{"id":69785,"date":"2018-05-31T06:46:01","date_gmt":"2018-05-31T04:46:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69785"},"modified":"2018-06-03T21:48:44","modified_gmt":"2018-06-03T19:48:44","slug":"taiwan-esclusa-assemblea-oms","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/taiwan-esclusa-assemblea-oms\/","title":{"rendered":"Taiwan: la grande esclusa dell\u2019Assemblea dell\u2019Oms"},"content":{"rendered":"<p>Sono 194 i Paesi che quest\u2019anno hanno preso parte alla 71esima Assemblea dell\u2019<strong>Organizzazione mondiale della sanit\u00e0<\/strong>, in programma a Ginevra dal 21 al 26 maggio scorsi, dove i ministri della Salute e le delegazioni dei Paesi membri dell\u2019Oms hanno partecipato all\u2019incontro annuale, con la finalit\u00e0 di migliorare cooperazioni e comunicazioni nel campo sanitario.<\/p>\n<p>Per il secondo anno consecutivo, <strong>Taiwan<\/strong> \u00e8 stata per\u00f2 la grande esclusa dai lavori dell\u2019Assemblea, a causa delle pressioni politiche esercitate dalla Repubblica popolare di <strong>Cina <\/strong>sull\u2019agenzia speciale delle Nazioni Unite.<br \/>\nLe critiche di Taipei non si sono fatte attendere, e l\u20198 maggio il Consiglio per gli affari continentali (Mac) &#8211; l&#8217;agenzia di Taiwan che gestisce i rapporti ufficiali con la Cina &#8211; ha rilasciato un comunicato in cui si sottolinea che \u201cl&#8217;Oms \u00e8 un&#8217;organizzazione non politica che persegue i pi\u00f9 alti standard di salute per l&#8217;umanit\u00e0 e che non dovrebbe servire unicamente alla volont\u00e0 politica di Pechino\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le ragioni della mancata partecipazione<\/strong><br \/>\nIl motivo dell\u2019esclusione dalla 71esima Assemblea generale \u00e8 arrivato proprio dall\u2019agenzia dell\u2019Onu che, con un comunicato, ha reso noto come manchi una collaborazione tra Pechino e Taipei sulla partecipazione di Taiwan ai lavori dell\u2019Oms. A causa dei difficili rapporti politici tra i due Paesi, alle istituzioni sanitarie e ai giornalisti di Taiwan \u00e8 stata per lungo tempo negata la partecipazione alle attivit\u00e0 dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0.<\/p>\n<p>Si \u00e8 dovuto attendere il 2009, grazie a un accordo con la Repubblica Popolare, per il ritorno di una delegazione di Taipei ai lavori dell\u2019assemblea dopo un\u2019interruzione durata 40 anni.<br \/>\nPerch\u00e9 allora da due anni Taiwan \u00e8 esclusa dal palazzo di Ginevra? Lo ha spiegato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Geng Shuang, pochi giorni prima degli inizi dei lavori. I rappresentanti di Taipei sono stati in grado di partecipare alle attivit\u00e0 dell\u2019Oms dal 2009 al 2016 perch\u00e9 il precedente governo di Taiwan riconosceva la politica dell\u2019\u201dunica Cina\u201d. Tale orientamento \u00e8 invece sconfessato da <strong>Tsai Ing-wen<\/strong>, dal 2016 presidente di Taiwan e leader del Partito progressista democratico, incline all\u2019indipendenza da Pechino.<\/p>\n<p><strong>Le politiche sanitarie di Taipei<\/strong><br \/>\nL\u2019agenda politica di Pechino sembra abbia avuto un peso maggiore della prevenzione sanitaria e tutela della salute dei 23 milioni di cittadini dell\u2019isola di Taiwan, nonostante nel 1995 sia divenuto il primo Paese in Asia a raggiungere la copertura sanitaria universale, attualmente con una spesa inferiore al 7% del Pil annuo. Inoltre, l\u2019isola \u201cribelle\u201d (come viene definita da Pechino) dal 1996 ha investito oltre 6 miliardi di dollari in aiuti sanitari internazionali di cui hanno beneficiato milioni di persone in 80 diversi Paesi, rispondendo in anticipo ad alcuni obiettivi dell\u2019agenda di sviluppo sostenibile dell\u2019Onu.