{"id":70195,"date":"2018-07-02T07:53:27","date_gmt":"2018-07-02T05:53:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70195"},"modified":"2018-07-08T08:54:34","modified_gmt":"2018-07-08T06:54:34","slug":"ue-clima-migranti-bomba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/ue-clima-migranti-bomba\/","title":{"rendered":"Ue: clima e migranti, occasione per integrarsi o bomba a orologeria"},"content":{"rendered":"<p>Non si pu\u00f2 fare a meno, in questi giorni, di dedicare qualche pensiero al ruolo che la politica pu\u00f2 (o dovrebbe?) avere nella gestione dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/migranti-climatici-reata-preparati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>fenomeni migratori<\/strong><\/a>. In questo contributo, si avanza una riflessione sull&#8217;opportunit\u00e0 di determinate politiche, anche alla luce di quanto si conosce sulla complessa relazione fra <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/migranti-fattore-rischi-impatto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>riscaldamento globale<\/strong><\/a> e flussi migratori, fra clima e migranti.<\/p>\n<p><strong>Uno sguardo al futuro prossimo<br \/>\n<\/strong>Da qualche decennio si parla di \u2018rifugiati climatici\u2019, ovvero di coloro i quali sarebbero costretti o spinti a lasciare il proprio Paese (anche) a causa di degradazioni ambientali causate dal riscaldamento globale, quali desertificazione, innalzamento del livello degli oceani e eventi meteorologici estremi (alluvioni, tempeste, siccit\u00e0, etc).<\/p>\n<p>Grazie alla climatologia ed agli studi in materia di migrazione, sappiamo oggi con un non trascurabile grado di certezza che i cambiamenti del clima, aumentando la probabilit\u00e0 e l\u2019intensit\u00e0 di simili fenomeni, sono un fattore di medio-lungo periodo determinante sul \u201cquanto e come\u201d dei flussi migratori: micro-Stati insulari come Kiribati o Tuvalu potrebbero essere sommersi e diventare inabitabili; in Bangladesh, decine di milioni di persone che abitano a meno di un metro dal livello degli oceani saranno spinte a lasciare le proprie abitazioni e lo stesso accadr\u00e0 in vaste regioni africane o mediorientali, soggette a sempre pi\u00f9 dure siccit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8, per\u00f2, azzardato avanzare previsioni accurate riguardo al numero di soggetti coinvolti, data la multi-causalit\u00e0 alla base di ogni fenomeno migratorio. C\u2019\u00e8 chi ha parlato di 750 milioni di individui al 2050, chi &#8211; come le Nazioni Unite &#8211; si limita ai 200-250 milioni e chi addirittura sostiene che il concetto stesso di \u201crifugiato climatico\u201d sia in realt\u00e0 completamente fuorviante.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;indeterminatezza delle previsioni<\/strong><br \/>\nSe non \u00e8 possibile affidarsi a previsioni accurate, \u00e8 per\u00f2 certo che, con l\u2019aumentare del riscaldamento globale,\u00a0i flussi migratori aumenteranno a loro volta, ponendo eccezionali sfide sul piano della gestione, tanto sul lato del rispetto dei diritti dei migranti quanto su quello della tutela delle comunit\u00e0 di accoglienza (in questo senso, si pu\u00f2 guardare al fenomeno attraverso i prismi della \u2018<em>humanitarian\u2019<\/em> o della \u2018<em>security agenda\u2019<\/em>).<\/p>\n<p>In tutto ci\u00f2, una breve parentesi appare necessaria: rispetto al 1850, la temperatura media terrestre \u00e8 aumentata di quasi 1\u00b0C. Stando all&#8217;<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/nucleare-clima-giudizio-universale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Accordo di Parigi<\/a><\/strong>, la comunit\u00e0 internazionale dovr\u00e0 riuscire a mantenere tale aumento entro i 2\u00b0C al 2100, pena il possibile collasso (per dirla con Jared Diamond) del sistema internazionale per come oggi lo conosciamo. In altri termini: se avremo successo nella mitigazione del riscaldamento globale (&#8220;<em>and that\u2019s a quite big if&#8221;<\/em>), vivremo nei prossimi decenni un raddoppio della temperatura media terrestre rispetto a quello occorso fino ad oggi.<\/p>\n<p><strong>Clima, conflitti e migrazioni oggi<br \/>\n<\/strong>Nonostante questo, con un aumento di 1\u00b0C, siamo gi\u00e0 oggi in presenza di fenomeni migratori rilevanti legati ai cambiamenti del clima. Nello scoppio del conflitto siriano, ad esempio, ha giocato un ruolo decisivo la <a href=\"http:\/\/www.pnas.org\/content\/pnas\/112\/11\/3241.full.pdf\">siccit\u00e0<\/a> pi\u00f9 dura mai sperimentata a memoria d\u2019uomo nella zona della Mezzaluna Fertile, fra il 2006 ed il 2011. Il tema \u00e8 stato ampiamente ripreso a livello accademico, politico e mediatico (l\u2019ex segretario di Stato Usa <a href=\"https:\/\/climatemigration.atavist.com\/syria-and-climate-change\">John Kerry<\/a> ha ad esempio dichiarato: \u201c<em>I\u2019m not telling you that the crisis in Syria was created by climate change. <\/em><em>But the devastating drought clearly made a bad situation a lot worse<\/em>\u201d).