{"id":70041,"date":"2018-06-20T17:30:51","date_gmt":"2018-06-20T15:30:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70041"},"modified":"2018-06-25T08:08:46","modified_gmt":"2018-06-25T06:08:46","slug":"rom-sinti-pregiudizio-volonta-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/rom-sinti-pregiudizio-volonta-politica\/","title":{"rendered":"Rom e sinti: se il pregiudizio congela la volont\u00e0 politica"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019estrema destra italiana non \u00e8 nuova a dichiarazioni discriminatorie contro rom e sinti (considerati qui per semplicit\u00e0 come un unico gruppo). Certamente per\u00f2, se a pronunciarle \u00e8 l&#8217;inquilino del Viminale, l\u2019effetto\u00a0\u00e8 amplificato e pu\u00f2 avere ricadute istituzionali, come hanno gi\u00e0 fatto notare varie <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2018\/jun\/19\/italy-coalition-rift-roma-register-matteo-salvini\">testate europee<\/a>. Al di l\u00e0\u00a0del presunto censimento su base etnica \u2013 non costituzionale e comunque smentito \u2013 i riferimenti alle espulsioni e la frase &#8220;i rom italiani purtroppo te li devi tenere a casa&#8221;, detta dallo stesso ministro dell&#8217;Interno, soffiano sul fuoco del pregiudizio su\u00a0gruppi gi\u00e0 tanto discriminati quanto poco conosciuti.<\/p>\n<p>In Italia circa lo 0,3% della popolazione \u00e8 rom e sinti, 180mila persone di cui quasi la met\u00e0 sono cittadini italiani. Originari dell\u2019India, rom e sinti hanno raggiunto la penisola italiana nel XV secolo e, come <a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/politica\/2018\/06\/18\/associazioneillegale-censimento-etnico_47357f83-4ef1-4175-b053-2280663d701b.htmlhttp:\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/politica\/2018\/06\/18\/associazioneillegale-censimento-etnico_47357f83-4ef1-4175-b053-2280663d701b.html\">ha detto il presidente dell&#8217;Associazione 21 luglio Carlo Stasolla<\/a> all\u2019Ansa, \u201ca volte sono pi\u00f9 italiani di tanti nostri concittadini\u201d. Insomma tra italiani, cittadini di altri Paesi Ue, cittadini extra-Ue con regolare permesso di soggiorno, apolidi e rifugiati, il numero di irregolari potenzialmente oggetto di espulsioni \u00e8 molto basso.<\/p>\n<p><strong>Numeri e leggi in Italia<\/strong><br \/>\nMa come sono tutelate le minoranze in Italia? Nella penisola ce ne sono molte, divise in 12 diversi gruppi linguistici: circa il 4,5% della popolazione, con diverse tutele legali. L\u2019Italia risulta essere il Paese dell\u2019Europa occidentale con il maggior numero di minoranze riconosciute (legge 482 del 1999), ma tra queste non vi sono rom e sinti. Due difficolt\u00e0 ne hanno reso difficile il riconoscimento: la mancanza di una concentrazione territoriale e la difficolt\u00e0 a inquadrarli come minoranza linguistica, in quanto in molti casi la prima lingua utilizzata non \u00e8 il Roman\u00e9s, ma l\u2019italiano o altre lingue (aspetto per\u00f2 tipico anche di molte altre minoranze).<\/p>\n<p>Nella passata legislatura Francesco Palermo \u2013 direttore dell\u2019Istituto di studi federali comparati all\u2019Eurac di Bolzano \u2013 ha guidato la presentazione di un <a href=\"http:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/BGT\/00720324.pdf\">disegno di legge<\/a> al Senato per &#8220;la tutela e le pari opportunit\u00e0 della minoranza rom e sinti&#8221;. Proposta che si \u00e8 subito fermata alla commissione Affari costituzionali, dove l\u2019esame del testo non \u00e8 mai iniziato.<\/p>\n<p>Il 27 gennaio 2015, invece, in concomitanza con la giornata della memoria per i\u00a0500mila rom e sinti uccisi nei campi di concentramento nazisti, il comitato \u201cSe mi riconosci mi rispetti\u201d ha lanciato una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare che estendesse\u00a0le tutele attualmente garantite alle altre minoranze linguistiche anche alla minoranza rom e sinta. Ma anche questo tentativo non ha avuto seguiti.\u00a0Le istituzioni avevano battuto un colpo nel 2011, quando il Dipartimento per le pari opportunit\u00e0 della presidenza del Consiglio\u00a0approv\u00f2 la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.osservazione.org\/dati\/mat\/23\/doc\/662.pdf\">Strategia nazionale dei rom, sinti e camminanti<\/a>.<\/p>\n<p>Nel complesso, per\u00f2, in Italia finiscono per prevalere i meri &#8220;programmi speciali&#8221; e le strategie locali, implementate dai comuni o dalle Regioni, senza una visione nazionale di tutela e valorizzazione.<\/p>\n<p><strong>Nomadi o sedentari?<\/strong><br \/>\nLa strategia nazionale del 2011 sottolineava l\u2019importanza di superare la connotazione esclusivamente \u201cnomadistica\u201d di rom e sinti, che <strong>non rispecchia la realt\u00e0<\/strong>. Un approccio che\u00a0faciliterebbe una migliore comprensione di alcune dinamiche sociali, a cominciare da quella abitativa.