{"id":69774,"date":"2018-05-31T00:32:01","date_gmt":"2018-05-30T22:32:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69774"},"modified":"2018-06-04T08:40:44","modified_gmt":"2018-06-04T06:40:44","slug":"turchia-elezioni-erdogan-akp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/turchia-elezioni-erdogan-akp\/","title":{"rendered":"Turchia: elezioni, incognite sulla via di Erdogan e dell&#8217; Akp"},"content":{"rendered":"<p class=\"ox-2c6a4b3020-MsoNormal\">Malgrado sia stata caldeggiata dallo stesso leader dell\u2019 <strong>Akp<\/strong> (il Partito per la Giustizia e lo sviluppo), la tornata elettorale del 24 giugno \u00e8 attesa\u00a0in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/turchia-disobbedienza-civile-vs-autoritarismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Turchia<\/strong><\/a> in un clima generale di tensioni, interne ed esterne, che potrebbero inficiare il risultato finale. Eppure, il tre volte premier e poi presidente della Repubblica Recep Tayyip <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/difficili-dilemmi-erdogan\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Erdo\u011fan<\/strong><\/a> non sembra temere il giudizio delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/turchia-erdogan-non-vittoria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>elezioni<\/strong><\/a>, come dimostra l\u2019atteggiamento mantenuto sia in politica interna che in politica estera.<\/p>\n<p class=\"ox-2c6a4b3020-MsoNormal\"><b>Le tensioni interne<br \/>\n<\/b>Il fallito golpe del luglio 2016 ha messo in luce alcune criticit\u00e0 dell\u2019Amministrazione, prima fra tutte l\u2019incapacit\u00e0 d&#8217;assicurare sicurezza senza ricorrere a sistemi repressivi che sono poco conciliabili con un Paese membro dell\u2019Alleanza Atlantica, 14a potenza mondiale e da anni in lista d&#8217;attesa per entrare nell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/ue-turchia-integrazione-differenziata\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a> &#8211; una pratica al momento congelata -.<\/p>\n<p class=\"ox-2c6a4b3020-MsoNormal\">La libert\u00e0 di stampa (e di critica all\u2019Esecutivo) limitata, resa esplicita dalle condanne emesse ai danni dei giornalisti e dell\u2019editore di\u00a0<i>Cumhuriyet,<\/i> \u00e8 una spina nel fianco della credibilit\u00e0 di un governo che mostra tratti marcatamente autoritari. Non solo: le epurazioni condotte nelle forze armate (per decenni simbolo della laicit\u00e0 della Repubblica), un costante richiamo alla tradizione islamica, leggi volte a rafforzare la figura presidenziale non sono passate inosservate tanto ai turchi quanto al resto del mondo.<\/p>\n<p class=\"ox-2c6a4b3020-MsoNormal\">Eclatante il referendum per la riforma costituzionale del 2017, primo step per una transizione dal sistema parlamentare al sistema presidenziale e aspramente criticato dalla stampa occidentale perch\u00e9, in caso di vittoria dell\u2019 Akp, il nuovo assetto politico permetterebbe una maggiore concentrazione di poteri nelle mani del capo dello Stato. In poche parole, un\u2019ulteriore deriva autocratica.<\/p>\n<p class=\"ox-2c6a4b3020-MsoNormal\"><b>Le tensioni esterne<br \/>\n<\/b>Com&#8217;\u00e8 noto, fra i principali obiettivi di politica estera di Ankara c\u2019\u00e8 quello di assicurare alla vicina Siria un futuro senza il presidente Bashar al-Assad. Parte dell\u2019Impero ottomano fino al 1918, poi mandamento coloniale francese e, infine, alleato mediorientale di Mosca, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/turchia-curdi-elezioni-siria\/\"><strong>Siria<\/strong><\/a> rientra nell\u2019orbita geopolitica della Turchia, che desidera estendere la propria influenza nel Mediterraneo orientale ai danni sia della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/siria-iran-russia-turchia-carte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Russia<\/strong><\/a> sia di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/siria-teatro-scontro-iran-israele\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Israele<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p class=\"ox-2c6a4b3020-MsoNormal\">Ma il confronto con il Cremlino \u00e8 tutt\u2019altro che facile: la Russia, infatti, dispone di quattro basi in territorio siriano e, al momento, mostra di avere la situazione in pugno. In poche parole, i russi non abbandoneranno l\u2019unica sponda mediterranea a loro disposizione; anzi, rafforzeranno la presenza nell\u2019area e con essa la leadership di al-Assad.