{"id":70218,"date":"2018-07-03T06:39:51","date_gmt":"2018-07-03T04:39:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70218"},"modified":"2018-07-06T07:05:05","modified_gmt":"2018-07-06T05:05:05","slug":"messico-lopez-obrador-presidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/messico-lopez-obrador-presidente\/","title":{"rendered":"Messico: L\u00f3pez Obrador presidente, la vittoria del cambiamento"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/populismo-europa-america-latina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">onda che ha globalmente travolto i partiti tradizionali<\/a> si \u00e8 infranta anche in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/messico-nuvole-alla-casa-bianca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Messico<\/strong><\/a>. Dopo quasi un secolo, il popolo messicano ha eletto alla presidenza del Paese un candidato non appartenente ai due partiti storicamente maggioritari. Secondo gli ultimi dati ufficiali, Andr\u00e8s Manuel <strong>L\u00f3pez Obrador<\/strong> ha vinto con il 53% dei voti le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/america-latina-2018-maratona-elezionii\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>elezioni presidenziali<\/strong><\/a>, staccando gli altri candidati di quasi 30 punti percentuali. Il suo partito e i suoi alleati avrebbero anche conquistato una stretta maggioranza sia al Senato che alla Camera. Se fosse davvero fosse cos\u00ec, Obrador avr\u00e0 una forza parlamentare, che non si vedeva da trent&#8217;anni, per governare il Messico senza dovere cercare compromessi politici con gli altri partiti.<\/p>\n<p><strong>Obrador, la discontinuit\u00e0 alla presidenza<br \/>\n<\/strong>La popolarit\u00e0 di Obrador incarna una profonda volont\u00e0 di cambiamento del popolo messicano, disilluso dalle politiche degli ultimi anni. Il nuovo presidente del Messico, che assumer\u00e0 l\u2019incarico ufficialmente il 1 dicembre, ha conquistato i messicani promettendo di trasformare il Paese ribaltando le politiche di libero mercato che hanno fatto da modello per lo sviluppo economico del Messico fin dagli Anni \u201980.<\/p>\n<p>Obrador eredita una Paese economicamente stabile. Gli indicatori macro-economici del Messico mostrano una realt\u00e0 che cresce in maniera costante, in cui il debito pubblico \u00e8 relativamente basso, l\u2019inflazione sotto controllo e il deficit fiscale sostenibile. Nonostante ci\u00f2, il Messico continua ad avere degli disequilibri socio-economici che minano lo sviluppo del Paese.<\/p>\n<p><strong>Squilibri e violenza fra le piaghe del Paese<\/strong><br \/>\nLe riforme economiche che gli hanno permesso di crescere hanno contemporaneamente trascurato ampi strati della popolazione messicana e numerose aree del Paese, che continua ad essere ostaggio della violenza diffusa della criminalit\u00e0 organizzata messicana che, sfruttando povert\u00e0 e ingiustizia sociale, riesce a imporsi sulle istituzioni statali. Il 2017 \u00e8 stato uno degli anni con il pi\u00f9 alto numero di omicidi dell&#8217;ultimo ventennio.<\/p>\n<p>La lotta contro la povert\u00e0 non ha sortito gli effetti sperati. Nel 2008 circa 50.5 milioni di messicani vivevano in condizioni di povert\u00e0, una cifra che \u00e8 andata progressivamente aumentando, raggiungendo i 55.6 milioni su 127.5 milioni di abitanti nel 2016. Ed \u00e8 proprio nel malcontento generalizzato contro uno status quo che ha cristallizzato le disuguaglianze che Obrador \u00e8 riuscito a conquistare la sua vittoria.<\/p>\n<p><strong>Le promesse di Obrador e i dubbi sulla loro attuazione<\/strong><br \/>\nObrador ha concentrato la sua campagna elettorale su un piano di riforme in cui lo Stato riconquista un ruolo centrale nella politica economica del Paese sviluppando dei programmi sociali per aiutare la crescita socio-economica delle classi meno privilegiate. Tra le varie proposte, Obrador vorrebbe alzare le pensioni pi\u00f9 basse per portarle ai livelli del salario minimo, implementare dei sussidi pubblici per aiutare la produttivit\u00e0 dei contadini pi\u00f9 poveri e espandere gli aiuti finanziari per gli studenti.