{"id":69974,"date":"2018-06-13T21:19:12","date_gmt":"2018-06-13T19:19:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=69974"},"modified":"2018-06-16T08:30:10","modified_gmt":"2018-06-16T06:30:10","slug":"migranti-crisi-flusso-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/migranti-crisi-flusso-italia\/","title":{"rendered":"Migranti: non crisi ma flusso, l&#8217;Italia non si isoli in Europa"},"content":{"rendered":"<p>In un\u2019<strong>Europa<\/strong> gi\u00e0 frammentata dai diversi effetti della <strong>crisi<\/strong> economica e di sicurezza, il flusso di <strong>migranti<\/strong> ha creato profonde divisioni, limitando l\u2019efficacia degli sforzi collettivi come la vicenda dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2018\/06\/13\/aquarius-lite-italia-francia-conte-verso-rinvio-dellincontro-con-macron-non-ci-sono-condizioni-da-parigi-nessuna-scusa\/4423966\/\"><strong>Aquarius<\/strong><\/a> sta mostrando -. Secondo i dati dell\u2019UnHcr, nel 2017 il numero di arrivi sulle coste europee dal Mediterraneo \u00e8 stato di 173.301 persone. A giugno del 2018, il numero si \u00e8 ridotto a 37 mila di cui la met\u00e0 all\u2019incirca (15 mila) \u00e8 sbarcata in Italia, mentre il resto si \u00e8 diviso tra Grecia (12 mila circa) e Spagna (10 mila circa).<\/p>\n<p>Se gli arrivi sono in calo, cos\u00ec come il numero dei morti nel <strong>Mediterraneo<\/strong>, sicuramente il problema non \u00e8 risolto. In questo frangente critico, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/italia-immigrazione-contratto-governo\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> non pu\u00f2 e non deve agire da sola. In effetti, la magnitudine della situazione e la sua complessit\u00e0 deve portare ad una risposta europea e non nazionale. Al di l\u00e0 dell\u2019orientamento politico, questo era ed \u00e8 lo spirito in cui sia il nuovo ministro dell&#8217;Interno <strong>Salvini<\/strong> che il suo predecessore <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/minniti-italia-partita-mediterraneo\/\"><strong>Minniti<\/strong><\/a> hanno cercato di fare fronte al problema. I metodi applicati, cos\u00ec come la retorica politica, sono pero diversi.<\/p>\n<p><strong>Metodi e retorica politica diversi<\/strong><br \/>\nDurante il suo mandato, Minniti ha cercato di coniugare l\u2019azione italiana all\u2019interno di uno sforzo che doveva per\u00f2 essere di matrice europea. Ad esempio, l\u2019accordo messo in atto dall\u2019 ex ministro dell&#8217;Interno con la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/migranti-libia-europa-rotta-sicura\/\"><strong>Libia,<\/strong><\/a> che prevedeva cooperazione nel contrasto all&#8217;immigrazione tramite il completamento del sistema di controllo dei confini libici, supporto tecnico agli organismi locali incaricati di contrastare il traffico di esseri umani e finanziamento italiano ed europeo ai centri di accoglienza, \u00e8 stato criticato dall&#8217;<strong>Onu<\/strong> per le condizioni disumane in cui vengono trattati i migranti nei campi libici, ma \u00e8 stato di per s\u00e8 ben accolto dall\u2019<strong>Ue<\/strong>. Lo stesso vale per il codice di condotta della <strong>Ong<\/strong>, che aveva l&#8217;intento di sanzionare un possibile traffico di vite umane messo in atto tra contrabbandieri e organizzazioni non governative.<\/p>\n<p>E\u2019 indubbio che l\u2019efficacia di tali azioni \u00e8 limitata. La crisi migratoria pi\u00f9 che una crisi \u00e8 un trend che durer\u00e0 nel corso degli anni. Tuttavia la cooperazione con i partner europei rimane l\u2019unica via. Il nuovo ministro dell&#8217;Interno ne \u00e8 sicuramente consapevole, ma la retorica sovranista adottata nel caso Acquarius, che vede l\u2019Italia vittima degli sbarchi dal Mediterraneo, mentre l\u2019Unione guarda altrove, sebbene contenga degli elementi di verit\u00e0, non porter\u00e0 a risultati migliori nel lungo termine. Anzi. Inoltre, gli attacchi ricevuti dalla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/francia-macron-luci-ombre\/\"><strong>Francia<\/strong><\/a> sul comportamento tenuto dal governo, definito \u201cvomitevole\u201d, lasciano il tempo che trovano, ma non hanno una mancanza di fondamenta totale.<\/p>\n<p><strong>Come si \u00e8 arrivati a questo punto<\/strong><br \/>\nE\u2019 stata l\u2019Italia, durante il governo Renzi, ad avere formalmente accettato con <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/migranti-frontex-triton-themis-ue\/\"><strong>Triton<\/strong><\/a>, in cambio di maggiore flessibilit\u00e0 nell\u2019ambito delle politiche economiche nazionali, di fare sbarcare i migranti nei suoi porti. Dopo la missione <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/11\/leuropa-fra-triton-e-mare-nostrum\/\"><strong>Mare Nostrum<\/strong><\/a>, messa in atto dal governo Letta nel 2013 e che gravava solo sulle spalle italiane con un costo di 114 milioni di euro (9,5 al mese), la missione europea Triton, che costava meno di tre milioni di euro al mese, poi sostituita dalla missione Eunavfor Med, hanno come mandato non tanto il soccorso in mare quanto il pattugliamento delle acque, ma prevedono che le navi dei Paesi europei che sorvegliano il Mediterraneo portino i migranti eventualmente soccorsi in Italia.