{"id":69931,"date":"2018-06-11T10:01:32","date_gmt":"2018-06-11T08:01:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69931"},"modified":"2018-06-13T23:26:30","modified_gmt":"2018-06-13T21:26:30","slug":"corea-trump-kim-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/corea-trump-kim-cina\/","title":{"rendered":"Corea: Trump-Kim, la Cina rivendica un ruolo nella pace"},"content":{"rendered":"<p>Giorni fa, il Global Times, quotidiano in lingua inglese di propriet\u00e0 del Renmin Ribao (il quotidiano del Popolo, People\u2019s Daily, organo ufficiale del Partito comunista cinese), ha pubblicato un editoriale dal titolo <em>\u201c<\/em><em>Is China being marginalized on Korean Peninsula?\u201d.<\/em> Nell&#8217;articolo, in vista del Vertice a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/corea-vertice-kim-trump\/\"><strong>Singapore<\/strong><\/a> il 12 giugno tra il presidente Usa Donald <strong>Trump<\/strong> e il leader nord-coreano <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/corea-kim-trump-incognite\/\"><strong>Kim<\/strong> <\/a>Jong-un, il giornale nota come Pechino sia da sempre un attore fondamentale nella ricerca della <a href=\"https:\/\/www.giampierogramaglia.eu\/2018\/04\/28\/corea-vertice-kim-moon\/\">pace<\/a> nella penisola. La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/corea-impasse-cina\/\"><strong>Cina<\/strong><\/a> \u00e8 firmataria dell\u2019armistizio che mise fine alla guerra sul 38o parallelo nel 1953 (mentre non lo \u00e8 la <strong>Corea<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/corea-moon-kim-schiarita-penisola\/\">del Sud<\/a>, visto che gli <strong>Usa<\/strong> firmarono \u201cper tutti\u201d).<\/p>\n<p>Nonostante questo, lamenta il giornale, la Cina viene chiamata in causa come correa ogni qualvolta c\u2019\u00e8 un dietrofront sulla via della pace da parte di Pyongyang, ma non le viene riconosciuto il giusto peso nella costruzione della pace. \u201cSenza gli sforzi di Pechino \u2013 scrive il Global Times -, la situazione nella penisola sarebbe probabilmente diventata ingestibile lo scorso anno e le interazioni tra Pyongyang e Washington sarebbero state pi\u00f9 fragili di quanto non lo siano ora\u201d. Per il Global Times, \u201cla Cina \u00e8 una forza trainante fondamentale del progresso della penisola. Da un lato, la forza e la posizione geopolitica della Cina sono evidenti a tutti. Dall&#8217;altro, la Corea del Nord \u00e8 un paese completamente indipendente. La Cina non ha un&#8217;influenza decisiva sugli affari della penisola, ma senza la Cina le decisioni importanti nella regione difficilmente possono prendere forma o essere attuate in modo stabile\u201d.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;influenza di Pechino e come \u00e8 stata esercitata<\/strong><br \/>\nL\u2019organo del partito comunista cinese non dice inesattezze. Se una pace \u00e8 possibile nell\u2019area, si deve anche all\u2019influenza di Pechino. Che la Corea del Nord sia dipendente dalla Cina \u00e8 fatto ovvio: Pechino fornisce a Pyongyang la maggior parte di cibo ed energia, rappresentando oltre il 90% del volume totale degli scambi nord-coreani.<\/p>\n<p>Kim Jong-un \u00e8 andato a Pechino nel suo primo viaggio all\u2019estero lo scorso marzo e ci \u00e8 ritornato a maggio. In entrambe le occasioni (avvenute tra il primo annuncio dell\u2019incontro tra il leader nordcoreano e Trump e subito dopo l&#8217;incontro tra Kim e il presidente sudcoreano Moon), \u00e8 ovvio che Xi Jinping sia stato messo al corrente della situazione e abbia dato consigli, se non indicazioni, al suo interlocutore.