<\/p>\n<p>Per finanziare le politiche sociali promesse da Obrador, il governo dovrebbe investire annualmente circa il 2.5% del Pil del Paese. Il nuovo presidente ha per\u00f2 affermato che le coperture per le manovre economiche non porteranno n\u00e9 all&#8217;aumento delle tasse n\u00e9 andranno a pesare sul debito pubblico. Per sovvenzionare le riforme di inclusione sociale, Obrador cercher\u00e0 di ricavare i fondi da una lotta serrata alla corruzione che, ad oggi, pesa negativamente sull&#8217;economia del Messico contraendo il Pil nazionale del 2% all\u2019anno. La corruzione rimane una ferita aperta nel Paese, che, secondo Transparency International, sarebbe al 135.o posto su 180 nella classifica delle Nazioni pi\u00f9 corrotte al mondo.<\/p>\n<p>Per quanto virtuosa, questa strategia lascia dubbi sulla sua attuabilit\u00e0. Trasformare la retorica elettorale in atti legislativi che sradichino la cultura della corruzione nel Paese, quanto meno nel breve termine, appare irrealistico cos\u00ec come la possibilit\u00e0 che tali politiche possano portare nelle casse dello stato messicano quanto sperato.<\/p>\n<p><strong>I timori dei mercati internazionali<\/strong><br \/>\nLa vittoria di Obrador \u00e8 stata accolta con preoccupazione dagli investitori internazionali. Il suo approccio statalista e nazionalista viene visto come un possibile freno alla crescita e, in particolare, si teme la riduzione degli investimenti esteri. Durante la campagna elettorale, Obrador ha dichiarato di voler parzialmente ridiscutere la privatizzazione delle risorse naturali messicane, iniziando da 100 contratti di concessione petrolifera che hanno un valore stimato di circa 200 miliardi di dollari di investimenti esteri in dieci anni. Nonostante ci\u00f2, Obrador ha espresso la volont\u00e0 di espandere l\u2019industria petrolifera messicana, marginalizzando per\u00f2 gli investimenti privati nel settore.<\/p>\n<p>Malgrado la campagna denigratoria dei suoi avversari che l\u2019hanno attaccato etichettandolo come il nuovo Chavez, Obrador ha dimostrato gi\u00e0 da sindaco di Mexico City un pragmatismo politico che lo avvicina pi\u00f9 alle esperienze politiche della sinistra riformista di Lula in Brasile. Difatti, ha usato toni conciliatori e non radicali garantendo la sua volont\u00e0 di mantenere l\u2019indipendenza della Banca centrale messicana e di lasciare libera la convertibilit\u00e0\u00a0 del peso.<\/p>\n<p><strong>Il Nafta e i rapporti con l&#8217;America di Trump<\/strong><br \/>\nUn ulteriore punto delicato sar\u00e0 la posizione di Obrador sul North American Free Trade Agreement (Nafta), cui, teoricamente, si \u00e8 detto favorevole. Ma l\u2019incertezza si gioca sulla sua possibile relazione diplomatica con il presidente degli Stati Uniti Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/messico-nuvole-alla-casa-bianca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Trump<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Entrambi i presidente hanno dimostrato di avere una personalit\u00e0 particolarmente spigolosa che potrebbe portare ad un peggioramento dei rapporti, gi\u00e0 ai minimi storici, tra Messico e Usa. Eppure, i margini per trovare una convergenza tra le due strategie presidenziali potrebbe esistere malgrado la loro profonda diversit\u00e0.<\/p>\n<p>Si \u00e8 gi\u00e0 ventilata un\u2019ipotesi per cui il nuovo presidente messicano potrebbe essere disponibile a negoziare un maggior controllo sull&#8217;immigrazione illegale messicana verso gli Usa in cambio di investimenti americani per lo sviluppo.<\/p>\n<p>Le elezioni di Obrador sono state storiche. Ora, per fare la storia, Obrador dovr\u00e0 dimostrare di essere in grado di trasformare le promesse in realt\u00e0. E questa sar\u00e0 la vera sfida della sua presidenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019onda che ha globalmente travolto i partiti tradizionali si \u00e8 infranta anche in Messico. Dopo quasi un secolo, il popolo messicano ha eletto alla presidenza del Paese un candidato non appartenente ai due partiti storicamente maggioritari. 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