{"id":70016,"date":"2018-06-18T13:32:29","date_gmt":"2018-06-18T11:32:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70016"},"modified":"2018-06-18T13:32:29","modified_gmt":"2018-06-18T11:32:29","slug":"chiese-europa-idea-governi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/chiese-europa-idea-governi\/","title":{"rendered":"Chiese europee: un&#8217;idea d&#8217;Europa pi\u00f9 avanzata dei governi"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>Consiglio ecumenico delle Chiese (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/chiese-kek-negro-visione-europa\/\">Kek<\/a>)<\/strong>, che quest\u2019anno compie 70 anni, ricever\u00e0, il 21 giugno prossimo, a Ginevra, la visita di <strong>Papa Francesco<\/strong>. Ad accoglierlo il pastore luterano Olav Fykse Tveit e 150 membri del comitato centrale. Altri due papi, Paolo VI nel 1969 e Giovanni Paolo II nel 1984, si erano recati nella casa comune che riunisce 348 chiese di tradizione protestante, anglicana e ortodossa. Segno di quanto sia viva nella coscienza cristiana la ferita della divisione.<\/p>\n<p>Ma in una realt\u00e0 dove crescono le religioni non cristiane all&#8217;<strong>impegno ecumenico<\/strong> s\u2019associa quello del <strong>dialogo inter-religioso<\/strong>. La realt\u00e0 plurale esige disponibilit\u00e0 al confronto, ad abbandonare logiche \u2018sovraniste\u2019, a dare spazio a minoranze numeriche, ma non per questo irrilevanti socialmente e culturalmente.<\/p>\n<p><strong>Crisi che mettono alla prova l&#8217;essenza del cristianesimo<\/strong><br \/>\nChe questo papa sia particolarmente sensibile a ricucire gli strappi all&#8217;interno del cristianesimo e a confrontarsi con le altre religioni, \u00e8 evidente. Cos\u00ec come \u00e8 evidente che le emergenze storiche, dall&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/italia-immigrazione-contratto-governo\/\"><strong>immigrazione<\/strong><\/a> al conflitto perpetuo tra <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/gaza-rocca-cri-auspicio\/\"><strong>Israele e palestinesi<\/strong><\/a>, mettono alla prova l\u2019essenza stessa del cristianesimo, la testimonianza e l\u2019impegno evangelico su ospitalit\u00e0, pace e giustizia che affondano le loro radici nelle Scritture ebraiche.<\/p>\n<p>Papa Francesco arriver\u00e0 a Ginevra di fronte a un Consiglio ecumenico reso sicuramente pi\u00f9 forte e convinto da quanto \u00e8 accaduto nei giorni scorsi a Novi Sad dove si \u00e8 riunita l\u2019<strong>Assemblea generale<\/strong> della Conferenza delle Chiese europee. \u201cL\u2019ospitalit\u00e0 \u00e8 la vera sfida del nuovo millennio\u201d: \u00e8 con queste parole che il reverendo anglicano Christophe Hill ha terminato la sua presidenza e ha passato il testimone al pastore francese della Chiesa protestante riformata di Alsazia e Lorena, Christian Krieger, eletto non senza sofferenza dopo una sessione a porte chiuse dove \u00e8 stato preferito al luterano danese\u00a0Anders Gadegaard.<\/p>\n<p><strong>Le Chiese pi\u00f9 avanzate dei governi sull&#8217;idea di Europa<\/strong><br \/>\nInterpellata da AffarInternazionali.it, la pastora valdese e docente universitaria Letizia Tomassone che ha partecipato ai lavori ha detto: \u201cI documenti finali sono buoni, unanimi nel pensare al futuro dell\u2019Europa come luogo della speranza\u201d. Le Chiese cristiane sembrano avere una stessa idea d\u2019Europa, traguardo non raggiunto, invece, dai governi nazionali.<\/p>\n<p>\u201cDal 1959 \u2013 ha detto Hill \u2013, la Kek ha sempre cercato di essere uno strumento in mano alle Chiese e ai popoli per ristabilire dialogo e giustizia, prima negli anni della guerra fredda e ora di fronte a milioni di persone che bussano alle nostre porte dall\u2019Africa e dal Medio Oriente\u201d. Alla chiusura dei porti e delle frontiere, l\u2019Assemblea generale della Kek ha opposto \u201ciniziative umanitarie di ricerca e salvataggio\u00a0 in mare, a ricordare le responsabilit\u00e0 che i governi e le agenzie interessate hanno al riguardo\u201d.