{"id":69944,"date":"2018-06-11T22:38:42","date_gmt":"2018-06-11T20:38:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69944"},"modified":"2018-06-11T22:38:42","modified_gmt":"2018-06-11T20:38:42","slug":"macedonia-grecia-nome-soluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/macedonia-grecia-nome-soluzione\/","title":{"rendered":"Macedonia-Grecia: passi avanti verso una soluzione sul nome"},"content":{"rendered":"<p>Da quasi trent&#8217;anni, due Paesi europei tentano inutilmente di risolvere una questione bilaterale considerata da molti come una delle dispute pi\u00f9 irrazionali e assurde della storia contemporanea. Vale a dire, la &#8220;<strong>disputa sul nome<\/strong>&#8221; tra la Repubblica di <strong>Macedonia<\/strong> e la <strong>Grecia<\/strong>.<\/p>\n<p>Dal 1991, la Grecia si oppone infatti all&#8217;uso del termine Macedonia da parte del suo vicino settentrionale. Dopo diversi anni di negoziati a bassa intensit\u00e0 tra Skopje, Atene e presso gli uffici delle Nazioni Unite a New York, il dialogo si \u00e8 intensificato e una soluzione reciprocamente accettabile appare oggi pi\u00f9 probabile che mai.<\/p>\n<p>In pochi mesi, i ministri degli Esteri di Macedonia e Grecia hanno avuto pi\u00f9 incontri che nei precedenti 27 anni: Atene, Davos, Skopje, Sofia, New York e Bruxelles sono tra le citt\u00e0 in cui i due si sono confrontati quest&#8217;anno. Obiettivo di Skopje e Atene \u00e8 di risolvere la lunga controversia prima del Consiglio europeo di fine giugno, o almeno per il vertice Nato dell&#8217;11-12 luglio. Se ci riusciranno, la soluzione spalancher\u00e0 le porte all&#8217;ulteriore integrazione euro-atlantica della Macedonia.<\/p>\n<p><strong>Una controversia lunga quasi tre decenni<\/strong><br \/>\nLa questione del nome \u00e8 esplosa alla fine del 1991, nel bel mezzo della dissoluzione della federazione jugoslava. La Repubblica socialista di Macedonia, una delle sue sei repubbliche costituenti, proclam\u00f2 allora la sua indipendenza &#8211; seguendo l&#8217;esempio di Slovenia e Croazia -, e chiese il riconoscimento internazionale sotto il nome di &#8220;Repubblica di Macedonia&#8221;, senza pi\u00f9 l&#8217;aggettivo &#8220;socialista&#8221;. Con l&#8217;intensificarsi della guerra jugoslava, Skopje ha poi spinto per un rapido riconoscimento internazionale, temendo l&#8217;accendersi di possibili conflitti interni.<\/p>\n<p>La Grecia si \u00e8 per\u00f2 opposta a qualsiasi uso del termine &#8220;Macedonia&#8221; nel nome del suo vicino settentrionale, bloccandone le richieste di adesione alle organizzazioni internazionali. Atene ha sempre rivendicato il diritto esclusivo sul nome Macedonia, che considera parte del suo patrimonio storico e culturale, mentre Skopje lo utilizzerebbe per &#8220;promuovere ambizioni irredentiste e territoriali&#8221; nei confronti dell&#8217;omonima regione greca.<\/p>\n<p>Di conseguenza, il Paese \u00e8 stato accolto come membro delle Nazioni Unite due anni dopo con la denominazione provvisoria di &#8220;ex Repubblica jugoslava di Macedonia&#8221; (Fyrom), da utilizzare fino al raggiungimento di un accordo con Atene, mentre l&#8217;adesione ad altre organizzazioni internazionali (tra cui Nato e Ue) \u00e8 stata congelata.<\/p>\n<p>Dopo aver toccato il fondo fra 1994 e 1995 \u2013 con un embargo commerciale imposto da Atene e il cambio di bandiera e di alcune disposizioni costituzionali da parte di Skopje \u2013, le relazioni fra Grecia e Macedonia sono gradualmente migliorate, fino a un nuovo stallo nel 2008, quando il governo ellenico pose il veto sull\u2019adesione dei vicini settentrionali all\u2019Alleanza atlantica.<\/p>\n<p>Nonostante la pronuncia della Corte internazionale di Giustizia a favore di Skopje, per\u00f2, trovare un accordo con Atene resta condizione necessaria per la Macedonia sia per aderire alla Nato che per avviare i colloqui di adesione all&#8217;Ue.<\/p>\n<p><strong>Cambio di passo (e di clima)<\/strong><br \/>\nCon i cambiamenti politici dello scorso anno a Skopje (la sconfitta dei conservatori di Nikola Gruevski e il nuovo governo a guida socialdemocratica), insieme ai cambiamenti geopolitici globali (l&#8217;intensificato interesse russo per i paesi balcanici, volto a indebolire la loro capacit\u00e0 e volont\u00e0 di essere membri della Nato), i negoziati sul nome sono per\u00f2 di nuovo finiti in cima all&#8217;agenda, non solo di Skopje e Atene, ma anche di Bruxelles e Washington.<\/p>\n<p>L&#8217;opinione pubblica macedone ha a lungo creduto che la soluzione al rebus potesse essere quella di un nome composto, utilizzato solo dalla Grecia e forse dalle organizzazioni internazionali. Sul piatto per\u00f2 c&#8217;\u00e8 molto di pi\u00f9, ad esempio i codici internazionali, la denominazione della lingua, l&#8217;uso commerciale del nome Macedonia.