{"id":70249,"date":"2018-07-04T06:41:38","date_gmt":"2018-07-04T04:41:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70249"},"modified":"2018-07-08T10:02:23","modified_gmt":"2018-07-08T08:02:23","slug":"ue-valori-sovranismi-integrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/ue-valori-sovranismi-integrazione\/","title":{"rendered":"Ue: valori e sovranismi nel processo d&#8217;integrazione europea"},"content":{"rendered":"<p>A una settimana dal <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/migranti-ue-vertice-italia\/\"><strong>Consiglio europeo<\/strong><\/a> del 28 e 29 giugno, la questione dei movimenti secondari dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/ue-clima-migranti-bomba\/\"><strong>migranti<\/strong><\/a> sembra minacciare nuovamente gli equilibri europei e la tenuta degli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/campagna-elettorale-immigrazione\/\"><strong>accordi di Schengen<\/strong><\/a>. La vaghezza e la genericit\u00e0 delle conclusioni del Consiglio europeo lasciavano di fatto presagire che le partite, anche quelle dei valori, non fossero ancora concluse.<\/p>\n<p>L\u2019accordo siglato tra la cancelliera <strong>Merkel<\/strong> e il ministro degli Interni <strong>Seehofer<\/strong> circa la creazione in <strong>Germania<\/strong> di centri di transito al confine con l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/ue-presidenza-austria-kurz\/\"><strong>Austria<\/strong><\/a> con cui gestire i movimenti secondari ha di fatto scatenato una reazione a catena tra i partner europei. Primo il cancelliere austriaco <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/austria-kurz-strache-svolta-destra\/\"><strong>Kurz<\/strong><\/a> che, pur avendo indicato la necessit\u00e0 di creare \u201cun\u2019Europa che protegge&#8221;, all&#8217;inaugurazione della presidenza di turno austriaca del Consiglio dei Ministri dell\u2019Ue, non ha esitato a dichiararsi pronto a chiudere il Brennero. Non \u00e8 tardata la risposta italiana che con il ministro degli Esteri Moavero ha richiamato l\u2019Austria alle sue responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>La soluzione tedesca per la gestione dei movimenti secondari, che suscita interrogativi circa l\u2019effettiva tutela dei diritti umani, sembra quindi minacciare il <em>principio di libera circolazione<\/em> all&#8217;interno dell\u2019Unione Europea. Mentre la frontiera diviene nuovamente simbolo di divisione e cresce lo scontro tra contrapposti egoismi nazionali risulta necessario chiedersi quale futuro attende il processo d\u2019integrazione europea.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;unione di uomini<br \/>\n<\/strong>Unire uomini piuttosto che coalizzare Stati era l\u2019obiettivo indicato da Jean Monnet per l\u2019Unione europea. Negli ultimi sessant\u2019anni grandi passi in avanti sono stati fatti in termini di diritti e qualit\u00e0 della vita grazie al processo d\u2019integrazione europea. Una <strong><em>pace duratura<\/em> e <em>la tutela dei diritti fondamentali della persona<\/em><\/strong>, entrambe conquiste quotidiane spesso considerate scontate, sono di fatto il frutto di una progressiva erosione dell\u2019esclusivit\u00e0 della <strong>sovranit\u00e0<\/strong> statale. Tuttavia, l\u2019inadeguatezza dei Paesi europei nel fronteggiare la crisi economica che a partire dal 2008 ha ulteriormente allargato il divario tra nord e sud dell\u2019Unione e la pressione dei flussi migratori sulla sponda europea del Mediterraneo ha risvegliato aspirazioni sovraniste che in alcuni casi si sono trasformate in forze di governo.<\/p>\n<p>La discussione di questa riscoperta identitaria della nazione alla quale ci si riferisce, spesso in modo semplicistico, parlando di sovranismo si lega imprescindibilmente alla periodica analisi del processo d\u2019integrazione europea. Tale processo ha di fatto limitato la forza dello Stato nazione nel corso degli anni levigandone i confini e limitandone la capacit\u00e0 di intervento. Tradizioni, storie e culture sono state unificate, incoraggiando una collaborazione in un contesto di pace, sicurezza e giustizia non cancellando le singole identit\u00e0 nazionali ma elaborando <strong>un\u2019identit\u00e0 europea basata su valori comuni<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019integrazione europea ha assunto da prima una veste economica creando uno spazio comune di riconoscimento ma con essa ha saputo coniugare anche l\u2019affermazione e la tutela di diritti che con la Carta di Nizza del 2000 hanno ufficialmente assunto un