{"id":69876,"date":"2018-06-06T19:08:14","date_gmt":"2018-06-06T17:08:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69876"},"modified":"2018-06-11T11:39:03","modified_gmt":"2018-06-11T09:39:03","slug":"governo-conte-ue-politica-estera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/governo-conte-ue-politica-estera\/","title":{"rendered":"Governo Conte: Ue e politica estera, domande senza risposte"},"content":{"rendered":"<p>Per chi si aspettava qualche maggiore indicazione rispetto al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/italia-ue-contratto-governo\/\"><strong>contratto <\/strong><\/a>di<strong> governo<\/strong>, l\u2019intervento del presidente del Consiglio in <strong>Parlamento<\/strong> \u00e8 stato probabilmente una delusione. <strong>Conte<\/strong> si \u00e8 infatti limitato a declinare diligentemente i contenuti del contratto, in alcuni casi con vere e proprie citazioni testuali. Nessuna precisazione su tempi e modi di attuazione del <strong>programma<\/strong>, nessuna indicazione delle effettive <strong>priorit\u00e0<\/strong>, nessun riferimento ai <strong>costi<\/strong> delle riforme proposte, \u00a0n\u00e9 tanto meno alle relative <strong>coperture<\/strong> finanziarie. Qualche accenno generico \u00a0alle proposte apparentemente pi\u00f9 innovative (ma vago \u00a0su tempi e modi per introdurre la flat tax, e ancor pi\u00f9 prudente sul reddito di cittadinanza). Un silenzio significativo sulla riforma della legge Fornero, su grandi lavori, infrastrutture, scuola, cultura e diritti civili.<\/p>\n<p>Ma ancor pi\u00f9 deluso sar\u00e0 rimasto che si aspettava qualcosa di pi\u00f9 preciso sul rapporto con l\u2019<strong>Europa<\/strong>, sulla collocazione internazionale del Paese e sulle grandi sfide con cui dovr\u00e0 fare i conti l\u2019<strong>Italia<\/strong> nei prossimi mesi. Solo due striminziti paragrafi del discorso del presidente del Consiglio sono stati dedicati a questi aspetti del programma di governo. Date le premesse, forse meglio cos\u00ec. Ma forse Parlamento e cittadini avevano il diritto di capire meglio le intenzioni del nuovo governo su questioni solo apparentemente astratte e remote, ma che hanno un impatto diretto sugli interessi nazionali.<\/p>\n<p><strong>Poche frasi e molti silenzi per la collocazione internazionale<\/strong><br \/>\nIl tema della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/italia-europa-sovranisti-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">collocazione internazionale<\/a> \u00e8 liquidato con le poche frasi del contratto. Fedelt\u00e0 alla Alleanza atlantica e agli Usa, cui si riconosce lo status di alleato privilegiato. Ma anche\u00a0 apertura nei confronti della Russia, cui si riconosce un ruolo nella gestione di varie crisi internazionali, e impegno ad avviare un&#8217;iniziativa per le revoca delle sanzioni. Non un parola da Conte sulle difficolt\u00e0 del rapporto con gli Usa di Trump \u00a0(le cui ultime iniziative, ad esempio su commercio e Iran, rischiano di colpire interessi nazionali italiani molto concreti). Non una parola sulla Cina, che pure si avvia ad essere la maggiore potenza economica del mondo. Non una parola sul Mediterraneo o sul Medio Oriente, la cui stabilit\u00e0 rimane pur sempre un interesse vitale per l\u2019Italia. Non una parola sulla nostra proiezione internazionale, sul ruolo che forse potremmo aspirare a svolgere\u00a0 a tutela di interessi nazionali. Non un parola sui grandi temi della governance globale, dal commercio internazionale al cambiamento climatico, dalla non proliferazione al contrasto del terrorismo internazionale. In sintesi l\u2019immagine di un Paese\u00a0 ripiegato su se stesso, con scarsa vocazione ad assumersi responsabilit\u00e0 sulla scena internazionale.<\/p>\n<p><strong>Sul rapporto con l&#8217;Europa, una litania di affermazioni generiche<\/strong><br \/>\nMa ancora pi\u00f9 laconiche sono apparse le scarne indicazioni sul rapporto con l\u2019Europa. Nessuno si attendeva una testimonianza di fede europeista da un presidente di un \u00a0Consiglio condannato a esprimere la sintesi di due forze politiche che avevano assunto la polemica contro l\u2019Europa come cifra comune delle rispettive, talora contrastanti, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/litalia-al-voto\/\"><strong>campagne elettorali<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Ma forse era legittimo aspettarsi qualcosa di pi\u00f9 della consueta litania su un\u2019Europa pi\u00f9 forte ma anche pi\u00f9 equa, su un\u2019Europa pi\u00f9 orientata a tutelare i bisogni dei cittadini, pi\u00f9 capace di meglio bilanciare i principi di responsabilit\u00e0 e di equit\u00e0. Era legittimo aspettarsi di capire cosa effettivamente questo governo ha in mente quando parla di riformare l\u2019Unione europea, con quali alleati vuole far avanzare le proprie idee (davvero Conte pensa che Orban sia il nostro alleato ideale in Europa?). Perlomeno Conte ha escluso che l\u2019uscita dell\u2019Italia dall\u2019euro sia una opzione per questo governo. E date le premesse c\u2019\u00e8 da tirare un sospiro d\u00ec sollievo. Ma \u00e8 troppo poco per chi si aspettava che questo governo abbia in mente una linea, ad esempio per inserirsi nel dibattito in corso sulla riforma della governance dell\u2019euro.