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni, i punti di partenza di entrambe le parti si sono gradualmente evoluti verso posizioni pi\u00f9 &#8220;moderate&#8221;. Oggi, l&#8217;ottimismo in entrambe le capitali \u00e8 pi\u00f9 alto che mai. Skopje ha ribattezzato il proprio aeroporto principale da &#8220;<strong>Alessandro Magno<\/strong>&#8221; ad&#8221; Aeroporto internazionale di Skopje&#8221; e la principale autostrada nord-sud, anch&#8217;essa dedicata al condottiero macedone, in &#8220;Autostrada dell&#8217;Amicizia&#8221;. Da parte sua, Atene ha revocato il veto per l&#8217;adesione di Skopje all&#8217;<strong>Iniziativa Adriatico-Ionica<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel frattempo, premier e ministri degli Esteri di entrambi i Paesi hanno rilasciato diverse dichiarazioni concilianti, incoraggiando l&#8217;ottimismo su una possibile soluzione prima dei Vertici Ue e Nato dell\u2019estate. Anche la comunit\u00e0 internazionale sta incoraggiando entrambe le parti a trovare una soluzione alla controversia.<\/p>\n<p>Ad oggi, la principale richiesta della Grecia in questa disputa asimmetrica \u00e8 di avere una qualifica geografica o temporale tra &#8220;Repubblica&#8221; e &#8220;Macedonia&#8221;, in modo da garantire una netta differenziazione tra il nome della Repubblica e la provincia nel nord della Grecia. Inoltre, questo nuovo nome dovrebbe essere usato\u00a0<em>erga omnes<\/em>, per tutti gli scopi.<\/p>\n<p><strong>Le opzioni in campo<\/strong><br \/>\nA giudicare dai recenti resoconti dei media, una delle maggiori divergenze tra le parti \u00e8 l&#8217;uso del nuovo nome. La Grecia insiste su un nome che sar\u00e0 usato da tutti e dappertutto, internamente ed esternamente, principio piuttosto indigesto dal lato macedone. Oltre ad essere considerato umiliante farsi imporre un nome in casa propria, tale soluzione richiederebbe anche modifiche costituzionali, impossibili con gli attuali equilibri politici nel Parlamento macedone.<\/p>\n<p>In questa luce, l&#8217;ultima proposta di Skopje, prontamente respinta da Atene, \u00e8 stata &#8220;<strong>Repubblica di Ilinden Macedonia<\/strong>&#8221; per uso\u00a0<em>erga omnes.<\/em>\u00a0La nazionalit\u00e0 proposta \u00e8 quella di &#8220;cittadino della Repubblica di Ilinden Macedonia&#8221;, la lingua &#8220;<em>makedonski&#8221;,\u00a0<\/em>i codici internazionali MKD e MK.<\/p>\n<p>Il qualificatore\u00a0<em>Ilinden<\/em>\u00a0si riferisce all&#8217;insurrezione del 1903 contro l&#8217;Impero ottomano ed \u00e8 stato considerato dal governo macedone come il meno problematico per l&#8217;uso interno. Respinto questo, torna sul tavolo l&#8217;insieme di idee del negoziatore Onu basato su qualificazioni geografiche come &#8220;Nord&#8221;, &#8220;Superiore&#8221;, &#8220;Nuova&#8221;, &#8221; del Vardar&#8221;.<\/p>\n<p>Anche se si riuscir\u00e0 a trovare un accordo, \u00e8 della massima importanza che tutte le parti coinvolte siano consapevoli che trovare un nome non \u00e8 la parte pi\u00f9 difficile del processo. Implementare la soluzione, presentarla ai cittadini di entrambi i Paesi e soprattutto avere il via libera da parte delle opposizioni interne \u00e8 un processo molto pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>Tutto questo risalta chiaramente alla luce dell&#8217;ultima soluzione promossa, quella di &#8220;Repubblica di Ilinden Macedonia&#8221;: secondo i media in lingua macedone, il premier greco Alexis Tsipras avrebbe infatti accettato la proposta, facendo per\u00f2 un passo indietro dopo la reazione agguerrita dell&#8217;opposizione e le proteste nelle piazze greche.<\/p>\n<p>Non bisogna poi illudersi che con la firma di un accordo le cose cambieranno drasticamente. Nessun beneficio sostanziale a lungo termine pu\u00f2 essere raggiunto se i popoli dei <strong>Balcani<\/strong> non accettano la realt\u00e0: che i confini sono inviolabili, i diritti delle minoranze da proteggere e il riconoscimento dell&#8217;esistenza delle altre lingue e culture necessario.<\/p>\n<p>In mancanza di queste condizioni, il tanto atteso accordo aprir\u00e0 probabilmente le porte alla Nato, forse all&#8217;integrazione europea, ma non creer\u00e0 basi solide per relazioni di buon vicinato sostenibili e a lungo termine.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 frutto di una collaborazione editoriale tra l\u2019Istituto Affari Internazionali e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Macedonia\/Macedonia-Grecia-avanti-sul-nome-188330\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Osservatorio Balcani e Caucaso \u2013 Transeuropa<\/a>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quasi trent&#8217;anni, due Paesi europei tentano inutilmente di risolvere una questione bilaterale considerata da molti come una delle dispute pi\u00f9 irrazionali e assurde della storia contemporanea. 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