valore riconosciuto e condiviso da tutti gli Stati membri. Valori quali il rispetto della dignit\u00e0 umana, della democrazia e dei diritti umani sono cos\u00ec diventati condizione imprescindibile nell&#8217;azione dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><strong>La percezione dell&#8217;Ue<br \/>\n<\/strong>L\u2019emergere di egoismi diffusi come risposta agli sconvolgimenti socio-economici ai quali gli Stati hanno dovuto fare fronte negli ultimi anni ha tuttavia limitato la completa e adeguata applicazione dei valori e dei principi sanciti nei Trattati, in primo luogo il <strong>principio di solidariet\u00e0<\/strong>. Questo ha determinato la messa in discussione dell\u2019identit\u00e0 valoriale dell\u2019Unione che cos\u00ec continua a perdere la sua portata universalistica agli occhi dell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/pdf\/eurobarometre\/2018\/oneyearbefore2019\/eb89_one_year_before_2019_eurobarometer_en_opt.pdf\">Uno studio dell\u2019Eurobarometro<\/a> pubblicato dalle Istituzioni europee lo scorso maggio, esattamente ad un anno dalle prossime elezioni europee, mostra come circa il <strong>56% dei cittadini europei intervistati ritiene che i partiti \u2018protestatari\u2019 possano portare effettivi cambiamenti<\/strong> nei singoli Paesi, mentre, il 50% pensa che essi non rappresentino una minaccia per la tenuta democratica del loro Paese. Nel quinquennio 2013-2018 circa 70 partiti \u2018protestatari\u2019 sono emersi in Europa e questo trend sembra mantenersi ampiamente positivo.<\/p>\n<p>Lo studio condotto su 27.601 cittadini dei 28 Stati membri presenta ci\u00f2 nonostante un dato in controtendenza: circa il 60% dei rispondenti continua a considerare l\u2019Unione europea positivamente. Cos\u00ec anche se l\u2019avanzata dei partiti antisistema e \u2018protestatari\u2019 non sembra arrestarsi, l\u2019europeismo degli intervistati non risulta essere intaccato. I cittadini chiedono cos\u00ec un\u2019inversione di tendenza ma pur sempre all&#8217;interno del contesto comunitario.<\/p>\n<p><strong>Quale futuro per i valori europei<br \/>\n<\/strong>Nel momento in cui l\u2019Unione europea si mostra pi\u00f9 debole che mai, una rivitalizzazione del processo d\u2019integrazione risulta essere altamente complessa. Un\u2019Unione bisognosa di recuperare consensi deve quindi riuscire a dare <strong>risposte comuni<\/strong> ai problemi \u2013 in primo luogo la gestione dei flussi migratori \u2013 che attirano maggiormente l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p>Il rafforzamento dell\u2019Unione \u00e8 quindi da ricercarsi nelle sue origini e nella riscoperta dei suoi valori fondanti. L\u2019Unione, infatti, deve presentarsi dinnanzi alle sfide contemporanee con la rinnovata capacit\u00e0 di passare da un\u2019Europa spersonalizzata ad un\u2019Europa dei diritti forte e coesa. Le elezioni europee del maggio 2019 rappresenteranno un ulteriore passaggio per riaffermare la vicinanza ai cittadini, evitando che esse si trasformino in un referendum sulla stessa.<\/p>\n<p>Va tuttavia considerato che molti Stati membri sembrano maggiormente interessati a mantenere l\u2019Unione come destinatario di quotidiani attacchi pi\u00f9 che entit\u00e0 da cui far ripartire un processo di crescita democratica. Procedere con <strong>un\u2019Europa a pi\u00f9 velocit\u00e0, partendo dagli Stati che per primi ne hanno condiviso i valori comuni<\/strong>, potrebbe essere una soluzione alla messa in discussione dei valori portanti dell\u2019Unione. Questa, al contrario di una poco produttiva prova muscolare, sarebbe anche la strada pi\u00f9 opportuna per l\u2019Italia schiacciata da un lato dagli storici alleati impegnati a compattare le loro maggioranze interne e dall\u2019altro lato dai nuovi alleati dell\u2019Est, il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/visegrad-nucleo-duro-europa-contro\/\">blocco di Visegrad<\/a>, che pur mostrandosi solidali promuovono scelte politiche in contrasto con le esigenze nazionali italiane. L\u2019Italia potrebbe cos\u00ec riacquisire un ruolo centrale sul piano Europeo facendosi guida di un processo d\u2019integrazione storicamente caratterizzato da difficolt\u00e0 ma che ha avuto come unica e ricorrente risposta un\u2019Europa pi\u00f9 forte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A una settimana dal Consiglio europeo del 28 e 29 giugno, la questione dei movimenti secondari dei migranti sembra minacciare nuovamente gli equilibri europei e la tenuta degli accordi di Schengen. 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