<\/p>\n<p><strong>Interrogativi senza risposta e prossime scadenze G7, Ue, Nato<\/strong><br \/>\nMa a fronte di queste scarne indicazioni di programma cosa possiamo aspettarci dal nuovo governo sul rapporto con l\u2019Europa, sul rapporto con i maggiori partners internazionali dell\u2019Italia, sulle grandi sfide del contesto internazionale? Chi decider\u00e0 effettivamente la politica europea del governo e le scelte di politica estera?\u00a0 Quale ruolo vorranno \u00a0riservarsi di due azionisti di riferimento? E quali margini di manovra possiamo immaginare per i ministri &#8216;tecnici&#8217; inseriti nel Governo per rassicurare partners internazionali e mercati?<\/p>\n<p>Nell\u2019attesa di risposte a questi interrogativi non resta che attendere le prossime scadenze internazionali del presidente del Consiglio. Gi\u00e0 al vertice del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/g7-istruzione-grandi-scuola\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">G7<\/a> in programma in Canada l\u20198 e 9 giugno c\u2019\u00e8 da immaginare che i nostri partners vorranno capire meglio da Conte cosa comporter\u00e0 sul piano operativo la richiesta italiana di revoca delle sanzioni alla Russia; e magari vorranno anche capire dove si colloca il nuovo governo italiano sul tema del commercio internazionale e sui rischi di una ripresa del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/usa-ue-guerra-dazi-perche-sbocchi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">protezionismo<\/a>.<\/p>\n<p>Ma ancor pi\u00f9 delicata si presenta la scadenza del Consiglio europeo di fine giugno. Con quali richieste si presenter\u00e0 il presidente del Consiglio quando si cercher\u00e0 di definire una &#8216;road map&#8217; per il completamento dell\u2019Unione bancaria e della governance dell\u2019euro? \u00a0Con quali argomenti si cercher\u00e0 di far passare la richiesta di maggiore solidariet\u00e0 nella gestione dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/italia-immigrazione-contratto-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">flussi migratori<\/a>? Attorno a quali priorit\u00e0 si definir\u00e0 la posizione italiana sul futuro bilancio dell\u2019Unione?<\/p>\n<p>Ed infine al Vertice Nato di luglio appare pi\u00f9 che legittimo attendersi che americani ed alleati europei vogliano capire meglio come si articoler\u00e0 la posizione italiana sul rapporto con Mosca, quanto il nuovo governo vorr\u00e0 (o potr\u00e0) impegnarsi sulle spese per la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/governo-conte-politica-difesa-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">difesa<\/a>; cosa ci si dovr\u00e0 attendere sul tema della presenza italiana in missioni internazionali (a cominciare dalla missione Nato in Afghanistan).<\/p>\n<p><strong>Rischi forse evitati, ma restano incognite e preoccupazioni<\/strong><br \/>\nIn sintesi, conclusa finalmente (mi auguro) la campagna elettorale, e con il nuovo esecutivo pienamente in carica, non dovrebbero esserci rischi di drammatiche soluzioni di continuit\u00e0 rispetto al passato in merito alla collocazione internazionale del Paese. E malgrado le reticenze dell\u2019intervento di programma del presidente del Consiglio, il nuovo governo dovrebbe rimanere \u00a0ancorato al sistema di alleanze e di partenariati consolidato dai precedenti esecutivi. Ma alcuni interrogativi dovranno trovare una risposta.<\/p>\n<p>Il tema del rapporto con Mosca ad esempio resta un\u2019incognita. \u00a0Se \u00e8 assolutamente legittimo che il governo si faccia promotore, all\u2019interno del contesto europeo e atlantico, di un ripensamento del rapporto con la Russia, appare tuttavia velleitario pensare che l\u2019Italia possa revocare o sospendere da sola le sanzioni. Il rischio di isolamento dai nostri tradizionali alleati dovrebbe essere preso seriamente in considerazione prima di assumere iniziative autonome e non concertate.<\/p>\n<p>Ugualmente il rapporto con l&#8217;Unione solleva qualche pi\u00f9 che giustificata preoccupazione. Sia per la narrativa utilizzata in campagna elettorale dalle due forze politiche che sostengono l\u2019esecutivo. Sia per la sconcertante vaghezza del \u00a0programma di governo su questo tema. Sia infine per la ricorrente tentazione dei due partiti che sostengono il\u00a0 governo a considerare l\u2019Europa pi\u00f9 come una camicia di forza che come una opportunit\u00e0. \u00a0C\u2019\u00e8 almeno da sperare che il governo Conte si ricordi che per portare avanti una proposta o una richiesta in Europa, con qualche chances di successo, occorrono almeno <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/governo-conte-quanto-conta-italia-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">tre condizioni<\/a>: sapere esattamente cosa chiedere e a chi; presentarsi al tavolo del negoziato con le carte in regola e con la necessaria credibilit\u00e0; sapere costruire un sistema di alleanze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per chi si aspettava qualche maggiore indicazione rispetto al contratto di governo, l\u2019intervento del presidente del Consiglio in Parlamento \u00e8 stato probabilmente una delusione. 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