<\/p>\n<p><strong>Gli interessi convergenti alla pace di Cina e Usa<\/strong><br \/>\nCome molti osservatori hanno fatto notare, sia Cina che Stati Uniti hanno interesse a che sia raggiunta la pace nella penisola coreana, anche se per ragioni diverse. Trump vuole rafforzare la posizione di influenza americana nello scacchiere asiatico, dove, nonostante il suo predecessore avesse messo in campo il progetto \u201crebalance to Asia\u201d (a dire il vero pi\u00f9 indirizzato verso il Sud-Est asiatico che verso l\u2019Estremo Oriente), poco \u00e8 stato fatto; e cos\u00ec, in assenza di altri attori, Pechino ha aumentato la sua influenza. E, nel contempo, Trump punta a una completa denuclearizzazione a Nord del 38o parallelo, in cambio di aiuti.<\/p>\n<p>La Cina, che in pi\u00f9 di un&#8217;occasione non solo ha esercitato la sua influenza su Pyongyang ma ha anche aderito alle sanzioni internazionali dopo le minacce e i test nordcoreani, tende a una normalizzazione della penisola perch\u00e9 la sua maggiore preoccupazione \u00e8 rappresentata dai milioni di migranti che le arriverebbero dalla Corea del Nord in caso di guerra &#8211; cosa che gi\u00e0 succede ora, nonostante barriere e filo spinato al confine -.<\/p>\n<p>Una Corea del Nord pacificata, in via di sviluppo e poi ricca, rappresenterebbe un bacino notevole per le esportazioni e i commerci cinesi, che finora importano soprattutto carbone da Pyongyang, attraverso il lungo confine tra i due Paesi gi\u00e0 attraversato da vie commerciali privilegiate. Pechino, inoltre, non ha interesse a una sempre maggiore presenza di soldati americani nell\u2019area. Tra Giappone, Corea del Sud e l\u2019isola di Guam, ci sono oltre 65.000 soldati a stelle e strisce, oltre alla presenza di armamenti e del sofisticato sistema antimissilistico Thaad, avversato da Pechino. Una guerra nell\u2019area rappresenterebbe per gli Usa un collasso di vite umane ed economico (secondo un accordo firmato con Pyongyang, Pechino dovrebbe correre al fianco dell\u2019alleato) e destabilizzerebbe l\u2019intera rete commerciale (ma anche di influenza socio economica e soprattutto geopolitica) che Pechino sta mettendo in essere con la sua Belt and Road Initiative.<\/p>\n<p><strong>Il nodo della presenza militare americana<\/strong><br \/>\nGli Usa, anche nelle ultime ore, hanno ribadito che a Singapore il 12 giugno non si tratter\u00e0 assolutamente sulla riduzione della presenza dei soldati americani nell\u2019area. Ma \u00e8 indubbio che su questo tema Pechino, che, ricordiamo, dovr\u00e0 firmare a fianco di Pyongyang l\u2019eventuale trattato di pace che metterebbe fine al pi\u00f9 lungo armistizio della storia, vorr\u00e0 dire la sua. Anche nella Sud Corea e in Giappone aumentano i movimenti che chiedono di affrancarsi dagli Usa, in caso di cessazione della minaccia nord coreana.<\/p>\n<p>La pacificazione coreana, la minore presenza americana in termini di soldati, aumenterebbe di certo l\u2019influenza non solo geopolitica, ma commerciale di Pechino nell\u2019area. Non dimentichiamoci che la Cina \u00e8 stato il principale partner commerciale della Corea del Sud nel 2017 ed \u00e8 la destinazione di un quarto delle esportazioni di Seul, mentre la Corea del Sud \u00e8 il quarto partner commerciale cinese.<\/p>\n<p>Come detto, Washington punta a una completa denuclearizzazione dell\u2019area in cambio di aiuti a Pyongyang, mentre Pechino, attraverso la ripresa dei colloqui a sei tra Cina, Usa, Sud e Nord Corea, Giappone e Russia, punta sulla cessazione di ogni attivit\u00e0 militare americana nell\u2019area in cambio della denuclearizzazione. E la Cina, per ottenere questo, eserciter\u00e0 sicuramente tutto il suo potere sul governo al di sopra del 38o parallelo nei colloqui di Singapore dimostrando, ancora una volta, di essere diventato un attore fondamentale sullo scacchiere internazionale, dal quale non si pu\u00f2 prescindere, non solo in termini economici, ma anche geopolitici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorni fa, il Global Times, quotidiano in lingua inglese di propriet\u00e0 del Renmin Ribao (il quotidiano del Popolo, People\u2019s Daily, organo ufficiale del Partito comunista cinese), ha pubblicato un editoriale dal titolo \u201cIs China being marginalized on Korean Peninsula?\u201d. 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