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha di fatto formalmente accettato di ricevere i migranti, ma c\u2019erano poche altre scelte. La vicinanza geografica con la Libia la rende il Paese pi\u00f9 facile su cui spingersi e sbarcare, da dove le possibilit\u00e0 di raggiungere il Nord Europa, con il suo welfare pi\u00f9 sviluppato, sono maggiori. L\u2019Italia ha sicuramente le sue colpe, ma dal resto d\u2019Europa c\u2019\u00e8 stata ben poca solidariet\u00e0, soprattutto dalla Francia, che ha ripetutamente espulso i migranti irregolari sul confine a Ventimiglia.<\/p>\n<p><strong>Le soluzioni sono sul tavolo di Bruxelles<\/strong><br \/>\nLe soluzioni per l\u2019Italia rimangono per\u00f2 sempre sul tavolo di Bruxelles. Dal punto di vista istituzionale, l\u2019Italia deve cercare di modificare la Convenzione di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/dublino-riforma-necessaria-europa\/\"><strong>Dublino<\/strong><\/a>. Tuttavia, come dimostra il recente fallimento bulgaro, questa via \u00e8 pi\u00f9 facile a dirsi che a farsi. L\u2019accordo di Dublino sancisce l\u2019obbligo per i migranti a presentare richiesta di asilo politico nel Paese europeo di arrivo.<\/p>\n<p>Questo mette l\u2019Italia in prima linea sia nel processare le domande di asilo (nel 2017 ci sono state circa 129 mila domande di asilo in Italia, 223 mila in Germnia e solo 79 mila in Francia e 26 mila in Spagna) sia nell\u2019effettuare gli eventuali rimpatri di tutti quei migranti che non si qualificano come detentori del diritto di asilo ma come semplici immigrati economici, pratica quest\u2019ultima che richiede anni. Inoltre l&#8217;intesa Dublino non prevede nessun obbligo per i Paesi europei di accettare il ricollocamento di richiedenti asilo dall\u2019Italia o dalla Grecia, che rimane una pratica che molti Paesi, tra cui proprio i Visengrad, non accettano.<\/p>\n<p><strong>Le controindicazioni dell&#8217;alleanza con il Gruppo di Visegrad<\/strong><br \/>\nPer questo motivo, l\u2019intenzione di Salvini di cercare un\u2019alleanza con i Paesi del Gruppo di Visegrad sembra lasciare il tempo che trova e non \u00e8 chiaro che cosa l\u2019Italia potrebbe ottenere da tale relazione. Probabilmente sarebbe pi\u00f9 utile riuscire a fare fronte comune con i Paesi del Mediterraneo, tra cui la Spagna e la Francia, che ora disapprovano l\u2019Italia, ma soffrono e hanno sofferto di problemi comuni, e non solo nell\u2019ambito dei flussi migratori, ma anche nel porsi in maniera critica verso le politiche di austerit\u00e0.<\/p>\n<p>Questa per\u00f2 non sembra essere la via che il governo giallo-verde vuole adottare. Al contrario, il ministro Salvini ha ribadito che nonostante i rapporti con la Francia possano essersi deteriorati, la Germania rimarr\u00e0 un buon alleato italiano. Di fatto, per\u00f2, Berlino non metter\u00e0 in pericolo il binomio franco-tedesco o i suoi interessi nazionali per l\u2019Italia.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo del Consiglio europeo e i nodi politici<\/strong><br \/>\nL\u2019Italia deve affrontare il problema non bilateralmente ma nel Consiglio europeo: sono i capi di Stato dei Paesi dell&#8217;Ue ad avere la legittimit\u00e0 politica, istituzionale e democratica per superare il problema. Quest\u2019ultimi, per\u00f2, hanno poca o forse nessuna intenzione di rischiare il proprio mandato a livello nazionale, accettando politiche migratorie che siano percepite s\u00ec di solidariet\u00e0 verso l\u2019Italia ma svantaggiose a livello nazionale. Con il nazionalismo in aumento in tutti i Paesi europei e il prezzo alto da pagare per il partiti tradizionali, soprattutto quelli di sinistra, che sono spariti dai governi di quasi tutti i Paesi europei, fatta eccezione per Spagna, Portogallo, Svezia e pochi altri, nessuno vuole mettere repentaglio la propria legittimit\u00e0 politica per una questione spinosa come quella migratoria.<\/p>\n<p>In questo frangente, sta all\u2019Italia rimettere il tema sul tavolo e spingere per una soluzione condivisa. Le prove di forza servono a riaccendere l\u2019attenzione e possono avere risultati di breve termine, ma non porteranno a soluzioni sostenibili, di lunga durata e vantaggiose per l\u2019Italia, che al contrario rischia di trovarsi isolata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un\u2019Europa gi\u00e0 frammentata dai diversi effetti della crisi economica e di sicurezza, il flusso di migranti ha creato profonde divisioni, limitando l\u2019efficacia degli sforzi collettivi come la vicenda dell&#8217;Aquarius sta mostrando -. Secondo i dati dell\u2019UnHcr, nel 2017 il numero di arrivi sulle coste europee dal Mediterraneo \u00e8 stato di 173.301 persone. 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