{"id":69868,"date":"2018-06-07T08:44:53","date_gmt":"2018-06-07T06:44:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69868"},"modified":"2018-06-07T16:57:19","modified_gmt":"2018-06-07T14:57:19","slug":"governo-conte-rischio-ue-riforme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/governo-conte-rischio-ue-riforme\/","title":{"rendered":"Governo Conte: perch\u00e9 mette a rischio l\u2019Ue e le sue riforme"},"content":{"rendered":"<p>Dopo quasi 90 giorni dalle <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/litalia-al-voto\/\">elezioni politiche<\/a><\/strong> del 4 marzo, il Movimento 5 Stelle (M5S) e la Lega sono finalmente riusciti a formare un <strong>governo<\/strong> sotto la guida del presidente del Consiglio Giuseppe <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/governo-conte-ue-politica-estera\/\"><strong>Conte<\/strong><\/a>. Il ritardo \u00e8 stato causato non solo dalla necessit\u00e0 di conciliare due programmi politici per molti versi agli antipodi, ma anche dal veto posto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla nomina a ministro dell\u2019Economia di Paolo Savona, considerato troppo euro-scettico. Nonostante i mercati finanziari abbiamo risposto in modo positivo alla fine di una crisi politica che rischiava di contagiare tutta l\u2019Eurozona, il nuovo esecutivo non avr\u00e0 strada facile<\/p>\n<p><strong>Elettorati eterogenei, promesse contraddittorie<\/strong><br \/>\nLa coalizione di governo rispecchia infatti un elettorato molto eterogeneo e con esigenze diverse. Ad esempio, se la flat-tax del 15-20% proposta dalla Lega potrebbe favorire gli imprenditori, con un costo di 63 miliardi di euro essa si mal concilia con l\u2019idea stessa di reddito di cittadinanza, che a sua volta potrebbe costare circa 17 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Sempre in ambito di politica economica, i due partiti hanno idee molto diverse anche su come gestire la disoccupazione e sul futuro del Job Acts di Renzi. Se inizialmente il M5S era favorevole alla reintroduzione delle garanzie contro il licenziamento previste dall\u2019art. 18, questa proposta non \u00e8 presente nel contratto di governo che al momento prevede la creazione di un salario minimo, il miglioramento dei centri per l\u2019impiego e altre agevolazioni fiscali per le imprese che assumono giovani.<\/p>\n<p><strong>&#8230; ma opinioni simili su questioni europee<\/strong><br \/>\nNonostante le differenze in tema di politica economica, il M5S e la Lega (e gran parte dei loro elettori) hanno opinioni simili su diverse questioni europee. Accantonata, almeno per il momento, l\u2019idea di uscire dall\u2019Eurozona, sia Movimento che Lega chiedono l\u2019eliminazione della soglia del 3% del deficit per potere cos\u00ec aumentare la spesa pubblica ed investire nell&#8217;economia italiana: misure che sono in contrasto con le regole dell\u2019Eurozona.<\/p>\n<p>Inoltre, sia Lega che M5S sono convinti che l\u2019Ue dovrebbe eliminare le sanzioni economiche e ricostruire una relazione privilegiata con Mosca, che non dovrebbe rappresentare un pericolo bens\u00ec un partner strategico per l\u2019Ue. Non da ultimo, entrambi i partiti sono d\u2019accordo sul fatto che l\u2019Unione europea sia diventata sempre pi\u00f9 anti democratica e vorrebbero che pi\u00f9 poteri venissero conferiti al Parlamento europeo o addirittura devoluti agli Stati membri.