<\/p>\n<p class=\"ox-2c6a4b3020-MsoNormal\">Cosa fare? La battaglia di Afrin ha palesato che la Turchia limita il suo interesse all\u2019area settentrionale del Paese, nella Rojava (Kurdistan siriano), una piccola striscia di terra di confine capace, per\u00f2, di accendere i cuori dei turchi e di scatenarne il forte sentimento nazionale, manna per il conservatore e nazionalista Erdogan.<\/p>\n<p class=\"ox-2c6a4b3020-MsoNormal\">Questo perch\u00e9 i curdi, agli occhi dell\u2019opinione pubblica turca, rappresentano un nemico forse peggiore dello stesso al-Assad, in particolare quel Partito dei Lavoratori del Kurdistan che il governo indica come organizzazione terroristica e che combatte duramente, Afrin\u00a0<i>docet<\/i>.<\/p>\n<p class=\"ox-2c6a4b3020-MsoNormal\">Non l\u2019idea di riconquistare il ruolo dominante che la Grande Porta ha avuto per secoli nelle province mediorientali, ma solo un dare pane ai denti dell\u2019elettorato che si compatta nella guerra al pericolo curdo e nell\u2019opposizione a Israele.<\/p>\n<p class=\"ox-2c6a4b3020-MsoNormal\"><b>La question<\/b><strong>e di G<\/strong><b>aza<br \/>\n<\/b>I rapporti fra Ankara e Tel Aviv sono stati ottimi per decenni (vedi l\u2019accordo di cooperazione militare del 1992 e il Turkish-Israeli Business Council del 1993), ma dai primi anni 2000 le relazioni cominciano ad incrinarsi, specie in seguito alla Seconda Intifada quando l\u2019allora capo del governo B\u00fclent Ecevit condann\u00f2 all\u2019Onu la reazione militare di Israele ai danni dei palestinesi.<\/p>\n<p class=\"ox-2c6a4b3020-MsoNormal\">Venuto meno il ruolo di tutore, laico, delle istituzioni esercitato dalle Forze Armate, un riacceso nazionalismo religioso danneggia ulteriormente il rapporto con lo Stato ebraico. E, in occasione degli scontri degli ultimi giorni, Erdogan traccia un solco ancora pi\u00f9 profondo provocando una profonda frattura diplomatica: \u201c<i>Non permetteremo che Gerusalemme sia usurpata da Israele. Sosterremo la lotta dei nostri fratelli fino al giorno in cui le terre palestinesi, a lungo occupate, avranno pace e sicurezza dentro i confini di un libero Stato palestinese<\/i>\u201d.<\/p>\n<p class=\"ox-2c6a4b3020-MsoNormal\">Affermazioni forti, alla quale segue l\u2019altrettanto forte dichiarazione su Hamas che, secondo il leader di Akp, non \u00e8 un\u2019organizzazione terroristica, come invece \u00e8 considerata dagli Usa, dalla Gran Bretagna e dall&#8217;Unione europea. Una mossa azzardata per un presidente gi\u00e0 in passato nell\u2019occhio del ciclone per rapporti, poco chiari, con il\u00a0<i>Daesh<\/i>, cio\u00e8 il sedicente Stato islamico.<\/p>\n<p class=\"ox-2c6a4b3020-MsoNormal\">Ma l\u2019ideologia religiosa, al pari dell\u2019odio anti curdo, \u00e8 solida fondamenta di quel consenso politico necessario a Erdogan e all&#8217; Akp per vincere le elezioni. Come sopra accennato, Erdogan non teme il giudizio delle urne: la maggioranza in Parlamento e la vittoria referendaria sono, infatti, segnali forti di un altrettanto forte appoggio popolare. Ci\u00f2 con cui non ha per\u00f2 fatto i conti \u00e8 il fatto che le conseguenze delle decisioni adottate in politica estera non tarderanno ad arrivare: le dichiarazioni su Hamas, la repressione del dissenso, la svolta presidenziale allontanano ogni giorno di pi\u00f9 la Turchia dall\u2019Ue, l&#8217;istituzione in cui Ankara mirava ad entrare da anni.<\/p>\n<p class=\"ox-2c6a4b3020-MsoNormal\">Inoltre, il vacillare dell\u2019accordo sui migranti \u00e8 un elemento che generer\u00e0 nuove tensioni con Bruxelles fino ad un lento, inesorabile isolamento della Repubblica turca dal Vecchio Continente i cui effetti sarebbero devastanti sull\u2019intera leadership politica dell&#8217; Akp, il Partito per la Giustizia e lo sviluppo. La verit\u00e0 \u00e8 che i turchi non possono fare a meno dell\u2019Europa, unico \u201cstrumento\u201d capace di \u201clegittimizzare\u201d e di \u201coccidentalizzare\u201d una nazione che negli ultimi 16 anni pare avere abbandonato il percorso tracciato da Ataturk, per inseguire un sogno neo-ottomano che mai incontrer\u00e0 il riconoscimento e la considerazione delle istituzioni Ue.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Malgrado sia stata caldeggiata dallo stesso leader dell\u2019 Akp (il Partito per la Giustizia e lo sviluppo), la tornata elettorale del 24 giugno \u00e8 attesa\u00a0in Turchia in un clima generale di tensioni, interne ed esterne, che potrebbero inficiare il risultato finale. 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