{"id":69940,"date":"2018-06-11T06:32:47","date_gmt":"2018-06-11T04:32:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69940"},"modified":"2018-06-11T17:17:38","modified_gmt":"2018-06-11T15:17:38","slug":"governo-conte-nazionalismo-lega-m5s","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/governo-conte-nazionalismo-lega-m5s\/","title":{"rendered":"Governo Conte: il nazionalismo filo-russo di Lega e M5S"},"content":{"rendered":"<p>La nascita dell\u2019Esecutivo presieduto dall\u2019avvocato Giuseppe Conte ha suscitato, in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Italia<\/strong><\/a> come all&#8217;estero, non poche perplessit\u00e0 circa le politiche che verranno poste in essere nel prossimo futuro. Nel contratto di governo sottoscritto fra il <strong>Movimento Cinque Stelle<\/strong> e la <strong>Lega<\/strong>, sono infatti declinati diversi aspetti di presa delle distanze dalle politiche dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/governo-conte-rischio-ue-riforme\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a>: fra questi, una nuova ed esplicita linea di avvicinamento alla <strong>Federazione Russa<\/strong>, nel segno d&#8217;una sorta di <strong>nazionalismo filo-russo<\/strong>. Tale tema \u00e8 stato espresso varie volte dai due partiti che sostengono la nuova maggioranza, anche se non formalizzato propriamente fino alla stesura dell\u2019accordo fra le parti per la nascita del nuovo Esecutivo.<\/p>\n<p><strong>Per la Russia, con amore<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Due sezioni del contratto danno una precisa definizione della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/governo-conte-ue-politica-estera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">politica estera<\/a> delineata dalla maggioranza giallo-verde: &#8216;Difesa&#8217; ed &#8216;Esteri&#8217;. Nella prima, appaiono generici riferimenti alla tutela dell\u2019industria militare italiana ed al potenziamento delle forze armate. Ma ci\u00f2 che colpisce realmente \u00e8 la rivalutazione della \u201cnostra presenza nelle missioni internazionali sotto il profilo del loro effettivo rilievo per l\u2019interesse nazionale\u201d.<\/p>\n<p>Tale dato viene esplicitato con ancora maggior precisione nella successiva sezione, dove \u00e8 scritto: \u201cL\u2019impegno \u00e8 realizzare una politica estera che si basi sulla centralit\u00e0 dell\u2019interesse nazionale e sulla promozione a livello bilaterale e multilaterale\u201d. A un primo impatto tale frase potrebbe sembrare una mera constatazione della centralit\u00e0 degli interessi nazionali rispetto alla politica estera; ma l&#8217;affermazione esprime una presa di posizione ben pi\u00f9 forte: la rivalutazione di prospettive che potremmo definire nazionalistiche.<\/p>\n<p>Tale nazionalismo \u00e8 per\u00f2 del tutto particolare, poich\u00e9 vi sono passaggi in cui l\u2019attenzione sembra essere rivolta pi\u00f9 agli interessi della nazione russa che a quelli della italiana. Per essere pi\u00f9 precisi, sempre all\u2019interno della sezione &#8216;Esteri&#8217; &#8211; dopo un breve cenno all&#8217;appartenenza all\u2019Alleanza atlantica &#8211; viene specificato che la Russia rappresenta un \u201cpartner economico e commerciale potenzialmente sempre pi\u00f9 rilevante\u201d: motivo per cui, a parere dei sottoscriventi, \u00e8 necessario eliminare le sanzioni verso la Russia e collaborare con il presidente Vladimir Putin per \u201cla risoluzione di crisi regionali (Siria, Libia, Yemen)\u201d.