{"id":69769,"date":"2018-05-31T07:42:10","date_gmt":"2018-05-31T05:42:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69769"},"modified":"2018-06-18T12:20:44","modified_gmt":"2018-06-18T10:20:44","slug":"chiese-kek-negro-visione-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/chiese-kek-negro-visione-europa\/","title":{"rendered":"Chiese europee: Kek, Negro &#8216;una visione del futuro dell&#8217;Europa&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>Maturare una visione profetica del futuro dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/europa-riparta-solitudine-difesa\/\"><strong>Europa<\/strong><\/a>. L\u2019Assemblea generale della <strong>Conferenza<\/strong> delle <strong>Chiese europee<\/strong> (<strong>Kek<\/strong>), programmata in Serbia, a Novi Sad, da oggi &#8211; 31 maggio &#8211; al 6 giugno, mette al centro dei suo lavori un\u2019aspirazione alta che tocca il punto nevralgico di un progetto altrettanto alto, ma contrastato dalle chiusure nazionaliste e dai populismi conservatori: quale Europa costruire per il XXI secolo. Le 140 Chiese aderenti alla Kek, fra protestanti, anglicane, ortodosse e vetero-cattoliche e 40 consigli nazionali, partiranno dalla relazione introduttiva del vescovo anglicano Christopher Hill, presidente della Kek, sul tema \u201cSarete miei testimoni\u201d. AffarItaliani.it ne ha parlato con il pastore Luca <strong>Negro<\/strong>, presidente della <strong>Fcei<\/strong> (Federazione delle Chiese evangeliche in Italia).<\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 questo titolo?, quali sono le priorit\u00e0 che le Chiese europee si sono date?<\/em><\/p>\n<p>Il vescovo Hill parler\u00e0 di una testimonianza che si esprime nell&#8217;accoglienza, nella giustizia, in un tempo di ritirata insulare \u2013 questo il termine che user\u00e0 \u2013 e di neo-nazionalismo.\u00a0 Il Dio Trinitario del cristianesimo, la sua natura \u00e8 una natura di comunione e quindi la testimonianza delle Chiese deve essere di comunione, di unit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Lei, pastore Negro, condurr\u00e0 uno studio su Genesi 18, 1-8, ovvero l\u2019annuncio della nascita di Isacco ad Abramo da parte di tre uomini che altro non sono che tre angeli inviati da Dio. Perch\u00e9 questa lettura biblica?<\/em><\/p>\n<p>Direi che in una giornata dedicata all&#8217;ospitalit\u00e0 la scelta \u00e8 quasi obbligata. E\u2019 questo il testo fondante dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/migranti-italia-ue-gap\/\">accoglienza <\/a>in senso biblico e lo metter\u00f2 in stretta correlazione con quello successivo dove, al contrario, gli abitanti di Sodoma non accolgono i due angeli del Signore. Da un lato Abramo, che resta un esempio di accoglienza di quelli che per lui erano degli sconosciuti; dall&#8217;altro Sodoma, che li rifiuta. Noi, nell&#8217;Europa di oggi, vogliamo essere Abramo o il popolo sodomita? Il passo su Abramo \u00e8 richiamato anche nel Nuovo Testamento, nella Lettera agli Ebrei.<\/p>\n<p><em>La Kek \u00e8 nata nel 1959 in clima di guerra fredda e il Consiglio ecumenico delle Chiese nel 1948. Oggi la realt\u00e0 europea e, in generale, quella geo-politica mondiale sono molto diverse. Sono organismi ancora adeguati a questo contesto storico?<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec e no. S\u00ec perch\u00e9 la Kek ha sempre cercato di aggiornare la sua visione dell\u2019Europa che, attenzione!, non coincide con i confini dell\u2019Unione europea. Per entrambi gli organismi resta il limite dell\u2019assenza della Chiesa cattolico-romana che rappresenta la met\u00e0 circa del cristianesimo europeo e anche mondiale, cos\u00ec come \u00e8 esclusa buona parte della Chiese evangelicali. Il movimento ecumenico non \u00e8 rappresentativo dell\u2019intero cristianesimo e questo \u00e8 un problema.<\/p>\n<p><em>Parliamo allora del dialogo con la Chiesa cattolico-romana che partecipa ai lavori della Kek, ma solo come osservatore. Perch\u00e9 non ne fa parte, considerata l\u2019accelerazione impressa da questo pontificato sulla strada dell\u2019ecumenismo e del dialogo inter-religioso?<\/em><\/p>\n<p>La Chiesa cattolica ha una struttura molto diversa da quella delle Chiese sia protestanti sia ortodosse che sono organizzate su base nazionale. La Chiesa cattolica ha una struttura pi\u00f9 ampia. Chiedere alla Conferenza episcopale di aderire sarebbe qualcosa di improprio. Bisognerebbe rifondare gli stessi organismi ecumenici, ripensare agli schemi tradizionali anche perch\u00e9 l\u2019emigrazione sta cambiando tutto e abbiamo Chiese consistenti, attive in Europa, come le ortodosse romene o quelle provenienti dall&#8217;Africa.