<\/p>\n<p><strong>La difficile gestione dell&#8217;approccio all&#8217;Europa invisa all&#8217;opinione pubblica<\/strong><br \/>\nTuttavia, pi\u00f9 che le politiche nazionali, \u00e8 proprio l\u2019approccio all\u2019Europa a risultare di pi\u00f9 difficile gestione perch\u00e9, riflettendo trend negativi sull&#8217;Unione europea dell\u2019opinione pubblica italiana, che ad oggi \u00e8 tra le pi\u00f9 euro-scettiche dell&#8217;Ue, superata solo da quella della Grecia, \u00e8 apparentemente contradittorio.<\/p>\n<p>Da un lato Lega e M5S sono favorevoli al completamento dell\u2019unione economica, ma allo stesso tempo non vogliono rispettare gli impegni che l\u2019Unione monetaria comporta. Similmente, prendono le distanze da Bruxelles ogni qual volta si parla del problema dell\u2019immigrazione. In queste circostanze, nonostante in passato l\u2019Italia sia stata al fianco di Francia e Germania quando si trattava di definire le politiche europee, il Paese potrebbe ora adottare un approccio meno prevedibile.<\/p>\n<p><strong>Diritto a tutelare gli interessi e carenza di affidabilit\u00e0 politica<\/strong><br \/>\nQuesto di per s\u00e9 non deve essere fonte di critiche. L\u2019Italia \u00e8 uno dei Paesi fondatori dell\u2019Ue e dopo la Brexit sar\u00e0 la terza economia dell&#8217;eurozona. Ha quindi tutto il diritto di chiedere politiche europee che meglio rappresentino i suoi interessi. \u00a0Eppure, la mancanza di affidabilit\u00e0 politica, il grande debito pubblico e le difficili condizioni finanziare italiane limitano fortemente la capacit\u00e0 di guidare qualsiasi riforma europea. Inoltre, sar\u00e0 forse proprio la paura dei partner europei per una possibile crescita nell&#8217;instabilit\u00e0 in Italia a portarla ad essere ancora pi\u00f9 isolata nell\u2019Ue.<\/p>\n<p>In questo frangente molto dipender\u00e0 da come i nuovi ministri si relazioneranno <em>vis-\u00e0-vis<\/em>\u00a0dell\u2019attuale <em>status quo<\/em> dell\u2019Ue. Da un lato, il nuovo ministro dell\u2019Economia Giovanni Tria non \u00e8 un euro-scettico, ma \u00e8 piuttosto critico sull&#8217;austerit\u00e0. Tria sostiene che gli Stati membri con un grande surplus della bilancia commerciale, come la Germania, dovrebbero stimolare la domanda interna con maggiori investimenti. In questo modo sarebbe possibile promuovere la convergenza delle economie europee pur rimanendo all&#8217;interno delle regole fiscali e di budget.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro, il controverso Paolo Savona \u00e8 ministro per gli Affari europei, con una visione forse molto pi\u00f9 radicale di quella di Tria. Nelle sue relazioni con l\u2019Unione europea il governo italiano potrebbe dunque avere un approccio schizofrenico, passando dall&#8217;essere pi\u00f9 moderato a pi\u00f9 rigido a seconda delle circostanze o delle presenze.<\/p>\n<p>Questo atteggiamento non potr\u00e0 portare benefici visto che il sistema di governance europeo, con i suoi complessi sistemi basati su diversi livelli, non permette riforme e cambiamenti in mancanza di solide alleanze. Lo sa bene l\u2019ex ministro dell\u2019economia greco Varoufakis: nonostante le sue richieste di cambiamento delle regole sull\u2019austerity fossero ragionevoli, Varoufakis soffri a causa dell\u2019isolamento nell\u2019Eurogruppo. Il nuovo governo di coalizione italiano potrebbe trovarsi in una situazione simile proprio quando, con l&#8217;elezione di Macron in Francia e le elezioni europee del 2019, si sono create condizioni favorevoli a riformare l\u2019Unione europea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo quasi 90 giorni dalle elezioni politiche del 4 marzo, il Movimento 5 Stelle (M5S) e la Lega sono finalmente riusciti a formare un governo sotto la guida del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 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