{"id":69805,"date":"2018-06-03T21:21:44","date_gmt":"2018-06-03T19:21:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69805"},"modified":"2018-06-07T09:18:24","modified_gmt":"2018-06-07T07:18:24","slug":"governo-conte-politica-difesa-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/governo-conte-politica-difesa-italia\/","title":{"rendered":"Governo Conte: quale politica di difesa per l&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>Il nuovo <strong>governo<\/strong> di Giuseppe Conte si basa su un <strong>contratto<\/strong> tra i partiti di maggioranza che enfatizza gli interessi nazionali nella politica estera e di <strong>difesa<\/strong>. Per difenderli e promuoverli nel quadro euro-atlantico, tre sono i fronti prioritari di cui l\u2019esecutivo dovr\u00e0 occuparsi: <strong>Nato<\/strong> e <strong>Russia<\/strong>, <strong>Mediterraneo<\/strong> e <strong>terrorismo<\/strong>, difesa europea e industria.<\/p>\n<p><strong>Nato e Russia<br \/>\n<\/strong>Il contratto firmato dai due vice-presidenti del Consiglio, e leader dei partiti di maggioranza, rappresenta il punto di partenza per l\u2019azione internazionale del governo. Per tradursi in realt\u00e0 andr\u00e0 per\u00f2 attuato tramite decisioni e misure concrete, anche in relazione all\u2019evolversi della realt\u00e0 internazionale ed interna. Nei paragrafi &#8216;Esteri&#8217; e &#8216;Difesa&#8217; del contratto, si \u201cconferma l\u2019appartenenza all\u2019Alleanza atlantica, con gli Stati Uniti d\u2019America quale alleato privilegiato, e con un\u2019apertura alla Russia, da percepirsi non come una minaccia ma quale partner economico e commerciale potenzialmente sempre pi\u00f9 rilevante\u201d. Russia che si vuole \u201criabilitare come interlocutore strategico al fine della risoluzione delle crisi regionali (Siria, Libia, Yemen)\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>Italia<\/strong> ha tradizionalmente avuto una percezione della Russia diversa rispetto ai Paesi dell\u2019Europa orientale e al mondo anglosassone, e piuttosto simile a quella tedesca, ovvero attenta a bilanciare l\u2019ombrello di sicurezza transatlantico con le relazioni politico-economiche con Mosca. Anche dopo l&#8217;annessione russa della Crimea nel 2014, i governi italiani (e tedesco) hanno insistito in ambito Nato affinch\u00e9 le misure di deterrenza e difesa sul fianco orientale fossero affiancate da un dialogo costante e significativo per evitare pericolose escalation e per sostenere un percorso diplomatico per la risoluzione della crisi in Ucraina. D\u2019altronde, che la Russia sia un interlocutore strategico \u00e8 riconosciuto da gran parte della comunit\u00e0 internazionale, come dimostrato dai recenti vertici bilaterali di Vladimir Putin con Angela Merkel ed Emmanuel Macron.<\/p>\n<p>La questione oggi per il governo italiano \u00e8 come ottenere migliori risultati da un lato dall\u2019impegno politico-militare nella Nato, fondamentale per la sicurezza euro-atlantica e quindi italiana, e dall\u2019altro dal dialogo con la controparte russa per la risoluzione delle crisi regionali. L\u2019unico modo per negoziare efficacemente con la Russia \u00e8 continuare a farlo da una posizione di eguale forza, non di relativa debolezza. A tal fine \u00e8 fondamentale sia mantenere gli Stati Uniti solidamente agganciati alla difesa dell\u2019Europa, perch\u00e9 l\u2019<strong>Ue<\/strong> da sola non \u00e8 in grado di bilanciare e deterrere Mosca, sia discutere insieme agli alleati euro-atlantici l\u2019eventuale revisione collettiva delle sanzioni alla Russia in base all\u2019andamento dei negoziati con il Cremlino.<\/p>\n<p>Nel frattempo mantenere gli impegni presi, tra cui la guida nel 2018 della forza di reazione rapida Nato, la presenza militare a scopo di deterrenza nei Paesi Baltici ed il contributo alle missioni alleate in Afghanistan e nel Mediterraneo, \u00e8 sicuramente un utile primo passo per rafforzare la posizione italiana al tavolo Nato, anche in vista della riunione ministeriale di giugno e del vertice di luglio.<\/p>\n<p><strong>Mediterraneo e terrorismo<br \/>\n<\/strong>Proprio il Mediterraneo \u00e8 indicato dal contratto di governo come la regione dove \u201csi addensano pi\u00f9 fattori di instabilit\u00e0 quali: estremismo islamico, flussi migratori incontrollati, con conseguenti tensioni tra le potenze regionali\u201d. Secondo il documento, in quest\u2019area \u201cl\u2019Italia dovrebbe intensificare la cooperazione con i Paesi impegnati contro il terrorismo\u201d e in generale \u201crifocalizzare l\u2019attenzione sul fronte del Sud\u201d.