{"id":70150,"date":"2018-06-28T06:48:34","date_gmt":"2018-06-28T04:48:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70150"},"modified":"2018-06-28T06:48:34","modified_gmt":"2018-06-28T04:48:34","slug":"unione-via-intergovernativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/unione-via-intergovernativa\/","title":{"rendered":"Ue: Unione, via intergovernativa sola possibile, ma pericolosa"},"content":{"rendered":"<p>La natura dell\u2019 <strong>Unione europea<\/strong> di oggi ci pone di fronte a una verit\u00e0 fondamentale che \u00e8 inutile fare finta di non vedere o, peggio ancora, tentare di distorcere con falsa coscienza: la centralit\u00e0 esclusiva degli <strong>Stati nazionali<\/strong> negli equilibri decisionali dell\u2019 Unione. Ci troviamo in una fase di pieno consolidamento di un\u2019 Unione intergovernativa, dove il potere politico a livello europeo \u00e8 concentrato unicamente negli esecutivi nazionali e nell\u2019interazione tra essi. Ne sono un chiaro segnale non gi\u00e0 il potenziamento degli incontri al vertice del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/ue-consiglio-eurozona-immigrazioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Consiglio europeo<\/strong><\/a>, sempre pi\u00f9 frequenti e meglio preparati, bens\u00ec le numerose riunioni collaterali tra gruppi ristretti di capi di Stato, come il pre-summit in materia di migrazione di domenica 24 giugno a Bruxelles.<\/p>\n<p><strong>Il ritorno ai rapporti bilaterali<\/strong><br \/>\nNon \u00e8 un caso che da qualche tempo a questa parte si stia investendo di nuovo molto, in Europa, nei rapporti bilaterali, a scapito di meno efficaci strategie multilaterali. D\u2019altra parte, \u00e8 stata la stessa cancelliera Angela Merkel ad affermare che non vi potr\u00e0 essere alcun compromesso nel Vertice europeo di oggi e domani, 28-29 giugno: come dichiarato dai portavoce del governo di Berlino, l\u2019obiettivo del Consiglio europeo non sar\u00e0 il raggiungimento di dichiarazioni condivise da tutti, bens\u00ec l\u2019adesione ad accordi bilaterali, trilaterali o multilaterali.<\/p>\n<p>Sarebbe utile, anzich\u00e9 negare il fatto, cercare di capirlo e prenderne piena coscienza, adeguandosi alla realt\u00e0 e occupandosi di soluzioni concrete. Poich\u00e9 l\u2019attuale assetto istituzionale dell\u2019Ue non \u00e8 nient\u2019altro che l\u2019unico assetto possibile alla luce del vuoto lasciato dall\u2019 Unione stessa, dove prendono piede i soli attori in campo legittimati a deliberare su questioni di vitale importanza, giustappunto i governi nazionali.<\/p>\n<p><strong>Gli scogli di difesa, sicurezza, migrazione<\/strong><br \/>\nAbbiamo passato anni a raccontare come gli Stati potessero essere cancellati con un colpo di spugna, diventando, per mezzo di un\u2019integrazione normativa e programmatica, semplici \u201cmembri\u201d di un progetto apolitico esteso su scala continentale. L\u2019ultima e vana speranza \u00e8 stata quella di pensare di armonizzare competenze strategiche al cuore della vita di uno Stato \u2014 <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/ue-difesa-regolamento-passo-avanti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>difesa<\/strong><\/a>, sicurezza, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/migranti-crisi-flusso-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>migrazione<\/strong><\/a> \u2014 al pari del mercato unico, come se regolamentare banane e vite umane fosse la stessa cosa.<\/p>\n<p>\u00c8 andata diversamente con la politica monetaria \u2014 completata comunque solo per met\u00e0 \u2014 grazie a una contingenza storica e di leadership politica favorevole, di cui oggi non resta che un lontano ricordo e che difficilmente si ripeter\u00e0.