{"id":70106,"date":"2018-06-25T01:00:04","date_gmt":"2018-06-24T23:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70106"},"modified":"2018-06-25T01:01:06","modified_gmt":"2018-06-24T23:01:06","slug":"serbia-riflessi-riconoscimento-kosovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/serbia-riflessi-riconoscimento-kosovo\/","title":{"rendered":"Serbia: riflessi europei di un riconoscimento del Kosovo"},"content":{"rendered":"<p>Spagna, Cipro Slovacchia, Romania e Grecia sono i cinque Paesi dell\u2019Unione europea che ancora non riconoscono l\u2019indipendenza del <strong>Kosovo<\/strong>. Il motivo risiede nel fatto che in questi Paesi vi sono delle minoranze che portano avanti politiche indipendentiste o autonomiste &#8211; come catalani e ungheresi &#8211; oppure, come nel caso greco-cipriota, nel fatto che il governo da decenni non ha pi\u00f9 materialmente il controllo su parte del territorio. Riconoscere il Kosovo potrebbe, di fatto, concedere a queste minoranze di poter anche loro optare per la secessione.<\/p>\n<p>L\u2019eventuale riconoscimento del governo di Pristina da parte della <strong>Serbia<\/strong> potrebbe dunque aprire un\u2019interessante partita interna tra i governi centrali di questi Stati e le rispettive minoranze secessioniste, dopo che Belgrado ha maldigerito la sconfitta ai <strong>Mondiali<\/strong> di Russia 2018 ad opera di una nazionale Svizzera a trazione kosovaro (gol di Xhaka e Shaqiri, che nell\u2019esultanza in campo hanno mimato l\u2019aquila albanese).<\/p>\n<p><strong>L\u2019antefatto del conflitto <\/strong><br \/>\nIl 2 luglio 1990 i rappresentanti albanesi adottarono una risoluzione che riconobbe il Kosovo come una entit\u00e0 indipendente seppur all\u2019interno della Jugoslavia, ormai prossima al collasso. Belgrado rispose con lo scioglimento dell\u2019Assemblea regionale, che, bench\u00e9 esautorata dei suoi poteri, dichiar\u00f2 l\u2019indipendenza del Kosovo il 22 settembre 1991. Rastrellamenti, torture, arresti, maltrattamenti e talune volte anche omicidi di civili kosovari cominciarono ad essere all\u2019ordine del giorno. La situazione degener\u00f2 nel 1996, con l\u2019ingresso nella scena politica kosovara dell\u2019Uck, l\u2019esercito di liberazione del Kosovo.<\/p>\n<p>Il conflitto si risolse nel 1999 con l\u2019Accordo di Kumanovo, che impose il ritiro delle forze serbe e la fine della presenza di Belgrado nella regione. Solo nel 2008 il Kosovo si dichiar\u00f2 unilateralmente indipendente, ottenendo un forte supporto internazionale ma la ferma opposizione della Serbia e, soprattutto, della Russia e della Cina, entrambi membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La dichiarazione d\u2019indipendenza venne dichiarata contraria al diritto internazionale dalla Serbia, ma un parere consultivo della Corte internazionale di giustizia ha dato opinione contraria.<\/p>\n<p><strong>Vu<\/strong><strong>\u010di<\/strong><strong>\u0107: a prevalere \u00e8 l\u2019integrazione europea<\/strong><br \/>\n\u00c8 da mesi che il presidente serbo Aleksandr <strong>Vu<\/strong><strong>\u010di<\/strong><strong>\u0107<\/strong> fa riferimenti a un possibile riconoscimento del Kosovo, in linea con la <em>realpolitik<\/em> che \u00e8 spesso ne ispira l\u2019operato. D\u2019altronde, il futuro della Serbia passa proprio da quella che considera essere una sua terra di diritto. L\u2019Ue, infatti, ha posto la normalizzazione dei rapporti con Pristina come uno dei principali paletti all\u2019integrazione europea di Belgrado. Vu\u010di\u0107 non pu\u00f2 dunque avere tutto e deve fare una scelta. Gi\u00e0 nel 1998 lo storico Noel Malcolm scrisse, nel suo libro <em>Kosovo: A Short History<\/em> che \u201csemplicemente, la Serbia ha gi\u00e0 perso il Kosovo nei termini pi\u00f9 profondamente umani e demografici\u201d. Passati dieci anni dall\u2019indipendenza e quasi venti dalla guerra, il controllo della Serbia sul Kosovo \u00e8 pari a zero.