{"id":70143,"date":"2018-06-27T15:28:08","date_gmt":"2018-06-27T13:28:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70143"},"modified":"2018-06-28T13:31:20","modified_gmt":"2018-06-28T11:31:20","slug":"ungheria-riforma-costituzione-migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/ungheria-riforma-costituzione-migranti\/","title":{"rendered":"Ungheria: una riforma della Costituzione anti-migranti"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019approvazione della <strong>riforma costituzionale <\/strong>da parte del Parlamento ungherese, il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/ungheria-orban-valanga-difesa-minacce\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>governo Orb\u00e1n<\/strong><\/a> ribadisce la volont\u00e0 di contrastare il sistema delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/migranti-ungheria-quote-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>quote di accoglienza obbligatorie<\/strong><\/a> voluto dall\u2019<strong>Ue<\/strong>. Infatti, una delle modifiche alla legge fondamentale, gi\u00e0 entrata in vigore &#8211; quest\u2019ultima &#8211; nel 2012, stabilisce il divieto di accogliere <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/ue-consiglio-eurozona-immigrazioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>migranti<\/strong><\/a> economici irregolari.<\/p>\n<p>Si tratta di un\u2019iniziativa del tutto coerente con la politica portata avanti finora dall\u2019esecutivo di Budapest in questo ambito, volta a difendere i confini nazionali e a impedire che l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/segnalazioni\/est-europa-populismi-polonia-ungheria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ungheria<\/strong><\/a> diventi una terra di immigrazione.<\/p>\n<p><strong>Orban difende il Paese da un rischio che non esiste<\/strong><br \/>\nI fatti, per\u00f2, dimostrano che il Paese non corre grandi rischi da questo punto di vista: nel 2015 le principali stazioni ferroviarie di Budapest si erano riempite di migranti, questo \u00e8 vero, ma i medesimi si limitavano ad aspettare che ripartissero i treni con cui raggiungere i Paesi economicamente pi\u00f9 stabili dell\u2019Europa occidentale e settentrionale.<\/p>\n<p>Da tre anni a questa parte quello dei flussi migratori \u00e8 il tema centrale della propaganda continua e martellante svolta dal governo che si \u00e8 accreditato all\u2019opinione pubblica nazionale come difensore del Paese dal rischio di invasioni musulmane e che, grazie anche a questo, ha vinto le elezioni svoltesi lo scorso aprile.<\/p>\n<p><strong>Orban respinge al mittente critiche e appelli<\/strong><br \/>\nA nulla sono valsi gli avvertimenti dei costituzionalisti i quali, prima del voto parlamentare, hanno argomentato che il diritto internazionale ha prevalenza su quello nazionale, per quanto inserito nella costituzione. N\u00e9 sono serviti a qualcosa gli appelli che le istituzioni europee prima e la Commissione di Venezia in seguito hanno rivolto al governo ungherese chiedendogli di fare un passo indietro rispetto alla riforma.<\/p>\n<p>L\u2019esecutivo ha risposto in una nota che non sar\u00e0 abrogato nessuno dei punti che fanno parte del pacchetto approvato la settimana scorsa, in quanto esso difende l\u2019Ungheria e le d\u00e0 modo di agire contro chi organizza i flussi clandestini. Del resto Orb\u00e1n non riconosce nell\u2019atto migratorio un diritto umano, una libert\u00e0 fondamentale, e pone il problema del rischio di sopravvivenza delle radici culturali europee minacciate dai migranti musulmani. Tanto che il pacchetto approvato dall\u2019Assemblea nazionale contiene un riferimento all\u2019obbligo di difendere la cultura cristiana del paese.<\/p>\n<p><strong>La guerra di Orban a Soros e alle Ong da lui finanziate<\/strong><br \/>\nNel mirino delle autorit\u00e0 di Budapest ci sono le Ong riconducibili al magnate americano di origine ungherese George Soros o che ricevono soldi dall\u2019estero. Le medesime sono descritte dal governo come agenti di sistemi di potere stranieri che tramano nei confronti dell\u2019Ungheria per realizzare il piano attribuito a Soros di riempire il Paese e l\u2019intero continente di migranti musulmani.