti un predominio di Heftar, che diventando presidente della Repubblica per via elettorale diventerebbe anche la guida legittima e civile delle forze armate e di sicurezza del Paese. Un risultato che per le forze rivoluzionarie ed islamiste \u00e8 del tutto inaccettabile.<\/p>\n<p><strong>Il fattore Heftar nella transizione libica<\/strong><br \/>\nIl perseguimento di questo obiettivo ha gi\u00e0 varie volte mandato la transizione libica a gambe all\u2019aria. Ogni volta che si cerca di legittimare Heftar, si ricompatta la costellazione di forze rivoluzionarie ed islamiste e viene distrutto quel tanto di piattaforma centrista che l\u2019Onu con alcuni pochi governi ha cercato nel passato e che cerca ancora oggi di rafforzare come unica via al successo della transizione.<\/p>\n<p>La Conferenza nazionale \u00e8 l\u2019ultimo tentativo nel tempo di creare tale piattaforma includendo e conciliando la miriade di protagonisti della crisi libica. Essa ha molte debolezze, ma il merito di essere orientata nella direzione giusta. L\u2019iniziativa francese non \u00e8 un contributo alla Conferenza bens\u00ec un\u2019alternativa. Ghassan Salame, per una migliore comunicazione pubblica, avrebbe fatto meglio a non andarci.<\/p>\n<p><strong>Elementi di debolezza dell&#8217;iniziativa francese<\/strong><br \/>\nL\u2019iniziativa francese fa parte di una nota famiglia di iniziative che, consapevolmente o meno, tendono dall&#8217;esterno della Libia a legittimare alcuni attori, generalmente di loro preferenza, e invece automaticamente delegittimano altri attori e creano cos\u00ec le condizioni per la continuazione del conflitto libico o la sua acutizzazione. Ma non \u00e8 solo questa la debolezza dell\u2019iniziativa francese. L\u2019altra sta nell&#8217;aumentata disgregazione del tessuto politico libico a cominciare dai quattro protagonisti che Macron ha ospitato all&#8217;Eliseo. Questa disgregazione contribuisce a disconnettere l\u2019iniziativa francese dalla realt\u00e0 sul terreno e quindi a renderla ancora pi\u00f9 inverosimile.<\/p>\n<p>L\u2019elezione di Mishri al posto di Swehli nell\u2019Alto Consiglio di Stato crea un problema di rappresentativit\u00e0 di Misurata. Mentre Swehli rappresentava Misurata e i suoi rivoluzionari ed islamisti, Mishri rappresenta la Fratellanza Musulmana. Non sembra possibile che una iniziativa di ricomposizione del conflitto libico sia credibile mancando Misurata.<\/p>\n<p>Ci si deve poi chiedere che cosa accadr\u00e0 della Camera dei Deputati e di Saleh Issa, il cui mandato termina il 4 agosto. Lo spropositato potere di Saleh Issa si \u00e8 basato sull&#8217;esistenza della Camera, in gran parte fittizia, e sulle sue prerogative di capo delle forze armate, come gli spezzoni della Costituzione libica prescrivono che sia il presidente della Camera. Questa prerogativa \u00e8 stata il fondamento del suo rapporto di coppia fissa con Heftar.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo dubbio di Saleh Issa<\/strong><br \/>\nSaleh Issa sta cercando un suo posizionamento alternativo per conservare un\u00a0 ruolo che rischia altrimenti di dissolversi. Le sue reazioni potrebbero non favorire la coesione dei quattro leader di Parigi. La stampa araba ha parlato di suoi accordi segreti con Serraj. L\u2019incontro che ha avuto in Marocco con Mishri, su richiesta di quest\u2019ultimo, dopo la sua elezione alla presidenza dell\u2019Alto Consiglio, \u00e8 stato una sua iniziativa autonoma. Saleh Issa potrebbe sparire politicamente oppure diventare un pericoloso battitore libero.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, la malattia di Heftar ha messo allo scoperto la disomogeneit\u00e0 delle forze che lo sostengono e la debolezza di un\u2019eventuale successione. Ha messo anche in rilievo la dipendenza di Heftar dall\u2019Arabia Saudita, attraverso il ruolo e il contributo delle milizie salafite al suo Esercito Nazionale. L\u2019entrata in gioco di uno sponsor saudita tende a frammentare il non gi\u00e0 compatto fronte cirenaico. L\u2019assedio di Derna serve, come al solito, a dimostrare i suoi muscoli, ma politicamente \u00e8 un fattore che acuisce l\u2019opposizione a Heftar degli islamisti e dei rivoluzionari, li compatta e scatena sulla scena politica l\u2019effetto dirompente che abbiamo gi\u00e0 ricordato.<\/p>\n<p><strong>Il contributo di Serraj alla disgregazione<\/strong><br \/>\nInfine alla disgregazione in atto delle forze in Libia contribuisce anche Serraj. La sua recente iniziativa di integrare sotto il cappello del Ministero degli Interni le milizie che lo hanno sostenuto nell&#8217;ultimo anno, a cominciare da quelle salafite guidate da Kara, somiglia molto a quello che fece il governo libico nel 2012 dando il via alla rovina dello Stato. L\u2019iniziativa non accresce la sua indipendenza e la sua leadership. Al contrario tradisce la sua dipendenza contribuendo a indebolire l\u2019Onu \u2013 di cui come presidente del Governo di Accordo Nazionale \u00e8 fiduciario e naturale alleato. Questa sua politica potrebbe inoltre dispiacere Misurata e frammentare il fronte della Tripolitania.<\/p>\n<p>Se si considerano questi confusi avvenimenti, ci si pu\u00f2 chiedere su quale fondamento poggia l\u2019iniziativa che la Francia ha voluto tentare con la Conferenza di Parigi. Il quartetto di leader che ha condiviso la Dichiarazione di Parigi si connette non solo a una strategia di risoluzione del conflitto libico fondamentalmente sbagliata, ma anche a una realt\u00e0 di debolezza e frammentazione che certamente non pu\u00f2 guidare nessuna transizione.<\/p>\n<p>Per contro, la Conferenza nazionale che l\u2019Onu sta organizzando ha molte debolezze ma, con il suo spirito di inclusione, si muove nella direzione giusta. \u00c8 meglio un umile approccio dal basso che l\u2019ambiziosa e vuota strategia dall&#8217;alto della Francia. L\u2019Italia pu\u00f2 tranquillamente\u00a0 continuare ad appoggiare l\u2019Onu e anzi moltiplicare gli sforzi affinch\u00e9 le ingenuit\u00e0 e le debolezze della Conferenza vengano superate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 svolta ieri, 29 maggio, la Conferenza sulla Libia organizzata dal presidente francese Emmanuel Macron a Parigi. Vale la pena tentare di darne una valutazione. 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