<\/p>\n<p>La regione euro-mediterranea era gi\u00e0 stata indicata come \u201carea di intervento prioritario\u201d dal Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa adottato dall\u2019Italia nel 2015. Nella scorsa legislatura Roma si \u00e8 impegnata per avere maggiore attenzione sul fronte meridionale sia dall\u2019Ue, con il lancio della missione navale <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/10\/eunavfor-med-guarda-alla-libia\/\">Eunavformed<\/a> Sofia per contrastare il traffico di migranti, sia dalla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/11\/crisi-e-instabilita-affrontare-la-spina-nel-fianco-sud\/\">Nato,<\/a> ottenendo la creazione a Napoli di un \u201chub per il Sud\u201d che dovrebbe coordinare e rafforzare le iniziative dell&#8217;Alleanza sul fronte meridionale. Tra le tradizionali priorit\u00e0 italiane ovviamente la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/libia-strategia-vuota-inefficace\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Libia<\/a>, col sostegno politico-militare al processo di riconciliazione nazionale, cui si \u00e8 aggiunta l\u2019impegno a sud del Sahara in chiave anti-terrorismo e di contrasto al traffico di migranti, con la nuova missione in Niger decisa nel 2017.<\/p>\n<p>Per il governo oggi la questione \u00e8 come confrontarsi e cooperare con gli attori pi\u00f9 importanti per la regione, dalla Francia all\u2019Egitto, dai potentati libici ai Paesi del Golfo. Il livello bilaterale \u00e8 importante, ad esempio non lasciando cadere l\u2019opportunit\u00e0 di un &#8216;Trattato del Quirinale&#8217; con Parigi che bilanci l\u2019asse franco-tedesco (sancito dal Trattato dell\u2019Eliseo) e quello anglo-francese (rafforzato dal <em>Lancaster House Treaty<\/em>), ma va agganciato a quello multilaterale che costituisce una polizza di assicurazione e un fattore abilitante per una media potenza come l\u2019Italia alle prese con interlocutori spesso pi\u00f9 solidi del nostro Paese. Il doppio livello bilaterale-multilaterale, nominato esplicitamente nel contratto di governo, vale anche per il contrasto al traffico di migranti e al terrorismo, dove lo scambio di intelligence, la cooperazione tra militari, forze di polizia, guardie di frontiera, e la componente civile, \u00e8 fondamentale per ottenere risultati concreti.<\/p>\n<p><strong>Difesa europea e industria nazionale<br \/>\n<\/strong>Il mix multilateralismo &amp; bilateralismo \u00e8 alla base anche degli ultimi sviluppi quanto a cooperazione europea nella difesa. Al livello multilaterale lo scorso dicembre \u00e8 stata lanciata da 25 Stati membri dell\u2019Ue la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/ue-difesa-pesco-parte\/\"><em>Permanent Structured Cooperation<\/em><\/a> (Pesco), mentre la Commissione europea ha stanziato 500 milioni di euro per la ricerca tecnologica militare nel 2019-2010 \u2013 con l\u2019intenzione di allocare 1,5 miliardi l\u2019anno dal 2021 in poi tramite lo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/litalia-sfide-europa-difesa\/\">European Defence Fund<\/a> (Edf). A livello bilaterale, l\u2019Italia ha una lunga tradizione di programmi di cooperazione con la Francia nel settore navale, spaziale e missilitico, e col Regno Unito nel campo dei velivoli militari (ma adesso bisogner\u00e0 affrontare il nodo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/ue-brexit-europa-difesa\/\">Brexit<\/a>), mentre non si \u00e8 ancora concretizzata una stabile collaborazione con la Germania.<\/p>\n<p>Il contratto di governo afferma che \u201c\u00e8 imprescindibile la tutela dell\u2019industria italiana del comparto difesa\u201d, nominando esplicitamente \u201cprogettazione di navi, aeromobili e sistemistica high tech\u201d. La questione oggi per il governo italiano \u00e8 duplice. Da un lato, come soddisfare al meglio le esigenze delle forze armate tramite programmi di acquisizione di equipaggiamenti prodotti in cooperazione con i principali partner europei e co-finanziati dall\u2019Ue, via Edf e Pesco. Dall\u2019altro, difendere e promuovere le capacit\u00e0 industriali e tecnologiche nazionali, inserendole in progetti di cooperazione europea sui sistemi ad alta tecnologia in campo aereo, navale e terrestre, ad esempio quanto a velivoli a pilotaggio remoto. Due obiettivi da perseguire subito, visto che i regolamenti attuativi dell\u2019Edf saranno adottati entro settembre ed i nuovi progetti Pesco lanciati entro novembre.<\/p>\n<p>Se si vuole equipaggiare le forze armate e promuovere l\u2019industria italiana, cooperare con i Paesi del Mediterraneo contro il terrorismo e il traffico di migranti, farsi valere in ambito Ue e Nato, servono risorse adeguate per la difesa. D\u2019altronde, non si possono fare le nozze con i fichi secchi. Il bilancio della difesa italiano \u00e8 di gran lunga inferiore a quello dei principali Paesi europei. Inoltre, \u00e8<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/difesa-bilancio-italia-rimandata\/\"> rimasto al palo,<\/a> mentre negli ultimi quattro anni aumentavano in tutta Europa, e continua ad essere sbilanciato a favore di personale ed uffici sacrificando addestramento ed equipaggiamenti.<\/p>\n<p>\u201cRazionalizzazione\u201d e \u201ccambiamento\u201d, parole d\u2019ordine del contratto di governo, nel campo della difesa non significano tagli, ma piuttosto riforme sulla strada indicata dal (non attuato) Libro Bianco. Documento cui peraltro aveva fatto esplicito riferimento, gi\u00e0 in campagna elettorale, il nuovo ministro della Difesa Elisabetta Trenta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nuovo governo di Giuseppe Conte si basa su un contratto tra i partiti di maggioranza che enfatizza gli interessi nazionali nella politica estera e di difesa. 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