{"id":69864,"date":"2018-06-06T19:49:34","date_gmt":"2018-06-06T17:49:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69864"},"modified":"2018-06-11T10:03:00","modified_gmt":"2018-06-11T08:03:00","slug":"g7-istruzione-grandi-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/g7-istruzione-grandi-scuola\/","title":{"rendered":"G7: istruzione, \u00e8 l&#8217;ora che i Grandi tornino a scuola"},"content":{"rendered":"<p>Ritorno concreto al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/usa-ue-guerra-dazi-perche-sbocchi\/\"><strong>protezionismo<\/strong><\/a>, tensioni internazionali diffuse, instabilit\u00e0 politica e grandi sfide globali come quella ambientale e tecnologica. Su quali tra questi temi dovrebbero concentrarsi in modo prioritario i leader dei <strong>Sette Grandi<\/strong> nel <strong>Vertice del G7<\/strong> a La Malb\u00e8, in Canada, l&#8217;8 e 9 giugno? La risposta emersa nelle discussioni del summit del <strong>Think 7 \/ Ideas 7<\/strong>, svoltosi recentemente a Quebec City e cui l\u2019Istituto Affari Internazionali ha partecipato, \u00e8 chiara: su nessuna di esse in modo particolare. Ci\u00f2 che i capi di Stato e di governo delle sette economie pi\u00f9 avanzate dovrebbero fare \u00e8 guardare oltre le questioni pi\u00f9 urgenti e contingenti, concentrandosi sulla dimensione strutturale che lega molte delle maggiori sfide attuali: un mondo pi\u00f9 pacifico, meno diseguale, pi\u00f9 coeso e in grado di rispondere alle sfide della modernit\u00e0 \u00e8 possibile solo tornando a dare un\u2019importanza centrale all&#8217;\u00a0<strong>istruzione<\/strong>, soprattutto quella pre-universitaria.<\/p>\n<p><strong>L\u2019 istruzione per una cittadinanza pi\u00f9 consapevole e responsabile<br \/>\n<\/strong>Tre dei governi rappresentanti al Summit canadese sono riconducibili, in modo pi\u00f9 o meno diretto, al malcontento popolare che ha trovato espressione in scelte politiche populistiche o di rottura. Il governo May seguito alla Brexit, la presidenza Trump negli Stati Uniti e il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/governo-conte-quanto-conta-italia-europa\/\">neonato governo italiano<\/a>, autodefinitosi sin dall&#8217;inizio come governo del cambiamento.<\/p>\n<p>Certamente le dinamiche economiche degli ultimi decenni, che hanno portato al progressivo impoverimento della classe media e alla crescente polarizzazione nella distribuzione dei redditi e delle ricchezze, sono fondamentali nello spiegare questa voglia di rottura espressa dagli elettorati di molti Paesi sviluppati, cos\u00ec come lo sono i molti errori delle classi dirigenti del recente passato. A ci\u00f2 per\u00f2 va aggiunta la crescente incapacit\u00e0 per i cittadini di orientarsi in una societ\u00e0 caratterizzata da dinamiche sempre pi\u00f9 complesse.<\/p>\n<p>La questione spesso dibattuta delle fake news e l\u2019inasprimento del dibattito politico e istituzionale sono esempi di come molte tra le societ\u00e0 pi\u00f9 avanzate siano ormai caratterizzate in maniera preoccupate dalla dinamica descritta da Dunning e Krueger, con una convinzione nelle proprie visioni direttamente proporzionale all&#8217;incapacit\u00e0 di comprendere la complessit\u00e0 della realt\u00e0 circostante.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 bisogno dunque di ridare centralit\u00e0 ad un istruzione che sappia favorire lo sviluppo culturale di cittadini consapevoli e responsabili prima ancora che di professionisti: cittadini in grado di comprendere criticamente la complessit\u00e0 che li circonda e la loro responsabilit\u00e0 per il bene comune, contribuendo allo sviluppo della loro comunit\u00e0 locale, nazionale e globale.