<\/p>\n<p><strong>Filorussi senza \u2018l\u2019oro di Mosca\u2019<br \/>\n<\/strong>A parte la dubbia consequenzialit\u00e0 con cui il contratto passa dal definire la Russia un partner economico al considerarla capace di risolvere crisi internazionali, \u00e8possibile fare alcune considerazioni su queste proposte:<\/p>\n<p>1) Come l\u2019onorevole Matteo Salvini ben sa, essendo stato membro del Parlamento europeo, l\u2019abolizione delle sanzioni verso la Russia \u00e8 una decisione che pu\u00f2 essere presa esclusivamente all\u2019interno delle istituzioni comunitarie, rendendo pertanto questo punto difficile da realizzare se non con un\u2019estesa collaborazione europea (o a seguito di un&#8217;uscita dall\u2019Ue, per altro esclusa nella presentazione del programma di governo al Parlamento);<\/p>\n<p>2) Il presidente Putin ha ripetutamente dimostrato che il suo primario, quanto legittimo, interesse \u00e8 il mantenimento della sfera d\u2019influenza russa in alcune aree strategiche. Legittimarne il ruolo internazionale per la risoluzione di conflitti molto diversi fra loro (come Siria, Yemen e Libia) non farebbe che mettere in primo piano gli interessi russi che raramente coincidono con quelli italiani ed occidentali.<\/p>\n<p>Escludiamo a priori che questa linea di sostegno alla Federazione Russa sia dettata da finanziamenti alla Lega o al Movimento Cinque Stelle. Non vi sono prove che la Russia stia portando avanti politiche di sostegno finanziario diretto ai partiti italiani, come faceva, invece, nella Guerra Fredda, l&#8217;Urss con partiti come il Pci o il Psiup. Bisogna quindi trovare altre motivazioni a quello che abbiamo precedentemente definito nazionalismo filorusso.<\/p>\n<p><strong>Un nazionalismo a specchio<br \/>\n<\/strong>Questo desiderio di legittimare in maniera netta la Russia come partner fondamentale per gli interessi italiani sembra essere dettato da una volont\u00e0 di imitazione pi\u00f9 che da una reale utilit\u00e0 per il nostro Paese. Se prendiamo, ad esempio, il caso libico, Italia e Russia si trovano a sostenere campi (pur se non formalmente) opposti. Quello italiano sembra un nazionalismo speculare a quello russo: fuor di metafora, appoggiare gli interessi russi per una questione meramente mediatica e per volont\u00e0 di imitazione sembra condurre all\u2019opposto degli interessi italiani, favorendo la strategia espansiva russa sia nel Medio Oriente che nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 forte concessione fatta in questo senso nel contratto \u00e8 la seguente: \u201cNon costituendo la Russia una minaccia militare, ma un potenziale partner per la Nato e per l\u2019Ue, \u00e8 nel Mediterraneo che si addensano pi\u00f9 fattori di instabilit\u00e0\u201d. Come se l&#8217;Italia dovesse concedere pi\u00f9 spazio alla Russia nel Mediterraneo, trasformando la politica di vicinato in una sorta di lassismo nei confronti del presidente Putin e del suo espansionismo, dimenticando l\u2019irrisolta questione ucraina e il relativo conflitto.<\/p>\n<p>Le problematicit\u00e0 delle posizioni espresse nel contratto di governo non paiono pertanto legate al ritorno di un nazionalismo novecentesco, ma anzi al sorgere di un nuovo nazionalismo &#8211; presente tanto nei Cinque Stelle qualto nella Lega -, fortemente interessato all\u2019immagine mediatica, a fregiarsi dell\u2019amicizia di leader stranieri muscolari che parlino il linguaggio della <em>realpolitik<\/em> e piacciano al pubblico per il loro decisionismo.<\/p>\n<p>Bisogna per\u00f2 ricordare che oltre alla mediaticit\u00e0 ed ai consensi elettorali, esistono anche interessi reali che un atteggiamento del genere non tutela, poich\u00e9 mette completamente in secondo piano fattori determinanti per l\u2019interesse nazionale italiano ed elargisce favori a Putin. Che probabilmente ringrazier\u00e0 per l\u2019eventuale applicazione di una politica tanto favorevole quanto generosa, vista l\u2019assenza di qualsivoglia vantaggio, se non molto limitato, per il nostro Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nascita dell\u2019Esecutivo presieduto dall\u2019avvocato Giuseppe Conte ha suscitato, in Italia come all&#8217;estero, non poche perplessit\u00e0 circa le politiche che verranno poste in essere nel prossimo futuro. 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