<\/p>\n<p>La scelta di Vu\u010di\u0107 sarebbe quindi tra il mantenimento di una retorica nazionalista fine a se stessa, ribadendo la sovranit\u00e0 serba sul Kosovo, e la chiusura di un complesso capitolo della storia del Paese per aprirne uno nuovo, dentro l\u2019Unione europea. Un passo che, tuttavia, non potr\u00e0 essere fatto prima del riconoscimento da parte delle autorit\u00e0 kosovare dell\u2019<strong>Associazione delle municipalit\u00e0 serbe<\/strong>, che sono parte degli Accordi di Bruxelles e ritenute necessarie per garantire la tutela dei serbi ancora presenti in Kosovo.<\/p>\n<p>Vu\u010di\u0107 rischierebbe con questa mossa la sua carriera politica, perdendo probabilmente gran parte del supporto elettorale che l\u2019ha portato a essere acclamato da premier a presidente. L\u2019idea di convocare un referendum, in modo da legittimare \u201cesternamente\u201d la difficile scelta politica, \u00e8 stata anche presa in considerazione dal presidente serbo.<\/p>\n<p><strong>Europa e minoranze indipendentiste<\/strong><br \/>\n<strong>Spagna<\/strong>, Romania, Slovacchia e Cipro non hanno mai riconosciuto il Kosovo per evitare precedenti con le proprie questioni interne. Madrid, infatti &#8211; se da un lato \u00e8 riuscita a calmierare l\u2019indipendentismo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/spagna-indipendentismo-basco-velleita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">basco<\/a>, in particolare con lo scioglimento dell\u2019organizzazione terrorista indipendentista Eta, si \u00e8 per\u00f2 ritrovata ad affrontare la spinosa <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/catalogna-diritto-internazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">questione catalana<\/a>, con la dichiarazione d\u2019indipendenza del governo regionale, la Generalitat, e la conseguente risposta di Madrid che ha portato all\u2019attivazione del controllo diretto, convocazione di elezioni anticipate e arresto di numerosi esponenti dell\u2019indipendentismo. Complicata \u00e8 anche la situazione di <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/riunificazione-cipro-vicolo-cieco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Cipro<\/a><\/strong>, con met\u00e0 isola <em>de facto<\/em> indipendente e sotto il controllo turco. Il colpo di Stato a Nicosia del 1974 caus\u00f2 la reazione della Turchia che, nello stesso anno, occup\u00f2 il nord dell\u2019isola. In questa zona d\u2019occupazione sorger\u00e0, nel 1983, la non riconosciuta internazionalmente Repubblica Turca di Cipro del Nord.<\/p>\n<p>Meno complessa, ma non per questo non potenzialmente esplosiva, \u00e8 il contesto rumeno, dove vive una forte minoranza ungherese, i secleri. Il partito di riferimento dei secleri \u00e8 l\u2019Alleanza democratica degli ungheresi di <strong>Romania<\/strong>, che dalla sua fondazione nel 1989 persegue l\u2019autonomia della regione abitata dagli ungheresi, la cosiddetta Sz\u00e9kelyf\u00f6ld in Transilvania. La situazione etnica \u00e8 identica in <strong>Slovacchia<\/strong>, dove circa l\u20198,5% della popolazione \u00e8 di etnia ungherese e vive quasi in maggioranza nel sud del Paese.<\/p>\n<p>L\u2019indipendenza del Kosovo, se riconosciuta da Belgrado, potrebbe rendere pi\u00f9 difficile la posizione dei governi spagnolo, cipriota, slovacco e rumeno rispetto a Pristina. Non potrebbero pi\u00f9, cio\u00e8, negare di riconoscere il Kosovo, giacch\u00e9 l\u2019indipendenza sarebbe accettata dallo stesso Paese che ne rivendicava la sovranit\u00e0. Questo, per\u00f2, potrebbe generare un imponente effetto domino che darebbe maggiore potere alle stesse minoranze che aspirano alla secessione.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Frank Rumpenhorst\/DPA via ZUMA Press<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spagna, Cipro Slovacchia, Romania e Grecia sono i cinque Paesi dell\u2019Unione europea che ancora non riconoscono l\u2019indipendenza del Kosovo. 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