<\/p>\n<p><strong>Il valore economico aggiunto di un nuovo umanesimo<br \/>\n<\/strong>Formare migliori cittadini ancor prima di professionisti pi\u00f9 specializzati non corrisponde una scelta svantaggiosa a livello economico, tutt&#8217;altro. Fornire un metodo piuttosto che conoscenze tecniche specifiche vuol dire insegnare ad imparare, creando cos\u00ec professionisti pi\u00f9 versatili e in grado di cambiare occupazione pi\u00f9 agevolmente.<\/p>\n<p>Considerando la crescente mobilit\u00e0 e dinamicit\u00e0 che caratterizza l\u2019odierno mercato del lavoro, con lo sviluppo tecnologico che sempre pi\u00f9 rapidamente crea nuove occupazioni distruggendone altre, si capisce l\u2019opportunit\u00e0 di agire in tal senso. Nei prossimi anni le politiche di sostegno attivo al lavoro, volte a fornire formazione ai disoccupati in modo da agevolarne la ricollocazione, saranno tanto fondamentali per evitare l\u2019ulteriore lacerazione del tessuto sociale quanto costose per governi spesso con poco spazio di manovra fiscale.<\/p>\n<p>Un&#8217; istruzione cos\u00ec riformata e non pi\u00f9 depauperata favorirebbe la riuscita di questa politiche e ne ridurrebbe il costo. Inoltre, un\u2019analisi economica di tale proposta di rinnovamento dei percorsi educativi non pu\u00f2 prescindere anche dalla sua capacit\u00e0 di riduzione dei costi di lungo periodo dovuti a scelte poco consapevoli, quali quelli associati al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/brexit-ue-gb-negoziati-nebbia-manica\/\">processo di uscita<\/a> del Regno Unito dall&#8217;Unione europea o a quelli derivanti dalla guerra commerciale che le scelte politiche del presidente Donald Trump stanno fomentando o ancora al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/migranti-italia-ue-gap\/\">flusso dei migranti<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Come fare<br \/>\n<\/strong>Favorire concretamente un&#8217; istruzione in grado di formare cittadini pi\u00f9 consapevoli e responsabili richiede un\u2019azione progettuale complessa. Bisogna infatti agire su tutti i livelli, dalla scuola primaria a quella secondaria, cercando anzitutto di combattere la crescente tendenza alla settorializzazione della formazione.<\/p>\n<p>In tal senso l\u2019 istruzione scolastica pre-universitaria dovrebbe sempre mantenere la ricchezza dalla multidisciplinarit\u00e0, cercando di non focalizzarsi esclusivamente sulle competenze tecniche pi\u00f9 ricercate nel mercato del lavoro, ma insegnando ai cittadini di domani a capire e discernere le implicazioni delle dinamiche che li circondando e delle loro azioni per la comunit\u00e0.<\/p>\n<p>In secondo luogo, si dovrebbe maggiormente riconoscere, a livello economico ma ancor di pi\u00f9 sociale, l\u2019importanza strategica del ruolo dei maestri e dei professori. Ci\u00f2 contribuirebbe nel medio periodo non solo a stimolare chi gi\u00e0 opera in tale ruolo, migliorandone l\u2019efficienza, ma favorirebbe anche una migliore selezione d\u2019accesso a tali ruoli.<\/p>\n<p>Sicuramente in Canada non si parler\u00e0 di istruzione e non si avanzeranno proposte simili, ma \u00e8 tempo di guardare con onest\u00e0 a come le nostre societ\u00e0 stanno cambiando e di discernere le cause strutturali di lungo periodo di tale cambiamento, progettando soluzioni non facili ma lungimiranti, per far s\u00ec che il cambiamento che viviamo possa essere anche sinonimo di miglioramento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ritorno concreto al protezionismo, tensioni internazionali diffuse, instabilit\u00e0 politica e grandi sfide globali come quella ambientale e tecnologica. Su quali tra questi temi dovrebbero concentrarsi in modo prioritario i leader dei Sette Grandi nel Vertice del G7 a La Malb\u00e8, in Canada, l&#8217;8 e 9 giugno? 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