{"id":70113,"date":"2018-06-25T07:29:41","date_gmt":"2018-06-25T05:29:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70113"},"modified":"2018-07-05T06:26:14","modified_gmt":"2018-07-05T04:26:14","slug":"ue-presidenza-austria-kurz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/ue-presidenza-austria-kurz\/","title":{"rendered":"Ue: presidenza del Consiglio, l&#8217;Austria di Kurz alla prova"},"content":{"rendered":"<p>Passati sei mesi dall&#8217;insediamento del governo <strong>Kurz<\/strong>&#8211;<strong>Strache<\/strong>, possiamo fare un primo bilancio e domandarci cosa ci si deve aspettare dalla <strong>presidenza austriaca<\/strong> che debutter\u00e0 il 1\u00b0 luglio.<\/p>\n<p><strong>Buona intesa sul fronte interno e convergenza sui migranti<\/strong><br \/>\nAll&#8217;interno si conferma la buona intesa fra i due leader. Sebastian Kurz rispetta lealmente le concessioni fatte nell&#8217;elaborare il programma comune, ad esempio obbligando i suoi a votare per l&#8217;abrogazione della legge anti-fumo, ma per il resto tiene saldamente le redini.<\/p>\n<p>Conclusa una fase di attesa per varie elezioni regionali, il governo sta mettendo mano ad alcune delle riforme previste nel programma, a cominciare da quella delle casse malattia, da cui ci si ripromettono cospicue riduzioni delle spese di amministrazione.<\/p>\n<p>E&#8217; in corso l&#8217;approvazione di tagli (peraltro non molto drastici) alle prestazioni sociali per gli immigrati : misure che mirano sia a ridurre il deficit, sia a rendere meno attraente la \u201cmigrazione verso il welfare\u201d.<\/p>\n<p>La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/ue-consiglio-eurozona-immigrazioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>questione migratoria<\/strong><\/a> \u00e8 quella su cui vi \u00e8 una convergenza quasi piena fra i due partiti della coalizione (\u00e8 anche quella che ha portato l&#8217;indipendente Karin <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/austria-accordo-kurz-strache\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Kneissl<\/a> a farsi arruolare da <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/austria-kurz-strache-svolta-destra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Strache<\/a>). La chiusura di alcune moschee e l&#8217;espulsione di decine di predicatori indica la fine del laissez-faire ma non una svolta anti-islamica: si tratta di singoli casi, motivati da violazioni della legge (propaganda politica di una organizzazione di estrema destra turca, prediche estremiste di arabi salafiti), e le misure sono state approvate da autorevoli esponenti della comunit\u00e0 musulmana .<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Austria rimpiazzata dall&#8217;Italia come sorvegliata speciale dell&#8217;Europa<\/strong><br \/>\nSul piano internazionale l&#8217;Austria non \u00e8 pi\u00f9 il sorvegliato speciale cui l&#8217;Europa guarda con sospetto perch\u00e9 ha aperto le porte del governo ad un partito populista ed euroscettico, sia pure come junior partner. Questo onore spetta ormai all&#8217;Italia, che vanta una coalizione interamente populista e in parte pronta a sfidare apertamente Bruxelles.<\/p>\n<p>Indubbiamente permangono riserve verso un partito, l&#8217;Fpoe, fortemente infiltrato da membri di associazioni nazionalistiche, con nostalgie pangermaniche. A Gerusalemme non sono gradite visite di ministri appartenenti a quel partito, neanche della gi\u00e0 citata ministra degli Esteri Kneissl, indipendente ma nominata in quota Fpoe. Di conseguenza le rimane chiusa, almeno per ora, anche la porta del segretario di Stato americano (che invece si dedica al dialogo con il dittatore nord-coreano Kin Jong-un). Ma questa freddezza non tocca il Cancelliere Kurz, democristiano.<\/p>\n<p><strong>Ingiustificati i sospetti di adesione al blocco di Visegrad<\/strong><br \/>\nI sospetti di adesione al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/visegrad-nucleo-duro-europa-contro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">blocco di Visegrad<\/a> continuano ad essere ingiustificati, soprattutto se intesa come involuzione della democrazia secondo le ricette ungaro-polacche e come rivolta sovranista contro Bruxelles. Come Kurz ha ribadito in una recente intervista, i due partiti della coalizione hanno visioni diverse, ma hanno concordato un programma comune in cui figura l&#8217;orientamento europeista. Ci\u00f2 non toglie che si ponga pi\u00f9 che in passato l&#8217;accento<br \/>\nsull&#8217;interesse nazionale e sul principio di sussidiariet\u00e0: \u201cfare meno cose (a livello europeo) ma in modo pi\u00f9 efficiente\u201d, limitare la produzione normativa di Bruxelles. Possiamo perci\u00f2 definire il giovane cancelliere, se non un euro-scettico, un euro-tiepido, poco incline a fughe in avanti verso una maggiore integrazione europea quale<br \/>\ndelineata dal Presidente Macron.