<\/p>\n<p>Il messaggio alle Chiese \u00e8 di \u201cfar sentire la propria voce contro la criminalizzazione delle azioni di solidariet\u00e0 verso i migranti irregolari\u201d. L\u2019esperimento dei Corridoi umanitari, promosso dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei), dalle Chiese Valdesi e Metodiste e dalla Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio, \u00e8 stato pi\u00f9 volte accreditato come buon esempio di operativit\u00e0 cristiana e buona testimonianza evangelica.<\/p>\n<p><strong>Il documento finale dell&#8217;Assemblea generale<\/strong><br \/>\nIl documento finale dell&#8217;Assemblea generale sollecita \u00a0\u201ca dare forma a un\u2019Europa in cui sia possibile costruire ponti per il bene di tutti nel nostro Continente e nel Mondo\u201d, parla di promuovere la \u201cdignit\u00e0 umana di ogni persona\u201d, di valorizzare \u201cla voce dei giovani, i quali sono il nostro presente e non solo il nostro futuro\u201d, di \u201cservire Cristo nel ricercare e praticare la giustizia, attraverso la riconciliazione e la risoluzione pacifica dei conflitti\u201d, di lavorare \u201ca favore della giustizia climatica ed ecologica\u201d.<\/p>\n<p>A questo proposito \u00e8 stato fissato in agenda, come punto qualificante, \u201cla lotta alla produzione e al mercato delle armi \u2013 spiega la pastora Tomassone \u2013. La sicurezza dell\u2019Europa non si costruisce sulle armi\u201d. Un\u2019Europa non sulla difensiva, arroccata sulla paura, perch\u00e9 \u00e8 la paura il maggiore ostacolo da superare in questo momento nel Vecchio Continente, ha detto l\u2019arcivescovo di Canterbury, Justin Welby.<\/p>\n<p>Tuttavia \u201cla pace e la tranquillit\u00e0 dell\u2019Europa comincia in Medio Oriente\u201d. Il monito \u00e8 venuto dall\u2019archimandrita Alexi Chehadeh, che rappresentava il Patriarcato greco ortodosso d\u2019Antiochia. Da lui l\u2019appello perch\u00e9 Chiese e governi d\u2019Europa sostengano la \u201cpermanenza dei cristiani nei luoghi in cui la nostra fede \u00e8 nata\u201d.<\/p>\n<p>I documenti usciti dall\u2019Assemblea della Kek sono, quindi, quanto mai espliciti sulle strategie per dare vita a \u201cun\u2019Europa interreligiosa, a contatto con tutti i nuovi stimoli che il mondo presenta\u201d. E d\u2019altra parte da tempo alle affinit\u00e0 teologiche si preferiscono quelle etico-pragmatiche rivolte all&#8217;azione civile, nel sociale. Ed \u00e8 proprio questo il terreno comune in cui crede papa Francesco. Un terreno reso fertile solo dal dialogo, dal rispetto della libert\u00e0 religiosa.<\/p>\n<p>E su questa materia, l\u2019Assemblea Kek ha mostrato arretramenti anche in Europa. Significativa la denuncia dei delegati delle Chiese riformate ed evangeliche bulgare sulla nuova politica in corso nel loro Paese. Una \u00a0legge in discussione in Parlamento prevede, infatti, il finanziamento da parte dello Stato soltanto delle confessioni con un numero di fedeli superiore all\u20191% della popolazione, percentuale raggiunta soltanto dalla Chiesa ortodossa (il 60%) e dalla comunit\u00e0 musulmana (8%). La chiesa cattolica rappresenta circa lo 0,7% e la galassia protestante, seppur in crescita, \u00a0lo 0,9%.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Consiglio ecumenico delle Chiese (Kek), che quest\u2019anno compie 70 anni, ricever\u00e0, il 21 giugno prossimo, a Ginevra, la visita di Papa Francesco. Ad accoglierlo il pastore luterano Olav Fykse Tveit e 150 membri del comitato centrale. 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