<\/p>\n<p><em>Ma che cosa ostacola ancora, nonostante i passi avanti, il dialogo ecumenico tra protestanti e cattolici?<\/em><\/p>\n<p>Se restiamo in Europa, da un certo punto di vista siamo tornati un po&#8217; indietro. Si era trovato un modus operandi tra Kek e Consiglio delle Conferenze episcopali europee, ma una decina d\u2019anni fa questa collaborazione ha iniziato a scricchiolare. Da parte cattolica \u00e8 calato l\u2019interesse verso l\u2019ecumenismo. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/liberta-religiosa-francesco-italia\/\">Papa Francesco <\/a>sta dando un grande impulso, ma stiamo attendendo che l\u2019onda lunga arrivi dove ancora non \u00e8 arrivata, aspettiamo che si concretizzi. D\u2019altra parte il Papa non \u00e8 l\u2019Onnipotente e sicuramente deve fare i conti con le varie posizioni esistenti nella Chiesa.<\/p>\n<p><em>Torniamo all&#8217;Europa. L\u2019anno scorso il consiglio direttivo della Kek si sofferm\u00f2 a lungo sulla &#8216;Lettera aperta sul futuro dell\u2019Europa&#8217;. Proprio in questa Europa in sofferenza, con spinte nazionaliste che vengono dall\u2019Est, ma non solo, qual \u00e8 il ruolo che possono e che vogliono giocare le Chiese cristiane?<\/em><\/p>\n<p>Due sessioni di questa Assemblea saranno dedicate a fare il punto su questa Lettera, un\u2019altra prover\u00e0 a delineare una visione dell\u2019Europa. Lo faranno figure di grande rilievo, come il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, il patriarca siro-ortodosso di Antiochia e di tutto l\u2019Oriente Mor Ignatiu Aphrem II, l\u2019arcivescovo di Canterbury e guida della Comunione anglicana mondiale Justin Weby, l\u2019arcivescova della Chiesa di Svezia Anje Jackel\u00e9n. La visione che abbiamo \u00e8 di una societ\u00e0 europea che sottolinei la solidariet\u00e0 e la giustizia, il rispetto tra le persone, le relazioni ecumeniche fruttuose. Sulle aperture ai migranti, sull\u2019ospitalit\u00e0, non tutti i Paesi europei e non tutte le Chiese hanno dato le stesse risposte. Non dimentichiamo che Viktor Orban, il presidente d\u2019Ungheria, \u00e8 un riformato, \u00e8 stato vice-presidente della Chiesa riformata d\u2019Ungheria!<\/p>\n<p><em>Nel corso del Novecento le Chiese cristiane non sono state sempre pronte a cogliere e contrastare in tempo i segnali pericolosi di involuzione. Oggi riconoscerebbero subito un nuovo Hitler, un nuovo Mussolini?<\/em><\/p>\n<p>No. Finch\u00e8 le Chiese stanno chiuse in loro stesse \u00e8 difficile che coltivino gli anticorpi necessari per intercettare i nuovi Hitler o Mussolini. Credo, invece, che possa giovare il movimento ecumenico, il suo allargarsi. In Sudafrica, contro l\u2019apartheid, ha giocato un ruolo fondamentale.<\/p>\n<p><em>Le Chiese cristiane in Europa sono in declino, almeno numericamente. C\u2019\u00e8 il pericolo, se di pericolo si pu\u00f2 parlare, che le Chiese per non perdere rilevanza si istituzionalizzino sempre di pi\u00f9 diventando di fatto pezzi di Stato, con funzioni di sussidiariet\u00e0?<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 vero, sotto tutte in declino numerico, tranne quelle di area evangelicale, praticamente inesistenti nella Kek e in crescita anche in Europa, se pur a livelli pi\u00f9 contenuti che in Sud America.\u00a0 L\u2019autonomia, la libert\u00e0 delle Chiese, la loro forza critica, sono importanti, ma oggi sono pi\u00f9 gli Stati delle Chiese a prendere le distanze. La Chiesa di Svezia che prima era Chiesa di Stato ora non lo \u00e8 pi\u00f9, per esempio. In molti cantoni della Svizzera le Chiese sono autonome, senza alcun sostegno statale. Da un lato \u00e8 positivo, perch\u00e9 aiuta l\u2019autonomia della Chiesa, la sua vocazione rinnovatrice. Dall&#8217;altro, non avere una spalla statale a volte crea problemi di sopravvivenza economica.<\/p>\n<p><em>Nel 2001 veniva redatta la Carta ecumenica. A 17 anni di distanza, qual \u00e8 il bilancio sulla sua efficacia?<\/em><\/p>\n<p>Non siamo riusciti a realizzare tutti gli impegni. Ma questo pu\u00f2 essere positivo perch\u00e9 vuol dire che \u00e8 ancora attuale e costituisce uno stimolo per andare avanti. Un punto messo a segno \u00e8 l\u2019ecumenismo tra tutte le Chiese, anche cattoliche, sulla difesa del creato. In questo un grande input \u00e8 venuto da Papa Francesco. In autunno si terr\u00e0 in Italia un convegno sul tema, sulla responsabilit\u00e0 cristiane per la tutela dell\u2019ambiente. Un obiettivo incompiuto \u00e8 al paragrafo 5: la comunione eucaristica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maturare una visione profetica del futuro dell\u2019Europa. 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