<\/p>\n<p>Che la situazione reale sia un&#8217;altra lo documenta un <a href=\"http:\/\/www.senato.it\/documenti\/repository\/commissioni\/dirittiumani16\/Rapporto%20conclusivo%20indagine%20rom,%20sinti%20e%20caminanti.pdf\">rapporto<\/a>\u00a0su rom e sinti della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, che riconosce &#8211; citando fonti del ministero dell\u2019Interno &#8211; che \u201cnel nostro Paese le famiglie che ancora viaggiano in carovana sono il 2-3%\u201d, in gran parte gruppi di sinti giostrai e rom <em>Kalderasha<\/em>.<\/p>\n<p>Le famiglie rom venute in Italia dall\u2019ex Jugoslavia negli anni Novanta a causa delle guerre, ad esempio, erano sedentarizzate. I campi d\u2019altro canto &#8211; si legge nello stesso rapporto &#8211; sono una peculiarit\u00e0 italiana nel pi\u00f9 ampio contesto europeo. In Italia i rom e i sinti in stato di\u00a0emergenza abitativa sono 26mila (lo 0,04% della popolazione), mentre in 16.400 vivono in 148 campi formali e in 9.600 in insediamenti informali. Cifre che possono essere gestite in modo meno eclatante e pi\u00f9 efficace.<\/p>\n<p><strong>La situazione in Europa<\/strong><br \/>\nIl Paese europeo che ospita pi\u00f9 rom e sinti \u00e8 la Spagna, che ne conta 650mila (l&#8217;1,6%), seguita dalla Romania con 620mila (3,3%), dalla Francia con 500mila, (0,8%) e dalla Bulgaria con 370mila (4,7%). Per molti Paesi, cos\u00ec come per l\u2019Italia,\u00a0i numeri\u00a0sono indicativi, sia perch\u00e9 <strong>dove non c\u2019\u00e8 una tutela legislativa delle minoranze non vi sono censimenti specifici<\/strong>\u00a0&#8211; bens\u00ec generali, dell&#8217;intera popolazione del Paese\u00a0&#8211; sia per la reticenza di alcuni a definirsi appartenenti a gruppi fortemente stigmatizzati.<\/p>\n<p>Venendo al quadro normativo, alcuni Paesi come Cipro e l&#8217;Olanda non contemplano misure specifiche poich\u00e9 considerano rom e sinti a tutti gli effetti parte della comunit\u00e0. Altri, come la Germania, la Romania e la Svizzera, hanno strumenti\u00a0di tutela solo per chi ha la cittadinanza.<\/p>\n<p>L\u2019Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell&#8217;Osce ha preso provvedimenti sul tema gi\u00e0 a partire dagli anni Novanta: i suoi non sono atti giuridici vincolanti, ma sono la rappresentazione di un impegno\u00a0politico degli Stati membri.\u00a0Il Consiglio d\u2019Europa, pi\u00f9 d&#8217;ogni altra organizzazione, tutela i diritti e i bisogni delle minoranze: dalla Convezione europea dei diritti dell&#8217;uomo\u00a0alle molteplici attivit\u00e0 promosse dalla sua Divisione <a href=\"https:\/\/www.coe.int\/en\/web\/portal\/roma\/\">Roma and Travellers<\/a>\u00a0dedicata alle minoranze.<\/p>\n<p>L\u2019Unione europea opera\u00a0a pi\u00f9 livelli,\u00a0dal quadro giuridico\u00a0generale agli strumenti e progetti ad hoc per combattere le discriminazioni verso rom e sinti. Vanno ricordate in particolare la <em>Cornice comunitaria per le strategie di integrazione nazionale dei rom <\/em>approvata nel 2011 e la rete <a href=\"https:\/\/www.euromanet.eu\/\">EURoma<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Alternative future<\/strong><br \/>\nQuali politiche potrebbero essere concretamente avviate in futuro per migliorare le condizioni di vita di tanti rom e sinti? Francesco Palermo di Eurac vede due priorit\u00e0: \u201cSul piano legislativo, il riconoscimento di rom e sinti come minoranze linguistiche, perch\u00e9 questo consentirebbe politiche promozionali specifiche; in secondo luogo,\u00a0l&#8217;emanazione di leggi\u00a0regionali su materie\u00a0specifiche e di competenza, appunto, delle Regioni: edilizia abitativa, formazione professionale, sanit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Un modello da seguire ci sarebbe: \u201cIl caso spagnolo \u00e8 interessante. I rom in Spagna sono molti di pi\u00f9 che in Italia, e sono riconosciuti come minoranza. A Madrid c\u2019era una situazione analoga a quella di Roma, con campi in condizioni disumane e in buona parte illegali.\u00a0Dal 2010, in tre anni, la questione \u00e8 stata risolta, senza spendere un euro in pi\u00f9 ma distribuendo le persone tra appartamenti e micro-aree attrezzate a scelta degli interessati\u201d.<\/p>\n<p>Alternative costruttive e modelli europei non mancherebbero, quindi, ma il momento politico non sembra il pi\u00f9 favorevole. Non va per\u00f2 dimenticato che l\u2019ostacolo pi\u00f9 alto per il pieno rispetto e l\u2019integrazione di rom e sinti \u00e8 il pregiudizio trasversale presente in Italia. La <strong>paura della diversit\u00e0 congela la volont\u00e0 politica<\/strong>, come ci ricorda lo stesso Palermo: \u201cchi tocca il tema dei rom decreta la sua fine politica, a meno di non toccarlo con i toni che sta usando ora Salvini\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019estrema destra italiana non \u00e8 nuova a dichiarazioni discriminatorie contro rom e sinti (considerati qui per semplicit\u00e0 come un unico gruppo). Certamente per\u00f2, se a pronunciarle \u00e8 l&#8217;inquilino del Viminale, l\u2019effetto\u00a0\u00e8 amplificato e pu\u00f2 avere ricadute istituzionali, come hanno gi\u00e0 fatto notare varie testate europee. 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