<\/p>\n<p>Se dunque non c&#8217;\u00e8 una affinit\u00e0 con il sovranismo e l&#8217;autoritarismo di Orban (a parte le convergenze sul blocco della rotta balcanica), va detto che non c&#8217;\u00e8 neanche una presa di distanza da Budapest e dagli altri Paesi di Visegrad; ma ci\u00f2 \u00e8 normale considerando che quelli sono Paesi confinanti o molto vicini, e che ancora cento anni fa appartenevano all&#8217;impero asburgico (tre interamente, uno in parte).<\/p>\n<p>In pi\u00f9, l&#8217;attuale governo si attribuisce una vocazione a lenire la spaccatura Est-Ovest in seno all&#8217;Unione europea. Non sar\u00e0 dunque l&#8217;Austria a promuovere sanzioni contro l&#8217;Ungheria per il rifiuto di accogliere migranti o per violazioni dei principi democratici.<\/p>\n<p><strong>Migranti, Brexit, dazi, bilancio nel men\u00f9 della presidenza<\/strong><br \/>\nCosa possiamo attenderci dalla presidenza austriaca del Consiglio dei Ministri dell&#8217;Ue? Intanto, va premesso che in sei mesi non si pu\u00f2 incidere pi\u00f9 di tanto sugli orientamenti dell&#8217;Unione e che il programma viene presentato da un<br \/>\ntrio di presidenze successive. Inoltre il Consiglio europeo \u00e8 presieduto dal polacco Tusk e la politica estera e di sicurezza comune \u00e8 diretta da Federica Mogherini. Un maggior ruolo propositivo spetter\u00e0 nel prossimo semestre all&#8217;Austria nelle altre formazioni del Consiglio, a cominciare dall&#8217;Ecofin. A presiedere il Consiglio Affari Interni, e quindi le discussioni sull&#8217;immigrazione e l&#8217;asilo, sar\u00e0 un falco come Kickl, braccio destro di Strache nell&#8217;Fpoe (entrambi hanno avuto un incontro a Roma con Salvini nei giorni scorsi).<\/p>\n<p>I temi obbligati che impegneranno la presidenza nel prossimo semestre saranno in primo luogo la conclusione del difficile negoziato sulla Brexit, la trattativa sulla programmazione finanziaria per il periodo 2021-27, la guerra dei dazi.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;Europa che protegge il motto di Kurz<\/strong><br \/>\nLe priorit\u00e0 scelte dall&#8217;Austria per dare una propria impronta alla presidenza sono state enunciate sin dal marzo scorso e ribadite all&#8217;inizio di giugno. Kurz ne parler\u00e0 il 3 luglio al Parlamento europeo, e nei giorni successivi a Vienna ricever\u00e0 la Commissione. Il motto \u00e8 \u201cun&#8217;Europa che protegge\u201d.<\/p>\n<p>In primo luogo si applica alla protezione delle frontiere esterne dell&#8217;Unione, che \u00e8 la priorit\u00e0 delle priorit\u00e0. Al secondo posto viene la protezione del livello di benessere, che richiede di essere competitivi, onde la particolare attenzione alla digitalizzazione, nei vari suoi aspetti: lo sviluppo delle infrastrutture informatiche e il completamento del mercato unico in questo campo, ma anche la \u201cgiustizia digitale\u201d, cio\u00e8 l&#8217;obbligo per i giganti di internet di pagare le imposte dove vengono prodotti i profitti.<\/p>\n<p>Con una ulteriore forzatura, il concetto di protezione (inteso come sinonimo di sicurezza dell&#8217;Unione, la quale richiederebbe la stabilit\u00e0 del vicinato sudorientale) viene utilizzato per far rientrare in una cornice unitaria un terzo obiettivo: il mantenimento della prospettiva di ammissione all&#8217;Ue per tutti i Paesi balcanici.<\/p>\n<p><strong>La preminenza della questione migranti<\/strong><br \/>\nLa preminenza della problematica migratoria \u00e8 evidente: vi sar\u00e0 fra l&#8217;altro dedicato il Vertice di Salisburgo il 20 settembre (come del resto, in gran parte, il Consiglio europeo del 28-29 giugno) ; e sar\u00e0 al centro della riunione informale dei ministri dell&#8217;Interno a Innsbruck, dall&#8217;11 al 13 luglio. Vienna, come la maggioranza delle capitali europee compresa Parigi, vuole una disciplina pi\u00f9 rigorosa del diritto di asilo e l&#8217;espulsione di coloro che non vi rientrano .