<\/p>\n<p>A questi poteri viene anche contestato l\u2019intento di fare dell\u2019Europa una colonia del capitale globale e dei suoi speculatori. Le leggi volute dal governo prevedono che chiunque aiuti un migrante irregolare rischia fino a un anno di carcere. La propaganda svolta dall\u2019esecutivo e le sue misure criminalizzano la solidariet\u00e0 e dipingono il migrante come figura negativa capace di destabilizzare il Paese, di approfittare delle sue risorse e di esporlo ai rischi derivanti dal terrorismo internazionale.<\/p>\n<p><strong>La posizione dell&#8217;Ungheria radicalizza il Gruppo di Visegrad<\/strong><br \/>\nInsomma, la linea dura del governo ungherese nei confronti dell\u2019Ue sul fronte dei migranti continua. Gi\u00e0 nelle settimane prima dell\u2019approvazione della riforma costituzionale, l\u2019Ungheria e gli altri Paesi del Gruppo di Visegr\u00e1d (V4, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia) avevano fatto del loro meglio per affossare la riforma del regolamento di Dublino, proprio come segno della loro opposizione al principio di ricollocamento dei profughi.<\/p>\n<p>La riunione del V4 pi\u00f9 l\u2019Austria a Budapest, il 22 giugno, \u00e8 servita a fare il punto della situazione e dare luogo a un\u2019ulteriore saldatura del fronte europeo anti-accoglienza anche se la delegazione austriaca non ha escluso una qualche apertura al sistema voluto dall\u2019Ue in questo campo.<\/p>\n<p>Un altro segno chiaro della chiusura del V4 \u00e8 il fatto che i suoi membri hanno boicottato la riunione informale del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/ue-consiglio-eurozona-immigrazioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Consiglio europeo<\/a> avvenuta alla fine della scorsa settimana a Bruxelles per provare a sbloccare la situazione sul fronte migranti in attesa della riunione del Consiglio europeo del 28-29 giugno. L\u2019assenza dei Paesi di Visegr\u00e1d \u00e8 stata un modo in pi\u00f9 di ribadire il loro rifiuto dell\u2019accoglienza e di negare in questo modo i principi cardine dell\u2019edificio europeo che si vuole basato sulla solidariet\u00e0 e sulla condivisione delle responsabilit\u00e0 a fronte delle grandi emergenze attuali.<\/p>\n<p>L\u2019Ungheria di Orb\u00e1n, invece, si barrica dietro la sbandierata necessit\u00e0 di proteggere il territorio nazionale dai nemici esterni, da coloro che tramano ai danni del Paese e vorrebbero cancellarne l\u2019identit\u00e0 culturale. La risoluzione della Commissione Libert\u00e0 civili del Parlamento europeo che invita gli Stati membri ad attivare la procedura relativa all\u2019applicazione dell\u2019articolo 7 contro l\u2019Ungheria non \u00e8 altro, per Orb\u00e1n, che una pressione per indurre il Paese a cambiare le sue politiche anti-immigrazione.<\/p>\n<p>Con la riforma della Legge fondamentale il governo contrasta il principio dell\u2019accoglienza e provvede ad estendere ulteriormente il suo gi\u00e0 ampio controllo sulla vita pubblica. L\u2019esecutivo infatti intende ridefinire il sistema giudiziario con l\u2019istituzione di tribunali speciali dotati di giudici nominati direttamente da esso e scelti fra ex funzionari governativi e introduce il limite al diritto di manifestazione. Con quest\u2019ultima misura mostra chiaramente l\u2019intento di colpire la critica pubblica e organizzata al sistema. L\u2019esecutivo non manca infine di tornare a occuparsi della povert\u00e0 interna vietando ai senzatetto di dimorare in luoghi pubblici per conservare una decenza che in fondo sa molto di facciata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019approvazione della riforma costituzionale da parte del Parlamento ungherese, il governo Orb\u00e1n ribadisce la volont\u00e0 di contrastare il sistema delle quote di accoglienza obbligatorie voluto dall\u2019Ue. Infatti, una delle modifiche alla legge fondamentale, gi\u00e0 entrata in vigore &#8211; quest\u2019ultima &#8211; nel 2012, stabilisce il divieto di accogliere migranti economici irregolari. 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