{"id":69902,"date":"2018-06-07T22:13:12","date_gmt":"2018-06-07T20:13:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69902"},"modified":"2018-06-08T08:04:43","modified_gmt":"2018-06-08T06:04:43","slug":"ue-difesa-regolamento-passo-avanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/ue-difesa-regolamento-passo-avanti\/","title":{"rendered":"Difesa europea: con nuovo regolamento, un passo avanti"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019approvazione del <strong>Regolamento dell\u2019Edidp<\/strong> 2019-20, il Fondo per lo sviluppo dell\u2019industria europea della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/difesa-europea-ora-tocca-agli-stati\/\"><strong>difesa<\/strong><\/a>, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/difesa-europea-unaccelerazione-macron\/\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a> getta il dado ed entra apertamente nel settore della difesa. Per la prima volta senza sotterfugi si riconosce che la difesa deve essere finanziata anche attraverso il bilancio europeo se si vuole davvero rafforzare la capacit\u00e0 di difesa e di <strong>sicurezza<\/strong> di tutti: servono risorse aggiuntive a quelle nazionali e devono essere europee per spingere verso quella comunalit\u00e0 degli equipaggiamenti che \u00e8 il presupposto indispensabile per avere un mercato della difesa efficiente e competitivo.<\/p>\n<p><strong>I rischi evitati<br \/>\n<\/strong>Il Regolamento rappresenta un buon punto di equilibrio fra le diverse esigenze e sensibilit\u00e0 delle Istituzioni europee (Commissione, Consiglio, Parlamento) e degli Stati membri (grandi, medi e piccoli, pi\u00f9 o meno impegnati su questo terreno). Rappresenta anche un successo per l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/governo-conte-politica-difesa-italia\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> che fin dall&#8217;inizio aveva individuato quattro rischi che, alla fine, sono stati evitati:<\/p>\n<ul>\n<li>Limitare a due gli Stati partecipanti a un programma, di fatto congelando la situazione attuale e favorendo l\u2019asse franco-tedesco. Avere fissato la soglia a tre consentir\u00e0 di favorire una collaborazione pi\u00f9 inclusiva fra quanti saranno disponibili e interessati a sviluppare insieme nuovi equipaggiamenti e tecnologie.<\/li>\n<li>Escludere le imprese europee che fanno parte di gruppi internazionali non europei. Attraverso una verifica della loro effettiva attivit\u00e0 in Europa da parte dei Governi dove operano, si potr\u00e0 continuare, invece, a fare affidamento su queste capacit\u00e0 tecnologiche e industriali, coniugando l\u2019efficienza industriale con la tutela degli interessi europei.<\/li>\n<li>Imporre impegni all&#8217;acquisto da parte degli Stati partecipanti ad un programma. Si dovr\u00e0, invece, manifestare la volont\u00e0 di acquisire insieme se il programma avr\u00e0 successo, ma senza irrigidire anticipatamente la pianificazione, anche per potere tener conto del rapido e imprevedibile mutamento degli scenari.<\/li>\n<li>Prevedere solo genericamente il sostegno delle Pmi. Per farlo davvero si sono, invece, previsti incentivi per favorirne la partecipazione ai programmi presentati dai grandi gruppi industriali e una quota di finanziamenti solo per programmi riservati a loro.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Una volta tanto il nostro Sistema-Paese ha saputo lavorare efficacemente attraverso la regia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l\u2019impegno di tutti (amministrazioni e industria) a Roma e a Bruxelles.<\/p>\n<p><strong>Le prossime tappe<br \/>\n<\/strong>Ma i tempi europei non consentono di godersi il piccolo iniziale successo del nuovo Regolamento. La Commissione vuole concretizzare gli impegni indicati nella Comunicazione sull\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/difesa-europea-verso-un-sistema-paese\/\"><strong>Edap<\/strong><\/a>, il piano di azione per la difesa europea presentato nel novembre 2016, anche perch\u00e9 si avvicinano le elezioni europee del maggio 2019 e le nuove iniziative dovranno essere approvate entro l\u2019inizio del prossimo anno. Gi\u00e0 a partire dalle prossime settimane la discussione proseguir\u00e0 a due livelli:<\/p>\n<ol>\n<li>Quello finanziario, perch\u00e9 dovranno essere fissate le risorse per le attivit\u00e0 di ricerca e per quelle di sviluppo nell&#8217;ambito del Qfp 2021-27, il bilancio pluriennale europeo. Si ipotizzano un po\u2019 pi\u00f9 di 1,5 miliardi di euro l\u2019anno (contro i circa 300 milioni di questo biennio): una cifra notevole, anche tenendo conto che \u00e8 una voce di spesa nuova per l\u2019Unione e che si dovranno scontare gli effetti della Brexit.<\/li>\n<li>Quello operativo, perch\u00e9 dovr\u00e0 essere definito il Regolamento dell\u2019Edf, il Fondo europeo per la difesa,\u00a0in cui confluiranno i finanziamenti per la ricerca e per lo sviluppo, superando l\u2019attuale disomogeneit\u00e0 e risolvendo alcuni problemi che sono rimasti sul tappeto a partire dalla gestione (ruolo di Eda e di Occar e degli stessi Stati membri) per arrivare al riconoscimento dei costi indiretti sostenuti dalle imprese. Ma dovranno anche essere difesi i risultati fin qui ottenuti perch\u00e9 alcuni Paesi e una parte degli esponenti europei potrebbero tentare di far rientrare dalla finestra quello che si \u00e8 riusciti a buttare fuori dalla porta.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>Il ruolo del Governo<\/strong><br \/>\nBisogner\u00e0, quindi, mantenere una costante e ferma attenzione su queste iniziative, continuando a perseguire gli interessi nazionali che, per altro, in questo caso collimano molto di pi\u00f9 con quelli effettivamente europei rispetto a qualche altro Paese che, invece, tende ad usare la bandiera europea per mascherare i suoi esclusivi interessi.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha mantenuto nel campo della difesa un ruolo importante sia sul piano militare grazie all\u2019impegno delle nostre Forze Armate in Italia e nelle missioni internazionali, sia su quello industriale grazie all\u2019impegno delle decine di migliaia di dipendenti delle imprese grandi e piccole, sia, infine, grazie ad una parte dell\u2019Amministrazione pubblica, civile e militare, che, nonostante le pastoie burocratiche, ha saputo gestire un mondo estremamente complesso.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 compito del nuovo Governo, dopo aver verificato i risultati fin qui ottenuti, dimostrare di volere salvaguardare questo patrimonio nazionale, continuando a partecipare attivamente al processo di costruzione di un\u2019Europa della difesa che fonda insieme interessi nazionali ed europei nel rispetto e a beneficio di tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019approvazione del Regolamento dell\u2019Edidp 2019-20, il Fondo per lo sviluppo dell\u2019industria europea della difesa, l\u2019Unione europea getta il dado ed entra apertamente nel settore della difesa. 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