<\/p>\n<p>Anche il test\u00e8 citato sostegno alle aspirazioni europee dei paesi balcanici \u00e8 dettato non tanto da sopravvalutazione dei progressi da loro fatti quanto dall&#8217;interesse a blindare la chiusura della rotta balcanica. Altrettanto dicasi per il miglioramento dei rapporti con Orban.<\/p>\n<p>La ricetta di Kurz e Strache \u00e8 piuttosto semplicistica: proteggere la frontiera esterna, cio\u00e8 chiudere la rotta mediterranea, rafforzando Frontex. Non solo pi\u00f9 uomini e mezzi, ma anche un mandato pi\u00f9 incisivo: depositare sul suolo nordafricano i migranti ripescati o respinti. Gli ipotetici centri per rifugiati da istituire in Paesi di transito servirebbero non tanto a selezionare gli aventi diritto all&#8217;asilo (come vorrebbe la Merkel) quanto a fermare i migranti illegali, rifocillarli e rispedirli a casa o in altri Paesi disposti ad accoglierli. Gli austriaci ipotizzano anche \u201ccampi dindeportazione\u201d da creare in Paesi che si rendano disponibili (Albania?, Kossovo?), in cambio di adeguati aiuti finanziari. I soldi risparmiati non dovendo pagare tanti sussidi nei nostri Paesi servirebbero a pagare tali aiuti, a finanziare generosi programmi di reinsediamento, a disincentivare l&#8217;emigrazione \u201caiutandoli a casa loro\u201d.<\/p>\n<p><strong>Kickl e Seehofer alleati di Salvini fino a un certo punto<\/strong><br \/>\nL&#8217;evidente somiglianza con le ricette delle destre nostrane non deve suscitare illusioni. Salvini trover\u00e0 alleati nei suoi omologhi Kickl e Seehofer (quello che con espressione quanto mai infelice Kurz ha chiamato Asse dei Volenterosi fra Berlino,Vienna e Roma!) finch\u00e8 si tratta di rafforzare Frontex, ostacolare le operazioni di salvataggio delle Ong e respingere quanti pi\u00f9 migranti possibile prima che si imbarchino. Ma nella misura in cui i flussi sono inarrestabili e i<br \/>\nnaufraghi dovranno continuare ad essere salvati e portati sul suolo italiano, quei like-minded saranno strenui oppositori delle nostre richieste di solidariet\u00e0 e condivisione. Il vero Asse \u00e8 quello fra Austria e Baviera, come dimostra il recente vertice di Linz fra Kurz e il capo del governo regionale bavarese Soeder.<\/p>\n<p>Dalla presidenza austriaca non dobbiamo dunque attenderci alcun sostegno per l&#8217;abolizione della regola di Dublino (responsabile per le domande di asilo \u00e8 il Paese di primo approdo), n\u00e8 per la redistribuzione dei rifugiati e tanto meno per le sanzioni ai Paesi membri che vi si oppongono.<\/p>\n<p>L&#8217;abbandono del ricollocamento obbligatorio dei rifugiati e la concentrazione degli sforzi sul rafforzamento delle frontiere esterne \u00e8 stato definito dal ministro degli Interni Kickl una \u201crivoluzione copernicana\u201d: un chiaro segno che in questo campo la presidenza austriaca non si comporter\u00e0 da \u201conesto sensale\u201d.<\/p>\n<p><strong>Punti di convergenza tra Roma e Vienna in politica estera<\/strong><br \/>\nAl di fuori della straripante problematica migratoria possiamo individuare punti di convergenza fra Roma e Vienna in politica estera: attenuazione delle sanzioni alla Russia (se vi sar\u00e0 qualche progresso nell&#8217;attuazione degli accordi di Minsk sull&#8217;Ucraina orientale), dialogo con la Turchia malgrado la deriva dittatoriale, un occhio di riguardo indulgente ai Paesi dell&#8217;ex-Jugoslavia e all&#8217;Albania. Ma pi\u00f9 rilevante \u00e8 la divergenza su fiscal compact (contenimento del deficit) e il rifiuto di condivisione del debito pubblico.<\/p>\n<p>E dietro l&#8217;orizzonte rimane la delicata questione del conferimento della cittadinanza austriaca agli alto-atesini: durante il semestre di presidenza Vienna non dovrebbe prendere iniziative destinate a precipitare una crisi diplomatica con un Paese vicino. Ma a meno breve termine questo nodo potrebbe venire al pettine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Passati sei mesi dall&#8217;insediamento del governo Kurz&#8211;Strache, possiamo fare un primo bilancio e domandarci cosa ci si deve aspettare dalla presidenza austriaca che debutter\u00e0 il 1\u00b0 luglio. Buona intesa sul fronte interno e convergenza sui migranti All&#8217;interno si conferma la buona intesa fra i due leader. 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