<\/p>\n<p>Recentemente, il Consiglio di Sicurezza Onu, in due risoluzioni (2349\/2017 e 2408\/2018, concernenti rispettivamente la stabilit\u00e0 della regione del Lago Ciad ed il prolungamento della missione Unosom in Somalia) ha identificato negli \u2018<em>adverse effects of climate change and ecological changes<\/em>\u2019 un fattore in grado di contribuire all&#8217;instabilit\u00e0 nazionale e regionale.<\/p>\n<p>Siamo, quindi, in presenza dei primi riconoscimenti del riscaldamento globale quale concausa di conflitti e, in taluni casi, anche di fenomeni migratori ingenti. Se, accanto a ci\u00f2, consideriamo che, in caso di successo, la temperatura media terrestre aumenter\u00e0 del doppio rispetto a quanto avvenuto ad oggi, le sfide migratorie (e non solo) cui andiamo incontro si manifestano in tutta la loro evidenza.<\/p>\n<p><strong>Le sfide per l\u2019Italia e l\u2019Unione europea<br \/>\n<\/strong>Attraverso la sola prospettiva italiana e, pi\u00f9 in generale, europea, sono per lo pi\u00f9 <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/africa-prospettiva-multi-dimensionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Paesi africani <\/strong><\/a>densamente popolati, in rapida espansione demografica, con un\u2019et\u00e0 media alquanto bassa e situati in contesti socio-economici non sempre solidi ed attraenti, ad essere destinati a fornire il maggior numero di \u2018migranti climatici\u2019, tanto forzati quanto volontari.<\/p>\n<p>Sembra probabile che nei prossimi anni e decenni i flussi migratori verso l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/migranti-ue-vertice-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a> aumenteranno, quali che siano gli sforzi volti a \u201cchiudere i porti\u201d o le frontiere: senza un radicale (nonch\u00e9 difficilmente ipotizzabile) sviluppo dei Paesi di origine, l\u2019Unione ed i suoi Stati membri continueranno a rappresentare per innumerevoli individui una meta ideale.<\/p>\n<p>Sull&#8217;onda di quanto sta avvenendo oggi in <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/italia-immigrazione-contratto-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Italia<\/a><\/strong> e su di un piano di opportunit\u00e0 politica, pur nella piena consapevolezza della complessit\u00e0 del fenomeno e, spesso, dell\u2019impossibilit\u00e0 di adottare soluzioni efficaci per la gestione dei flussi migratori in un sistema di Stati sovrani, sembrerebbe opportuno adottare un approccio solidarista: concepire il tema dei migranti in termini di salvaguardia delle persone colpite e non solo in termini di sopravvivenza di una determinata comunit\u00e0\/nazione per come si trova ad essere in un dato istante storico.<\/p>\n<p>Tzvetan Todorov scriveva: \u201cLa paura dei barbari \u00e8 ci\u00f2 che rischia di renderci barbari. E il male che ci faremo sar\u00e0 maggiore di quello che temevamo di subire. La storia ci insegna: il rimedio pu\u00f2 essere peggiore del male\u201d. Con ci\u00f2 non si intende sostenere che iniziative di contenimento migratorio debbano essere evitate; si intende sostenere che esse debbano essere intraprese con il duplice obiettivo di mantenere un equilibrio interno e consentire, allo stesso tempo, flussi controllati ed assistenziali per coloro i quali l\u2019emigrazione \u00e8 forzata.<\/p>\n<p>Pur condannando l\u2019atteggiamento manicheo (che troppo ricorda tempi bui e relativamente recenti della nostra storia nazionale) propugnato dal nostro attuale governo, sembra per\u00f2 doveroso dichiararsi in accordo con un punto centrale delle politiche oggi intraprese: senza una solidale ed integrata politica migratoria europea (e, quindi, senza seri e concreti piani di ricollocamento fra gli Stati membri), un fenomeno in realt\u00e0 numericamente gestibile rischia, prevalentemente per ragioni emotive e di rigetto, di trasformarsi sempre pi\u00f9 in un fattore capace di minare oltremodo il processo di integrazione europea. In questo senso, le attuali posizioni del governo francese, ad esempio, piuttosto che limitare \u201cla lebbra\u201d dei populismi, tendono ad aumentarne la capillare diffusione.<\/p>\n<p>Senza una decisa integrazione delle politiche migratorie a livello sovranazionale, in un clima di condivisione degli oneri che attenui le frizioni nord-sud all&#8217;interno della stessa Unione, non \u00e8 del tutto improbabile che alcune spinte politiche, sfruttando le leve del \u2018pericolo migratorio\u2019 (che nei prossimi anni e decenni aumenter\u00e0 a causa dei cambiamenti del clima), riescano a snaturare e stravolgere il progetto di integrazione europea per come avviato e costruito a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non si pu\u00f2 fare a meno, in questi giorni, di dedicare qualche pensiero al ruolo che la politica pu\u00f2 (o dovrebbe?) avere nella gestione dei fenomeni migratori. 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