<\/p>\n<p>Taiwan, grazie al riconosciuto successo del sistema sanitario nazionale e al contributo offerto a livello internazionale, ha potuto contare sul sostegno di 23 Paesi membri dell\u2019Oms che, durante il consesso, hanno espresso il loro dissenso sull\u2019esclusione di Taipei dai lavori di Ginevra. Tra questi, rientrano gli ormai esigui partner diplomatici di Taiwan, come Palau, El Salvador, Haiti, Kiribati, Nicaragua e pochi altri, tutti uniti sotto il cappello dell\u2019hashtag lanciato su Twitter #TaiwanCanHelp o #HealthForAll.<\/p>\n<p><strong>Il nuovo corso italiano<\/strong><br \/>\nA sorprendere in molti \u00e8 stato lo schieramento con l\u2019amministrazione Tsai di 60 senatori italiani: 57 della <strong>Lega<\/strong> (tra i quali i neoministri Matteo Salvini e Gianmarco Centinaio), e tre di <strong>Forza Italia<\/strong> (Lucio Malan, Maria Rizzotti e Giancarlo Serafini), che hanno presentato un\u2019<a href=\"http:\/\/www.senato.it\/japp\/bgt\/showdoc\/showText?tipodoc=Sindisp&amp;leg=18&amp;id=1067194\">interrogazione<\/a> al Senato pochi giorni prima l\u2019apertura dei lavori di Ginevra. La solidale azione dei senatori italiani mirava a conoscere le probabili iniziative che il governo avrebbe inteso intraprendere, sia direttamente, sia con gli altri partner europei, per porre fine all\u2019esclusione di Taiwan dalle attivit\u00e0 dell\u2019Assemblea mondiale della sanit\u00e0 e dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0, nel rispetto dei principi fondamentali dello statuto dell\u2019Oms.<\/p>\n<p>La natura inclusiva e globale dell\u2019agenzia speciale dell\u2019Onu dovrebbe garantire una cooperazione e partecipazione attiva di tutti i paesi nell\u2019ambito medico sanitario globale, senza ostacoli di natura politica e ideologica. L\u2019interrogazione dei senatori italiani, come il sostegno di 23 Paesi durante l\u2019assemblea di Ginevra va visto come un atto importante a difesa dei diritti del popolo taiwanese e della sua libera democrazia, e pu\u00f2 fornire interessanti indicazioni sulla politica estera del neonato governo.<\/p>\n<p>Tsai, che dal momento del suo insediamento sta tenacemente conducendo una lotta contro l\u2019oppressione di Pechino, ha sottolineato come non ceder\u00e0 alla \u201cdiplomazia del dollaro\u201d cinese (utile a rubare partner diplomatici di Taiwan), ma sfrutter\u00e0 le risorse nazionali per garantire il miglioramento delle condizioni sanitarie globali. Cos\u00ec, il 26 maggio scorso, giorno di chiusura dei lavori dell\u2019assemblea, la presidente di Taiwan ha donato all\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 1 milione di dollari per la lotta contro l\u2019epidemia di ebola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono 194 i Paesi che quest\u2019anno hanno preso parte alla 71esima Assemblea dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0, in programma a Ginevra dal 21 al 26 maggio scorsi, dove i ministri della Salute e le delegazioni dei Paesi membri dell\u2019Oms hanno partecipato all\u2019incontro annuale, con la finalit\u00e0 di migliorare cooperazioni e comunicazioni nel campo sanitario. 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