<\/p>\n<p>Abbiamo cos\u00ec creduto che un unico centro di gravit\u00e0 economica e burocratica come Bruxelles potesse occuparsi di qualunque cosa al di l\u00e0 della politica, coordinando o offrendo soluzione adattabili alla moltitudine di interessi nazionali presenti nell\u2019Ue, senza tuttavia un vero governo in grado di rappresentare e sintetizzare tali interessi.<\/p>\n<p><strong>Errori e conseguenze<\/strong><br \/>\nSono stati annessi nell\u2019 Unione blocchi di Stati con la pretesa che storia e geografia fossero componenti malleabili e facilmente convertibili a un disegno europeo definito, preconfezionato da quella che \u00e8 ormai una minoranza di Paesi fondatori. Anche in questo caso subordinando la politica a tutto il resto, con l\u2019aspettativa che i governanti dei nuovi Stati membri non fossero che meri amministratori d\u2019intesa con la burocrazia centrale.<\/p>\n<p>Vano e a tratti pernicioso \u00e8 stato in ultimo il tentativo di frammentare in Europa il sistema politico in uno schema multilivello di poteri confuso e sovrapposto, con il risultato di una mancanza assoluta di chiarezza tra governanti e governati, incapace di attribuire la responsabilit\u00e0 decisionale ad alcun organo di governo. Ne consegue che, ad ogni mancata risposta politica, venga additata dai cittadini europei una volta la Germania, una volta l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/ungheria-riforma-costituzione-migranti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ungheria<\/strong><\/a>, una volta la Francia, una volta Bruxelles, una volta la Commissione, senza comprendere fino in fondo n\u00e9 l\u2019oggetto n\u00e9 il soggetto del contendere.<\/p>\n<p><strong>Dal disordine e dall&#8217;enefficienza il populismo<\/strong><br \/>\nIl risultato di tale disordine istituzionale \u00e8 proprio il cosiddetto <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/europa-riparta-solitudine-difesa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>populismo<\/strong><\/a> tanto demonizzato dai partiti tradizionali, che fiorisce dove l\u2019efficacia politica e l\u2019evidenza delle istituzioni sfioriscono. Un populismo che mira alla nazionalizzazione e alla sovranit\u00e0 statale proprio di quelle politiche che si \u00e8 tentato grossolanamente di europeizzare senza un legittimo e preciso riscontro democratico e di governo. Una mancanza di lungimiranza che avalla di fronte ai cittadini l\u2019appello all\u2019interesse nazionale dei leader di oggi, con un costante richiamo alla volont\u00e0 dell\u2019opinione pubblica nazionale nelle decisioni prese a Bruxelles.<\/p>\n<p>Di un senso comunitario nell\u2019 Unione, forte di un destino e di interessi comuni, non v\u2019\u00e8 traccia. Ci\u00f2 che rimane sono solo forze centrifughe che tendono sempre pi\u00f9 a mettere in competizione e in contrasto gli Stati membri tra di loro. Se da un lato l\u2019 Unione intergovernativa \u00e8 quindi l\u2019unica strada percorribile, la stessa strada comporta allo stesso tempo pulsioni disintegranti pericolose per l\u2019unit\u00e0 europea.<\/p>\n<p>Ora che la storia \u00e8 andata come al solito nella direzione opposta di quello che ci siamo immaginati, in Europa sarebbe il caso di fermarsi e decidere quali sono le basi istituzionali e valoriali sulle quali proseguire sulla via dell\u2019integrazione. Senza un consenso forte in tal senso e un\u2019attenta valutazione dei rischi, come gli alpinisti insegnano, non \u00e8 detto che non sia saggio ripercorrere il sentiero di ritorno, prima che sia troppo tardi<strong><em>.<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La natura dell\u2019 Unione europea di oggi ci pone di fronte a una verit\u00e0 fondamentale che \u00e8 inutile fare finta di non vedere o, peggio ancora, tentare di distorcere con falsa coscienza: la centralit\u00e0 esclusiva degli Stati nazionali negli equilibri decisionali dell\u2019 Unione. 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